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A Jesolo la sesta edizione dei campionati italiani di calcio balilla paralimpico: in campo 10 squadre e atleti da tutta Italia

Jesolo si prepara ad accogliere nuovamente i migliori interpreti del calcio balilla paralimpico italiano. Dal 11 al 13 settembre il Pala Marzotto, nel Villaggio Marzotto di Viale Oriente 44, sarà la sede della sesta edizione dei campionati nazionali organizzati dalla Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla (FPICB).


La scelta della cittadina veneta conferma un legame consolidato: per il sesto anno consecutivo Jesolo ospita la manifestazione, che si è ritagliata uno spazio crescente nel calendario federale e nella comunità locale. L’amministrazione comunale e la cittadinanza hanno mantenuto un’attenzione costante verso l’iniziativa, contribuendo alla sua continuità.
L’edizione 2026 presenta numeri che testimoniano l’espansione della disciplina. Sono dieci le formazioni iscritte alla competizione per il titolo a squadre; 40 gli atleti titolari convocati — a cui si aggiungono le riserve — con 50 iscrizioni nelle prove individuali e 30 coppie iscritte nelle gare di doppio. Dodici tavoli ufficiali saranno allestiti per le sfide sotto la supervisione della Commissione Arbitrale FPICB.


Il format per la contesa a squadre prevede formazioni composte da quattro atleti più una possibile riserva, con rispetto delle classificazioni sportive federali TS1, TS2 e TS3. Le società in gara sono ASD Abruzzo Multisport, ASD La CalcioBalillaSport, ASD SaSpo Cagliari, ASD Gli Audaci, ASD Mediterranea Eventi, ASD POLHA Varese, ASD Amatori Rugby, ASD APISB, ASD Calcio Veneto For Disable e ASD La Barena.


Il programma delle tre giornate è stato organizzato per concentrare competizioni e cerimonie. Sabato 12 le attività inizieranno alle 8; dalle 9 sono previste le finali del Campionato Italiano Assoluto. La cerimonia di apertura ufficiale è fissata per le 11:30, mentre alle 14:30 prenderà il via il Campionato Italiano a Squadre. Nella stessa giornata, alle 15:30, è in programma il Campionato Nazionale DIR.


La giornata conclusiva di domenica ripartirà alle 9:00, con le finali del titolo a squadre in calendario per le 9:30 e quelle del Campionato Nazionale DIR alle 10:00. La manifestazione si concluderà con la cerimonia di premiazione prevista per le 13:00.
La FPICB ha sottolineato come l’appuntamento non sia soltanto agonismo, ma anche promozione dello sport paralimpico e inclusione. Il presidente della federazione, Francesco Bonnano, ha ringraziato le squadre e gli atleti per l’impegno dimostrato e ha evidenziato il ruolo della città di Jesolo nel sostenere l’iniziativa.


L’organizzazione gode del patrocinio e del supporto istituzionale della Città di Jesolo, con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e della International Table Soccer Federation (ITSF). All’evento partecipano società e atleti provenienti da diverse regioni italiane, confermando la dimensione nazionale della manifestazione.


La manifestazione è inoltre promossa da Studio3A, Handytech, OFFCARR, Autonomy, ATI Group, Macron, Roberto Sport e Kepalla.it. Tra i partner figurano SuperAbile Inail, Omnia Eventi Comunicazione, KI.FRA, Calciobalilla24, Golee e TripTop.


L’appuntamento proposto a Jesolo si annuncia dunque come il culmine della stagione federale, con tre giorni dedicati a gare, incontri istituzionali e attività di promozione dello sport paralimpico. La chiusura con la cerimonia ufficiale di premiazione è in programma domenica alle 13:00.

Investimenti e conflitti di interesse: come riconoscere una consulenza realmente orientata al cliente

Quando una banca o un professionista propone un investimento, la domanda più utile non riguarda subito il rendimento atteso. Prima occorre capire chi remunera la persona che formula la raccomandazione, quali prodotti può proporre e quali interessi economici entrano in gioco. Una qualifica professionale certifica competenze e autorizzazioni, ma non descrive automaticamente il modello commerciale nel quale il professionista opera.

Il punto non è stabilire che ogni prodotto distribuito da una banca sia inadeguato o che ogni commissione rappresenti un abuso. La questione è più concreta: distinguere una raccomandazione costruita partendo dalle necessità del risparmiatore da una proposta influenzata, almeno in parte, dagli obiettivi di vendita dell’intermediario. Questa distinzione cambia il modo di valutare fondi, polizze finanziarie, gestioni patrimoniali, obbligazioni e altri strumenti presenti nei portafogli delle famiglie.

Vendita e consulenza possono convivere nello stesso rapporto, ma non sono la stessa attività. Il risparmiatore dovrebbe sapere quando sta pagando direttamente una prestazione professionale e quando, invece, il costo della distribuzione è incorporato nel prodotto acquistato. Comprendere questa differenza consente di porre domande più precise, confrontare alternative realmente omogenee e leggere con maggiore attenzione la documentazione ricevuta.

La qualifica professionale non spiega da sola chi paga la consulenza

La definizione di consulenza in materia di investimenti riguarda la formulazione di raccomandazioni personalizzate su operazioni relative a strumenti finanziari. La normativa europea impone agli intermediari di raccogliere informazioni sulla situazione economica del cliente, sui suoi obiettivi, sulle conoscenze finanziarie, sull’esperienza maturata e sulla capacità di sostenere eventuali perdite. Da queste informazioni dovrebbe derivare una valutazione di adeguatezza, accompagnata da motivazioni comprensibili e non da formule standard prive di contenuto concreto.

Questi obblighi rappresentano una tutela importante, ma non eliminano automaticamente i conflitti di interesse. Due professionisti con qualifiche comparabili possono lavorare secondo modelli di remunerazione molto diversi. Uno può essere retribuito dall’intermediario per cui opera, partecipare a sistemi incentivanti o distribuire prodotti che riconoscono commissioni alla rete. Un altro può essere pagato esclusivamente dal cliente attraverso una parcella concordata. La competenza tecnica può essere presente in entrambi i casi; ciò che cambia è la struttura economica del rapporto.

Per capire quale servizio viene effettivamente offerto occorre domandare se la consulenza è dichiarata indipendente o non indipendente, se l’analisi prende in considerazione un numero sufficientemente ampio di strumenti disponibili sul mercato, se esistono accordi con società prodotto e se vengono ricevuti incentivi, commissioni o benefici da soggetti diversi dal cliente.

La normativa MiFID II richiede che il cliente venga informato sulla natura del servizio e sulle limitazioni dell’analisi. Nel caso della consulenza prestata su base indipendente, la selezione deve riguardare una gamma sufficientemente diversificata di strumenti e non può essere limitata ai prodotti di soggetti strettamente collegati al professionista. È inoltre previsto il divieto di ricevere e trattenere incentivi da terzi connessi al servizio indipendente. L’indipendenza, pertanto, non è una semplice dichiarazione di stile: riguarda il perimetro dell’analisi e il modo in cui il professionista viene remunerato.

Il conflitto di interesse nasce prima della firma del contratto

Un conflitto di interesse esiste quando chi raccomanda un’operazione può ottenere un vantaggio economico scegliendo un determinato prodotto, una specifica società di gestione o una soluzione più costosa rispetto alle alternative. Non significa necessariamente che la raccomandazione sia sbagliata. Significa che è presente un incentivo capace di condizionare il processo decisionale e che tale incentivo deve essere identificato, gestito e comunicato con trasparenza.

Il problema diventa evidente osservando il funzionamento della distribuzione finanziaria. Una società di gestione crea un fondo e stabilisce le commissioni applicabili. Il prodotto viene inserito nei cataloghi degli intermediari e distribuito attraverso filiali, reti o piattaforme. Una parte dei costi sostenuti dall’investitore può remunerare la gestione, mentre un’altra può essere riconosciuta al soggetto che ha collocato il prodotto. In questo sistema il cliente può avere la sensazione di ricevere gratuitamente assistenza, anche se il costo della relazione commerciale è incorporato nelle commissioni prelevate dal capitale investito.

Si consideri un esempio semplificato. Due fondi perseguono un obiettivo simile e presentano livelli di rischio confrontabili. Il primo costa complessivamente lo 0,60 per cento annuo, il secondo il 2 per cento. Su un capitale di 100.000 euro, la differenza iniziale è di 1.400 euro ogni anno, senza considerare l’effetto cumulativo nel tempo. Se il prodotto più costoso riconosce una maggiore remunerazione alla rete distributiva, il risparmiatore dovrebbe sapere quali ragioni tecniche ne giustificano la scelta.

I costi non sono un dettaglio amministrativo. A differenza dei rendimenti futuri, che rimangono incerti, le commissioni sono una sottrazione relativamente prevedibile. Possono comprendere spese di ingresso, costi ricorrenti di gestione, commissioni di performance, oneri di negoziazione, costi assicurativi, spese di consulenza e penali o costi di uscita. Alcuni sono immediatamente visibili, altri emergono soltanto leggendo il documento informativo o il rendiconto annuale dei costi e degli oneri.

Secondo un approfondimento della Banca d’Italia, nei fondi azionari analizzati i costi di distribuzione possono variare sensibilmente in base al canale utilizzato. Le analisi dell’ESMA sottolineano inoltre che la distribuzione costituisce una componente rilevante del costo complessivo dei fondi destinati agli investitori al dettaglio. Il dato non dimostra che il canale tradizionale sia sempre sconveniente, ma conferma che il servizio ricevuto deve essere valutato insieme al suo prezzo effettivo, anche quando quel prezzo non assume la forma di una fattura separata.

Il libro di Maximiliano Travagli e i meccanismi della distribuzione tradizionale

Il libro di Maximiliano Travagli, La trappola della consulenza finanziaria tradizionale, è rivolto a risparmiatori, famiglie, professionisti e imprenditori che desiderano comprendere i meccanismi attraverso i quali banche e assicurazioni distribuiscono prodotti finanziari. L’impostazione non invita a rinunciare agli intermediari, ma a interpretarne correttamente ruolo, vincoli e incentivi.

Il tema centrale riguarda la distanza che può formarsi tra ciò che il cliente pensa di ricevere e ciò che viene economicamente erogato. Il risparmiatore può credere di avere davanti una figura chiamata a selezionare liberamente la soluzione migliore, mentre il professionista opera all’interno di un catalogo definito, di accordi distributivi e di obiettivi commerciali. Il nodo non è la buona o cattiva fede della singola persona, ma l’architettura degli incentivi nella quale la raccomandazione viene formulata.

Il libro approfondisce anche alcuni errori ricorrenti. Tra questi rientrano la delega completa senza verifica, l’attenzione quasi esclusiva ai rendimenti passati, la sottovalutazione dei costi ricorrenti, l’acquisto di prodotti non pienamente compresi e la tendenza a confondere la solidità della banca con l’adeguatezza di ogni investimento proposto. Un intermediario affidabile può infatti distribuire prodotti costosi, complessi o poco coerenti con le necessità di uno specifico cliente.

Un ulteriore elemento riguarda la frammentazione delle informazioni. Il costo di un investimento non sempre compare in un’unica voce facilmente leggibile. Può essere necessario ricostruirlo attraverso il documento contenente le informazioni chiave, il contratto, il prospetto e il rendiconto annuale. Analogamente, il rischio non coincide soltanto con la volatilità: comprende la possibilità di non recuperare il capitale nel momento necessario, di sostenere penali, di incontrare difficoltà nella vendita o di essere eccessivamente esposti a un singolo emittente.

L’utilità dell’approfondimento risiede nella possibilità di trasformare concetti apparentemente tecnici in criteri di controllo. Il risparmiatore consapevole non pretende previsioni infallibili, ma richiede coerenza tra obiettivi, strumenti, costi e rischi. È un cambiamento di prospettiva rilevante: invece di chiedere quale prodotto “renderà di più”, si verifica quale soluzione abbia una funzione comprensibile all’interno del patrimonio.

Travagli Financial e la consulenza remunerata dal cliente

Maximiliano Travagli è un consulente finanziario opera nel settore da oltre trent’anni e ha maturato esperienze nell’analisi e nell’intermediazione prima di dedicarsi alla consulenza indipendente. Travagli Financial svolge attività di analisi e pianificazione finanziaria senza essere collegata a gruppi bancari o compagnie assicurative per la distribuzione dei prodotti. Il modello dichiarato è fee-only: la remunerazione della consulenza viene corrisposta dal cliente e non deriva dalle commissioni commerciali riconosciute dai prodotti consigliati.

