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Manuela Arcuri rompe il silenzio: il chiarimento sul rapporto con il principe Pallavicino e la foto ‘incriminata’

Dopo giorni di indiscrezioni e commenti offensivi sui social, Manuela Arcuri ha deciso di intervenire pubblicamente per mettere un punto sulle voci che la collegano al principe Domenico Antonio Pallavicino.

L’attrice di Latina ha parlato con Roberto Alessi nella rubrica Alta Portineria de Il Giornale, definendo gli attacchi «dispiaciuti» e ribadendo la propria posizione.


Arcuri ha spiegato di essere abituata alle critiche, ma di aver reagito per il tono e la natura degli insulti ricevuti. Pur ammettendo un pizzico d’ironia verso la tendenza dei media a ingigantire i fatti, l’attrice ha voluto chiarire la natura del rapporto con il principe: una relazione professionale e un’amicizia basata sul rispetto e sulla fiducia.


Le frequentazioni tra i due non sono nuove. Manuela Arcuri ricopre ruoli ufficiali legati alla famiglia Pallavicino: è ambassador della Fondazione Pallavicino, testimonial della compagnia aerea Airidea e volto del palazzo storico di proprietà della casata. Secondo l’attrice, questi incarichi spiegano le molte occasioni in cui si sono incontrati negli ultimi anni.


Nonostante il chiarimento, non è mancata una nota di compiacimento: Arcuri ha ammesso che l’idea di essere corteggiata da un «principe» le risulta lusinghiera. Tuttavia ha insistito sul fatto che il loro legame sia soprattutto professionale e amicale, liquidando come eccessive alcune ricostruzioni giornalistiche.


A dare il via alle speculazioni è stata una fotografia che ritrae i due mentre si tengono per mano a bordo di un aereo della compagnia Airidea, azienda con cui la famiglia Pallavicino è collegata. Lo scatto ha rapidamente alimentato ipotesi su una possibile storia d’amore e, in alcuni ambienti, si è persino parlato di nozze imminenti, con una data ipotizzata per dicembre.

Sull’ipotesi di matrimonio è già intervenuto lo stesso principe. Nato nel 1944 e senza eredi diretti, Domenico Antonio Pallavicino ha smentito un matrimonio a dicembre ma non ha escluso sviluppi futuri: «Non c’è nessun matrimonio a dicembre. In futuro chissà», ha detto, aggiungendo un augurio personale: «Spero che si possa innamorare. Che sia un po’ innamorata, questo lo spero».


Il principe, oltre all’attualità legata alla vicenda con l’attrice, è figura di riferimento per una delle famiglie aristocratiche più antiche di Genova. Le radici della casata risalgono agli Obertenghi e nei secoli i Pallavicino hanno rivestito ruoli politici, diplomatici e religiosi di rilievo, con membri tra i dogi della Repubblica, diplomatici, senatori e cinque cardinali.


Domenico Antonio è spesso definito «l’ultimo Principe di Genova», appellativo che ricorda l’impegno a preservare l’eredità familiare. Tra i simboli di questa continuità c’è Palazzo Pallavicino, in piazza Fontane Marose, acquistato dalla famiglia nel 1836 e scelto come residenza dal trisnonno Domenico I.


Il palazzo, edificato nel Cinquecento, ospita una collezione d’arte che comprende opere di Bernardo Strozzi, Simone Cantarini, Gaetano Gandolfi e Vittorio Corcos, oltre a sculture, arazzi e oggetti preziosi. È questa dimensione culturale e istituzionale che, secondo Arcuri, giustifica le frequenti occasioni di incontro tra lei e il principe.

Antonelli ad Austin con il primo “match point” per il mondiale: le condizioni per spezzare 73 anni d’attesa

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Kimi Antonelli arriva al Gran Premio di Austin con la prima opportunità concreta per conquistare il titolo mondiale. Per il pilota bolognese la corsa in Texas rappresenta un vero e proprio “match point”.

Per diventare campione e porre fine a un digiuno italiano che dura da 73 anni, Antonelli deve prima di tutto vincere il Gp di Austin. A quel risultato vanno poi aggiunte condizioni precise sugli avversari: Hamilton non deve ottenere un piazzamento migliore del quinto posto e Russell non deve classificarsi oltre il nono.

Il bolognese, dunque, si presenta alla prova texana con l’occasione di chiudere il conto iridato già in questa tappa decisiva del calendario. Se le condizioni indicate si verificheranno, il titolo sarà suo.

L’articolo è pubblicato il 22 ottobre 2026.

Italia e Spagna tornano indietro sulla sospensione di Schengen: l’intesa arrivata dopo il vertice europeo

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Italia e Spagna hanno deciso di non procedere con la sospensione delle regole di Schengen. La scelta è stata formalizzata dopo consultazioni tra i due governi e confermata nella giornata del 22 ottobre 2026.

L’intesa è stata raggiunta a livello ministeriale: a concordarla sono stati il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, e il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande‑Marlaska.

La decisione è seguita all’incontro tra la premier italiana, Giorgia Meloni, e il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, svolto a margine del Consiglio europeo. L’aggiornamento sulla notizia è stato pubblicato alle 13:21 del 22 ottobre 2026.

Decreto aiuti da circa 550 milioni: picket in parte sciolti, ma il Garante sollecita la precettazione

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ROMA — Il Consiglio dei ministri del 22 ottobre ha approvato un decreto legge con misure urgenti per autotrasporto, agricoltura e pesca per un ammontare complessivo attorno ai 550 milioni di euro. Tra le misure previste figurano il rifinanziamento del credito d’imposta sul gasolio, il rimpinguo del bonus carburante e la sospensione per cinque mesi delle rate dei leasing sui mezzi.

L’annuncio del provvedimento è seguito alla decisione di molte sigle dell’autotrasporto di revocare i blocchi che nei giorni scorsi avevano paralizzato tratti delle arterie del Sud. Restano però presidi e rallentamenti in punti critici, con particolare attenzione per lo snodo A1-A30, dove la situazione non è ancora completamente rientrata.

La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha formalmente segnalato alle autorità competenti la persistenza di blocchi stradali. Il Garante ha rilevato che le azioni in corso «generano un pericolo grave e imminente di lesione dei diritti costituzionali dei cittadini», in particolare per salute, sicurezza e libertà di circolazione, e ha chiesto l’adozione di misure per garantire la ripresa immediata delle consegne dei beni di prima necessità.

Il governo ha annunciato di essere pronto a valutare la precettazione dei conducenti se le mobilitazioni non verranno sciolte con l’arrivo dei nuovi sostegni. Il viceministro dei Trasporti ha spiegato che Palazzo Chigi attenderà l’effetto dei fondi stanziati ma che la prefigurata misura coercitiva diventerà inevitabile in caso di mancato allentamento dei presidi, citando rischi per servizi pubblici, scuole e approvvigionamenti di carburante in alcune aree.

Gli aiuti annunciati comprendono anche risorse per agricoltura e pesca. Il ministro dell’Agricoltura ha reso noto che 60 milioni arriveranno «in brevissimo tempo» tramite Agea per garantire l’acquisto di carburante agricolo, con un contributo fino a 45 centesimi per litro. Per il trasporto via mare sono stati sbloccati pagamenti arretrati e aggiunti 106 milioni ai 434 già stanziati.

Gli effetti pratici della protesta si sono fatti sentire su più fronti. In molte province del Sud sono scarseggiate forniture di carburante e generi alimentari, con stazioni di servizio a secco e scaffali vuoti in supermercati e discount. In alcune località della Calabria e della Campania sono state sospese le lezioni per l’impossibilità di garantire il trasporto scolastico; in altri casi le università e alcuni istituti hanno disposto lezioni a distanza.

Le conseguenze si sono riflesse anche nei collegamenti marittimi e aerei: un volo EasyJet da Bari a Londra ha dovuto effettuare uno scalo tecnico a Parigi per rifornirsi, dopo che i tir contenenti jet fuel destinati a Bari risultavano bloccati in Campania. Sull’Adriatico, pescherecci e imbarcazioni sono rimasti nei porti in segno di protesta contro il caro carburante, mentre in numerosi mercati si sono denunciati aumenti dei costi operativi.

A livello locale, in alcune regioni la situazione è lentamente tornata alla normalità: la consegna di prodotti freschi è ripresa in parte in province siciliane e calabresi dopo accordi in prefettura, mentre in altre aree i presidi sono stati mantenuti da agricoltori o da autonomi. La Prefettura e le forze dell’ordine hanno coordinato identificazioni e operazioni per sbloccare punti critici della rete viaria e autostradale.

La reazione politica è stata articolata: la premier ha sottolineato che le risorse stanziate sono già in fase di erogazione e ha condannato episodi di intimidazione contro chi vuole lavorare; il centrosinistra ha invece accusato il governo di essere intervenuto in ritardo e di aver varato per lo più misure tampone. Associazioni di categoria e rappresentanti dell’industria hanno chiesto responsabilità e un confronto stabile per evitare nuove tensioni.

Inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche: 8 arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni

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Un’inchiesta sulla ricostruzione nelle Marche dopo il terremoto ha portato all’arresto di otto persone e ha coinvolto complessivamente 51 indagati. L’operazione, riferita ai reati di truffa e corruzione negli appalti, è stata condotta a dieci anni dal sisma.

Le autorità hanno eseguito perquisizioni in otto regioni italiane e disposto sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro. Le misure cautelari e patrimoniali sono parte dell’indagine sui meccanismi di assegnazione e gestione dei lavori pubblici legati alla ricostruzione.

Tra gli aspetti al centro dell’inchiesta figurano presunti collegamenti con organizzazioni mafiose: gli inquirenti hanno segnalato interessi di gruppi riconducibili a ‘ndrangheta e camorra nelle attività legate agli appalti.

Le procedure di gara finite sotto la lente degli investigatori riguardano bandi promossi dalla Regione Marche, dall’Erdis e dall’Università di Camerino. L’accertamento punta a verificare anomalie nelle assegnazioni e possibili illeciti nelle fasi di aggiudicazione e esecuzione dei contratti.

Nella lista degli indagati figura anche l’ex capo di gabinetto del presidente Acquaroli, per il quale è contestato il reato di corruzione. Le contestazioni specifiche e i ruoli di ciascun coinvolto sono oggetto delle attività istruttorie in corso.

L’operazione è stata resa nota il 22 ottobre 2026, quando gli organi competenti hanno reso esecutive le misure. Le attività investigative proseguiranno per chiarire responsabilità e dinamiche emerse nelle varie fasi degli appalti.

Mkhitaryan, dal dubbio sul futuro all’assist che vale i primi tre punti dell’Inter in Champions

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Henrikh Mkhitaryan ha attraversato giorni di incertezza sul proprio futuro professionale, tra dubbi sul proseguire e la possibilità di accettare un rinnovo a ingaggio ridotto. Questa fase si è chiusa con una giocata decisiva: un assist che ha permesso all’Inter di conquistare i primi tre punti nella competizione europea.

