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giovedì 29 Luglio 2021

Crisanti: “Variante Inglese responsabile in Veneto? Bloccare Regione!”

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Andrea Crisanti: “Variante Inglese responsabile in Veneto? Bloccare Regione subito!”. Il professore di Microbiologia all’Universita’ di Padova “legge” le ultime dichiarazioni del governatore Luca Zaia che aveva spiegato perché il Veneto è la regione con più nuovi casi in Italia.
“I nuovi criteri sulle zone rosse non sono abbastanza. Quando si arriva a certi numeri vuol dire che poi avremo un numero inaccettabile di morti”.
Ha esordito il prof. Andrea Crisanti, a “The Breakfast Club” su Radio Capital, in riferimento alle nuove misure di cui si parla per il nuovo Dpcm.
“A quei livelli – spiega Crisanti – crescono le possibilità di mutazioni. E questa non è una cosa buona mentre ci si vaccina: si aumenta il rischio che si generino varianti resistenti”.
“Ai cittadini – sottolinea – arrivano dei messaggi incoerenti, tra cashback e negozi aperti non ci possiamo stupire che la gente giri per strada a fare acquisti. Io sono per misure chiare, semplici e annunciate con anticipo”.
E sulla variante inglese

Crisanti aggiunge: “responsabile dei contagi in Veneto? Se è così, allora bisogna fare come in Gran Bretagna: tutto chiuso e strade d’accesso per la regione bloccate”.
“Per dimostrare che i contagi sono causati dalla variante inglese – specifica – bisogna dimostrare che rappresenti l’80% delle mutazioni isolate e in questo momento così non è. Se in Italia dovesse imporsi la variante inglese, allora per raggiungere l’immunità di gregge bisognerebbe superare la soglia del 70% di persone vaccinate”.

La storia del Veneto “investito dalla variante inglese del virus non è confermata, dubito che possa essere quella la causa del disastro” dice invece Crisanti in un’intervista a ‘La Repubblica’.
“Ho visto il documento dell’Istituto zooprofilattico, datato 24 dicembre – spiega – primo: la variante inglese non è stata veramente trovata. Secondo: per dire che una variante genetica del virus sta provocando un’incidenza così alta e quel numero di malati devi dimostrare che è maggioritaria rispetto alle altre. I casi studiati nel report sono pochi per fare questa deduzione”.
La variante inglese

“si distingue per 24 mutazioni del genoma rispetto al ceppo di Wuhan. L’Istituto zooprofilattico ha sequenziato il genoma rilevato su 26 tamponi, e in nessun caso ce n’è uno uguale al 100% a quello inglese. Alcuni pezzetti corrispondono, ma non nella loro interezza. Hanno trovato mutazioni simili, ma non uguali”. Due o tre casi statisticamente “non spiegano dati epidemiologici così drammatici. In Inghilterra la percentuale di contagiati dalla variante è passata dal 10 all’80% nell’arco di un mese. Lì sì che c’è quel problema. In Italia, al momento, no”. Tra le cause della maggiore incidenza in Veneto della seconda ondata “metto il fatto che hanno usato tamponi rapidi per testare personale medico e delle Rsa. Tre volte su dieci danno un falso negativo”. Fra le altre cause c’è “il fatto che il Veneto è rimasto sempre zona gialla”. Rispetto a un’altra regione rimasta in zona gialla come il Lazio dove “riescono ancora a fare un livello accettabile di contact tracing e utilizzano in modo più oculato i test molecolari”, il Veneto “ha cifre che non tornano: in alcuni giorni registrano 160 morti eppure ci sono ‘solo’ 350-370 pazienti in terapia intensiva. In proporzione ai decessi, dovrebbero essere molti di più. C’è da chiedersi dove muoiano queste persone”. Comunque Crisanti sottolinea di non essere influenzato nelle sue valutazioni da eventuali tensioni personali con Zaia: “Parlo da scienziato. Una settimana fa gli ho scritto per dirgli che sono disponibile a dare una mano”.

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