Questa struttura non rende automaticamente corretta ogni valutazione, così come il modello bancario non rende automaticamente inadeguata ogni proposta. Riduce però una specifica fonte di conflitto: l’interesse economico a preferire il prodotto che remunera maggiormente il distributore. Il professionista indipendente può analizzare anche gli investimenti già detenuti presso la banca del cliente, senza che sia necessariamente richiesto il trasferimento del patrimonio.

L’attività può comprendere il controllo del portafoglio, l’esame dei costi, la verifica del grado di diversificazione, la valutazione dei rischi e la costruzione di una strategia coerente con gli obiettivi dichiarati. Il ruolo del non consiste nel garantire un rendimento né nell’eliminare le oscillazioni dei mercati. Consiste nel fornire un processo di analisi documentato, separando per quanto possibile la raccomandazione dalla vendita.

Anche nel rapporto con un professionista indipendente restano necessarie alcune verifiche. È opportuno conoscere preventivamente il compenso, il contenuto dell’incarico, la frequenza delle revisioni e le responsabilità operative. La consulenza, infatti, può limitarsi alle raccomandazioni: gli strumenti continuano a essere acquistati, custoditi e venduti attraverso la banca o l’intermediario scelto dal cliente.

Il valore di un consulente finanziario dovrebbe quindi essere misurato sulla chiarezza del metodo, non su una singola performance. Un anno positivo può dipendere dall’andamento generale dei mercati; un anno negativo non dimostra, da solo, che la strategia fosse errata. Sono più significativi la coerenza del rischio assunto, il controllo dei costi, la diversificazione, la disciplina nelle decisioni e la capacità di evitare operazioni dettate dalla paura o dall’euforia.

Prima traversata a nuoto del Canale d’Otranto: Spyros ce l’ha fatta dopo quasi 32 ore

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Spyros Chrysikopoulos, 43 anni, ha completato la prima traversata a nuoto del Canale d’Otranto, partendo da Othonoi e approdando a Santa Maria di Leuca dopo 31 ore e 50 minuti di nuoto ininterrotto.

L’atleta greco è partito lunedì 31 agosto dall’isola più a ovest dell’arcipelago delle Diapontie e ha percorso 91 chilometri e 400 metri esclusivamente a bracciate, senza toccare punti d’appoggio, senza muta e senza alcuna strumentazione di supporto.

La traversata si è svolta anche di notte e in condizioni di mare spesso molto mosso, con il rischio di burrasche e pioggia. Due giudici della Marathon Swimmers Federation hanno seguito tutta la navigazione e ne hanno certificato il rispetto delle norme del nuoto di fondo in acque libere.

L’impresa ha valso a Chrysikopoulos una menzione nel libro dei Guinness dei primati. Non si tratta del primo tentativo: nel 2024 aveva dovuto rinunciare per condizioni particolarmente avverse e per la presenza di branchi di meduse che rendevano impossibile la traversata.

Il nuotatore ha alle spalle altre imprese estreme: nel 2021 aveva ottenuto un record mondiale percorrendo 358,2 chilometri in sette giorni, e nel luglio dello scorso anno aveva nuotato 151 chilometri in 48 ore in una piscina da 50 metri.

Louis Dassilva, prima intervista in tv dopo l’assoluzione: “Mi sono sentito libero”

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Roma, 7 settembre 2026 — Prima intervista televisiva per Louis Dassilva dopo l’assoluzione nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. Ospite di “Ore 14” su Rai2, Dassilva ha ripercorso il momento della sentenza e il ritorno alla vita fuori dal carcere, dove aveva trascorso quasi due anni.

Nel corso della trasmissione l’uomo ha detto di essersi sentito libero al momento della lettura del verdetto, pronunciando le parole: “Mi sono sentito libero”. Ha affrontato anche i temi legati alla detenzione, al rapporto con la moglie e al caso che lo ha travolto.

Sulla posizione di Manuela Bianchi, citata nel processo, Dassilva ha affermato che lei lo ha accusato “per difendere altri o se stessa”, commento riportato durante l’intervista.

Intanto la procura ha presentato appello contro l’assoluzione ottenuta in primo grado.

A Venezia “L’estranea” di Paolo Strippoli: horror con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi accolto con favore

Al Festival del Cinema di Venezia è stato presentato L’estranea, il nuovo film di Paolo Strippoli che mette al centro la figura di una donna determinata a esercitare il controllo su ogni aspetto della propria vita.

Protagoniste del lungometraggio sono Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi. Il film, definibile come horror, è il terzo titolo italiano inserito nel concorso della manifestazione.

La proiezione in Sala Grande ha registrato una risposta positiva da parte del pubblico e della platea festivaliera.

Allerta per temporali in arrivo: gli avvisi per Venezia e per il Veneto

VENEZIA. La Protezione Civile del Comune di Venezia ha diramato l’allerta arancione per rischio idrogeologico e per temporali prevista per mercoledì 9 settembre. L’avviso è stato emesso dal Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto sulla base delle previsioni di Arpav.


Secondo i modelli meteo, a partire dalla giornata di domani sono attesi rovesci e temporali a tratti diffusi. I fenomeni potranno risultare localmente intensi e, soprattutto sulle aree pianeggianti, anche abbondanti.


La fase più marcata relativa ai temporali è prevista già dalla mattina di mercoledì. Per quanto riguarda il rischio idrogeologico legato a tali eventi, l’allerta dovrebbe raggiungere il picco nelle ore centrali della giornata.


Nel pomeriggio e nella serata di oggi, martedì, invece, è prevista una prima ondata di instabilità sulle zone montane e, in misura minore, sulle aree pedemontane, con rovesci e temporali di isolamento che potrebbero risultare intensi in alcuni casi.

Alla luce delle condizioni previste, il Centro Funzionale Decentrato ha stabilito l’allerta arancione (fase di pre-allarme) per alcuni settori del Veneto; in altre aree della regione permane un livello di allerta giallo. L’elenco dettagliato delle zone coinvolte è disponibile sul portale della Regione Veneto dedicato alla protezione civile.


In vista degli episodi di vento forte e della dichiarazione della fase di preallarme per rischio idrogeologico da temporali, il Comune ricorda che le aree verdi comunali recintate saranno chiuse fino al termine dell’allerta meteo. La misura è già prevista come prassi preventiva in caso di condizioni meteorologiche avverse.


Per orientarsi su comportamenti corretti e misure di autoprotezione, i cittadini possono consultare il materiale informativo messo a disposizione dalla Protezione Civile nazionale. I documenti sono reperibili, tra gli altri, ai link: https://rischi.protezionecivile.gov.it/it/meteo-idro-0/ e https://iononrischio.protezionecivile.it/it/preparati/alluvione/.


VENETO. Il bollettino regionale sottolinea che la maggiore instabilità interesserà in particolare la pianura nella giornata di domani, con fenomeni che potranno risultare più intensi rispetto alle aree montane già colpite da rovesci nella serata precedente.


Per monitorare l’evoluzione del rischio e le eventuali ordinanze locali è consigliabile seguire gli aggiornamenti dei canali ufficiali della Protezione Civile e della Regione Veneto.

Sul sito della Regione è disponibile anche una mappa delle zone di rischio con informazioni più dettagliate.
La sala operativa della Protezione Civile regionale ha annunciato l’attivazione del servizio continuativo h24 a partire dalle ore 8 di mercoledì 9 settembre.

Premio COMEL 2026: svelati i 13 finalisti dell’ultima edizione “Alluminio, Intrecci di Futuro”

La giuria del Premio COMEL ha scelto i 13 artisti che entreranno nella mostra finale della tredicesima e ultima edizione, intitolata “Alluminio, Intrecci di Futuro”, in programma allo Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina dal 17 ottobre al 7 novembre 2026.


Oltre 300 candidature sono arrivate da un ampio bacino geografico: dall’Italia, da numerosi Paesi europei e anche da contesti extraeuropei come Australia, Cina, Colombia, Ecuador, Giappone, Iran e Messico. Le domande provenienti da fuori dall’Europa non sono state ammesse al concorso, ma segnano l’interesse internazionale che il Premio ha accumulato negli anni.


La selezione si è concentrata sulle opere in cui l’alluminio viene esplorato non solo come materiale da plasmare, ma come vettore di ricerca espressiva. Scultura, pittura, incisione e installazione costituiscono i linguaggi principali rappresentati tra i finalisti, ognuno con una diversa lettura del tema “Intrecci di Futuro”.


La mostra collettiva riunirà i lavori scelti e accompagnerà il pubblico verso la chiusura del percorso del premio. L’appuntamento finale, fissato per il 7 novembre, prevede la proclamazione del vincitore della XIII edizione e l’assegnazione del Premio del Pubblico, attribuito all’opera più votata dai visitatori.


Tra i 13 artisti selezionati compaiono nomi provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. La rosa comprende Caterina Arcuri (Catanzaro) con opere di scultura e installazione; Roberta Bertazzini (Torino) nella stessa sezione; Mariangela Cacace (Vituliano, CE), dedicata alla pittura; Irene Capuano (Monte di Procida, NA) anch’essa in pittura.


Completano il gruppo Giulia Facchin (Cornedo Vicentino, VI) con scultura e installazione; Giulia Fulgenzi Maiesta (Santa Maria Nuova, AN) per scultura e installazione; Dimitri Likissas, attivo tra Bruges (Belgio) e St. Maarten (Grecia), con proposte in scultura e installazione; Paola Maccioni (Vicenza) nell’incisione; Ferruccio Maierna (Montecompatri, RM) in scultura e installazione.


La lista prosegue con Frank Martinageli (Melbourne/Roma) nella sezione incisione; Nadia Nespoli (Cormano, MI) in pittura; Diana Pintaldi (Roma) con lavori di scultura e installazione; e infine Caterina Zen (Cittadella, PD) nelle arti pittoriche.
La giuria che ha condotto la selezione è presieduta da Giorgio Agnisola, direttore artistico del premio, critico d’arte, scrittore e professore emerito di Arte Sacra e Beni Culturali presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.


Completano il collegio di valutazione Mariantonietta Picone Petrusa, scrittrice e professore emerito di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Federico II di Napoli; Ilia Tufano, artista, studiosa, docente e gallerista; Federico Romanelli Montarsolo, presidente e fondatore dell’Associazione Montarsolo – AMITALIA; e Maria Gabriella Mazzola, in rappresentanza della COMEL Industrie, promotrice e unico sostenitore del premio.


Nel corso degli anni il Premio COMEL ha messo al centro l’alluminio come materiale capace di stimolare sperimentazione e ricerca: le opere selezionate per questa edizione dimostrano la varietà delle pratiche possibili, dal rigore dell’incisione alle soluzioni spaziali delle installazioni.


La mostra “Alluminio, Intrecci di Futuro” offrirà dunque uno spaccato delle ultime tendenze focalizzate sul metallo e sulle sue potenzialità espressive, segnando il capitolo conclusivo di un progetto che ha legato comunità creative e industria intorno all’arte contemporanea.


Il vincitore della XIII edizione e il Premio del Pubblico saranno proclamati durante la giornata conclusiva della mostra, il 7 novembre.

Trofeo del Timoniere a Chioggia: Avance de Galera trionfa nella terza tappa adriatica

Adriatico, Darsena Mosella di Sottomarina. Avance de Galera, condotta da Michele Marin del Circolo Velico La Spezia, si è aggiudicata la terza tappa adriatica del Trofeo del Timoniere, conclusa domenica 6 settembre a Chioggia. La manifestazione, riservata alla classe Meteor, ha visto disputate sei prove e ha coinvolto 27 equipaggi.


L’evento è stato organizzato da Il Portodimare ASD, con la collaborazione del Circolo Nautico Chioggia e su delega della Federazione Italiana Vela. Il programma prevedeva sei prove con un recupero consentito, e il comitato di regata è riuscito a completare l’intero calendario nonostante condizioni variabili.