Le voci sul ritiro e sulle trattative contrattuali avevano alimentato il dibattito interno al club. La risposta del centrocampista è arrivata sul campo, con un contributo concreto che ha inciso sul cammino della squadra in Champions League.

Cristian Chivu, nell’analisi del momento, ha spiegato il motivo della scelta societaria: “Abbiamo deciso di tenerlo con noi per il professionista che è”, attribuendo al comportamento del giocatore il ruolo chiave nella conferma della sua permanenza.

La vicenda unisce questioni contrattuali e rendimento sportivo: dal confronto sulle condizioni economiche al gesto tecnico che ha riportato punti importanti in Europa per i nerazzurri.

Mercati in apnea: Milano maglia nera, tech e banche trascinano il Ftse Mib giù mentre rendimenti e petrolio volano

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MILANO — La Borsa di Milano chiude la seduta del 22 ottobre in forte ribasso, risultando la peggiore in Europa in una giornata segnata dall’avanzata dei rendimenti dei titoli di Stato e dalla corsa dell’energia. Il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,54% a 48.383 punti.

A pesare sul mercato sono state le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, i timori legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale e la possibile stretta dei tassi da parte delle banche centrali. I buoni risultati trimestrali di SpaceX e Meta hanno dato una spinta iniziale, poi rapidamente evaporata. Lo spread tra Btp e Bund chiude a 124 punti, con il decennale italiano che paga intorno al 4,6% mentre l’Oat francese supera il 5% e il Bund tedesco si avvicina al 4%.

Il comparto tecnologico è stato il più colpito: Technoprobe e Prysmian cedono il 7,6%, Stm lascia il 4,9%. Male anche il settore bancario: Unicredit -4,7%, Mps -4,3%, Banco Bpm -4,2%, Intesa -3,8% e Bper -3,3%. Pressioni si sono registrate anche sulle assicurazioni, con Unipol -2,7% e Generali -1,4%.

L’energia subisce forti vendite: Saipem scende del 6%, Tenaris del 5% ed Eni di un punto percentuale. Tra i pochi segni positivi del listino, Moncler avanza del 2,6 dopo la trimestrale, Cucinelli cresce dell’1,5%; Campari e Inwit registrano rialzi del 2,4% mentre Amplifon sale dello 0,9%.

A livello internazionale Wall Street chiude mista: il Dow Jones in lieve rialzo dello 0,02%, mentre il Nasdaq perde il 2,60%, riflettendo il sell-off sui titoli tech. Il petrolio registra forti guadagni: il Brent segna 113,07 dollari al barile, il Wti è intorno a 99,40 dollari. Anche il gas è in rally, con l’indice Ttf a 90,80 euro al megawattora.

Sul fronte dei titoli di Stato, la domanda retail per le nuove emissioni resta robusta: nel quarto giorno di collocamento il Btp Valore raccoglie nel primo pomeriggio oltre 1,5 miliardi da più di 49.000 risparmiatori, mentre il Btp Valore Insieme raggiunge più di mezzo miliardo da oltre 22.800 risparmiatori. In una rilevazione precedente il Btp Valore aveva superato i 600 milioni con oltre 18.000 contratti, rispetto ai 220 milioni del Btp Valore Insieme con oltre 8.900 contratti.

Tra le notizie societarie, Pirelli sigla un accordo con Bkt per la produzione in India: in un impianto di nuova realizzazione saranno prodotti 800.000 pneumatici Premium car a marchio Pirelli entro il 2030, con la possibilità, a certe condizioni, di costituire successivamente una joint venture paritetica per pneumatici High Value. Nel lusso, i risultati di Hermès deludono e il titolo arriva a perdere oltre l’8% a Parigi, mentre Moncler tiene a Piazza Affari. Prada registra ricavi nei primi nove mesi per 4.541 milioni, in crescita del 15% anno su anno.

L’Oréal comunica vendite del terzo trimestre in aumento dell’11,9% e ricavi nei primi nove mesi pari a 35,33 miliardi, +7,7% sul 2025; il management sottolinea la forte domanda in tutte le divisioni e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per supportare il modello di crescita.

Sul fronte delle dichiarazioni pubbliche, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, intervenuto al Festival Internazionale dell

Macron annuncia: per il 24 ottobre solo manifestazioni indette dai sindacati

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Parigi, 22 ottobre 2026 — Il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha comunicato che per sabato 24 ottobre saranno autorizzate “soltanto le manifestazioni indette da sindacati”.

L’annuncio, reso noto oggi, precisa la limitazione alle iniziative pubbliche previste per quella data.

Borse europee in calo, Milano -1,6%: petrolio e correzione tech spingono vendite

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MILANO, 22 ottobre 2026 — Le principali piazze europee hanno chiuso in calo, schiacciate dall’aumento delle quotazioni del petrolio e dalla correzione del settore tecnologico, con ulteriore pressione sui titoli finanziari.

Gli investitori hanno mostrato cautela sui rendimenti legati ai massicci investimenti nell’intelligenza artificiale, fattore che ha inciso sul comparto tech e ha portato i future su Wall Street tutti in territorio negativo.

La tensione nello Stretto di Hormuz ha contribuito al rialzo del greggio: il Brent si è diretto verso i 112 dollari al barile mentre il WTI è salito oltre i 99 dollari al barile. Il prezzo del gas è rimasto sui massimi da dicembre 2022, a 89 euro per megawattora.

Sul fronte dei titoli di stato, lo spread tra Btp e Bund, dopo un picco a 127 punti, si è attestato intorno a 124 punti base, con il rendimento del Btp al 4,61%. L’Oat francese è rimasto stabile sopra il 5%.

A Milano la seduta è stata particolarmente negativa: l’indice è scivolato fino al -2% per poi stabilizzarsi a -1,6%. Peggiori del listino Technoprobe e Prysmian, entrambe in ribasso del 4,34%, seguite da Stm a -3,74%.

Vendite diffuse nel settore bancario: Intesa ha perso il 2,75%, Unicredit il 2,66%, Banco Bpm il 2,63% e Mps il 2,52%. Tra i pochi titoli in rialzo si sono distinti Avio (+1,91%), Inwit (+1,53%) e Leonardo (+1,50%).

Anche gli altri listini europei hanno registrato segni negativi: Francoforte -0,9%, Parigi -1,31%, Madrid -1,41%, mentre Londra ha segnato un calo più contenuto, -0,39%. La moneta unica è scesa sul dollaro, a 1,1219.

Camera, ok unanime alla legge sul gratuito patrocinio per le vittime del lavoro

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ROMA, 22 ottobre 2026, 12:36 — La Camera ha dato il via libera all’unanimità al provvedimento sul gratuito patrocinio destinato alle vittime del lavoro e ai loro familiari.

I voti favorevoli sono stati 220. Il testo, approvato oggi in prima lettura a Montecitorio, viene ora trasmesso al Senato per il prosieguo dell’iter parlamentare.

Redazione ANSA

Garante: i blocchi dei Tir mettono a rischio rifornimenti, salute e libertà di circolazione

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ROMA — La Commissione di Garanzia per gli scioperi ha espresso “viva preoccupazione” per i diffusi blocchi stradali collegati alla protesta degli autotrasportatori, che vengono attuati in difformità dalla disciplina di settore e stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità.

Nella nota il Garante avverte che il proseguimento di tali azioni, in violazione delle regole e dei limiti stabiliti dal Codice di autoregolamentazione, configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini.

Secondo la Commissione, le iniziative in corso minacciano la salute, la sicurezza e la libera circolazione.

Per prevenire «un irreparabile pregiudizio alla collettività», la Commissione segue con la massima attenzione l’evoluzione degli eventi e si dice pronta ad assumere tempestivamente le determinazioni di propria competenza.

L’obiettivo indicato è garantire l’immediata ripresa delle consegne e sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle città.

Venezia: Polizia Locale scopre attività turistica abusiva vicino a tre strutture già sospese della stessa società

La Polizia Locale di Venezia ha scoperto oggi, nel sestiere di Dorsoduro, un’attività di ospitalità turistica esercitata senza autorizzazioni all’interno di un immobile residenziale collegato alla stessa società proprietaria di tre strutture ricettive sottoposte a sospensione amministrativa.

Per le irregolarità contestate sono previste sanzioni per un totale di 6.000 euro.


L’intervento è avvenuto nella mattinata del 23 ottobre ed è stato condotto dal Nucleo Pronto Impiego della Polizia Locale, con la presenza dei Vigili del Fuoco. L’obiettivo era verificare il rispetto dei provvedimenti comunali che avevano disposto la chiusura temporanea di tre esercizi ricettivi a seguito di gravi carenze nella prevenzione incendi e nella sicurezza sul lavoro.


Gli agenti hanno accertato che le tre strutture soggette a sospensione erano al momento vuote, senza ospiti al loro interno. Le verifiche, tuttavia, si sono estese a un immobile residenziale adiacente che non era incluso nel provvedimento: lì sono stati trovati turisti di nazionalità francese.


Le indagini amministrative hanno poi stabilito che anche quell’abitazione era nella disponibilità della medesima società che gestisce le strutture sospese. L’alloggio veniva impiegato per finalità di ospitalità turistica senza i titoli abilitativi richiesti dalla normativa vigente.


Per l’attività abusiva rilevata gli uffici procederanno a contestare tre specifiche violazioni: omissione della comunicazione di inizio attività alla Regione Veneto, assenza del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e mancanza degli estintori prescritti dalla normativa antincendio.


La vicenda ha radici più lontane. A luglio i Vigili del Fuoco avevano già svolto accertamenti nelle tre strutture della società: un albergo quattro stelle superior con 10 camere (20 posti letto), una dipendenza alberghiera tre stelle superior con 19 camere (36 posti letto) e un alloggio turistico con 6 camere (12 posti letto). In totale si tratta di 35 camere e 68 posti letto.

A seguito delle criticità riscontrate, il Settore Commercio del Comune aveva disposto la sospensione delle attività fino al ripristino delle condizioni previste per la prevenzione incendi e la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.


Non si è però trattato di un caso chiuso. Un controllo della Polizia Locale effettuato il 6 ottobre aveva rilevato che le strutture continuavano a ospitare clienti nonostante il provvedimento di sospensione. Di conseguenza il Comune ha intimato nuovamente l’immediata cessazione delle attività in attesa della regolarizzazione.


Nei giorni precedenti all’odierno sopralluogo, ulteriori verifiche sugli annunci e sui sistemi di prenotazione online avevano mostrato la possibilità di procedere ancora a booking di alcune camere nonostante il divieto. Il Comando della Polizia Locale ha detto che l’ispezione di oggi è servita a verificare la situazione reale degli immobili e a mettere in luce l’utilizzo turistico non autorizzato dell’abitazione adiacente.


