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Frederik Matthijs van Stegeren, noto al grande pubblico come “L’Olandese Volante”, è morto all’età di 76 anni nell’ospedale di Monopoli, dove era ricoverato in terapia intensiva. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa il 9 ottobre. Figura di riferimento per chi negli ultimi decenni ha seguito il rock in radio, van Stegeren lascia una lunga carriera legata alle emissioni italiane.
Nato il 19 aprile 1950 a Deventer, nei Paesi Bassi, Van Stegeren iniziò la sua esperienza radiofonica in un contesto particolare: le emittenti offshore del Mare del Nord. Le cosiddette “radio pirata”, trasmesse da navi al largo delle coste, furono il banco di prova che contribuì a forgiare la sua immagine professionale e il rapporto diretto con il pubblico.
Il soprannome che lo rese celebre nasce proprio dagli anni in cui approdò a Radio Monte Carlo. A raccontarlo fu lo stesso dj: Noel Coutisson, fondatore dell’emittente, gli propose il nome inglese “The Flying Dutchman”, poi tradotto in italiano nella forma che tutti hanno imparato a riconoscere.
La sua carriera in Italia lo ha visto alternare esperienze su molte frequenze. Ha lavorato per Radio Monte Carlo e Radio 105, è passato per Rai Radio 2 e ha avuto a lungo un ruolo su RTL 102.5, dove è stato tra le voci di “The Flight”, programma pomeridiano condotto insieme a Rossella Duville. Ha collaborato inoltre con R101, Radio Norba e Radiofreccia, mantenendo costante la sua attenzione per il rock e per la divulgazione musicale.
Negli anni Ottanta Van Stegeren ha esteso la sua attività anche alla televisione, conducendo “Popcorn” su Canale 5, un programma che contribuì a portare al piccolo schermo la scena musicale del periodo. Accanto al lavoro in onda, svolse attività da produttore discografico e si cimentò nella scrittura di libri in cui raccolse esperienze, incontri e retroscena della sua vita professionale.
Tra i momenti più significativi della sua carriera rimane l’intervista a Freddie Mercury, citata tra i ricordi più rilevanti che lo accompagnano.
Il percorso di van Stegeren si è sviluppato in parallelo con la trasformazione della radio italiana. Ha attraversato l’epoca delle emittenti che rompevano gli schemi tradizionali di programmazione, la crescita dei grandi network nazionali e l’avvento delle nuove piattaforme digitali e dei podcast, contribuendo alla diffusione di generi musicali come il rock nel palinsesto quotidiano.
La sua voce, riconoscibile per stile e continuità, è diventata un punto di riferimento per più generazioni di ascoltatori e per colleghi del settore. Anche per questo molti addetti ai lavori e ascoltatori ricordano il ruolo che ebbe nel rendere la radio luogo di scoperta e dialogo musicale.
Con la sua scomparsa se ne va una voce riconoscibile della radiofonia italiana, capace di unire le radici olandesi a una lunga storia professionale costruita in Italia.
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