Sabato la flotta è rimasta a lungo in attesa per l’assenza pressoché totale di vento, poi un leggero refolo ha permesso lo svolgimento di tre prove. Domenica mattina, approfittando dell’arrivo della Bora, il comitato ha varato le ultime tre regate. Il mare formato e il vento sostenuto hanno complicato la lettura del campo di regata, costringendo alcuni equipaggi al ritiro.


Avance de Galera ha fatto leva sulla solidità nei risultati iniziali. Con due primi posti nelle prime prove e poi un terzo e un secondo, l’equipaggio di Marin ha chiuso la classifica provvisoria con 12 punti, sufficienti per il successo finale.


Al secondo posto si è piazzata Engy, timonata da Silvio Sambo per il Circolo Nautico Chioggia. Grazie a un primo e a due secondi posti, Engy ha totalizzato 18 punti, beneficiando anche della familiarità con le acque locali.


La terza piazza è andata a Super Nova, con Fabio Nicoli del Circolo Velico La Spezia al timone. Dopo un avvio con due terzi posti, l’equipaggio ha migliorato la propria performance nella parte centrale della manifestazione, ottenendo un secondo posto nella quarta prova e chiudendo con 21 punti.


I 27 equipaggi presenti hanno dato corpo alla ripresa della stagione: la tappa di Chioggia segna infatti l’apertura della seconda parte del calendario 2026 per la classe Meteor, dopo gli appuntamenti iniziali a Napoli e La Spezia.


La conclusione della manifestazione lascia ora il circuito concentrato sull’appuntamento più prossimo: il Campionato Italiano della classe Meteor, in programma a Trieste durante la Barcolana.

A Venezia la vela inclusiva: dal 17 al 19 settembre la tappa di “Navigare Insieme”

Venezia si prepara ad ospitare, dal 17 al 19 settembre 2026, la sesta tappa di “Navigare Insieme: l’Italia senza Barriere”, l’iniziativa della Federazione Italiana Vela che porta la pratica velica a persone con disabilità, promossa con il contributo di UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica.


L’evento si svolgerà al Polo Nautico Punta San Giuliano, sede del Circolo della Vela Mestre, e nasce dalla collaborazione tra la Federazione Italiana Vela e il Comitato XII Zona FIV. Tre giorni di attività a terra e in acqua coinvolgeranno giovani e adulti con disabilità motorie, sensoriali e intellettivo-relazionali.


La prima mattina, giovedì 17 settembre alle 10.00, è previsto un workshop dedicato allo sviluppo del Para Sailing sul territorio. L’incontro è rivolto a volontari, associazioni e famiglie e vuole offrire strumenti pratici per conoscere il Para Sailing e le opportunità di crescita locale della disciplina.


Venerdì 18 e sabato 19 settembre si svolgeranno le sessioni pratiche rivolte ai partecipanti. Le mattinate, dalle 10.00 alle 13.00, saranno dedicate alle scuole; i pomeriggi, dalle 14.30 alle 17.30, alle associazioni. Ogni giornata alternerà momenti didattici a terra, con nozioni di orientamento e navigazione, a prove in acqua seguite dai tecnici della Federazione.


In acqua i partecipanti saliranno sulle Hansa 303, barche progettate per rendere la vela fruibile anche a persone con mobilità ridotta. Alle attività potranno partecipare, oltre ai ragazzi e agli adulti con disabilità, i referenti delle scuole e delle associazioni, gli accompagnatori e i volontari presenti sul posto.


A fare da riferimento per il progetto ci sarà Marco Gualandris, ambassador di “Navigare Insieme” e atleta del Team Para Sailing della Federazione Italiana Vela. Gualandris porterà la propria esperienza sportiva: nel suo palmarès figurano la medaglia d’oro al CICO 2023, il quinto posto ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali 2014 nella classe SKUD 18.


La manifestazione giunge alla seconda edizione con un obiettivo chiaro: non soltanto permettere alle persone con disabilità di provare la vela, ma creare legami duraturi tra circoli velici, scuole, associazioni, famiglie e istituzioni. L’idea è favorire la continuità dell’esperienza, consentendo a chi partecipa di accedere in seguito a percorsi di pratica più stabili sul territorio.


Fabio Colella, consigliere federale con delega al Para Sailing, sottolinea l’importanza di trasformare l’esperienza temporanea in opportunità concrete. A Venezia, spiega Colella, si punta a far conoscere le possibilità offerte dal Para Sailing non solo ai partecipanti diretti, ma anche agli operatori e ai volontari che li accompagnano, per favorire la prosecuzione dell’attività nel tempo.


Anche UniCredit ha voluto sostenere l’iniziativa. Marco Semprebon, responsabile dello sviluppo territoriale Nord Est, ricorda che il Fondo Carta Etica finanzia progetti che generano opportunità e relazioni: per il gruppo bancario la vela può diventare uno strumento di partecipazione, autonomia e inclusione, capace di costruire connessioni durature tra persone e territorio.


Con la tappa veneziana continua il percorso nazionale di “Navigare Insieme: l’Italia senza Barriere”, finalizzato ad ampliare la conoscenza del Para Sailing e a creare nuove possibilità per avvicinarsi alla vela e praticarla nel tempo.

Il rovescio a una mano scompare dalle semifinali Slam: il ko di Tsitsipas sigilla il record

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La sconfitta di Stefanos Tsitsipas negli ottavi degli Us Open contro Ben Shelton ha sancito un traguardo senza precedenti nel tennis maschile: nel 2026 nessun tennista con il rovescio a una mano è arrivato almeno in una semifinale di uno dei quattro Major (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, Us Open). È la prima volta in 150 anni, su 524 edizioni.

L’esito del torneo newyorkese ha inoltre segnato l’ultima apparizione in un Major di Stan Wawrinka. Il fenomeno, tra i più celebri interpreti recenti del rovescio a una mano, lascia così il palcoscenico dei Major nello stesso anno in cui la specialità non ha più raggiunto i turni finali.

Il declino del rovescio classico è stato un processo progressivo. Secondo la ricostruzione, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta l’aumento della velocità negli scambi ha modificato i modelli tecnici, con figure come Bjorn Borg e Andrè Agassi che hanno orientato in modo decisivo la scuola moderna. Oggi è sempre più raro che i giovani vengano impostati con il rovescio a una mano.

Tra i pochi a mantenere competitività con quel colpo c’è stato Lorenzo Musetti, che nel 2024 e nel 2025 aveva portato la bandiera italiana arrivando in semifinale a Wimbledon e al Roland Garros. In vista degli Us Open si era allenato con Roger Federer, ma non è riuscito a ripetere i risultati. Prima del torneo di New York occupava il 14° posto della classifica Atp e ora rischia di scivolare fuori dalla top 20; resta comunque il tennista non bimano più alto nel ranking.

Il calo di giocatori come Grigor Dimitrov e Denis Shapovalov ha inciso ulteriormente sulla presenza dei rovesci a una mano ai livelli più alti. Tra le nuove leve, i puristi avevano individuato uno svizzero di Basilea, Henry Bernet: il ragazzo, che compirà 20 anni a gennaio, è stato paragonato a Federer ma al momento si trova al 396° posto del ranking.

Inps: per le visite ambulatoriali la malattia può partire dal giorno prima

L’Inps ha modificato l’interpretazione delle regole sulla decorrenza della malattia: con la circolare 92/2026, pubblicata ieri, il giorno di inizio dell’evento può essere riconosciuto anche il giorno precedente al rilascio del certificato medico quando la visita si svolge in ambulatorio. La misura, avallata dal ministero del Lavoro, è entrata in vigore il 4 settembre.


Il chiarimento dell’Istituto riguarda la possibilità di far retroagire di un giorno la data di malattia anche per le certificazioni rilasciate in ambulatorio, estendendo così una tutela che finora era riservata soltanto alle visite domiciliari. La novità si applica anche ai certificati di continuazione e alle ricadute.


Fino ad ora la prassi prevedeva che l’inizio della malattia coincidesse con la data indicata nel certificato telematico; la retrodatazione al giorno precedente era ammessa solo in casi particolari e, in concreto, solo se il medico aveva compilato il campo «Dichiara di essere ammalato dal…» e nel caso di visite domiciliari.


La data di inizio della malattia non è un dettaglio formale: stabilisce quali sono i primi tre giorni coperti dalla cosiddetta carenza, periodo che resta a carico del datore di lavoro, condiziona le percentuali di indennizzo e influisce sul computo del periodo massimo di copertura. Per questo motivo la possibilità di far valere la malattia a partire dal giorno precedente può incidere sui rapporti economici tra lavoratore e datore di lavoro.


L’Inps motiva la svolta richiamando mutamenti del contesto sociosanitario nazionale: meno medici di base disponibili, un carico organizzativo e assistenziale più elevato per quelli in servizio e la prassi delle visite programmate in ambulatorio. Tutti elementi che, secondo l’Istituto, rendevano penalizzante il precedente meccanismo per il lavoratore che, pur essendo stato visitato il giorno successivo alla chiamata, restava privo della protezione per il primo giorno di malattia.


La circolare ricorda anche la facoltà, prevista dai contratti collettivi di medicina generale, di effettuare la visita domiciliare entro le ore 12 del giorno successivo alla richiesta, purché ritenuta necessaria. Questo profilo contratto-normativo è parte della motivazione che ha portato l’Inps a estendere l’interpretazione anche alle visite ambulatoriali.


Non mancano però le eccezioni. La retrodatazione al giorno prima non viene riconosciuta se quel giorno cade in un festivo infrasettimanale oppure di sabato o domenica. In tali circostanze il lavoratore avrebbe dovuto rivolgersi al servizio di continuità assistenziale (l’ex “guardia medica”), e pertanto la tutela non può essere estesa a coprire giorni in cui l’assistenza ordinaria non era disponibile.


Sul fronte amministrativo la novità avrà riflessi anche nelle rilevazioni delle presenze. Per i datori di lavoro che applicano il calendario differito, l’adeguamento del Libro unico del lavoro (Lul) entrerà a regime con la contabilizzazione dei dati relativi al mese di settembre, che verranno registrati nel mese di ottobre.


La circolare 92/2026 segnala un passo di adattamento delle regole previdenziali a una realtà sanitaria in cambiamento e introduce un criterio di maggiore favore verso il lavoratore, pur mantenendo paletti legati alle esigenze di servizio fuori dall’orario ordinario. Nel mese di ottobre, per i datori con calendario differito, le novità si rifletteranno concretamente nel Libro unico del lavoro.

Traversata storica: Spyros nuota dal Peloponneso al Salento, 91,4 km in quasi 32 ore

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Spyros Chrysikopoulos, 43 anni, ha completato una traversata storica tra Grecia e Italia: ha nuotato per 31 ore e 50 minuti senza soste, fermandosi a terra a Santa Maria di Leuca dopo essere partito da Othonoi. La distanza coperta è stata di 91 chilometri e 400 metri.

La partenza è avvenuta lunedì 31 agosto dall’isola di Othonoi, nella parte occidentale dell’arcipelago delle Diapontie, a nord di Corfù. L’arrivo è stato all’estrema punta meridionale della Puglia, nella località salentina di Santa Maria di Leuca.

Chrysikopoulos ha compiuto la traversata in costume, senza muta o strumenti di supporto, e senza toccare alcun punto d’appoggio. Ha nuotato anche di notte, affrontando mare molto mosso e la minaccia di burrasche e pioggia.

Si tratta della prima attraversata a nuoto del Canale d’Otranto registrata: per questa impresa Chrysikopoulos ha ricevuto una menzione nel libro dei Guinness dei primati. Due giudici della Marathon Swimmers Federation hanno seguito l’intera navigazione e hanno certificato il rispetto delle norme previste per il nuoto di fondo in acque libere.

Non era la prima sfida del nuotatore: nel 2024 aveva tentato la traversata ma aveva dovuto rinunciare a causa di condizioni marine avverse e branchi di meduse. In passato Spyros aveva già stabilito altri primati: nel 2021 aveva nuotato 358,2 chilometri in sette giorni; nel luglio dell’anno scorso aveva percorso 151 chilometri in 48 ore in una piscina da 50 metri.

Louis Dassilva in tv dopo l’assoluzione: “Mi sono sentito libero”

Louis Dassilva ha rilasciato la sua prima intervista televisiva dopo l’assoluzione per l’omicidio di Pierina Paganelli.