L’amministrazione comunale ha sottolineato l’importanza delle verifiche, richiamando la necessità che disposizioni sulla sicurezza e provvedimenti amministrativi siano rispettati a tutela degli ospiti e degli operatori che lavorano correttamente. Lo ha dichiarato la vicesindaco con delega alla Sicurezza, Francesca Zaccariotto: “Il rispetto delle disposizioni sulla sicurezza e dei provvedimenti amministrativi è una garanzia per gli ospiti, per i lavoratori e per tutti gli operatori che svolgono correttamente la propria attività. Questo intervento dimostra l’importanza di verifiche puntuali e ripetute. Non si può transigere dalla sicurezza degli ospiti e il rispetto delle regole, anche a tutela delle imprese del settore turistico che operano correttamente”.


La società proprietaria ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale il 12 ottobre e aveva chiesto la sospensione urgente dei provvedimenti comunali; la richiesta non è stata accolta nella fase iniziale. La camera di consiglio del TAR è fissata per il prossimo 12 novembre.

La Corte penale internazionale trionfa al premio Sacharov 2026 del Parlamento Europeo

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BRUXELLES, 22 ottobre 2026 — La Corte penale internazionale (Cpi), con sede a L’Aia, è stata insignita del premio Sacharov 2026 per la Libertà di pensiero dal Parlamento Europeo.

La decisione è stata resa nota a margine della Conferenza dei Presidenti, riunita questa mattina a Strasburgo, dove è stato eletto il candidato vincitore, secondo quanto appreso dall’ANSA da più fonti parlamentari.

La Cpi, che in passato è stata colpita da sanzioni decise dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, era la proposta del gruppo dei Socialisti al Parlamento Europeo. I Socialisti avevano indicato l’organo come emblema della resistenza alle politiche belliche dell’amministrazione americana.

Tra gli altri candidati scartati, secondo quanto riferito, figurava il difensore dei diritti umani tanzaniano Tundu Lissu, sostenuto dai gruppi del Ppe e dell’Ecr.

Contrariamente alle attese, il riconoscimento è quindi andato al candidato proposto dai Socialisti europei, che ha raccolto l’elezione durante l’incontro dei vertici parlamentari a Strasburgo.

Nel Pd vertice di modelli: da Sanchez alla polemica social tra socialisti e riformisti

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A pochi giorni dall’assemblea che ha prorogato il mandato da segretaria di Elly Schlein, il Partito Democratico torna a confrontarsi sulle ispirazioni politiche e sul modello di partito da seguire. Sul tavolo sono finite figure internazionali e contrapposizioni interne che hanno preso forma soprattutto sui social.

Schlein ha più volte dichiarato di ispirarsi a Pedro Sanchez, sia per la politica estera — con il riconoscimento dello Stato di Palestina — sia per le scelte interne su prezzi dell’energia e lavoro. Lo stesso premier spagnolo ha risposto positivamente a un invito televisivo di Luciana Littizzetto, scrivendo sui social “Chi meglio di Elly?”.

Lo scontro tra aree è esploso in rete con un confronto diretto tra le correnti socialiste, oggi maggioritarie nel Pd, e quelle riformiste. A innescare il dibattito è stato un intervento di Paolo Gentiloni sul Corriere della Sera, rilanciato da Filippo Sensi, con l’avvertimento: “Attenti alle risposte radicali. Il rischio è sognare Mamdani e svegliarsi con Melenchon”.

Arturo Scotto ha replicato pubblicamente a Sensi, sostenendo tatto diverso e affermando che «a furia di sognare Macron si finisce a Le Pen». Sensi ha risposto richiamando il nome di Raphael Glucksmann: “Io tifo Glucksmann e i socialisti”, ha scritto, chiedendo a Scotto se fosse sulla stessa linea. Scotto ha ribadito di collocarsi con il suo partito e con i socialisti europei, definendo Glucksmann come un’operazione vicino al macronismo e invitando a non demonizzare Jean-Luc Mélenchon, che — ha ricordato — è stato ministro socialista e rappresenta giovani e periferie, potendo arrivare al ballottaggio.

Al dibattito online si è poi aggiunto l’ex ministro Andrea Orlando, che ha pubblicato una foto di Bernie Sanders rivolto a una folla numerosa e ha richiamato il modello di coalizione sociale promosso dal senatore americano. Orlando ha spiegato che Sanders “chiama a raccolta una coalizione sociale che riorganizza gli schieramenti politici” e ha sottolineato il tema dello spostamento di ricchezza verso l’élite come elemento centrale della sfida politica, sostenendo che la sinistra europea debba affrontare il rapporto con le oligarchie.

Il confronto nelle ore successive ha evidenziato divisioni nette tra le anime del Pd su orientamento internazionale e strategia politica interna, con riferimenti che spaziano da Sanchez a Mamdani, da Macron a Sanders e avvertenze sul rischio di scivolare verso figure come Le Pen o Mélenchon.

Trump: “Forse siamo vicini a un accordo” con la Russia sui negoziati per l’Ucraina

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Washington, 22 ottobre 2026 — Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto oggi di ritenere che i negoziati con la Russia sull’Ucraina possano essere prossimi a un’intesa.

Parlando durante un punto stampa alla Casa Bianca, Trump ha affermato che nei colloqui con Mosca “siamo forse vicini a un accordo per la prima volta in molto tempo”, esprimendo un cauto ottimismo sulla possibilità di giungere a un’intesa.

La dichiarazione è stata rilasciata nel corso dell’intervento al briefing ufficiale della Casa Bianca.

Latitante da oltre dieci anni catturato a bordo della Costa Smeralda prima dell’approdo a Palermo

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Palermo, 22 ottobre 2026 — Si è conclusa a bordo di una nave da crociera la lunga latitanza di un uomo condannato a quattro anni di carcere.

La Polizia di Frontiera marittima di Palermo ha arrestato l’imprenditore, originario di Fano e residente a Marsiglia, a bordo della Costa Smeralda in Francia, prima dell’approdo al porto di Palermo. L’uomo era latitante da oltre dieci anni.

Secondo quanto riferito, l’imprenditore aveva avviato a Marsiglia una nuova vita familiare ed economica, gestendo alcuni locali di ristorazione. Al momento dell’arresto era in compagnia della moglie.

L’intervento degli agenti, guidati dal dirigente Manfredi Borsellino, è stato definito complesso per la presenza a bordo di circa 8 mila persone, tra turisti e personale. Dopo aver avuto conferma della presenza del ricercato, i poliziotti hanno isolato la zona in cui alloggiava per prevenire tentativi di fuga e hanno operato in collaborazione con gli addetti alla sicurezza della compagnia.

Una volta sbarcato, l’uomo è stato accompagnato negli uffici della Polizia di Frontiera Marittima di Palermo e successivamente trasferito alla casa circondariale Lorusso Pagliarelli di Palermo.

Italia e Spagna decidono di non prorogare le sospensioni di Schengen: fine dei controlli alle frontiere

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Roma e Madrid hanno concordato di non estendere ulteriormente le sospensioni delle regole di libera circolazione nell’area Schengen. La decisione è stata presa dopo un colloquio tra i due governi e annunciata dai rispettivi ministeri dell’Interno.

I ministri Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska si sono sentiti telefonicamente dopo l’incontro tra i premier Giorgia Meloni e Pedro Sánchez a margine del Consiglio europeo. Il Viminale ha reso noto che, a seguito di un’analisi della situazione, “le sospensioni di Schengen in vigore nei due Paesi non verranno prolungate ulteriormente”.

La revoca della misura sarà accompagnata da un rafforzamento dello scambio informativo tra le autorità nazionali, ha precisato il ministero italiano, per garantire la sicurezza dello spazio comune Schengen.

L’origine delle tensioni risale al primo agosto, quando l’Italia annunciò la sospensione temporanea degli accordi con la Spagna dopo un massiccio arrivo di migranti a Ceuta provenienti dal Marocco. In seguito Roma aveva reintrodotto controlli mirati sulle frontiere aeree e marittime, provocando una risposta di Madrid che aveva adottato misure reciproche di rafforzamento dei controlli.

Entrambi i governi avevano più volte prorogato la sospensione prima dell’intesa odierna. Le regole di Schengen consentono infatti a uno Stato di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di minacce alla sicurezza, emergenze sanitarie o particolari problemi legati all’immigrazione.

Con l’accordo tra Italia e Spagna la fase emergenziale e le misure incrociate alle frontiere vengono ufficialmente superate, segnando il ritorno a una gestione basata sulla cooperazione e lo scambio informativo.

Ultima Ora. Tortona, bimba di 3 anni trovata morta in casa: madre arrestata

Una bambina di tre anni è stata trovata senza vita nella notte in un appartamento popolare di Tortona, nell’Alessandrino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rinvenuto il corpo e, al termine degli accertamenti immediati, hanno arrestato la madre.


Le prime informazioni parlano di un decesso avvenuto durante le ore notturne. I militari hanno condotto le verifiche iniziali all’interno dell’alloggio dove la minore e la madre vivevano insieme, in un complesso di edilizia pubblica della città.


Dopo il ritrovamento, sul luogo è giunta la Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici e i rilievi che di norma accompagnano indagini su decessi in abitazione. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire la dinamica dell’evento.


La donna fermata, secondo quanto risulta, è di nazionalità russa ma risiede in Italia da anni. È stata ascoltata dal magistrato di turno prima dell’arresto disposto dalle forze dell’ordine.


Al momento le autorità non hanno reso note le cause del decesso né fornito dettagli sulle circostanze che hanno condotto al ritrovamento del corpo. Le verifiche sono in corso e gli esami tecnici dovranno chiarire i passaggi della vicenda.


Non ci sono informazioni pubbliche su chi abbia segnalato l’accaduto o abbia avvisato le forze dell’ordine. Anche questo elemento rientra nei controlli in corso da parte degli inquirenti.


La procura competente segue la vicenda e coordina le attività investigative. Gli sviluppi saranno resi noti dalle autorità al termine degli accertamenti.

Operazione “Ricostruzione”: 8 arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni

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Ancona, 22 ottobre 2026 – La Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo marchigiano, ha sgominato un presunto sistema illecito nel settore delle commesse legate alla ricostruzione privata post-sisma 2016 e ad appalti pubblici regionali.

L’operazione, denominata “Ricostruzione”, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 51 persone. Otto sono finite in carcere e per altre cinque è stato disposto l’interrogatorio preventivo. È stato eseguito un sequestro di beni e somme per oltre 57 milioni di euro.

Sono in corso più di 50 perquisizioni e acquisizioni documentali nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza. All’operazione hanno partecipato 230 finanzieri, i cosiddetti “baschi verdi”.

L’attività investigativa si è articolata in più filoni. Uno riguarda una presunta truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche destinate alla ricostruzione privata nei territori colpiti dal sisma del 2016; i lavori sarebbero stati in parte subappaltati a soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese e campana. Un altro filone riguarda ipotesi di condotte corruttive poste in essere da pubblici ufficiali e imprenditori.

