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La massiccia promozione intorno a Tom Cruise non è bastata a spingere il pubblico: “Digger”, la commedia nera diretta da Alejandro González Iñárritu e distribuita da Warner Bros., ha incassato 3,4 milioni di dollari venerdì nelle sale nordamericane, piazzandosi al terzo posto.
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Secondo i dati riportati dalla stampa americana, il film ha esordito in 3.321 cinema; le stime per l’intero weekend si attestano intorno ai 7,5 milioni di dollari.
La campagna promozionale è stata ampia: Cruise è comparso sulla copertina di GQ, ha partecipato al podcast New Heights e ha fatto un’apparizione al Jennifer Hudson Show nel corso della quale ha riproposto i celebri passi di Risky Business nel cosiddetto “spirit tunnel”. L’operazione mirava a sottolineare il ritorno della star in un ruolo da protagonista lontano dall’azione e dai franchise, dopo molti anni.
Le reazioni della critica e il passaparola si sono rivelati però tiepidi: il film ha registrato recensioni negative e un pubblico diviso. Cruise interpreta un potente magnate del petrolio la cui azienda provoca una catastrofe ambientale, elemento centrale della trama.
A complicare il debutto c’è la forte concorrenza: il thriller “Verity”, prodotto da Amazon MGM con Anne Hathaway, ha conquistato il primo posto venerdì con 15,1 milioni di dollari in 3.510 sale.
Sul fronte dei costi, “Digger” era inizialmente stimato con un budget di 125 milioni di dollari; fonti citate da Variety indicano però che i ritardi di produzione avrebbero portato la spesa complessiva tra i 160 e i 180 milioni.
Con questi numeri, il film rischia di collocarsi tra i maggiori flop dell’anno, secondo le prime valutazioni del box office.
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