Ospite del programma Ore 14 su Rai2, Dassilva ha ricordato il momento della sentenza e il ritorno alla vita libera dopo quasi due anni di detenzione. “Mi sono sentito libero”, ha detto riferendosi all’esito del processo.

Nel corso dell’intervista ha parlato anche del periodo in carcere, della moglie e del rapporto con Manuela Bianchi. Su quest’ultima ha affermato: “Mi ha accusato per difendere altri o se stessa”.

Intanto la Procura ha presentato appello contro il verdetto di assoluzione.

Crans-Montana, emerge una mail che segnalava il rischio della schiuma fonoassorbente: i familiari chiedono risposte

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Una nuova documentazione riapre il dibattito sulla gestione della sicurezza prima della strage di Capodanno a Crans‑Montana: una mail interna del Comune avrebbe segnalato il rischio che la schiuma fonoassorbente del locale Constellation potesse incendiarsi.

La notizia, riportata dal Tages‑Anzeiger e ripresa dagli atti d’inchiesta, riguarda una comunicazione attribuita a Rose‑Marie Clavien, responsabile dell’edilizia del Comune dal 2017 al 2024. Secondo la ricostruzione, il documento metteva in guardia sul potenziale pericolo del materiale isolante in caso di incendio.

Gli investigatori avrebbero mostrato la mail a Clavien durante un interrogatorio a Sion. Convocata inizialmente come persona informata sui fatti, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere sul contenuto della comunicazione e risulta ora iscritta nel registro degli indagati: è la diciassettesima persona coinvolta nell’inchiesta sulla strage del primo gennaio, che ha causato 41 vittime e 115 feriti.

La nuova segnalazione si aggiunge a un’altra già agli atti: il 13 dicembre 2019 Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, aveva scritto a una dipendente esprimendo timori che le scintille delle fontane pirotecniche potessero raggiungere la schiuma. Interrogata il 5 giugno, Moretti ha detto che quella frase era da intendersi in modo ironico.

I familiari chiedono che l’inchiesta chiarisca non solo la natura infiammabile del materiale, ora oggetto di accertamenti, ma soprattutto la catena delle informazioni: chi era a conoscenza del rischio, quando fu informato e quali provvedimenti furono eventualmente adottati.

Andrea Costanzo, padre di Chiara, una delle vittime, ha detto di non voler sostituirsi alla magistratura ma ha chiesto che si faccia piena luce sulle informazioni che potevano prevenire la tragedia, sottolineando che “abbiamo bisogno di sapere la verità”. Valentino Giola, padre di un sopravvissuto, ha osservato che la nuova rivelazione rafforza i dubbi sulla gestione della sicurezza e richiama la questione dei controlli.

Secondo quanto emerso nelle indagini, dopo il 2019 il Constellation non sarebbe stato sottoposto alle ispezioni antincendio di competenza comunale. La stampa svizzera segnala verifiche incomplete e documentazione mancante anche per altri edifici nel Vallese, sollevando interrogativi sull’efficacia dei controlli pubblici.

Alla luce della tragedia il Canton Vallese ha rivisto le disposizioni sulla prevenzione incendi, introducendo una nuova direttiva per le ispezioni basata sul livello di rischio degli edifici. Gli investigatori ora dovranno ricostruire tutte le segnalazioni, i controlli e le decisioni che precedettero la notte del rogo per capire se e dove si siano verificate omissioni.

La prima lezione di Alberto Manzi torna in tv: Rai Cultura ripropone “Non è mai troppo tardi” per la Giornata dell’Alfabetizzazione

Rai Cultura ripropone integralmente la prima puntata di Non è mai troppo tardi, il corso televisivo condotto da Alberto Manzi che esordì il 15 novembre 1960. La lezione andrà in onda martedì 8 settembre su Rai Storia, alle 11.30 e alle 23.45, in occasione della Giornata mondiale dell’Alfabetizzazione.

Il programma, definito all’epoca dal Radiocorriere come “un corso di lezioni televisive per insegnare a leggere, a scrivere, e a fare di conto”, nacque in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione. Veniva trasmesso tre volte alla settimana e consentiva agli adulti che lo seguivano di prepararsi agli esami per conseguire la licenza della terza elementare.

Nella prima puntata Manzi spiegava agli spettatori l’obiettivo delle lezioni e introduceva i segni della scrittura con parole che invitavano all’apprendimento collettivo. La trasmissione trasformò lo schermo in una vera aula, raggiungendo persone che spesso non avevano potuto frequentare regolarmente la scuola.

Il progetto si inseriva in un contesto nazionale ancora segnato dall’analfabetismo: nel 1951, a 91 anni dall’unità, la percentuale degli analfabeti era ancora del 12,9%, con punte più elevate in alcune regioni, ricordava il Radiocorriere dell’epoca.

La riproposizione della prima lezione è presentata come il recupero di un momento in cui il servizio pubblico svolse una funzione educativa e civile, utilizzando la televisione come strumento di emancipazione e coesione sociale.

“Regata Storica 2026: plauso alle vincitrici, ma che tristezza le finestre vuote di cui nessuno ha parlato”. Lettere

Bravissime Debora Scarpa di Pellestrina e Silvia Bon di Burano, che hanno vinto anche quest’anno la Regata Storica delle donne nelle mascarete. Ricordo che Debora (52 anni, alla sua sesta vittoria) cura, con grande sacrificio, molte colonie feline, come ha raccontato Alberto Vitucci nella telecronaca RAI. E che qualche anno fa ha subito un grave infortunio quando, durante un allenamento in Laguna, la sua imbarcazione è stata distrutta da un taxi.

Tristezza  invece nel vedere tante e tante finestre sulle rive del Canal Grande desolatamente chiuse e senza alcuna presenza. A differenza degli anni che furono, quando Venezia aveva ancora i suoi abitanti e le sue attività più consone. Si sono sentiti, nella trasmissione, ben pochi accenni critici su questa grave realtà.

Cristina Romieri,
Venezia Lido

Marmolada perde 9 ettari in un anno: arretramento record

Un nuovo dato drammatico per la Marmolada: al termine dell’estate 2026 il ghiacciaio ha ridotto la propria superficie di 9 ettari, scendendo da 92 a 83 ettari, e ha registrato un arretramento medio di 23 metri, circa il triplo rispetto all’anno precedente.


La fotografia arriva dall’ottava Campagna Glaciologica Partecipata, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha aggiornato le rilevazioni sul principale ghiacciaio delle Dolomiti al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige.


La perdita di 9 ettari corrisponde a circa 90.000 metri quadrati di ghiaccio scomparso in dodici mesi. Secondo i ricercatori della campagna, una variazione di questa entità era stata osservata solo nel 2022, anno segnato dal crollo che aveva attirato l’attenzione pubblica sulla fragilità del ghiacciaio.


La Campagna è stata svolta con il contributo di Arpav, della Fondazione Glaciologica Italiana e di numerosi volontari, tra i 16 e i 75 anni, comprendendo escursionisti esperti, insegnanti e appassionati. Le misure sul campo hanno permesso di quantificare sia la perdita di superficie sia l’ampiezza dell’arretramento in diverse porzioni del ghiacciaio.


La parte più critica è il fronte occidentale della Marmolada: nelle ultime due stagioni è stato registrato un arretramento totale di circa 120 metri e la quota del fronte si è portata ormai oltre i 2

Concorso Margherini 2026: aperte le candidature per scegliere le eccellenze di Marghera

Il gruppo Margherini DOC ha annunciato l’avvio del Concorso Margherini 2026, la manifestazione partecipativa con cui la comunità locale seleziona persone, attività e professionisti che contribuiscono alla vita del territorio di Marghera e dei centri limitrofi.


Le candidature saranno raccolte esclusivamente via Facebook: dal 16 al 30 settembre gli iscritti al gruppo ufficiale potranno proporre i nominativi commentando i post dedicati. Ogni proposta dovrà indicare chiaramente il nome del candidato e contenere la dichiarazione che la persona o l’attività è stata preventivamente informata e ha dato il proprio consenso; senza questa attestazione la candidatura non sarà ritenuta valida.


Possono essere proposti cittadini, imprese, negozi e professionisti con sede o operatività nei territori di Marghera, Catene, Malcontenta e Porto Marghera. Hanno diritto di presentare le proposte solo gli iscritti al gruppo Facebook Margherini DOC.


La fase di voto si terrà sempre online e avrà luogo dal 5 al 31 ottobre, all’interno del medesimo gruppo. Le modalità operative per esprimere le preferenze saranno comunicate mediante il post ufficiale che aprirà il periodo delle votazioni.

Dalla somma dei voti validi verrà stilata la classifica finale; saranno premiati i primi tre classificati. A tutti i candidati ammessi alla votazione sarà consegnata una pergamena con l’Attestato di Partecipazione, a testimonianza dell’inclusione nella selezione promossa dalla comunità.


Il regolamento esclude dalla partecipazione i vincitori dell’edizione 2025: Rosticceria Fratelli Bottazzo, Cartolibreria Lamon e Pasticceria Milady non possono dunque essere nuovamente proposti. Non sono ammissibili nemmeno candidature riconducibili a soggetti, organizzazioni o esponenti politici; eventuali ulteriori casi di inammissibilità saranno decisi dagli amministratori del gruppo.


I Margherini DOC, nati il 2 giugno 2009, contano oggi oltre 8.200 aderenti. Il gruppo si presenta come il primo raggruppamento indipendente dedicato alla memoria e alla promozione della comunità di Marghera, con la finalità di mettere in luce le realtà locali attraverso iniziative che coinvolgono direttamente cittadini e operatori.


L’edizione precedente aveva visto la partecipazione di più di trenta realtà del territorio e l’assegnazione dei primi tre posti a Rosticceria Fratelli Bottazzo, Cartolibreria Lamon e Pasticceria Milady, confermando l’attenzione della comunità verso attività storiche e attività commerciali locali.


Gli organizzatori sottolineano che il concorso vuole essere soprattutto un momento di partecipazione collettiva e di riconoscimento reciproco: «La forza di Marghera è la nostra gente», recita il principio alla base dell’iniziativa, che lascia appunto ai cittadini il compito di scegliere chi merita un riconoscimento.


La data, il luogo e le modalità della cerimonia conclusiva saranno comunicate successivamente dagli amministratori del gruppo. La proclamazione dei vincitori e la cerimonia di premiazione si svolgeranno nel mese di novembre 2026.

Esplosione pirotecnica in chiesa durante festa patronale in Messico: almeno 10 vittime

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Un’esplosione di fuochi d’artificio all’interno di una chiesa durante una festa patronale in Messico ha causato una strage. L’episodio, avvenuto il 7 settembre 2026, ha provocato almeno 10 morti e oltre 60 persone sono rimaste ferite.

L’esplosione si è verificata durante i festeggiamenti religiosi, quando all’interno dell’edificio sono stati fatti esplodere fuochi pirotecnici. Le autorità hanno confermato il bilancio delle vittime e il numero dei feriti, in fase di soccorso.

I soccorsi hanno lavorato sul posto per assistere i feriti e gestire le conseguenze dell’esplosione. Non sono stati forniti altri dettagli sulle circostanze specifiche o sull’identità delle persone coinvolte.

Donna denuncia: “Aggredita al bar a Venezia, nessuno è intervenuto e le forze dell’ordine non sono arrivate»

Un’aggressione denunciata sui social, una richiesta di aiuto rivolta ai presenti e tre chiamate al 112. È quanto racconta S.N., che ha riferito di essere stata aggredita nella serata del 7 settembre a Venezia, mentre si trovava seduta ai tavolini di un famoso bar delle Zattere in attesa di un’amica. Il suo racconto, pubblicato su Facebook, ha raccolto migliaia di commenti e reazioni da parte di cittadini veneziani.

L’aggressione al bar

Secondo quanto riferito dalla donna, l’episodio è avvenuto intorno alle 20.45. S.N. si trovava seduta al tavolo del noto locale delle Zattere quando, alle sue spalle, un uomo avrebbe avuto una lite in lingua inglese con il proprio compagno. Al termine della discussione, sempre secondo il racconto della donna, l’uomo si sarebbe alzato nervosamente dal tavolino e avrebbe sbattuto una sedia contro quella occupata da S.N., apostrofandola con un grave insulto in inglese. Subito dopo, sostiene la donna, le avrebbe sputato in faccia.