Le commesse oggetto dell’indagine includono appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, dall’Erdis regionale e dall’Università di Camerino.

I dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa fissata alle 15 presso il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, alla quale parteciperà il capo della procura di Ancona, Monica Garulli.

Scontro notturno e ondata di droni: sette morti in Ucraina, tensione dopo l’incontro tra l’inviato di Trump e Putin

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Notte di violenze e allarmi tra Russia e Ucraina. Sette persone sono state uccise sul fronte ucraino poche ore dopo l’incontro a San Pietroburgo tra l’inviato del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, e il presidente russo Vladimir Putin. Gli attacchi sono proseguiti su entrambi i fronti nonostante segnali di apertura diplomatico a livello ufficiale.

Le autorità ucraine hanno riferito che le vittime sono un uomo a Sumy e una donna a Kharkiv, entrambe nel nord-est del Paese, tre persone nella regione di Zaporizhzhia e due nella regione di Donetsk. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha scritto sui social che i bombardamenti hanno ferito 15 persone nella capitale e hanno danneggiato infrastrutture della metropolitana in corrispondenza del ponte Pivdenny, con limitazioni al traffico tra diverse zone della città.

Sotto attacco è stata segnalata anche la Russia. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobjanin, ha dichiarato che due persone sono rimaste ferite a seguito di un massiccio lancio di 630 droni verso la regione, di cui 163 diretti verso la capitale. Il governatore della regione di Tula ha detto che le difese aeree hanno abbattuto 70 droni; il governatore della regione di Lipetsk ha riferito un’altra persona ferita. In una nota il ministero della Difesa russo ha reso pubblica la cifra di 808 droni neutralizzati sopra varie regioni russe, inclusa l’area di Mosca, elencando Belgorod, Brjansk, Vladimir, Vorone, Kaluga, Kursk, Lipeck, Leningrado, Orel, Rostov, Rjazan’, Smolensk, Tambov, Tver’, Tula e Jaroslavl’, oltre alla Crimea e al Mar Nero.

L’ufficio stampa della centrale nucleare di Zaporizhzhia ha dichiarato che un drone ucraino ha colpito un autobus utilizzato per il trasporto del personale della centrale: l’autista è rimasto ucciso, secondo il comunicato pubblicato sui social.

Nelle prime ore della giornata l’aeronautica militare ucraina ha diffuso un’allerta per “ulteriori missili balistici diretti verso Kiev”, invitando i residenti a restare nei rifugi.

Sul piano diplomatico, Witkoff era arrivato in Russia dopo un incontro a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky volto a ricucire la frattura tra Trump e il leader ucraino. Jared Kushner, genero di Trump, ha partecipato ai colloqui con Putin collegandosi da remoto. Il consigliere del Cremlino Yuri Usakov ha detto ai giornalisti che la Russia è «in linea di principio pronta» a riprendere colloqui trilaterali con Stati Uniti e Ucraina, ipotizzando un avvio a metà novembre dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti, e ha indicato la volontà di concentrare le discussioni sulla sicurezza nel periodo post-bellico. Anche Zelensky, secondo quanto riferito, si è detto favorevole alla ripresa dei colloqui trilaterali.

Witkoff ha comunicato che i colloqui con Putin sono stati «costruttivi», pur sottolineando che resta ancora molto lavoro tecnico da svolgere. Durante l’incontro di tre ore l’inviato statunitense ha elogiato Putin per aver acconsentito al rilascio del cittadino statunitense Stephen Hubbard; Witkoff ha rivolto a Putin un riconoscimento per questo gesto. In parallelo, sono in preparazione il vertice tra Putin, Trump e il leader cinese Xi Jinping previsto il mese prossimo a Shenzhen, incontro definito da Usakov come il primo di questo genere nella storia.

Il presidente Trump, tornato alla Casa Bianca a gennaio 2025 con la promessa di porre fine alla guerra in 24 ore, ha espresso ottimismo sui negoziatori, sostenendo che sono «forse più vicini che mai» alla fine del conflitto. Tuttavia, oltre un anno di negoziati guidati dagli Stati Uniti non ha finora portato a una svolta significativa.

Negli ultimi giorni la presidenza americana ha allentato alcune pressioni su Kiev per favorire il riavvicinamento con Mosca: è stato concordato un acquisto di gasolio russo che Washington ha descritto come utile per abbassare i prezzi, una misura che ha suscitato indignazione a Kiev e in Europa. Trump ha inoltre rinviato l’imposizione di sanzioni all’apparato bellico russo, decisione che ha giustificato sostenendo fosse necessaria per ottenere il rilascio di Hubbard; Witkoff ha detto a Putin che Washington è «grata» per l’accordo sul diesel.

Nonostante aperture diplomatiche e movimenti negoziali, la notte ha mostrato che le ostilità e gli attacchi aerei e con droni non si sono arrestati, mantenendo alta la tensione sui due fronti.

Terremoto: serie di scosse vicino a Palermo, 5.5 la più forte. Timore per maremoto

Una serie di dodici terremoti ha fatto tremare oggi la Sicilia, con la scossa più intensa, di magnitudo 5.5, registrata alle 12:19 e avvertita dal capoluogo fino a Catania. L’episodio ha spinto le autorità locali a provvedere a evacuazioni precauzionali e a iniziare verifiche sulle condizioni degli edifici.


L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha localizzato l’epicentro nel Tirreno meridionale, a nord-ovest dell’arcipelago delle Eolie, in prossimità di Alicudi. Secondo i dati ufficiali, la soglia di magnitudo dell’evento principale è stata 5.5.


La sequenza sismica è iniziata già nelle ore precedenti. Alle 11:04 era stata registrata una scossa di magnitudo 3.3; a seguire, un evento di magnitudo 3.6 e poi un sisma di magnitudo 4.3 alle 11:51, quest’ultimo rilevato a una profondità di 24 chilometri. Tutti questi movimenti sono stati percepiti nelle Eolie e, in alcuni casi, anche a Palermo.


Dopo la scossa più forte, la sequenza è proseguita con altre sette scosse di intensità compresa tra magnitudo 3 e 4, portando il totale a dodici eventi nell’arco di circa due ore. La persistenza delle scosse ha mantenuto alta la preoccupazione nelle comunità costiere e nelle isole dell’arcipelago.


A Palermo, come misura precauzionale, sono state svuotate le scuole della città. A Trapani è stato invece evacuato il palazzo di giustizia. In molte località siciliane numerosi cittadini sono usciti dagli edifici e si sono radunati nelle aree aperte per precauzione.


Particolare attenzione è stata rivolta alle Eolie. Ad Alicudi e Filicudi gli isolani sono scesi in strada; gli studenti di ogni ordine e grado sono stati fatti uscire dalle classi e mandati a casa. La Protezione civile comunale di Lipari, insieme ai tre Comuni di Salina, ha attivato verifiche sul territorio con il supporto dei carabinieri.


Al momento non sono arrivate segnalazioni diffuse di danni a persone o a cose. Tuttavia, a Filicudi è stato riportato il crollo di un costone roccioso alle spalle del centro abitato, un episodio che ha richiesto l’intervento dei servizi locali per valutare eventuali rischi per l’abitato.


Le verifiche della Protezione civile e delle forze dell’ordine proseguono per controllare scuole, infrastrutture e immobili nei comuni interessati dalla scossa e nelle isole vicine. Le autorità hanno finora preferito adottare misure precauzionali in attesa degli esiti dei sopralluoghi.


La serie di scosse odierne segue un’altra sequenza registrata giovedì scorso nella stessa area: anche allora si erano verificati sette terremoti con magnitudo massima pari a 3.7. Le connessioni tra gli eventi e l’evoluzione della situazione saranno oggetto delle analisi degli enti tecnici nei prossimi giorni.

Borse europee sotto pressione: Milano chiude in calo, petrolio vicino ai 100 dollari e spread in rialzo

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Le principali piazze finanziarie europee hanno registrato una seduta di forti perdite, con Piazza Affari tra le più colpite: il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,54%. L’andamento negativo è stato alimentato dal nuovo rialzo dei prezzi dell’energia e da vendite sul comparto tecnologico, mentre anche il mercato obbligazionario ha mostrato segni di tensione.

La flessione ha interessato l’intero continente: l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha perso l’1,1%, Madrid è scesa del 2,12%, Parigi dell’1,39% e Francoforte dell’1,04%. A metà sessione anche Wall Street aveva evidenziato pressioni, con il Nasdaq in calo del 2%.

Sul fronte delle materie prime il Brent ha superato i 112 dollari al barile e il Wti si è mantenuto intorno ai 99 dollari, a un passo dalla soglia psicologica dei 100. Il gas naturale in Europa è salito a 90 euro per megawattora nei contratti di novembre, livelli non visti dal dicembre 2022.

La combinazione di energia più costosa e vendite sui titoli tech ha riacceso le preoccupazioni degli investitori sul possibile ritorno dell’inflazione e sul rischio di una crescita economica più debole. Il contemporaneo deterioramento di azioni e titoli di Stato è stato letto come un segnale della difficoltà a trovare asset rifugio.

Anche il mercato dei titoli sovrani ha evidenziato nervosismo: il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto i 127 punti base durante la mattinata, per poi attestarsi intorno ai 125 punti; livelli che non si vedevano dall’aprile 2025. Il rendimento del Btp decennale è salito al 4,6%, quello dell’Oat francese ha toccato il 5,11% mentre il Bund si è attestato al 3,33%.

A Milano sono stati soprattutto i settori tecnologico e industriale a subire le maggiori perdite. Tra i titoli in evidenza, Technoprobe ha lasciato sul terreno il 7,63%, Prysmian il 7,61% e StMicroelectronics il 4,98%. In controtendenza il lusso: Moncler ha guadagnato il 2,61% dopo la pubblicazione dei risultati e Brunello Cucinelli è salita dell’1,48%.

Per la Banca centrale europea, avverte il mercato, una nuova fiammata dei prezzi energetici renderebbe più difficile il rientro dell’inflazione e potrebbe richiedere maggiore cautela nel valutare eventuali allentamenti della politica monetaria. Il quadro resta incerto: l’evoluzione dei mercati dipenderà dalla persistenza del rialzo delle quotazioni energetiche e dalla capacità dei mercati obbligazionari di ritrovare stabilità.

Decreto aiuti varato dal Cdm: fondi per autotrasporto, agricoltura e pesca dopo i blocchi

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge urgente con misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, per un ammontare complessivo che supera il mezzo miliardo di euro.

Tra le misure principali sono previsti 105 milioni destinati al comparto dell’autotrasporto, un contributo di 60 milioni per il carburante agricolo e 10 milioni per le imprese della pesca per il 2026. Il provvedimento include anche strumenti finanziari e fiscali per alleggerire l’impatto del caro carburante.

