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L’inchiesta sul presunto coinvolgimento di arbitri in pratiche di frode sportiva continua a mettere in discussione l’integrità della Serie A. A partire da giovedì 7 maggio, le indagini si concentrano sulle conversazioni tra Gianluca Rocchi, designatore arbitrale ora autosospeso e indagato dalla Procura di Milano, e Riccardo Pinzani, manager arbitrale della Lazio, che ha fornito dichiarazioni cruciali durante un’audizione di tre ore.
Le indagini hanno portato alla luce intercettazioni risalenti alla primavera del 2025, in cui si evidenziano le dinamiche di selezione degli arbitri, con particolare attenzione sulle richieste avanzate da parte dei club. Pinzani, che non è sotto indagine, ha risposto a domande riguardanti il suo precedente ruolo come coordinatore dei rapporti tra l’AIA e le società. Questo incarico lo esponeva a interazioni dirette con i club, i quali possono esprimere opinioni sulle scelte arbitrarie, ma l’inchiesta si concentra sulla possibile influenza di tali pressioni sulle decisioni di Rocchi.
Un aspetto centrale dell’inchiesta è il rapporto tra Rocchi e i club, in particolare le presunte richieste da parte delle società riguardo alla scelta degli arbitri. Questo filone d’indagine ha già portato all’autosospensione di Rocchi e del supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi indagati per frode sportiva. Le indagini si stanno ampliando, e nei prossimi giorni sono attese audizioni di ulteriori testimoni, tra cui Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.
L’audizione di Andrea Butti, attuale responsabile dell’Ufficio competizioni della Lega Serie A, ha contribuito a chiarire ulteriormente la situazione. Butti, che ha una lunga carriera nell’Inter, è stato interrogato come persona informata sui fatti, senza essere formalmente indagato. La sua testimonianza potrebbe fornire ulteriori dettagli sulle pratiche interne legate alla designazione degli arbitri e sul modo in cui le società possono influenzare queste decisioni.
Le intercettazioni emerse nelle ultime settimane hanno suscitato particolare interesse. Una conversazione tra Rocchi e Gervasoni, avvenuta il 2 aprile 2025, ha rivelato il malcontento legato all’arbitro Daniele Doveri, considerato “non gradito” all’Inter. Rocchi ha accennato alla possibilità di escludere Doveri da partite cruciali, incluso il ritorno della semifinale di Coppa Italia, suscitando sospetti sui criteri di designazione degli arbitri.
Durante il presunto incontro di San Siro, in concomitanza con la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter, gli investigatori ipotizzano che Rocchi e altri arbitri abbiano discusso strategie per evitare l’assegnazione di Doveri a partite decisive per l’Inter. Questo scenario ha portato a una serie di interrogativi su come le società possano influenzare il processo di selezione arbitrale, gettando un’ombra sull’integrità del campionato.
Attualmente, cinque individui sono sotto indagine, tra cui Rocchi e Gervasoni, accusati di concorso in frode sportiva. Le indagini si concentrano su partite specifiche, tra cui Udinese-Parma e la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan. Gli investigatori stanno anche esaminando l’episodio controverso del mancato rigore concesso all’Inter nella sfida contro la Roma, nonostante la chiara trattenuta di Ndicka su Bisseck, con Gervasoni che ha escluso qualsiasi manomissione dell’audio del VAR.
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se vanno a vedere… tutte le squadre hanno arbitri “non graditi”