S.N. sarebbe quindi riuscita a fotografare l’uomo mentre si allontanava e la foto è stata postata su Facebook. ma proprio questo gesto ha provocato una nuova reazione al violento che, accortosi di essere stato fotografato, sarebbe tornato indietro e avrebbe cercato di sottrarle il telefono, trattenendola per un braccio per gettarle il cellulare in acqua.

La richiesta di aiuto e l’intervento di due cittadini

La donna racconta di avere chiesto aiuto e di avere gridato anche di chiamare la polizia. Sempre secondo la sua ricostruzione, l’aggressore l’avrebbe trascinata verso la zona antistante il vicino locale Terrazza dei Nobili, continuando a tenerla per un braccio per circa cinque minuti, prima di scagliare il telefono a terra.

Nel suo racconto, S.N. ribadisce più volte che nessuno dei presenti nei due locali sarebbe intervenuto in suo soccorso, nemmeno i camerieri che pure assistevano alla scena. A intervenire sarebbero stati invece una donna, A.G., insieme al figlio. S.N. che vengono pubblicamente ringraziati sul post per aver aiutato la vittima a liberarsi dalla presa dell’uomo. A quel punto, un altro cittadino veneziano avrebbe chiamato il 112, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

Le chiamate al 112 e l’attesa della pattuglia

È proprio sulla risposta all’emergenza che si concentra la parte più critica del racconto pubblicato dalla donna. S.N. riferisce di avere atteso l’arrivo di una pattuglia per oltre 45 minuti e sostiene che, nonostante tre chiamate al 112, nessuna forza dell’ordine sarebbe arrivata sul posto.

Nel frattempo, racconta, lei e altri cittadini avrebbero presidiato la zona compresa tra le Zattere e San Basilio, per tenere d’occhio la zona in cui l’uomo si sarebbe allontanato dopo l’episodio, ma la donna riferisce che, alla fine, il responsabile del «pronto intervento» le avrebbe solo indicato di recarsi il giorno successivo a presentare denuncia.

Al momento, nel materiale alla base del racconto pubblicato sui social, non sono disponibili elementi che consentano di ricostruire il mancato arrivo della pattuglia o i tempi effettivi dell’intervento richiesto al 112 con le loro motivazioni.

Le reazioni sui social

Il post ha provocato oltre un migliaio di reazioni di lettori scandalizzati. Tutti gli utenti del social hanno espresso solidarietà alla donna e criticato la mancanza di aiuto, a partire dal personale in servizio e dalle altre persone presenti.

A.G., una delle persone intervenute durante l’aggressione, ha scritto di avere cercato di ottenere i nomi dei camerieri e di avere chiesto di parlare con il titolare del locale. Ha inoltre sostenuto di avere dovuto svolgere personalmente queste verifiche in qualità di “privata cittadina”, mentre altri commentatori hanno invitato S.N. a presentare denuncia e a segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

Alcuni utenti hanno invece sottolineato la necessità di distinguere la responsabilità dei singoli presenti da quella delle istituzioni e hanno chiesto che sull’episodio venga fornita una risposta.

Cosa succederà ora

La donna ha pubblicato la fotografia dell’uomo che avrebbe compiuto l’aggressione e ha annunciato, attraverso il suo intervento sui social, l’intenzione di procedere con una denuncia. La ricostruzione completa dell’accaduto potrà quindi essere affidata agli accertamenti delle autorità, che potranno verificare la dinamica dell’aggressione, l’identità della persona indicata dalla vittima e quanto avvenuto dopo le chiamate al 112.

Il caso, intanto, ha scatenato un intenso dibattito online, con la discussione che verte sulla sicurezza e sulla capacità di intervento in caso di emergenze nel centro storico di Venezia.

Cernobbio, gli imprenditori promuovono il governo; dall’opposizione critiche su crescita, difesa ed energia

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Il Forum Ambrosetti si è chiuso a Villa d’Este, a Cernobbio, con un dato che riassume il paradosso ricorrente dell’appuntamento: la platea imprenditoriale premia l’esecutivo, mentre i rappresentanti dell’opposizione lo criticano dal palco.

Il sondaggio Teha, svolto tra oltre duecento imprenditori e manager presenti, attribuisce al governo un giudizio positivo nel 68,3% dei casi. Il voto più frequente è stato un 7 su 9, scelto da circa un intervistato su tre. Le forze di opposizione raccolgono invece un giudizio negativo dall’83% del campione, dieci punti in più rispetto al 2025.

All’arrivo a Villa d’Este Matteo Renzi ha osservato che, fuori dall’hotel, molti avrebbero l’impressione che la premier non abbia soddisfatto le attese e ha sottolineato che “il sondaggio più forte è al supermercato e dal benzinaio”.

Elly Schlein ha richiamato l’attenzione sulla situazione sociale ed economica: a Taranto, ha detto, sarebbero arrivate 2.500 lettere di licenziamento; con una crescita zero l’Italia sarebbe il fanalino di coda del G20. Di fronte a una platea dove erano presenti anche Paolo Gentiloni ed Enrico Letta, la segretaria dem ha indicato come problema l’uso del meccanismo dell’unanimità in Europa e ha invocato cooperazioni rafforzate e investimenti comuni. Sulla difesa ha criticato la linea governativa, sostenendo che accettare una spesa militare al 5% senza un esercito comune europeo sarebbe soltanto “comprare più armi da Trump”. Sul fronte energetico ha rilanciato la proposta dei 14 miliardi di flessibilità comunitaria per accelerare la decarbonizzazione e ridurre il costo dell’energia, risorse che Bruxelles avrebbe autorizzato a utilizzare per colmare ritardi degli ultimi quattro anni.

Renzi è tornato sul tema della difesa sostenendo che la spesa militare deve avere una dimensione europea e proponendo un collegamento con il rientro dei cervelli, immaginando un uso “dual use” delle competenze utile anche all’innovazione.

Da remoto Giuseppe Conte ha tracciato un bilancio dei quattro anni di governo, affermando che la stabilità potrebbe essere stata “un aggravante” rispetto a quanto sarebbe stato possibile realizzare. Ha denunciato un aumento dell’impoverimento del ceto medio e una crescita dell’occupazione superiore a quella del Pil, segno, a suo avviso, di scarsa produttività. Ha definito “irresponsabili” gli impegni Nato e ha detto che “mai potremmo sostenere questo impegno”. Tra le proposte ribadite, il leader ha indicato la creazione di un fondo sovrano nazionale basato su cespiti statali non utilizzati e su un grande risparmio privato.

Sulle date elettorali sia Renzi che Conte hanno espresso preferenza per maggio come finestra utile, perché “vota mezza Italia” ed evita una campagna estiva. Conte, con un paragone tratto dal Palio di Siena, ha ricordato come la decisione sulla data dipenda in larga parte dalla premier, mentre Salvini solitamente arriva in ritardo.

Angelo Bonelli ha chiuso gli interventi prendendo posizione sulle polemiche recenti relative a Roberto Vannacci: chi mette in discussione l’esistenza del femminicidio o parla di supremazia razziale, ha detto, genera disagio e va contrastato. Sul tema dell’alleanza politica ha evitato nomi per la guida, spiegando che la questione sarà affrontata dopo la scrittura del programma; ha comunque assicurato agli imprenditori la disponibilità a governare e a collaborare, con una svolta che metta al centro la crisi climatica.

L’edizione 2026 del Forum Ambrosetti lascia dunque una divisione netta tra il giudizio della platea imprenditoriale e la critica politica rivolta al governo sui fronti della crescita, della difesa e dell’energia.

Lee Chang-dong torna alla Mostra di Venezia con “Possible Love”

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Il regista sudcoreano Lee Chang-dong è tornato alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo nuovo film, “Possible Love”.

Nel corso della presentazione, Lee ha richiamato un episodio della Corea di circa dieci anni fa: la riorganizzazione di una grande azienda che portò al licenziamento di circa il 40% dei lavoratori e a un lungo sciopero. Le autorità avrebbero represso quella protesta in modo spietato.

Il regista ha definito l’accaduto uno choc per lui e per l’intera società, sottolineando l’impatto dell’evento sul suo lavoro e sulla memoria collettiva.

AfD vince in Sassonia-Anhalt: circa il 44% dei voti, la Cdu sprofonda e cresce l’incertezza sul governo regionale

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L’AfD ha ottenuto un risultato nettissimo nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, attestandosi intorno al 44% secondo exit poll e prime proiezioni diffuse la sera del 6 settembre 2026. L’affluenza ha raggiunto un record per il Land, circa l’80% degli aventi diritto.

Le rilevazioni variano lievemente a seconda delle fonti: Tagesschau ha indicato l’AfD al 43,8% con 39 seggi, mentre Ard e Zdf hanno collocato il partito tra il 44,4% e il 44,5%; secondo la Zdf l’AfD potrebbe arrivare a 41 seggi su 83, rimanendo comunque sotto o molto vicino alla soglia della maggioranza assoluta (42 seggi). La Cdu ha subito un crollo, oscillando tra il 17,2% e il 18,5% e perdendo oltre la metà dei consensi rispetto al 2021; per il partito sono previsi circa 15 seggi. Linke, Spd e Verdi si attestano intorno all’8-9% ciascuno, mentre la BSW di Sahra Wagenknecht supera la soglia di sbarramento e si posiziona intorno al 5%; la Fdp risulta sotto il 3%.

Il risultato apre dunque una fase politica complessa sul piano regionale. Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD, ha escluso l’ipotesi di un governo di minoranza sostenuto dall’astensione di altri gruppi e ha detto di voler conquistare una maggioranza propria, riconoscendo però di non disporre al momento dei voti necessari. L’AfD ha annunciato la volontà di inviare proposte di dialogo a tutti i partiti e si è detta pronta a governare; la co-leader Alice Weidel ha affermato che il voto conferisce al partito un mandato per guidare il Land.

Dal fronte della Cdu è arrivata una dura presa d’atto. Sven Schulze, ministro presidente uscente, ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con il vincitore. Il cancelliere e leader della Cdu Friedrich Merz ha definito il risultato «scioccante», ha parlato di una «peggiore sconfitta» nella sua esperienza politica e ha ribadito nella riunione del partito che «non ci può essere alcuna cooperazione con l’estrema destra dell’AfD». Merz ha escluso le dimissioni e ha dichiarato invece la volontà di proseguire con le riforme del governo federale; ha inoltre osservato che il risultato avrà conseguenze anche a livello internazionale, alludendo alle reazioni favorevoli registrate a Mosca.

La vittoria dell’AfD ha scatenato forti reazioni nella società e nella politica. Le Chiese regionali e il cardinale Reinhard Marx hanno espresso grande preoccupazione e hanno invitato a difendere la dignità umana e lo Stato di diritto. Anche il Consiglio centrale degli ebrei e la presidente della comunità ebraica di Monaco Charlotte Knobloch hanno manifestato sgomento. Dalla Spd sono arrivate critiche e l’appello a riflettere sulle politiche del governo federale; il leader socialdemocratico Lars Klingbeil ha sottolineato che molti cittadini provano paura dopo il voto.

Anche il mondo economico ha espresso preoccupazioni: associazioni del commercio e dell’industria temono che il successo dell’AfD possa scoraggiare l’immigrazione di lavoratori qualificati e mettere a rischio la transizione energetica. Sul piano sociale sono state segnalate manifestazioni in diverse città tedesche — tra cui Francoforte, Berlino e Magonza — con richieste di valutare la possibilità di avviare una procedura di messa al bando dell’AfD e appelli per la difesa della democrazia.

A livello internazionale le reazioni sono state contrastanti: esponenti come Viktor Orban, Santiago Abascal ed Elon Musk si sono congratulati con l’AfD; il presidente Usa Donald Trump ha rilanciato i dati del voto sui social. Dall’altro lato, il ministro francese per gli Affari europei Benjamin Haddad, il presidente del Consiglio polacco Donald Tusk e il leader di France Insoumise Jean-Luc Mélenchon hanno giudicato il risultato preoccupante per l’Europa e per i valori democratici.

