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L’AfD ha ottenuto un risultato nettissimo nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, attestandosi intorno al 44% secondo exit poll e prime proiezioni diffuse la sera del 6 settembre 2026. L’affluenza ha raggiunto un record per il Land, circa l’80% degli aventi diritto.
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Le rilevazioni variano lievemente a seconda delle fonti: Tagesschau ha indicato l’AfD al 43,8% con 39 seggi, mentre Ard e Zdf hanno collocato il partito tra il 44,4% e il 44,5%; secondo la Zdf l’AfD potrebbe arrivare a 41 seggi su 83, rimanendo comunque sotto o molto vicino alla soglia della maggioranza assoluta (42 seggi). La Cdu ha subito un crollo, oscillando tra il 17,2% e il 18,5% e perdendo oltre la metà dei consensi rispetto al 2021; per il partito sono previsi circa 15 seggi. Linke, Spd e Verdi si attestano intorno all’8-9% ciascuno, mentre la BSW di Sahra Wagenknecht supera la soglia di sbarramento e si posiziona intorno al 5%; la Fdp risulta sotto il 3%.
Il risultato apre dunque una fase politica complessa sul piano regionale. Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD, ha escluso l’ipotesi di un governo di minoranza sostenuto dall’astensione di altri gruppi e ha detto di voler conquistare una maggioranza propria, riconoscendo però di non disporre al momento dei voti necessari. L’AfD ha annunciato la volontà di inviare proposte di dialogo a tutti i partiti e si è detta pronta a governare; la co-leader Alice Weidel ha affermato che il voto conferisce al partito un mandato per guidare il Land.
Dal fronte della Cdu è arrivata una dura presa d’atto. Sven Schulze, ministro presidente uscente, ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con il vincitore. Il cancelliere e leader della Cdu Friedrich Merz ha definito il risultato «scioccante», ha parlato di una «peggiore sconfitta» nella sua esperienza politica e ha ribadito nella riunione del partito che «non ci può essere alcuna cooperazione con l’estrema destra dell’AfD». Merz ha escluso le dimissioni e ha dichiarato invece la volontà di proseguire con le riforme del governo federale; ha inoltre osservato che il risultato avrà conseguenze anche a livello internazionale, alludendo alle reazioni favorevoli registrate a Mosca.
La vittoria dell’AfD ha scatenato forti reazioni nella società e nella politica. Le Chiese regionali e il cardinale Reinhard Marx hanno espresso grande preoccupazione e hanno invitato a difendere la dignità umana e lo Stato di diritto. Anche il Consiglio centrale degli ebrei e la presidente della comunità ebraica di Monaco Charlotte Knobloch hanno manifestato sgomento. Dalla Spd sono arrivate critiche e l’appello a riflettere sulle politiche del governo federale; il leader socialdemocratico Lars Klingbeil ha sottolineato che molti cittadini provano paura dopo il voto.
Anche il mondo economico ha espresso preoccupazioni: associazioni del commercio e dell’industria temono che il successo dell’AfD possa scoraggiare l’immigrazione di lavoratori qualificati e mettere a rischio la transizione energetica. Sul piano sociale sono state segnalate manifestazioni in diverse città tedesche — tra cui Francoforte, Berlino e Magonza — con richieste di valutare la possibilità di avviare una procedura di messa al bando dell’AfD e appelli per la difesa della democrazia.
A livello internazionale le reazioni sono state contrastanti: esponenti come Viktor Orban, Santiago Abascal ed Elon Musk si sono congratulati con l’AfD; il presidente Usa Donald Trump ha rilanciato i dati del voto sui social. Dall’altro lato, il ministro francese per gli Affari europei Benjamin Haddad, il presidente del Consiglio polacco Donald Tusk e il leader di France Insoumise Jean-Luc Mélenchon hanno giudicato il risultato preoccupante per l’Europa e per i valori democratici.
Il programma indicato dall’AfD per la Sassonia-Anhalt, così come illustrato durante la campagna, comprende misure drastiche sull’immigrazione — con espulsioni e maggiore ricorso alla detenzione in vista dei rimpatri — interventi su scuole e media regionali, e incentivi per le nascite. Molte delle proposte sul tema migratorio richiederebbero però competenze nazionali o europee per essere attuate interamente, mentre altre misure potrebbero incontrare ostacoli giudiziari o costituzionali.
Con il quadro dei seggi ancora non definitivo e la soglia del 5% per la BSW decisiva, resta aperta l’incognita su quale sarà la composizione del governo regionale e se si troveranno le maggioranze necessarie in Parlamento per la nomina del nuovo presidente del Land.
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