Per i produttori agricoli il decreto riconosce un contributo a fondo perduto calcolato sul 20% dei costi sostenuti per l’acquisto di carburante tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a 45 centesimi per litro e nel limite di 60 milioni per l’anno 2026. Il ministro Francesco Lollobrigida ha precisato che i 60 milioni saranno erogati attraverso Agea e copriranno l’acquisto di 121 milioni di litri.

Alle imprese di pesca è riconosciuto un contributo a fondo perduto pari al 10% della spesa per carburante sostenuta nello stesso periodo, fino a un massimo complessivo di 10 milioni di euro per il 2026. La bozza prevede modalità di presentazione della documentazione entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto e pagamenti diretti entro 30 giorni dalla trasmissione.

Sul fronte carburanti, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità ha stanziato ulteriori 45,2 milioni per il credito d’imposta sul gasolio per le spese sostenute da marzo ad agosto 2026; queste risorse si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti e sono integrate con ulteriori 60 milioni per le spese dal 1° settembre al 5 ottobre. Il viceministro Edoardo Rixi ha ricordato che da marzo ad agosto sono stati messi 480 milioni e che i nuovi crediti saranno disponibili alle prime aziende già dalla settimana prossima.

Per alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese di trasporto, il decreto consente la sospensione dei canoni di leasing fino al 31 marzo 2027 per i veicoli con scadenza dei canoni tra novembre 2026 e marzo 2027; le rate non vengono cancellate ma posticipate.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video dopo il Cdm, ha informato dell’accordo con le associazioni dell’autotrasporto e dell’arrivo di risorse già in pagamento, ribadendo che contro i blocchi «useremo ogni strumento di legge» per garantire la libera circolazione delle merci e «non ci facciamo ricattare». Meloni ha anche detto di aver chiesto al ministro dell’Interno che la circolazione venga assicurata per evitare speculazioni.

La decisione del governo segue giorni di proteste degli autotrasportatori che hanno provocato blocchi stradali e difficoltà negli approvvigionamenti. In risposta, il Garante degli scioperi ha definito la situazione «un pericolo grave» per la salute, la sicurezza e la libera circolazione, e ha annunciato che valuterà interventi urgenti per ripristinare consegne e servizi essenziali.

Le proteste si sono estese al settore della pesca: pescherecci sono rimasti fermi in numerosi porti dell’Alto Adriatico e nelle marinerie di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Molise. A Manfredonia oltre un centinaio di pescatori hanno partecipato a un sit-in in piazza Marconi.

Sul versante pubblico e giudiziario, la Procura di Napoli ha disposto accertamenti per verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nello sciopero dei tir; il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che è «molto probabile» una strumentalizzazione da parte della mafia. Anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha avvertito che i blocchi stradali costituiscono reato e che saranno contrastati quando si registrano minacce o violenze.

Gli effetti delle interruzioni sono stati diversi sul territorio: in Sicilia e in alcune città calabresi le consegne ai supermercati sono riprese e gli scaffali si stanno rifornendo, mentre in altre zone persistono carenze di alcuni prodotti. In provincia di Potenza la carenza di carburante ha portato alla sospensione della raccolta rifiuti in alcuni comuni. La Prefettura di Catanzaro ha reso possibile la richiesta di scorte da parte degli operatori per garantire il regolare svolgimento delle attività di trasporto.

Intanto il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2,30 euro al litro sulla rete autostradale, secondo l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit.

Organizzazioni di categoria e istituzioni territoriali hanno manifestato preoccupazione per eventuali abusi e per la necessità di tutela dei cittadini e delle imprese. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha richiamato il

Il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov 2026 alla Corte penale internazionale

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Strasburgo — La Corte penale internazionale (Cpi) con sede all’Aia è il vincitore del Premio Sacharov 2026 per la libertà di pensiero. La decisione è stata presa questa mattina dalla Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo a Strasburgo; la candidatura era stata proposta dal gruppo dei Socialisti al Pe, che ha indicato la Corte come, nelle loro parole, “simbolo della resistenza contro le guerre dell’amministrazione americana”. La notizia è stata riportata dall’ANSA.

Tra gli altri candidati scartati figurava il difensore dei diritti umani tanzaniano Tundu Lissu, sostenuto da Ppe ed Ecr.

La Cpi è composta da 18 giudici eletti dall’Assemblea degli Stati Parte in base a qualifiche, imparzialità e integrità; ciascuno resta in carica per un mandato non rinnovabile di nove anni. L’organo garantisce processi equi, emette mandati di arresto o comparizione, autorizza la partecipazione delle vittime e dispone misure di protezione per i testimoni. Tra i suoi compiti c’è anche l’elezione interna del presidente e di due vicepresidenti.

L’istituzione impiega circa 900 persone provenienti da 100 nazionalità e non deve essere confusa con la Corte internazionale di giustizia, anch’essa con sede all’Aia. Dalla sua nascita la Corte ha condannato 15 persone e ne ha assolte quattro. Critici dell’istituzione la accusano di una concentrazione eccessiva sui crimini commessi in Africa e della mancata condanna di grandi leader politici.

Tra i procedimenti più rilevanti citati nella storia recente della Cpi vi è quello contro l’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, indicato come il primo ex capo di Stato asiatico a comparire davanti alla Corte. Nel novembre 2024 la Cpi aveva inoltre emanato mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa Yoav Gallant nell’ambito dell’inchiesta sulla guerra a Gaza; un mandato era stato emesso anche per il leader di Hamas Mohammed Deif, dopo la morte di altri due indagati, Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh.

Negli ultimi anni la Corte è stata nel mirino di Stati Uniti e Israele, e il 9 ottobre l’amministrazione Usa ha imposto sanzioni che, secondo quanto riferito, rischiano di paralizzarne l’attività: le misure colpiscono accesso ai conti bancari, utilizzo di software, pagamento degli stipendi e protezione dei testimoni. All’epoca l’Unione europea aveva ribadito il suo “sostegno incrollabile” alla Corte; il conferimento del Premio Sacharov viene oggi interpretato come un riconoscimento simbolico di quel sostegno.

Due scioperi alla Fenice: saltano le prime del 13 novembre (lirica) e del 28 novembre (sinfonica)

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I lavoratori del Teatro La Fenice hanno proclamato due giornate di sciopero che comporteranno la cancellazione delle prime stagionali: quella lirica fissata per il 13 novembre e quella sinfonica prevista per il 28 novembre.

La mobilitazione è stata ufficializzata con una lettera inviata alla direzione del teatro dalle sigle Cgil Slc, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Fials, dopo l’Assemblea generale del personale del 9 ottobre e l’incontro con la direzione del 13 ottobre.

Le Rsu motivano la decisione con il perdurare di criticità che non sarebbero state risolte: vengono segnalati problemi nella qualità delle relazioni sindacali, nell’organizzazione del lavoro, nella mancata risposta a segnalazioni dei lavoratori e nella scarsa valorizzazione delle professionalità presenti al teatro.

La gestione della tournée a Shanghai viene indicata come l’ultima evidenza di tali criticità. Secondo i sindacati, la direzione avrebbe risposto in modo insufficiente anche nonostante un contributo straordinario del Comune; è stata contestata in particolare la preparazione della proposta economica e la mancata ricerca di sinergie e sponsorizzazioni per garantire un’adeguata indennità di trasferta.

I sindacati denunciano inoltre una insufficiente attenzione da parte della direzione nell’affrontare problemi che, dicono, sono oggetto di confronto da anni.

Meloni domani pomeriggio in Kuwait per incontro bilaterale con l’emiro

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ROMA, 22 ottobre 2026 — La presidente del Consiglio Giorgia Meloni effettuerà domani pomeriggio una visita lampo in Kuwait per un incontro bilaterale con l’emiro Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah.

La partenza verso Kuwait City è prevista dopo la partecipazione della premier, alle 10.30, a un incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze presso la Comunità di San Patrignano.

La presenza della presidente del Consiglio nel Golfo è indicata in un aggiornamento dell’agenda di governo pubblicato sul sito ufficiale.

Aumentano furti e aggressioni dei coloni durante la raccolta delle olive in Cisgiordania

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La stagione della raccolta delle olive in Cisgiordania è segnata da un’escalation di furti e aggressioni attribuiti a coloni israeliani, con episodi ripresi tra il 9 e il 19 ottobre 2026 e documentati da Reuters il 22 ottobre. Palestinesi, Ong israeliane per i diritti umani e le Nazioni Unite denunciano non solo un aumento della violenza, ma anche una diffusione capillare dei sottrazioni di frutti dagli alberi.

Ahmed Salem, 50enne residente vicino al villaggio di al-Lubban al-Gharbi, ha raccontato alla Reuters che, circa due settimane fa, i coloni hanno caricato in sacchi le sue olive e le hanno portate in un avamposto dove sono state spremute per ottenere olio. “Non puoi fare nulla”, ha detto Salem, descrivendo l’impotenza degli agricoltori locali.

Nella stessa area, su una collina vicina, è sorto l’avamposto chiamato Avichai Farm. Tra il 2023 e il 2026 centinaia di acri nei pressi di al-Lubban al-Gharbi, inclusi uliveti, sono stati recintati e sottratti, secondo quanto riferito. I coloni hanno promosso un frantoio nell’avamposto come punto di riferimento per la lavorazione delle olive provenienti dalla Cisgiordania; il frantoio e la “Farms Association” che ne gestisce il sito non hanno risposto alle richieste di commento. Sul sito vengono offerte bottiglie di olio vendute a circa 20 dollari l’una. All’inizio della stagione, account sui social media legati ai coloni hanno invitato israeliani a partecipare alla raccolta e a consegnare le olive al frantoio.

L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din ha registrato, nei primi 24 giorni della stagione, 125 attacchi fisici contro palestinesi impegnati nella raccolta e 168 episodi di furto del raccolto. Ziv Stahl, direttrice esecutiva di Yesh Din, ha detto che si tratta di “centinaia di episodi” e che nel 25% dei casi i coloni sono stati accompagnati dalle forze militari, che di fatto li avrebbero protetti.

Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che atti di violenza e attività criminali vengono presi molto sul serio. Il rappresentante non ha però fatto riferimento ai coloni né ha commentato le segnalazioni secondo cui i furti sarebbero avvenuti alla presenza dei militari. Le forze israeliane, in varie occasioni, hanno inoltre sradicato alberi con escavatori, giustificando l’azione come misura di prevenzione contro possibili attacchi.

Le reazioni tra le autorità religiose israeliane sono contrastanti. Il rabbino Zev Weitman dell’insediamento di Alon Shvut ha definito l’azione come “un furto”, mentre il rabbino ortodosso Dov Lior, in una lettera aperta, ha sostenuto che i coloni dovrebbero raccogliere in tutta la Cisgiordania e che i palestinesi non avrebbero diritti di proprietà sulle terre.