Il programma indicato dall’AfD per la Sassonia-Anhalt, così come illustrato durante la campagna, comprende misure drastiche sull’immigrazione — con espulsioni e maggiore ricorso alla detenzione in vista dei rimpatri — interventi su scuole e media regionali, e incentivi per le nascite. Molte delle proposte sul tema migratorio richiederebbero però competenze nazionali o europee per essere attuate interamente, mentre altre misure potrebbero incontrare ostacoli giudiziari o costituzionali.

Con il quadro dei seggi ancora non definitivo e la soglia del 5% per la BSW decisiva, resta aperta l’incognita su quale sarà la composizione del governo regionale e se si troveranno le maggioranze necessarie in Parlamento per la nomina del nuovo presidente del Land.

A Pieve del Grappa il primo Liceo in Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati

L’Istituto Filippin di Pieve del Grappa ha attivato un nuovo Liceo Scientifico con curvatura in “Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati”, un indirizzo che prenderà il via con la prima classe da 21 studenti il 10 settembre. Si tratta del primo percorso di questo tipo nell’area che comprende le province di Treviso, Padova e Venezia.


L’iniziativa colloca la scuola tra le poche realtà nazionali specializzate nel settore: sul territorio italiano esistono infatti circa una ventina di licei dedicati all’IA. L’indirizzo del Filippin è entrato nella Rete Nazionale dei Licei Scienza dei Dati e Intelligenza Artificiale e si allinea alle competenze digitali delineate dal quadro europeo DigComp 2.2.


Il curriculum combina la tradizionale formazione scientifica dell’opzione Scienze Applicate con moduli pratici su programmazione, analisi statistica e machine learning. Il percorso prevede anche momenti dedicati all’etica digitale, per offrire agli studenti strumenti critici oltre che tecnici.


I laboratori previsti spaziano dalla gestione dei big data alla robotica intelligente, fino a experiment su computer vision, arte generativa e comprensione del linguaggio naturale. Gli studenti potranno applicare le conoscenze sviluppando modelli predittivi e algoritmi in collaborazione con università, centri di ricerca, aziende ICT e startup.


Il dirigente scolastico Sileno Rampado presenta il progetto come un’occasione per formare giovani in grado di comprendere e orientare l’evoluzione tecnologica, integrando la preparazione tecnica con una riflessione sul valore e sulle implicazioni etiche delle tecnologie digitali.


Il nuovo indirizzo nasce all’interno del La Salle Campus Filippin, un complesso impostato sul modello anglosassone che si estende su 35 ettari di parco con 30.600 metri quadri coperti. La struttura dispone di 40 aule didattiche, 450 posti letto, spazi polifunzionali e un centro sportivo fra i più attrezzati della regione.


Il campus ha già una forte vocazione internazionale. Ogni anno ospita centinaia di studenti universitari statunitensi e accoglie il CIMBA, centro di alta formazione manageriale che lo scorso anno ha visto la presenza di oltre 500 universitari americani. L’Istituto fa inoltre parte della rete lasalliana mondiale, che comprende 928 scuole e 80 università.


Sul piano organizzativo, per l’anno scolastico in corso il Filippin conta 26 classi attive — tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e liceo — e accoglie oltre 500 studenti. Il personale è composto da 46 docenti e il campus è supportato da uno staff complessivo di 121 dipendenti. In un quadro più ampio, gli Istituti Filippin dichiarano di avvalersi dell’apporto di 140 collaboratori tra docenti, personale ATA e servizi.


Parallelamente all’apertura del nuovo liceo, entra in vigore un accordo di rete con l’Istituto Graziani di Bassano del Grappa. Secondo l’intesa, il Graziani diventerà un polo per l’infanzia e la primaria (fascia 0-11 anni) e, al termine della quinta primaria, gli allievi potranno proseguire il percorso educativo nel campus di Pieve del Grappa.


L’accordo prevede anche l’estensione del modello CLIL al Graziani: dall’infanzia saranno introdotte attività didattiche in inglese supportate da tutor madrelingua. Inoltre verranno attivati laboratori di robotica educativa e atelier digitali dotati di stampanti 3D per sostenere lo sviluppo delle competenze tecnologiche e del problem solving.


All’interno del complesso didattico si svolgono regolarmente iniziative aperte al pubblico e alla comunità: Open Day, premi biennali, eventi sportivi e convegni, oltre a programmi formativi come il doppio diploma italo-statunitense e l’Year Abroad.

A Venezia “Serpenti”: Borghi, Castellitto e Golino raccontano un femminicidio con grottesco e satira

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Presentato nella sezione Venezia Spotlight della Mostra del Cinema di Venezia, “Serpenti” riunisce Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino in un racconto centrato su un femminicidio che, secondo la descrizione del film, “nessuno vuole ascoltare”.

La pellicola adotta toni non convenzionali: il grottesco serve a raccontare la realtà, mentre la satira è lo strumento scelto per mettere in discussione la coscienza collettiva.

La notizia della presentazione del film è stata riportata da Rai News il 6 settembre 2026 a firma di Laura Squillaci.

La Turchia trionfa a Istanbul: l’Italia cede al tie-break nella finale degli Europei di volley

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Istanbul — La Turchia ha conquistato il titolo europeo femminile battendo l’Italia per 3-2 nella finale di Istanbul. Decisivo il tie-break, chiuso sul 15-10 con un servizio fuori di Egonu che ha consegnato l’oro alle padrone di casa e la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Los Angeles.

La gara è stata segnata da opposti momenti di dominio azzurro: l’Italia ha controllato nettamente primo e terzo set (chiusi 25-16 e 25-12 rispettivamente), ma non è riuscita a mantenere il vantaggio complessivo e ha ceduto il secondo e il quarto parziale (22-25 e 21-25), obbligando le due squadre al quinto set.

Nel primo set la chiusura è arrivata con un primo tempo di Anna Danesi che ha fissato il 25-16. La reazione turca è venuta nel secondo parziale, chiuso da Vargas sul 25-22, dopo un finale in cui le azzurre avevano annullato più di un set point. Il terzo set è stato nuovamente di marca italiana, con Antropova che ha messo il sigillo sul 25-12. La Turchia ha poi rimontato nel quarto, trovando il punto decisivo per portare la partita al tie-break.

Sul piano delle statistiche individuali, Egonu ha segnato 28 punti (con 9 errori), Antropova ne ha aggiunti 16 (7 errori) mentre Vargas ha chiuso con 29 punti e 9 errori. La formazione scelta da Velasco per la finale vedeva Egonu opposta, Orro palleggiatrice, Sylla e Antropova schiacciatrici, Danesi e Fahr le centrali e Fersino libero.

Per il ct Julio Velasco l’argento agli Europei rappresenta un piazzamento importante ma non il primo grande titolo alla guida della nazionale femminile. La partita è stata anche il remake della finale di Bangkok del 7 settembre 2025, quando le due squadre si erano già affrontate per il Mondiale con successo dell’Italia per 3-2.

L’Italia chiude il torneo con la medaglia d’argento dopo aver superato il tabellone senza sconfitte fino all’ultimo atto: otto vittorie in altrettante partite prima della finalissima. La Turchia, invece, arriva al titolo continentale forte di un percorso con sette vittorie e una sola sconfitta, e festeggia il pass per i prossimi Giochi.

Sciopero nazionale dei treni: possibili cancellazioni e istruzioni per i rimborsi. Le info

Un’agitazione sindacale coinvolge il personale del Gruppo FS: lo sciopero, annunciato a partire dalle 21:18 di lunedì 7 settembre e fino alle 21:00 di martedì 8 settembre, potrà causare cancellazioni e variazioni ai servizi ferroviari.

La misura interessa Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, con un’unica esclusione espressa per il personale mobile di Trenitalia delle Direzioni Provinciali di Trento e Bolzano.


Le aziende avvertono che, durante le 24 ore di agitazione, i convogli potrebbero subire modifiche all’orario o essere soppressi. È inoltre precisato che disservizi non sono esclusi anche nelle fasi immediatamente precedenti l’avvio dello sciopero e dopo la sua cessazione.


Per il trasporto regionale sono previste fasce di garanzia nei giorni feriali: i servizi essenziali saranno assicurati dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00.

Gli elenchi dei treni garantiti sono pubblicati sugli orari ufficiali: per Trenitalia nella sezione Orario ufficiale e sul sito aziendale, per Trenord e Trenitalia Tper sui rispettivi portali.


Chi ha in programma spostamenti nazionali deve tenere conto di regole precise in materia di rimborsi e riprotezione. I passeggeri che decidono di rinunciare al viaggio possono richiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione dello sciopero. Per i treni Intercity e le Frecce la possibilità di ottenere il rimborso resta valida fino all’orario di partenza del treno prenotato.


Per i treni regionali la procedura è differente: il rimborso è consentito fino alle 24:00 del giorno antecedente lo sciopero. In alternativa, a chi non vuole rinunciare al viaggio è offerta la possibilità di riprogrammare la corsa a condizioni di trasporto equivalenti, compatibilmente con la disponibilità dei posti.


Le informazioni sui convogli garantiti e sugli eventuali cambiamenti di orario sono disponibili attraverso i canali ufficiali delle imprese ferroviarie. Gli utenti possono consultare l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito trenitalia.com, il sito e l’app di Trenord e il sito di Trenitalia Tper per aggiornamenti in tempo reale.


In caso di necessità operative o di richiesta di assistenza, è attivo anche un numero verde gratuito, oltre ai tradizionali punti vendita. Biglietterie e personale di assistenza clienti sono a disposizione per chiarimenti e per l’accompagnamento nelle procedure di rimborso o riprotezione del viaggio.


L’avviso delle aziende ricorda inoltre che le condizioni di servizio potrebbero cambiare rapidamente: per questo motivo la consultazione costante degli elenchi ufficiali è raccomandata a chi deve mettersi in viaggio nelle prossime ore.


Per informazioni su collegamenti, servizi e aggiornamenti si possono usare l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito trenitalia.com, i siti e le app di Trenord e Trenitalia Tper o il numero verde.

ITFF 2026: presentata a Venezia l’anteprima della 15ª edizione, premi a Regione Lazio e Katherine Kelly Lang

L’International Tour Film Fest ha scelto Venezia per la sua presentazione ufficiale: l’appuntamento si è svolto all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior durante la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, dove sono stati consegnati gli ITFF Venice Award e svelata la programmazione della quindicesima edizione, in programma a Civitavecchia dal 7 all’11 ottobre 2026 con ingresso gratuito.


L’iniziativa conferma l’orientamento internazionale della manifestazione, che mette in relazione cinema, turismo e identità culturali attraverso proiezioni, incontri professionali e collaborazioni istituzionali. La presentazione veneziana ha voluto sottolineare questa vocazione, portando l’attenzione su Civitavecchia come piazza di confronto fra linguaggi audiovisivi e pubblico.


A illustrare il progetto è stato il direttore artistico Antonio Flamini; il presidente Piero Pacchiarotti era assente per motivi giustificati. Flamini ha richiamato lo sviluppo del festival e il ruolo centrale che la città del porto riveste nel dialogo fra territori e produzione cinematografica.


Due i riconoscimenti consegnati durante l’evento: un ITFF Venice Award alla Regione Lazio e uno all’attrice statunitense Katherine Kelly Lang, nota al grande pubblico come Brooke Logan di Beautiful. L’attrice era a Venezia per presentare il nuovo film che uscirà in Italia a novembre, intitolato La mia storia con te.


All’incontro hanno partecipato esponenti del mondo del cinema e della critica. Tra gli intervenuti figurano Franco Mariotti del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), i direttori di festival italiani — Maddalena Mayneri di Cortinametraggio, Nicola Timpone di Marateale e Donato Ciociola di Cinecibo — oltre alla regista Manuela Del Zompo e alla produttrice Maria Guerriero.


I numeri presentati per la 15ª edizione segnano un nuovo record: sono arrivate 536 opere da 73 Paesi. Di queste, 120 titoli saranno proiettati in concorso provenienti da 38 nazioni, indicazione della capacità dell’ITFF di intercettare tendenze cinematografiche e contaminazioni culturali su scala globale.


Il festival si aprirà con Francesca e Giovanni, film diretto da Simona e Ricky Tognazzi. Alla serata inaugurale saranno presenti i registi e il protagonista Primo Reggiani, insieme ad altri ospiti che animeranno il palinsesto di incontri e proiezioni.


