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Era Ora, film in cui si sorride e ci si diverte

C’era una volta il cinema carino italiano. E c’è ancora; anzi, si è potenziato, in quest’epoca in cui gli agenti consolatori disponibili grazie all’intelligenza artificiale ci ha permesso di restare sempre più rinchiusi dentro le quattro mura di una realtà virtuale, fittizia, indistinguibile dal dato reale. Se negli anni ottanta, un certo cinema si opponeva […]

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C’era una volta il cinema carino italiano. E c’è ancora; anzi, si è potenziato, in quest’epoca in cui gli agenti consolatori disponibili grazie all’intelligenza artificiale ci ha permesso di restare sempre più rinchiusi dentro le quattro mura di una realtà virtuale, fittizia, indistinguibile dal dato reale.

Se negli anni ottanta, un certo cinema si opponeva sia ai fasti della decade sia al crollo delle idealità dei ’70, creando una comfort zone per sopravvivere alle piaghe inferte dal cambiamento con l’arma del “piccolo mondo”, ora questa finitudine è non solo accettata ma persino sublimata come valore assoluto. Per carità, nulla di male nel cercare la felicità nelle piccole cose ma colpisce il fatto che “Era ora” sia un film esportato in ben 190 paesi e salutato come miracolo tutto nostrano, quando poi è un remake del film australiano “Come se non ci fosse un domani”.

Fa pensare e non in bene, secondo il mio punto di vista. E non perché siamo di fronte a un brutto film. Una regia aggiornata e in linea con un’estetica instagrammata e netflixiana (e infatti produce proprio Netflix); due attori più che piacevoli, coadiuvati da caratteristi accattivanti; un escamotage narrativo come coadiuvante per una morale (retorica?) dei sentimenti. “Restiamo umani”: va bene ma proprio “piccoli umani”?

In breve. Conosciutisi per un malinteso durante una festa del compleanno del protagonista, Dante (Edoardo Leo) e Alice (Barbara Ronchi) scoprono di amarsi e di voler vivere assieme. Dante arriva tardissimo per la festa del suo quarantesimo compleanno organizzata dalla moglie Alice come al solito. Il lavoro gli ruba tempo per gli affetti. Il giorno dopo la festa Dante si sveglia e scopre che invece che un giorno è passato un anno. Man mano che il film prosegue Dante si troverà costretto a vivere ogni giorno questo salto temporale. Sempre il giorno del suo compleanno. Fatti, persone, case: tutto va avanti. Lui, in quel determinato frangente, non ricorda nulla di ciò che è stato e del perché si trova di fronte a situazioni tali.

Affiancato da situazioni in cui il rammentare del tempo è costante, tipo l’accudimento di un padre con Alzehimer (Massimo Wertmuller), Dante capirà cosa conta davvero nella vita. Siamo di fronte a una situazione di relazione spazio-tempo-vita già esplorata in diverso cinema, specie quello americano: dalle vite possibili (“Sliding Doors” e il “what if…” ma ancor più il prefinale del sempiterno “La vita è meravigliosa”, l’immortale capolavoro di Frank Capra), oppure dal ritornare a essere piccoli per una seconda opportunità (“30 anni in un secondo”, di Gary Winick), rifiuto della realtà adulta (il nostro adorabile “Da grande” di Franco Amurri ma anche il contemporaneo “Big” di Penny Marshall, simile in molte cose al nostro; o il bel “Her” di Spike Jonze).
Per non parlare dell’uso della memoria e del tempo, a cui è strettamente connessa, nel veramente grande “Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry. Non ultimo, l’incubo della ripetizione di “Ricomincio da capo” di Harold Ramis.

In questo “Era ora”, nonostante l’aria di novità e la veste certamente professionale e fidelizzata alla moda corrente della commedia anglofona, siamo sempre davanti a un maschio, abbastanza giovane, la cui crisi esistenziale alla fine viene addolcita e superata, nel più italiano dei modi. Con tanto di amico simpatico, strampalato e beone che funge da contrapposizione al protagonista, accettando i fallimenti e preferendo vivere alla giornata.

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Sì, si sorride, ci si diverte anche, a patto di essere ancora pazienti e disponibili all’ammiccamento e alla carineria post covid, dove ancora più urgente e bramata è diventata la voglia di non esplorare. E stiamo parlando di un film che dovrebbe essere un viaggio attraverso il tempo. Forse va così, forse il mainstream e i nuovi potentati produttivi/distributivi han trovato un backup per raccontare per l’ennesima volta la stessa piccola, troppo piccola storia e farci stare tranquilli sul divano, che tutto s’aggiusta.

Nel film abbiamo i camei di Andrea Purgatori (il consulente psicologo di coppia) e un redivivo Raz Degan (una specie di guru seguace del Dalai Lama). E se proprio dobbiamo trovare una sintesi del film allora basti vedere come sono coccoli i disegni della protagonista.

ERA ORA
(Italia 2023)
Regia: Alessandro Aronadio
Con: Edoardo Leo, Barbara Ronchi, Francesca Cavallin, Mario Sguella, Andrea Purgatori, Massimo Wertmuller

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Giovanni Natoli
Giovanni Natoli
Giornalista, critico cinematografico e musicista. Puntuale testimone della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Facebook
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