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sabato 15 Maggio 2021

Covid, varianti attaccano: sudafricana sfugge al vaccino, in Brasile contagiati di nuovo i guariti

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Covid, varianti alla resa dei conti: la sudafricana sfugge al vaccino, l’Italia vuole mappare l’inglese, mentre una ricerca danese certifica la maggior pericolosità rispetto al coronavirus originario.
Le varianti del virus sarsCoV2 escono allo scoperto e si impongono all’attenzione di tutto il mondo.
Fra i principali campanelli d’allarme c’è quello che arriva dal Sudafrica, che ha deciso di sospendere il vaccino di AstraZeneca perché ha un’efficacia di appena il 10% contro la variante in circolazione nel Paese.
Intanto l’Italia decide di avviare una mappatura rapida dell’altra variante del virus, quella inglese, che secondo una ricerca condotta in Danimarca avrebbe un’efficacia di 1,55 volte maggiore rispetto al virus originario.
Anche la Gran Bretagna

si organizza e, dopo il massiccio programma di sequenziamento che ha promosso da tempo, decide per una terza dose di vaccino.
A puntare l’indice sulla scarsa efficacia del vaccino AstraZeneca contro la variante sudafricana sono stati gli studi preliminari condotti in Sudafrica, nei quali mancano però i dati relativi ai casi di contagio grave, rispetto ai quali la potenziale efficacia ridotta non è dunque al momento segnalata.
“Ci preoccupa la notizia che il Sudafrica abbia deciso di bloccare le vaccinazioni con AstraZeneca dopo che uno studio ha dimostrato la scarsa efficacia” contro la variante sudafricana del virus, ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.
“E’ vitale – ha aggiunto – che i Paesi ci continuino a segnalare la scoperta di nuove varianti in modo che le aziende che producono i vaccini possano potenziarli e perfezionarli”, in modo simile a quanto si fa da tempo con i vaccini contro l’influenza stagionale.
“Che il SarsCoV2 fosse un virus capace di dare origine a varianti si era visto dall’inizio”, ha detto all’ANSA Gianguglielmo Zehender ordinario di Igiene dell’Università Statale di Milano,

che dall’esordio dell’epidemia sta studiando la genetica del virus responsabile della pandemia di Covid-19.
“Abbiamo vaccini che si possono modificare abbastanza rapidamente, ma il problema è sapere quali varianti circolano e caratterizzarle”, ha aggiunto.
“Rispetto a qualche anno fa ora in Italia ci sono più laboratori in grado di fare questo lavoro, ma serve un coordinamento a livello nazionale su questa attività di sorveglianza. Forse – ha rilevato – il lavoro più difficile in questo momento è mettere insieme tutte le competenze per identificare le varianti in circolazione”.
La prima misura che va in questa direzione in Italia è l’indagine rapida, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e condotta in collaborazione con tutte le Regioni e province autonome, annunciata in una circolare del ministero della Salute.
L’obiettivo è valutare sulla base dei dati di due giorni, la prevalenza della variante inglese e ottenere una prima mappa della sua diffusione.
A livello internazionale la sorveglianza ha portato l’Argentina a segnalare due nuove varianti del virus, chiamate Amazonas P.1 e Rio de Janeiro P.2, entrambe provenienti dal Brasile; a Manaus, intanto, il virus è tornato a circolare, nonostante l’immunità di gregge.
Reinfezioni si sono registrate anche in Germania,

nella Bassa Sassonia e la Francia si interroga su un nuovo lockdown.
Ovunque la parola d’ordine è fare in fretta.
“Non sappiamo quanto dura un vaccino” contro Sars-Cov-2″ e “potrebbe accadere che quando abbiamo completato la vaccinazione, quel vaccino non sia più attivo”, ha osservato il farmacologo Silvio Garattini.
Sempre in questa corsa contro il tempo si lavora infine a nuovi test molecolari in grado di individuare nell’arco di due ore le tre varianti in circolazione e che a fine febbraio potrebbe essere a disposizione di tutti i laboratori che fanno l’analisi dei tamponi molecolari.

(photo: courtesy of CNN)

Data prima pubblicazione della notizia:

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