Nel cartellone è prevista anche la proiezione di Non è la fine del mondo, opera diretta da Valentina Zanella con un cast che comprende Paolo Ruffini, Barbara Bouchet e Ivana Lotito. Le scelte di programmazione mirano a offrire un equilibrio tra autorialità e opere di più ampio respiro popolare.


Particolare attenzione sarà riservata al pubblico scolastico: sono state programmate tre matinée dedicate agli studenti. È inoltre prevista una sezione in concorso focalizzata sulla Costituzione italiana, il cui esito sarà seguito da un premio finale assegnato dagli stessi ragazzi, a conferma della vocazione educativa e partecipativa del festival.


Le proiezioni e gli eventi si svolgeranno in diverse sedi cittadine. Tra le location di rilievo è stato indicato il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, istituto del Ministero della Cultura sotto la Direzione regionale Musei nazionali Lazio, che ospiterà alcune delle iniziative più importanti.


L’organizzazione dell’evento è a cura dell’Associazione Culturale CivitaFilm. La realizzazione si avvale del supporto di istituzioni pubbliche e partner culturali: Comune di Civitavecchia, Regione Lazio, Lazio Crea, Ministero della Cultura e Cinetour garantiscono il sostegno operativo e logistico necessario alla manifestazione.


Tra gli sponsor che sostengono l’ITFF figurano realtà private di rilievo, tra cui Enel, Leonori Auto Spa e il ristorante storico Esterina.

Due gemelle iraniane di 19 anni condannate dopo le proteste: una rischia l’impiccagione

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Taraneh e Romina Rahimi, due sorelle gemelle di 19 anni, sono state condannate in Iran in relazione alle proteste di gennaio. Il tribunale ha emesso la pena di morte per Taraneh e una condanna a 25 anni di carcere per Romina.

Le ragazze erano state arrestate di notte da uomini mascherati dopo aver partecipato alle manifestazioni. Secondo quanto riferito, Taraneh ha dichiarato che la confessione che ha portato alla sentenza è stata estorta con minacce rivolte alla sorella.

Le informazioni sul procedimento e sulle accuse provengono dalle ricostruzioni rese pubbliche sul caso.

Castellammare, Bozhinov si accascia: soccorso e trasporto in ospedale. Gara sospesa e poi ripresa, Pisa vince 3-0

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Castellammare di Stabia, 6 settembre 2026 — Rosen Bozhinov del Pisa si è accasciato in campo al 40′ del primo tempo durante la partita di Serie B contro la Juve Stabia. Il gioco è stato immediatamente sospeso e il calciatore è stato portato fuori in barella, caricato su un’ambulanza e trasferito in ospedale per accertamenti.

Il primario del pronto soccorso, Pietro Di Cicco, ha reso noto che Bozhinov resta in osservazione all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. “Bozhinov attualmente è vigile, cosciente, con parametri vitali stabili”, recita il bollettino medico; il giocatore rimarrà in regime di ricovero per completamento diagnostico.

Fonti della Lega di Serie B hanno riferito che il malore, accompagnato da convulsioni sul campo, sarebbe stato causato da una forte disidratazione e che il difensore bulgaro è sempre rimasto cosciente.

Dopo l’intervento dei soccorsi, l’arbitro ha sospeso la gara: le squadre sono rientrate negli spogliatoi in attesa della decisione ufficiale. La partita è ripresa dal minuto 41′ su decisione della Lega, dopo cinque minuti di riscaldamento dei giocatori; alcuni spettatori hanno protestato per le condizioni climatiche presenti durante l’incontro.

Con la ripresa del gioco il capitano del Pisa, Arturo Calabresi, ha segnato il vantaggio portando la sua squadra sull’1-0. Dopo il gol Calabresi ha preso la maglia di Bozhinov e si è stretto la mano sul petto in un gesto di vicinanza al compagno. La gara è terminata con la vittoria del Pisa per 3-0.

Susan Sarandon: «Boicottata per le mie posizioni su Israele», lo sfogo dell’attrice

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Susan Sarandon ha detto di essere stata «boicottata per le mie posizioni su Israele», in un duro sfogo riportato dalla nostra inviata Arianna Finos per Reuters.

L’attrice è tra i protagonisti di The Echo Chamber, il nuovo film di Andrea Pallaoro tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

La notizia è stata pubblicata il 6 settembre 2026 alle 15:26. L’articolo su Repubblica segnala che l’ascolto è riservato agli abbonati premium.

Francesca Bertazzo Hart a Venezia: musica, parole e danza ispirate a Emily Dickinson il 9 settembre

Francesca Bertazzo Hart presenterà mercoledì 9 settembre alle 19 all’Hotel Aquarius di Venezia un concerto-spettacolo ispirato a Emily Dickinson, nell’ambito della rassegna Women For Freedom in Jazz, che celebra il suo decimo anniversario con una serie di appuntamenti tra giugno e ottobre 2026.


L’evento unisce musica, parola e movimento per ricostruire tappe fondamentali della vita e dell’opera della poetessa americana. Sul palco, accanto a Bertazzo Hart, ci saranno il pianista e produttore Francesco Carta e la voce narrante — che è anche danzatrice — Giovanna Denaro.


La performance alterna momenti di lettura e racconto a sezioni in musica: la narrazione ripercorre l’infanzia di Dickinson, la scoperta della scrittura, il rapporto con Susan Gilbert, il rapporto intenso con la parola e il silenzio e il progressivo ritiro dalla scena pubblica. Nel finale, la parola si trasforma in gesto quando la narratrice assume con la danza un ruolo di pura immagine poetica.


Sul fronte musicale il progetto mescola composizioni originali e improvvisazioni vocali. Bertazzo Hart interpreta le sue canzoni accompagnandosi alla chitarra, mentre Carta, autore delle musiche, utilizza il pianoforte per sostenere e amplificare il racconto: un tessuto sonoro pensato per evocare gli stati d’animo della poetessa e, in alcune sezioni, per restituire anche le presenze maschili che hanno segnato la sua esistenza.


Attiva da trent’anni sui palchi nazionali e internazionali, Francesca Bertazzo Hart è docente di canto jazz al Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto. Critici come F. Favano hanno valorizzato la sua capacità tecnica alla chitarra e la calda qualità della voce, così come la sua padronanza dell’improvvisazione e del ruolo di compositrice.


Women For Freedom in Jazz 2026 sviluppa un filo conduttore basato su progetti musicali che si confrontano con autori e poeti, classici e contemporanei. La rassegna comprende cinque concerti mensili, sempre di mercoledì, ospitati all’Aquarius.
L’ultimo appuntamento del ciclo è fissato per il 7 ottobre alle 19 e vedrà protagoniste Namritha Nori e Alba Nabulsi. La manifestazione è curata da Elena Ferrarese, con la collaborazione di Alvise Seggi.


L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sostenere l’organizzazione umanitaria Women For Freedom. Fondata nel 2014, l’associazione è indipendente, apartitica e aconfessionale e opera per offrire protezione, assistenza e percorsi di riabilitazione a donne, bambine e bambini vittime di tratta, sfruttamento sessuale, violenza e povertà, sia in Italia sia all’estero. Oggi Women For Freedom è attiva in sei Paesi diversi e nelle precedenti edizioni della rassegna, grazie al pubblico e all’ospitalità offerta dagli hotel partner, sono stati raccolti 40.000 euro destinati ai progetti dell’associazione.


Durante i concerti vengono illustrate anche le attività dell’organizzazione e distribuito materiale informativo. Chi desidera sostenere i progetti può effettuare una donazione tramite IBAN IT72Z0501811800000011739455 o consultare la pagina dedicata sul sito dell’associazione.


L’accesso agli spettacoli segue le modalità consuete dell’Hotel Aquarius: l’ingresso è di 15 euro, primo drink compreso.

Ducati svela la gamma Cycling 2027 con Gruppo Zecchetto: road, gravel ed e‑MTB

Ducati entra ufficialmente nel segmento delle biciclette ad alte prestazioni con la nuova gamma Cycling Model Year 2027, frutto della collaborazione con il Gruppo Zecchetto. La collezione comprende una road, una gravel e due e‑MTB progettate e prodotte in Italia.


L’intesa industriale si poggia sul know‑how di Diamant, realtà del Gruppo Zecchetto già coinvolta nella produzione di componenti in fibra di carbonio per Ducati. Il gruppo vanta marchi noti come DMT e Alé Cycling e una filiera proprietaria che ha contribuito alla progettazione e alla realizzazione dei telai.


Le biciclette sono state presentate il 3 settembre a Misano Adriatico, durante l’International Bike Festival, in un evento che ha visto la partecipazione di atleti e dirigenti. Elia Viviani, Vincenzo Nibali, Alessandro Petacchi e Mattia Viel hanno partecipato ai test e alla validazione dei modelli road e gravel; Lorenzo Suding ha collaborato allo sviluppo della gamma e‑MTB. All’incontro erano presenti anche Claudio Domenicali e Philippe Zecchetto, insieme al pilota e collaudatore Antonio Cairoli.


La Monoscocca rappresenta l’offerta road della gamma. Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio, prodotto mediante laminazione in un singolo stampo da Gruppo Zecchetto, con l’obiettivo di ottenere un equilibrio ottimale tra peso e rigidità. Il progetto aerodinamico si è concentrato sulla riduzione delle turbolenze in condizioni d’uso reali, con profili a coda tronca e ampia integrazione dei componenti.


La geometria della Monoscocca punta a un assetto racing “all round”: per la taglia M il rapporto stack/reach è 1,42, mentre l’angolo di sterzo è di 72,3° con un trail di 59 mm. Il passaggio ruota arriva fino a 32 mm, a vantaggio di comfort e versatilità. La gamma prevede cinque taglie (XS–XL) e due allestimenti completi, Monoscocca R e RR, oltre al frameset per chi predilige assemblaggi personalizzati. La versione R monta Shimano Ultegra Di2, ruote Vision SC 45 e cockpit Vision Metron 5D SMR; la RR è equipaggiata con Shimano Dura‑Ace Di2, ruote Vision Metron 45 RS e manubrio Vision Metron ACR 5D EVO, con un peso dichiarato di 7,18 kg in taglia M senza pedali. È inoltre disponibile un configuratore online per personalizzare colori e finiture.


La GraviaX è la proposta gravel, disegnata per un uso sportivo ma non estremo, con attenzione al comfort nelle lunghe percorrenze e alla capacità di affrontare sterrati impegnativi. Anche qui il telaio è un monoscocca in carbonio realizzato dal Gruppo Zecchetto. Per la taglia M il rapporto stack/reach è 1,46; l’angolo di sterzo è 71° con trail di 64 mm, mentre il carro è compatto, da 427 mm.


La GraviaX supporta pneumatici fino a 50 mm di sezione (45 mm con doppia corona) e offre predisposizioni per borse e accessori pensate per il bikepacking, oltre a un porta‑attrezzi integrato nel tubo obliquo. È prevista anche l’opzione di un reggisella con offset arretrato di 18 mm. Il modello viene proposto come frameset e nella versione completa GraviaX R, quest’ultima equipaggiata con gruppo SRAM Force XPLR AXS, ruote in carbonio Ducati G‑Line profilo 42 mm, manubrio G‑Line carbonio con passaggio cavi integrato, pneumatici Continental Terra 700×45 e sella Novus Boost Evo; il peso dichiarato è 8,2 kg in taglia M senza pedali.


La nuova piattaforma e‑MTB si articola su due modelli, DM‑160 R e DM‑170 RR, nati dalla stessa base tecnica ma con caratteri differenti. Entrambe adottano un telaio in fibra di carbonio e una cinematica sospensioni studiata per bilanciare efficienza e controllo sui tratti più tecnici dei trail.


Il propulsore scelto è l’Avinox M2S: sviluppa una potenza massima di 1.300 W e una coppia di 130 Nm, che può raggiungere 150 Nm in modalità Boost. I modelli integrano sensori ad alta precisione, modalità di assistenza autoadattative, GPS, eSIM e batteria da 800 Wh. Tre flip chip consentono di intervenire su progressività della sospensione, geometria e formato ruota per adattare la bici al terreno e allo stile del rider.