Le tensioni si sono accentuate anche nel nord della Cisgiordania, vicino al parco nazionale di Sebastia, dove sono stati osservati coloni intenti a rubare olive. Secondo le autorità palestinesi, durante la stagione di raccolta di quest’anno tre palestinesi sono stati uccisi in attacchi quotidiani da parte di coloni militanti; le violenze hanno inoltre causato il ferimento di diversi giornalisti, di diplomatici europei e di un sindaco francese. Israele ha annunciato di stare indagando su alcuni degli episodi.

Il fenomeno avviene nello stesso arco temporale in cui la politica israeliana è sotto osservazione: le aggressioni si sono intensificate in vista delle elezioni israeliane della settimana successiva, con i sondaggi che indicano potenziali cambiamenti alla guida del governo e valutazioni diverse sulle politiche degli insediamenti. Dall’insediamento dell’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu nel 2022 sono comparsi centinaia di piccoli avamposti e l’accesso palestinese a molte aree, compresi uliveti, è stato progressivamente limitato dall’esercito.

Le Nazioni Unite e la maggior parte dei Paesi considerano gli insediamenti israeliani nei territori occupati illegali secondo il diritto internazionale; Israele respinge tale interpretazione, definendo i territori “contesi”. Secondo la ricostruzione riportata, la “Farms Association” riceve un sostegno finanziario significativo dal governo israeliano che, secondo lo Stato, mira a promuovere la pace.

Rimosse le postazioni dei TIR in Campania: il Cdm approva decreto da 175 milioni per trasporti, agricoltura e pesca

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I presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulle autostrade della Campania sono stati rimossi nella notte in provincia di Caserta e nel Salernitano; sciolto anche il presidio al varco Bausan di Napoli. Nonostante l’allentamento dei fermi, la rete regionale mostra ancora pompe “a secco” e supermercati con scaffali svuotati che solo lentamente stanno ricominciando ad essere riforniti.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con un pacchetto di misure per fronteggiare il caro carburante e sostenere i settori coinvolti. Complessivamente le risorse stanziate ammontano a 175 milioni di euro: circa 105,2 milioni sono destinati al comparto dell’autotrasporto (tra l’aumento del credito d’imposta per il periodo marzo–agosto e i fondi per settembre–inizio ottobre), 60 milioni sono previsti come contributi a fondo perduto per l’agricoltura e 10 milioni per la pesca.

Per l’autotrasporto il provvedimento incrementa il credito d’imposta, portandolo da 430 a circa 480 milioni per la prima finestra temporale, e stanzia ulteriori 60 milioni per le spese sostenute dall’1 settembre al 5 ottobre. Sono previste anche misure per la sospensione dei canoni di leasing sui mezzi per sette mesi e strumenti per facilitare la liquidità delle imprese medio-piccole; è stata inoltre introdotta la possibilità di adeguare i prezzi di fatturazione al rialzo del gasolio, definita nel testo come il “metodo spagnolo”.

Per l’agricoltura il decreto riconosce un contributo a fondo perduto pari al 20% dei costi sostenuti per l’acquisto di carburante nel periodo considerato, fino a 45 centesimi per litro, nel limite complessivo di 60 milioni per il 2026. Per la pesca è stabilito un contributo a fondo perduto pari al 10% della spesa sostenuta, nel limite di 10 milioni per il 2026.

Le misure entreranno in vigore con modalità e termini che il Ministero dell’Agricoltura definirà entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto; il pagamento diretto dei contributi è previsto entro i successivi 30 giorni tramite accredito sul conto corrente indicato dai beneficiari.

Le proteste hanno causato disagi diffusi: in Campania risultano critiche la raccolta rifiuti, gli spostamenti di medici e ambulanze, e il servizio dei traghetti per le isole (Ischia, Capri, Procida) ha subìto tagli. In alcune province aeroporti e corse extraurbane hanno rilevato riduzioni o difficoltà. A Bari un volo EasyJet diretto a Londra ha effettuato uno scalo tecnico a Parigi per rifornimento, dopo che i tir che consegnano jet fuel erano bloccati in Campania; Aeroporti di Puglia aveva segnalato il problema con un Notam.

Le autorità giudiziarie e di controllo hanno avviato verifiche e misure di contrasto. La Procura di Napoli ha disposto accertamenti preliminari per stabilire eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nelle mobilitazioni; la Commissione Antimafia ha chiesto approfondimenti su presidi agricoli in Calabria. La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha rilevato che i blocchi proseguono in violazione delle regole e del Codice di autoregolamentazione, segnalando la situazione alle autorità competenti e prendendo in considerazione strumenti di precettazione per ripristinare le consegne dei beni di prima necessità.

L’intervento delle forze dell’ordine è stato consistente: il Viminale ha comunicato l’identificazione di 1.339 persone, con 71 denuncie e 242 sanzioni; nella notte le forze dell’ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori in Campania per consentire consegne protette. Per le proteste in autostrada sono state denunciate oltre settanta persone con accuse che vanno dalla violenza privata al blocco stradale.

Le reazioni istituzionali e delle categorie sono state numerose. La presidente del Consiglio ha chiesto di garantire la libera circolazione delle merci per evitare speculazioni; il viceministro dei Trasporti ha sollecitato il ripristino della normalità dopo il via libera al decreto. Il ministro dell’Agricoltura ha sottolineato l’impegno ad altri interventi per il settore e ha ricordato il rischio per le produzioni deperibili e il benessere animale in caso di blocchi prolungati. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha reso noto lo sblocco di risorse e l’avvio dei pagamenti per le prime aziende beneficiarie.

A livello regionale, alcune manifestazioni si sono progressivamente sospese: in Sicilia nella notte è stato revocato l’ultimo presidio a Gela, in Calabria sono riprese le forniture di carburante e la grande distribuzione segnala un rientro graduale delle consegne; nel Cosentino sono stati rimossi blocchi e presidi agricoli, con riapertura delle statali 534 e 106 e ripresa delle consegne ai supermercati locali. Persistono tuttavia presidi e cortei a Napoli, con colonne di mezzi dirette al porto commerciale e presidi ancora occasionali sui caselli della A30 Caserta–Salerno.

Le organizzazioni di categoria e le associazioni datoriali hanno valutato il decreto in termini diversi: Confcommercio e Conftrasporto hanno apprezzato lo sforzo del governo invitando al proseguimento del dialogo, mentre Confimprenditori ha chiesto interventi più incisivi e di lungo respiro. Confesercenti e altre organizzazioni commerciali segnalano che, anche con la ripresa delle consegne, serviranno giorni per ricostituire scorte e assortimenti. Associazioni del terzo settore e della ristorazione avvertono il rischio di tagli ai servizi e di chiusure nel caso di prolungamento della crisi logistica.

A Napoli i sindacati hanno chiesto l’apertura di un tavolo di crisi permanente per affrontare le criticità legate all’approvvigionamento e alla mobilità dei lavoratori; l’Università degli Studi di Salerno ha sospeso lezioni ed esami per la giornata successiva alle difficoltà nell’approvvigionamento di carburante.

Le indagini e i monitoraggi proseguono: procure, prefetture e commissioni parlamentari mantengono l’attenzione sui possibili profili di illegalità emersi nelle denunce di autotrasportatori – che hanno parlato di pressioni, minacce e pneumatici tagliati – e su potenziali tentativi di strumentalizzazione della protesta. Le autorità hanno preannunciato che potrebbero estendere accertamenti simili ad altre Procure.

Scontro fuori dalla discoteca: Fedez e bodyguard contro quattro giovani

Quattro ragazzi padovani hanno presentato una denuncia alla procura di Milano sostenendo di essere stati minacciati e picchiati, la notte tra il 15 e il 16 ottobre, davanti alla discoteca The Club in largo La Foppa. Tra gli indagati figura il rapper Federico Leonardo Lucia, noto come Fedez, oltre a membri della sua sicurezza privata.


Secondo l’atto depositato lunedì scorso dagli avvocati delle presunte vittime — Alberto Berardi, Giuseppe Lombardino e Paolo Tabasso — l’episodio sarebbe avvenuto poco prima delle cinque del mattino. I quattro, in trasferta a Milano per salutare un amico, avrebbero avvicinato il cantante per chiedere un selfie dopo la serata: il clima sarebbe rapidamente degenerato.


Nella denuncia si ricostruisce una escalation verbale e poi fisica. I giovani raccontano di insistenze e di una prima reazione alterata da parte di Fedez, che avrebbe lanciato avvertimenti prima che la situazione precipitasse. Stando al loro racconto, il rapper avrebbe colpito al volto uno dei 19enni e la sicurezza avrebbe continuato l’aggressione: dai filmati allegati agli atti emergerebbero inoltre inseguimenti per alcuni metri lungo corso Garibaldi.


I video, depositati con la querela, sono indicati come elementi utili per ricostruire dinamiche e responsabilità; i denuncianti hanno chiesto anche che vengano ascoltati come testimoni gli amici e i passanti presenti quella notte. Le telecamere di zona saranno acquisite dagli inquirenti per verificare le versioni nel dettaglio.


All’arrivo della polizia sul posto, il gruppo che accompagna il cantante si sarebbe già allontanato; sul marciapiede sono rimasti i quattro giovani aggrediti. Uno dei 19enni è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico. I referti medici citati nella denuncia parlano di una perdita di coscienza di qualche secondo con amnesia retrograda, un taglio nella parte alta della fronte destra e contusioni allo zigomo sinistro e alla tempia destra. La prognosi è stata di quattro giorni.


Gli altri tre ragazzi hanno riportato lesioni meno gravi: escoriazioni, alcuni tagli e, per uno di loro, un breve episodio di perdita di coscienza con nausea. Le diagnosi riscontrate al rientro a casa indicano prognosi da uno a tre giorni.


Nella querela viene inoltre ricordato un episodio avvenuto pochi giorni prima, tra il 9 e il 10 ottobre, quando un barman di un locale a nord-ovest di Milano denunciò che la sicurezza del cantante e del locale gli aveva imposto la cancellazione di una fotografia scattata a Fedez, e che in seguito gli era stato strappato il telefono e sarebbe stato colpito. I legali dei ragazzi hanno inserito quel fatto nel quadro probatorio per delineare un contesto in cui sarebbe ricompreso l’ultimo episodio.


La denuncia richiama anche precedenti tensioni avvenute nello stesso locale: nell’aprile del 2024, si ricorda nell’atto, il rapper sarebbero stato coinvolto in una rissa con Cristiano Iovino, con sviluppi successivi che portarono a una spedizione punitiva fuori dall’abitazione del personal trainer. In quel contesto, figure come Cristian Rosiello e Luca Lucci vennero citate e in seguito coinvolte nell’inchiesta Doppia Curva della Dda.


Gli investigatori procederanno ora con le verifiche sulle immagini e con l’audizione di testimoni per ricostruire passo dopo passo quanto accaduto la mattina del 16 ottobre.