La DM‑160 R, pensata per il Performance Trail, monta ruote full 29″, forcella RockShox Zeb Select da 160 mm, ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ 205×60 mm, trasmissione SRAM Eagle 90 T‑Type e freni Maven Base. La DM‑170 RR, in ottica Enduro Gravity, adotta configurazione mullet (29″ anteriore e 27,5″ posteriore), forcella Öhlins RXF38 M.3 Air da 170 mm, ammortizzatore Öhlins TTX Air 205×65 mm, trasmissione SRAM GX Eagle AXS e freni Maven Bronze. Entrambe montano ruote FSA NS i30 Gradient e sella Prologo Proxim Custom; la DM‑170 RR pesa 22,8 kg e la DM‑160 R 23,4 kg, nella taglia S2 senza pedali.


La nuova gamma Ducati Cycling sarà ordinabile in Europa presso i rivenditori specializzati autorizzati, tramite la rete dei concessionari Ducati e online sul sito www.ducati‑cycling.com.

Tensione dopo Roma-Atalanta: Percassi avrebbe apostrofato il ds D’Amico, intervenuti gli steward

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Roma, 6 settembre 2026 — Momenti di tensione al termine della partita Roma-Atalanta: l’amministratore delegato nerazzurro Percassi avrebbe apostrofato il direttore sportivo della Roma, Toni D’Amico.

Secondo quanto riferito, la frase rivolta a D’Amico è avvenuta subito dopo il match e ha reso necessario l’intervento degli steward presenti per sedare la situazione.

Toni D’Amico è indicato come ex dirigente del club bergamasco. Non sono state riportate ulteriori precisazioni sui contenuti esatti dell’alterco né su eventuali provvedimenti successivi.

Copilota morto al rally di Santo Stefano d’Aveto: vittima il sanremese Stefano Sappracone

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Una tragedia ha segnato la mattinata del 6 settembre 2026 al Rally di Santo Stefano d’Aveto: il copilota sanremese Stefano Sappracone, 43 anni, è morto in un incidente sul monte Fregarolo.

Secondo le prime ricostruzioni l’equipaggio numero 6, a bordo di una Skoda Fabia con il pilota genovese Stefano Scapellato, è uscito di strada in una curva nei pressi di Mileto, circa un chilometro prima del passo. Fonti organizzative riportano che la vettura è partita sulla prova speciale alle 10:25 ed è uscita di strada al km 4,86 alle 10:29; nello stesso istante il sistema di tracking Gps ha inviato automaticamente la richiesta di soccorso.

I soccorsi sono arrivati sul posto in pochi minuti: la prima ambulanza con medico alle 10:33 e una seconda ambulanza alle 10:34. Il personale sanitario ha potuto solo constatare il decesso del navigatore. I vigili del fuoco del distaccamento volontario di Rezzoaglio hanno provveduto all’estrazione del corpo dalla vettura.

Secondo le prime informazioni l’auto ha impattato contro un albero; Sappracone è rimasto schiacciato tra il sedile e la carrozzeria ed è morto sul colpo. Scapellato ha riportato lievi ferite ed è stato trasportato in ospedale per accertamenti. I carabinieri di Sestri Levante hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.

La manifestazione prevedeva oggi due prove speciali, da ripetere entrambe due volte, con arrivo previsto ad Allegrezze, in provincia di Genova; gli organizzatori hanno deciso di sospendere la gara.

Sappracone, molto conosciuto nell’ambiente dei rally, aveva condiviso nei giorni scorsi la partecipazione all’evento con il numero 6. Con Scapellato formava un equipaggio consolidato e aveva preso parte anche al Rally Valle d’Aosta 2026.

I Comuni di Santo Stefano d’Aveto e di Rezzoaglio hanno espresso profondo cordoglio, manifestando vicinanza alla famiglia, alla squadra e agli amici di Sappracone.

Tragedia alla cronoscalata di Monte Erice: auto esce di strada, due morti e due feriti

Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite dopo che un’auto è uscita di strada durante la cronoscalata di Monte Erice, a Trapani. L’incidente ha costretto gli organizzatori a sospendere la gara.

La vettura coinvolta è la Peugeot di Marco Nicoletti. Sul posto sono intervenuti i soccorsi; tra i feriti c’è anche un commissario di gara che è stato ricoverato in condizioni gravi.

Le autorità presenti hanno avviato accertamenti sull’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura un possibile guasto alla vettura.

Pensieri e propositi truci, ancorché fortunatamente solo fantasiosi, suscitati talora dal caldo torrido. Di Enzo Pedrocco

A somiglianza del protagonista di un noto romanzo di Albert Camus, “Lo Straniero”, che, al giudice che lo stava interrogando sulle ragioni dell’accoltellamento di un arabo nella torrida Algeri dell’estate del 1942, risponde: “l’ho ucciso perché faceva caldo”, confesso che è  la risposta che avrei fornito anch’io, ancorchè agli antipodi sotto ogni profilo relativamente al personaggio camusiano –  totalmente straniero al mondo, di cui non comprendeva le regole, la morale, i riti sociali e che viveva solo nel presente fisico: caldo, sole, corpo senza dare un senso o un futuro alla vita – nell’eventualità che, malauguratamente, avessi messo in atto taluni pensieri e propositi passatimi spesso per il cervello seppur momentaneamente, vergognandomene pressoché immediatamente, a causa del caldo torrido che ci sta affliggendo da tempo, quantomeno nei confronti di taluni patentati scocciatori soliti, incautamente e con accanimento, a coinvolgermi  nei loro pseudo problemi, facilmente risolvibili da loro stessi, ma da loro stessi sopravvalutati e ingigantiti, col risultato di aumentare il mio stato di stress in cui versavo e di un potenziale  e progressivo ulteriore aumento di esso,  che per me sarebbe stato oltremodo proibitivo e insostenibile.

E va da sé che non sopportassi nel modo più assoluto, pertanto, tutti coloro che, in un modo o nell’altro, mi sottraessero del tempo prezioso da utilizzare a quella che era sia il  giorno che la notte la mia principale preoccupazione di quei giorni: quella, cioè, di farvi fronte in tutti i modi possibili, tramite continue docce e abluzioni, aria condizionata stabilmente in funzione…etc.

Ai quali col senno di poi, ora che la situazione pare finalmente in via di attenuarsi, rivolgo le mie scuse più sentite e sincere per i miei truci pensieri e propositi nei loro confronti, seppur, lo ribadisco, solo fantasiosi.

Enzo Pedrocco

US Open, Zverev agli ottavi: ora sfida con l’azzurro Darderi. Fuori Cobolli e Fritz

Alex Zverev ha raggiunto gli ottavi di finale degli US Open 2026 battendo il cileno Aleandro Tabilo nel match del terzo turno disputato il 6 settembre. Il numero 1 del seeding si è imposto in tre set, con il punteggio di 6-2, 7-6 (7-2), 6-2, in 2 ore e 26 minuti.

Al prossimo turno Zverev affronterà l’italiano Luciano Darderi, testa di serie numero 21 e ultimo azzurro rimasto nel tabellone. Darderi ha superato l’australiano Dane Sweeney con il risultato di 6-4, 6-3, 6-3.

La giornata ha registrato anche due eliminazioni a sorpresa tra le teste di serie. Flavio Cobolli, quinto favorito del torneo, è stato battuto dal belga Alex Blockx: 6-7 (4-7), 6-3, 6-0, 6-3.

Out anche lo statunitense Taylor Fritz, testa di serie numero 9. Fritz è stato rimontato dall’argentino Francisco Cerúndolo, numero 24 del main draw, che ha vinto in cinque set dopo 3 ore e 40 minuti con lo score di 3-6, 4-6, 6-3, 6-4, 6-4.

Morto in Thailandia noto influencer dopo un intervento per allungare il pene

Un influencer britannico di origine nigeriana, è morto il 6 marzo in Thailandia per un’embolia polmonare riconducibile, secondo i medici, a un intervento subito all’apparato genitale.

La notizia del decesso è stata resa nota da Tmz e dal Daily Mail.

Il noto influencer, 43 anni, si era recato in Thailandia con la moglie per sottoporsi a una procedura di allungamento del pene.

Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, durante la visita a marzo gli sono stati iniettati 40 millilitri di acido ialuronico e lidocaina nel pene. Dopo l’operazione, la coppia si sarebbe recata in un centro massaggi.

Sempre secondo la ricostruzione di Tmz, l’uomo ha accusato dolori al petto e ha perso conoscenza due volte.

È stato trasportato in ospedale, dove i medici hanno praticato manovre di rianimazione per un’ora e quaranta minuti, senza riuscire a salvarlo.

Le autorità hanno riferito che l’embolia polmonare è con ogni probabilità collegata alla procedura a cui si era sottoposto.

L’uomo era noto per mostrare, tra le altre cose, nei suoi profili social il proprio sfarzoso tenore di vita.

Tre ore al Cremlino, nessuna tregua estesa: l’esito dell’incontro tra Putin e gli emissari di Trump

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Mosca — L’incontro tra Vladimir Putin e gli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, è durato tre ore ma non ha prodotto l’accordo per una tregua prolungata né la trasformazione immediata della proposta americana in un negoziato stabile.

La missione americana è giunta a Mosca poco prima delle 13 a bordo di un Boeing della Us Air Force. All’aeroporto i due sono stati accolti da Kirill Dmitriev, consigliere di Putin per la cooperazione economica internazionale e uno dei negoziatori russi. Dmitriev ha salutato l’arrivo con un messaggio su X.

Il colloquio con il presidente russo è iniziato in serata, intorno alle 20, al termine degli impegni ufficiali di Putin. L’apertura del presidente è stata netta: «Non è una situazione semplice», ha detto, riconoscendo le difficoltà legate alle profonde divergenze tra le parti. Putin ha però voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa e ha chiesto agli emissari di trasmettere a Trump «i migliori saluti e parole di gratitudine» per l’impegno nella ricerca di una soluzione.

La proposta di pace era stata annunciata venerdì dallo stesso Trump senza dettagli; il tycoon aveva definito l’occasione «una buona opportunità» e aveva detto che «abbiamo un’idea per la pace». Witkoff e Kushner avevano il compito di verificare con il Cremlino la possibilità di trasformare quell’idea in una base concreta di negoziato.

Parallelamente ai colloqui, Russia e Ucraina hanno concordato una sospensione temporanea dei combattimenti: i missili e i droni russi non colpiranno Kiev per tre giorni, mentre l’Ucraina ha comunicato agli emissari americani la disponibilità a fermare gli attacchi contro Mosca fino alla mezzanotte di lunedì. La tregua russa è entrata in vigore alla mezzanotte di ieri e durerà fino alla mezzanotte di martedì; quella ucraina è prevista fino alla mezzanotte di lunedì. La pausa è stata decisa anche per consentire ai due emissari di raggiungere Kiev, dove per la prima volta dovrebbero arrivare oggi.

Dal Cremlino sono però arrivati inviti alla cautela: il portavoce Dmitry Peskov ha esortato a non «affrettare le cose», mentre il viceministro degli Esteri Serghei Ryabkov ha detto che la trattativa dovrà tenere conto della situazione sul terreno, sottolineando che «non si sta sviluppando a favore di Kiev».

La sospensione dei raid segue dieci giorni di forte escalation nella regione di Kiev. Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver colpito nella notte tra venerdì e sabato gli aeroporti della capitale e quello di Boryspil con l’obiettivo di impedire l’arrivo degli emissari americani. Mosca ha fornito una versione diversa, sostenendo che gli attacchi nella regione di Dnipropetrovsk hanno preso di mira due impianti metallurgici definiti dal ministero della Difesa tra i principali fornitori di prodotti destinati alla produzione militare ucraina.

Zelensky ha inoltre riferito di un attacco contro una «azienda civile» a Kamianske, nella regione di Dnipropetrovsk, nel quale cinque persone sono rimaste uccise. Anche su questo punto il ministero della Difesa russo ha dato una versione differente, sostenendo che l’operazione abbia colpito infrastrutture legate alla produzione militare. La pausa nei combattimenti non ha quindi eliminato le reciproche accuse.

Resta aperta la questione territoriale, uno degli ostacoli principali: Mosca pretende che i risultati conseguiti sul campo vengano considerati nel negoziato, mentre Kiev rifiuta soluzioni che possano tradursi in un riconoscimento delle conquiste russe. Dopo il colloquio a Mosca, Witkoff e Kushner proseguiranno il confronto trasferendosi in Ucraina.