Da parte sua, la difesa di Fedez — affidata agli avvocati Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci — ha respinto l’accusa di un pestaggio. I legali precisano che il loro assistito avrebbe reagito a un’aggressione da parte di alcuni giovani in evidente stato di alterazione e negano che il cantante abbia partecipato a un’aggressione organizzata, avvertendo che chi diffonderà versioni difformi dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria.

Yousef, il più giovane coinvolto negli scontri di Milano: ha 11 anni

Yousef ha undici anni ed è il più giovane tra i ragazzi coinvolti negli scontri: è stato riconosciuto dai carabinieri all’interno della scuola della Barona. Il suo volto è stato riconosciuto indiscutibilmente e compare in un video che ha preso rapidamente diffusione sui social.

Secondo quanto ricostruito, il ragazzino è di origini marocchine e proviene da una famiglia che viene definita “problematica”. Le informazioni raccolte sottolineano che, per il contesto familiare e comportamentale, viene già considerato un “caso già difficile da recuperare”.

Così, tra i ragazzi che hanno dato vita agli scontri a Milano lo scorso fine settimana, sono stati avvistati volti di bambini. Il più piccolo tra quelli identificati, Yousef, ha appena 11 anni. I video che lo ritraggono durante i disordini, mentre esce da un negozio saccheggiato con degli abiti firmati.

I giornali cercano informazioni e conferme e quanto viene consegnato alle cronache è poco edificante: È “uno che picchia”, un “provocatore”, raccontano gli abitanti del popoloso quartiere della Barona, dove vive l’11enne. “Abbandonato a sé stesso pur avendo una famiglia”, lo descrive una compagna di scuola.

Sono diventati virali sui social i video che lo riprendono, col volto parzialmente coperto da una sciarpa, durante i saccheggi nelle vie dello shopping. In un video su Instagram in particolare lo si vede uscire da un negozio con diversi abiti e cinture.

Non sono stati forniti altri dettagli, o informazioni sulle circostanze precise degli eventi o sulle misure adottate nei confronti del ragazzo anche a tutela della sua identità.

Scontri a Milano: 500 parà per l’appuntamento di sabato

Milano si prepara a una nuova fase di gestione dell’ordine pubblico dopo gli scontri e i saccheggi del fine settimana che hanno portato all’arresto di 35 minorenni. Sul versante politico e istituzionale due provvedimenti emergono come risposta immediata: misure per aumentare i posti nelle strutture carcerarie per i giovani e l’arrivo di un contingente militare in città.


Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha descritto il sistema penitenziario minorile come sotto pressione, annunciando una riunione al ministero per individuare soluzioni. «Il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza», ha detto, spiegando che si sta valutando come aumentare i posti disponibili.


Due le strade sul tavolo: utilizzare i fondi residui per ampliare gli istituti per minori oppure destinare alcuni settori di strutture penitenziarie attualmente riservate agli adulti ai detenuti minorenni. La riunione ministeriale si è svolta mercoledì 21 ottobre per valutare queste opzioni operative.


Nordio ha inoltre commentato l’ondata di arresti: «Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta. Vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti», ha affermato in un’intervista a Sky Tg24. Parole che indicano la volontà di ricorrere al carcere come risposta a comportamenti che il ministro ha definito violenti e lesivi dell’ordine pubblico.


Sul piano normativo il Guardasigilli ha difeso il decreto approvato dal governo per i cortei, affermando che non limita la libertà di manifestare ma protegge chi protesta in modo pacifico. «Il dissenso può e deve esprimersi anche in forma vivace», ha sottolineato, aggiungendo che lo spazio della protesta non può trasformarsi «in devastazione e saccheggio».


Resta sul tavolo anche il tema dell’età dell’imputabilità: sebbene Nordio abbia ammesso che la questione si possa discutere, ha escluso un intervento immediato del governo per abbassare la soglia fissata a 14 anni. Come alternativa, il ministro ha espresso favore per una restrizione dell’uso dei social tra i più giovani, auspicando che «il Parlamento ragioni su questa senza dover diminuire l’età dell’imputabilità».


A contrastare l’eco delle tensioni di strada è intervenuto il vicepremier Matteo Salvini, che ha annunciato l’invio a Milano di 500 paracadutisti della Folgore. I militari, ha precisato Salvini dalla prefettura, saranno impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure e resteranno in città fino al 31 dicembre.


Secondo il vicepremier la presenza dei parà, che in media hanno oltre 40 anni e esperienze operative all’estero, deve garantire il presidio della città e delle stazioni. «Sarà presidiata, e anche le stazioni», ha detto, sottolineando che il contingente potrà operare insieme alle forze dell’ordine tradizionali e intervenire «in caso di necessità, coi Lince, coi droni e con mezzi adeguati a intervenire velocemente».


Le modalità operative del contingente saranno decise dal prefetto, sentito il questore; potranno includere pattugliamenti e presidi fissi. Fonti del ministero chiariscono che i militari svolgeranno compiti di pubblica sicurezza e non assumeranno funzioni di polizia giudiziaria.


Anche Nordio ha commentato l’utilizzo dell’esercito nelle strade, invitando a non esasperare la lettura dell’intervento. Ha ricordato che pattuglie miste di militari e agenti sono già attive da anni nelle città italiane e ha aggiunto che «ci sono dei momenti in cui l’esercito può intervenire», ma non in una modalità di tipo bellico: ha scandito che non si tratta di impiegarlo «con le mitragliatrici».


Le misure annunciate — l’aumento dei posti per i minorenni nelle strutture carcerarie e la presenza dei paracadutisti della Folgore a Milano nell’ambito di Strade Sicure — rappresentano gli interventi immediati decisi dalle istituzioni dopo le tensioni del fine settimana. La presenza dei militari rimarrà in città fino al 31 dicembre.

Cesare Cremonini presenta a Londra “Amateur”: “Sarà il mio più grande fallimento”

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LONDRA — Cesare Cremonini ha scelto Londra per presentare Amateur, il decimo album della sua carriera, definendolo senza mezzi termini “il mio più grande fallimento”. Il cantautore bolognese, 46 anni, ha incontrato la stampa negli uffici londinesi della Universal a King’s Cross e ha anticipato il progetto con un concerto intimo allo Shepherd’s Bush Empire.

Amateur, titolo ispirato a una definizione di Roland Barthes, è un disco di dieci tracce registrato a “Studio 13”, lo studio di Damon Albarn. Cremonini ha spiegato che il lavoro è concepito come “musica pura”, privo di ritornelli tradizionali, e lo ha descritto metaforicamente come “una porta, non uno specchio”.

L’artista ha motivato la scelta estetica con una critica al ruolo degli algoritmi nell’ascolto contemporaneo: secondo Cremonini la musica è oggi “incasellata” e l’algoritmo tende a offrire esclusivamente ciò che già si conosce, perciò questo album non verrà compreso dal meccanismo delle piattaforme.

Tra i collaboratori figurano nomi di primo piano della scena italiana: Salmo è presente nella traccia d’apertura, mentre Fabri Fibra collabora al singolo Paparazzi, che risulta già in cima alle classifiche radiofoniche. Contribuiscono anche Morgan, Elisa e Malika Ayane; sulla presenza di Ayane Cremonini ha ricordato il loro legame conclusosi sedici anni fa, sottolineando la sua sensibilità vocale come qualità richiesta dal disco.

Cremonini ha raccontato di sentirsi di nuovo come un esordiente, richiamando l’emozione provata nel 1999 con il “(phenomenal) debut of …Squérez? with Lùnapop”. Ha definito Amateur “come un figlio non programmato” e ha riferito di aver voluto chiudere una ferita nel proprio ego, citando il ruolo del suo manager Walter Mameli nell’averlo tenuto “con i piedi per terra” e paragonando la propria evoluzione all’atteggiamento di un tennista che ama semplicemente giocare.

Il lancio pubblico del disco è previsto per il 23 ottobre via Universal. In vista dell’Ama-tour, che parte in Italia il 24 novembre, Cremonini ha eseguito per circa duemila fan allo Shepherd’s Bush Empire anteprime dei brani nuovi insieme a cover di Stand by Me e Walk on the Wild Side. Tra il pubblico c’erano il pilota Valentino Rossi e la cantante Elisa.

La scenografia del live comprendeva strumenti placcati d’oro e un teschio chiamato “Sig”, ispirato a Sigmund Freud e a Damien Hirst; per Cremonini quella figura racchiude tutta la passione e lo sporco accumulati nel tempo, da lasciare andare per ritrovare la purezza.

Cremonini ha infine riaffermato la sua fiducia nella durata della cultura, sostenendo che la musica che resiste non può essere cancellata da forze esterne: una convinzione espressa con toni netti, compresa la frase che la cultura è invincibile.

Sondaggi riservati alimentano la linea sicurezza: il governo valorizza la norma «chi rompe paga» e apre a Sardone per Milano

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Il governo ha fatto leva sui risultati di sondaggi riservati per rafforzare la propria azione sul tema della sicurezza, dove risulta apprezzata la norma conosciuta come “chi rompe paga”.

Fonti interne riferiscono che, oltre ai dati emersi dalle rilevazioni, sono in corso accertamenti da parte del DIS e dell’unità di cybersicurezza su una presunta “manina” estera che avrebbe interferito in qualche modo con il dossier politico.

Sulla scia di questi elementi, la premier ha spinto sul tema sicurezza come asse centrale della sua comunicazione. In questo quadro politico, per la città di Milano il governo ora apre alla figura di Sardone.

La vicenda unisce valutazioni d’opinione interne, indagini sui possibili tentativi di influenza esterna e scelte politiche operative sul territorio, mentre restano in corso gli approfondimenti richiesti dai servizi competenti.

Renzi: «Sulla prevenzione è stato un fallimento totale», represssione non più un tabù

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Il 22 ottobre 2026, commentando gli scontri, Matteo Renzi ha definito «un fallimento totale» la strategia di prevenzione adottata e ha aggiunto che «reprimere non è un tabù».

Il leader di Italia Viva ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione di Milano, affermando che «i servizi si sono persi i ragazzi di seconda generazione». Con durezza ha criticato entrambi gli schieramenti politici: a sinistra li ha definiti buonisti, mentre verso la destra ha detto che sono incapaci.

Le dichiarazioni sono state rilasciate nell’ambito delle valutazioni sulle responsabilità nella gestione degli eventi che hanno portato agli scontri.

Colto da malore alla guida da Venezia a Mestre: salvato dalla Polizia di Stato

Ieri sera, sulla direttrice tra Venezia e la terraferma, un dirigente della Polizia di Stato libero dal servizio ha notato un’auto che procedeva in modo pericoloso e ha allertato la Sala operativa della Questura, evitando conseguenze peggiori. L’intervento coordinato ha portato i poliziotti a prestare soccorso al conducente, poi trasportato d’urgenza in ospedale.


Il fatto è avvenuto mentre il dirigente percorreva il Ponte della Libertà ed ha visto la vettura sbandare lungo la carreggiata in direzione della terraferma contattando subito il 113, informando gli operatori della sua posizione e inviando i dati in tempo reale.


A seguito della segnalazione, il dirigente ha seguito il veicolo, mantenendo costante comunicazione con la Sala operativa. Gli agenti hanno valutato l’impossibilità di fermare la macchina sul posto e il rischio concreto per l’incolumità del conducente e degli altri automobilisti.


La corsa è proseguita fino al centro di Mestre. Qui, imboccando una strada contromano, il veicolo ha urtato una paratia e si è fermato. A quel punto i poliziotti hanno provveduto a deviare il traffico e a mettere in sicurezza la zona per evitare ulteriori pericoli.


Gli agenti che si sono avvicinati al mezzo hanno trovato al volante una persona anziana colta da malore. Vista la situazione, è stato richiesto l’intervento del 118. L’uomo è stato così ricoverato.

Samuele Rizzuto porta a Padova “Note di Lavanda”: concerto sensoriale in Sala dei Giganti

Samuele Rizzuto arriva a Padova con un progetto che mescola musica e benessere: il 21 dicembre 2026 il pianista si esibirà nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano con “Note di Lavanda”, uno spettacolo concepito come esperienza sensoriale più che come concerto tradizionale.


L’evento segna il debutto live del format, prodotto e curato sul piano organizzativo da ZED Live, realtà padovana attiva nell’organizzazione di eventi su scala nazionale. Per l’artista si tratta del primo appuntamento pubblico di un percorso che punta a coinvolgere il pubblico su più piani: udito, vista e olfatto vengono chiamati in causa per favorire una fruizione intima e profonda della musica.


La proposta scenica è studiata per ridurre le distrazioni visive: la sala sarà oscurata per concentrare l’attenzione sul suono. Sul palco sarà predisposto un allestimento botanico e sarà diffusa l’essenza di lavanda con l’obiettivo dichiarato di favorire il rilassamento emotivo dell’uditorio. Il concerto di Padova precede una tappa prevista a Roma per marzo 2027.


Rizzuto, che il pubblico conosce come interprete della scena new-classic, ha spiegato di voler mettere la sua musica al servizio del benessere degli ascoltatori, puntando a un ascolto che favorisca la ricongiunzione con se stessi. Per l’organizzazione lo show è pensato come un dono esperienziale da regalare durante le festività, più che come un evento strettamente performativo.


Nata e sviluppata attorno all’idea di attivazione sensoriale, l’iniziativa si inserisce in un panorama di pubblico sempre più attento al lifestyle e alle pratiche di cura della persona. ZED Live interpreta la proposta come un modo per offrire, nelle settimane natalizie, un’esperienza memorabile che non si limiti al semplice intrattenimento.


Samuele Rizzuto, classe 1995, ha un percorso formativo che parte dall’infanzia: il pianoforte è entrato nella sua vita a dieci anni e l’anno successivo, a undici, un concerto privato ha alimentato la sua passione per lo strumento. Ha studiato al Conservatorio “Giacomo Puccini”, dove è stato ammesso direttamente al secondo anno con una composizione originale già all’attivo. Dopo otto anni di formazione classica si è orientato verso un linguaggio più contemporaneo e cinematografico.


La carriera di Rizzuto comprende esperienze internazionali: un concerto benefico in California e una partecipazione al Gala di Ballo delle accademie ceche al JK Tyl Theatre di Plzeň. Tra gli impegni più recenti figura la direzione e ideazione, nel dicembre 2025, di un concerto sinfonico interamente dedicato alle sue opere. Il 2026 lo ha visto impegnato in oltre venti date tra eventi pubblici e privati.


Tra le esibizioni che hanno ricevuto particolare attenzione ci sono la partecipazione al Piano Revenge International Festival di Parigi e la tappa al Festival in Villa di Serio, entrambe accolte con entusiasmo dal pubblico. Ha composto inoltre la colonna sonora sinfonica del documentario “Grand Tour – Viaggio attraverso le Accademie delle Arti e dei Mestieri”, commissionato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e presentato in anteprima nell’aprile 2026.


Nel suo impegno extra‑artistico Rizzuto ricopre anche la carica di vicepresidente della Aeterna Foundation, organismo che promuove iniziative nel campo della cultura e delle arti, un ruolo che testimonia l’interesse dell’artista per la valorizzazione del patrimonio culturale oltre che per la ricerca musicale.


I biglietti per la data del 21 dicembre alla Sala dei Giganti sono già in vendita sul sito di ZED Live, dove è possibile reperire informazioni e modalità d’acquisto.

Verso un’intesa bipartisan per vietare i social agli under 14 dopo l’apertura di Meloni

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La possibilità di vietare l’uso dei social network ai minori di 14 anni ha registrato un’accelerazione politica dopo l’apertura della premier Meloni. La proposta sta prendendo forma come un’intesa a carattere bipartisan, con Pd, Iv e FdI pronti a presentare emendamenti per disciplinare la materia.

La discussione parlamentare è alimentata da posizioni diverse sui tempi e sulle modalità. Il parlamentare Barachini ha invitato a sospendere l’azione nazionale in attesa delle indicazioni dell’Unione Europea, sintetizzando la sua posizione con l’espressione “Attendere la Ue”.

Dal fronte della maggioranza arriva invece un richiamo di attenzione sulle responsabilità delle piattaforme. Il ministro Crosetto ha espresso allarme sulle conseguenze e sul ruolo dei gestori dei social network nel fenomeno.

La mossa politica segue una fase di confronto che potrebbe portare a un pacchetto di emendamenti coordinati tra i gruppi citati, con l’obiettivo di tradurre in norma l’ipotesi del divieto per gli under 14.

Famiglia del bosco: dopo undici mesi di separazione, un weekend riuniti ai figli

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Le prime immagini del ritorno di una famiglia nel bosco sono state diffuse il 22 ottobre 2026. Dopo undici mesi di lontananza, Nathan Trevaillon ha trascorso un fine settimana insieme ai figli, racconta la cronaca Rai.

Nel servizio, segnalato in esclusiva a Cinque Minuti e rilanciato da RaiNews, si vedono i momenti del riavvicinamento familiare e le attività sul luogo. Trevaillon ha descritto il ritorno a casa con i bambini sottolineando il loro stato d’animo.

A proposito della giornata trascorsa nel bosco, Nathan ha detto che i bambini erano “Felici, hanno giocato con gli animali”. La sintesi fornita dal servizio evidenzia il carattere famigliare e rilassato del fine settimana dopo quasi un anno di separazione.

Garante degli scioperi lancia l’allarme sui blocchi; il governo convoca il CdM per un decreto su autotrasporto e agricoltura

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La Commissione di Garanzia per gli scioperi ha espresso forte preoccupazione per i blocchi stradali messi in atto dagli autotrasportatori, definendoli difformi dalle norme di settore e potenzialmente pericolosi per la salute, la sicurezza e la libera circolazione. Nella nota si avverte che, se necessario, la Commissione assumerà «tempestivamente le determinazioni di propria competenza» per riportare la normalità nelle consegne e nei rifornimenti vitali alle città.

Il tema approda nelle stanze del governo: è fissata per oggi alle 12 a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri convocata per esaminare un decreto-legge con misure urgenti a sostegno dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, settori gravati dall’aumento dei costi del carburante.

La protesta continua a produrre effetti concreti sulla logistica e sui rifornimenti. In Calabria la sospensione della mobilitazione decisa da Fedralog ha consentito la ripresa parziale delle consegne, con frutta e verdura tornate sugli scaffali in molte aree; tuttavia rimangono presidi a Gela, dove decine di mezzi restano fermi sulla statale 117 bis e i promotori dichiarano di proseguire finché non arriveranno «risultati concreti».

In Sicilia la situazione è frammentata: il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) ha revocato il fermo dopo il confronto con il ministro Salvini, ma l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) ha deciso di continuare la mobilitazione. A Catania e Messina permangono presidi in alcuni caselli autostradali e davanti a ingressi portuali.

Allarmi anche negli scali e negli aeroporti: Gesac ha segnalato disponibilità limitata di carburante Jet A-1 per gli aeroporti di Napoli e Salerno e ha chiesto l’intervento della Prefettura per consentire il transito delle autocisterne e l’accesso ai depositi, ostacolati dai blocchi. I porti e alcune tratte marittime registrano difficoltà nel far arrivare le autocisterne a Messina; a Crotone e Reggio Calabria è stato segnalato il rischio di carenza di carburante per gli aerei.

Il comportamento dei manifestanti ha prodotto ripercussioni sui punti vendita: supermercati e mercati ortofrutticoli segnalano scaffali vuoti per prodotti freschi in molte province del Sud e problemi di approvvigionamento si estendono fino a regioni come Toscana e Lazio. Catene della ristorazione e aziende agroalimentari hanno denunciato interruzioni nelle forniture e perdite economiche, con alcuni casi in cui la produzione potrebbe fermarsi se i rifornimenti non riprendono.

I prezzi dei carburanti rimangono elevati: i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit indicano un prezzo medio nazionale in self service per il diesel pari a 2,260 euro al litro, mentre sulla rete autostradale il diesel arriva a 2,300 euro al litro; in alcune aree il gasolio è stato segnalato fino a 2,3 euro in autostrada.

Sulla gestione dell’ordine pubblico il Viminale ha effettuato una vasta attività di identificazione e controllo: risultano 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate sul piano amministrativo. In Campania il Ministero ha disposto la scorta di numerosi mezzi per garantire operazioni di carico e scarico; nelle province interessate sono in corso verifiche su presunte intimidazioni e forature di pneumatici volte a costringere alla partecipazione alle proteste.

Il governo, oltre ad aver annunciato risorse per il comparto, lavora all’erogazione dei fondi già stanziati: il viceministro Edoardo Rixi ha parlato di somme sbloccate per circa 480 milioni destinate al caro carburante e della messa a disposizione di ulteriori risorse per il rinnovo del parco veicolare, con pagamenti avviati per le domande presentate fino ad agosto. Anche il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha richiamato l’impegno a sbloccare oltre un miliardo complessivo di misure.

I vertici politici hanno ribadito ripetutamente la disponibilità al confronto ma hanno condannato i blocchi illegali. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha detto di essere disponibile a discutere anche di un tetto al prezzo del gasolio, ma ha ricordato che non saranno tollerati episodi criminali o intimidatori. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avvertito della «forte probabilità» di tentativi di strumentalizzazione o infiltrazioni criminali nelle proteste.

Nel frattempo, amministrazioni locali e associazioni imprenditoriali hanno chiesto interventi urgenti e la convocazione anticipata del tavolo di confronto previsto per il 27 ottobre, per evitare il rischio di paralisi dei servizi essenziali come raccolta rifiuti, trasporti e rifornimenti alimentari. La Commissione di Garanzia ha ribadito la necessità di ripristinare la consegna dei beni di prima necessità e annunciato che seguirà l’evolversi degli eventi per assumere le misure necessarie.