Venezia e turismo: prenotazioni obbligatorie e controlli. La “ricetta” di “Terra e Acqua 2020”

ultimo aggiornamento: 05/09/2020 ore 07:07

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Marco Gasparinetti, fondatore del Gruppo25aprile, candidato sindaco con lista civica Terra e Acqua 2020

Venezia con un tetto massimo di visitatori, con prenotazioni a pagamento e con controlli “a campione”. Ecco la soluzione proposta da “Terra e Acqua 2020” per la gestione del turismo “giornaliero”, che secondo il candidato sindaco Marco Gasparinetti rappresenta l’80% dei circa 30 milioni di persone che entrano a Venezia ogni anno.

“La sofferenza della città storica e dei suoi abitanti a causa del crescente sovraffollamento turistico (overtourism) in epoca pre-COVID si era acuita a livelli mai conosciuti prima” si legge nel programma, ricordando che il turismo da richiamare sia quello “ad alto valore aggiunto e non quello di massa: è il turismo pernottante attento alla Cultura, all’ambiente e all’artigianato locale, non quello di giornata che scende per un paio d’ore dai lancioni gran turismo; è quello che produce gettito con l’imposta di soggiorno, non quello che alla città sottrae serenità e spazi vitali senza lasciare nulla in cambio, se non inquinamento e rifiuti da smaltire”.


Nelle 78 pagine complessive del programma di “Terra e Acqua 2020” trovano ampio spazio i riferimenti al “turismo sostenibile” nonché alla “diversificazione economica”, ricordando quanto il COVID-19 abbia reso fragile un tessuto sociale del tutto incentrato sulla monocultura turistica. “Non è la città che deve ruotare intorno al turismo di massa – ha spiegato Gasparinetti – ma è il turismo che deve ruotare intorno alla città e ai suoi abitanti, adattandosi agli spazi finiti e non infiniti in cui si muove”.

Ma qual è la “ricetta” di “Terra e Acqua 2020” per regolamentare il turismo “mordi-e-fuggi”, ottenendo al tempo stesso un ritorno economico per la città? Eccola nei dettagli.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Stabilire una quota massima di visitatori da accogliere, introducendo un meccanismo di “prenotazione” della quale sarà obbligatorio munirsi (a meno che non si pernotti o si appartenga a una categoria esente).
Al raggiungimento della soglia prestabilita, il turista avrà la possibilità di scegliere un’altra data, proteggendo non solo la città dall’affollamento ma “allungando la stagione” con un numero di visitatori sotto controllo.
“Una strategia diversa di quella dell’attuale amministrazione – ha commentato Gasparinetti – che intende gestire e minimizzare l’impatto dei flussi turistici essenzialmente attraverso una loro diluizione nella città storica”.


PREZZO D’INGRESSO
La prenotazione sarà onerosa per scoraggiare le rinunce e sostenere i costi di pulizia e manutenzione: il suo importo sarà comparabile a quello del “contributo di accesso” (o “tassa di sbarco”), approvato dal Consiglio Comunale uscente, sospeso a causa dell’emergenza-COVID-19 e che prevedeva un massimo di 10 euro a persona nelle giornate “da bollino nero”.

CONTROLLI
Non saranno istituiti “tornelli” agli ingressi o agli approdi, ma grazie a una convenzione con i vettori si attueranno controlli “a campione” sui mezzi diretti a Venezia.

INFORMAZIONI
Il momento della “prenotazione” il visitatore sarà accompagnato da un’esaustiva serie di informazioni rivolte ai visitatori nazionali e internazionali: i turisti saranno sensibilizzati sui comportamenti da attuare e da evitare ma anche sull’ampia offerta culturale e artigianale che li attenderà.

LE FASI
Sarà inizialmente prevista una “fase 1” nella quale la “prenotazione” sarà facoltativa e darà diritto ad agevolazioni come l’uso dei bagni pubblici; una delibera del Consiglio Comunale inaugurerà la “fase 2” istituendone l’obbligatorietà e stabilendo con precisione le categorie esenti (con la proposta di limitarle ai residenti del Comune, ai loro parenti/ospiti e ai clienti degli studi professionali). Da quel momento la “prenotazione” sarà richiesta anche per accedere a mostre, musei e trasporti pubblici.

ABUSIVISMO E ILLEGALITA’
Saranno previste maggiori verifiche sulle locazioni turistiche abusive, su chi accompagna i turisti senza averne i titoli, sulla concorrenza sleale nell’ambito dei tour operator. Si controlleranno anche quelle attività “a capitale straniero che sembrano allergiche alle normative nazionali” oltre a stabilire un piano di repressione dei reati di contraffazione delle merci, con priorità alla protezione delle manifatture e dei marchi locali.

“Terra e Acqua 2020” punta all’istituzione di una ”Via del Commercio e dell’Artigianato” dove i negozianti possano esporre i prodotti senza pagare alcuna tassa sull’occupazione del suolo pubblico, a liberare le zone di San Marco e Rialto da ogni attività incompatibile con il contesto storico, culturale e architettonico oltre a sanzionare chi sfrutta il “vetro di Murano” per venderne imitazioni.

“Vogliamo incentivare il turismo ‘di qualità’ – ha concluso Gasparinetti – che non è necessariamente quello più ‘abbiente’ ma quello che, visitando i luoghi di cultura e le botteghe artigiane, si concede una visita più lunga sostenendo l’economia cittadina, diversamente da quello ‘mordi e fuggi’. Il nostro piano prevede, nel medio periodo, una ripresa della residenzialità stabile e della varietà e qualità del lavoro non necessariamente legato al turismo, che determinerà non solo una maggior qualità della vita nella città storica, ma anche una ripresa economica generale e una capacità di resilienza di Venezia nel suo insieme”.

Proprio sul tema dell’accoglienza “Terra e Acqua 2020” ha fissato per venerdì 4 settembre una conferenza stampa a Rialto, durante la quale presenterà il suo assessore al Turismo.

Nino Baldan

(Potrebbe interessarti anche: “Terra e Acqua 2020” a Mestre. Gasparinetti: “Residenzialità e sicurezza con un prosindaco tra la gente” )

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4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Meditate!!!!!
    Circa 75 anni fa Hermann Goering testimoniò al tribunale di Norimberga, gli venne chiesto:
    “come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo?”
    Lui rispose:
    “E’ stato facile, non ha nulla a che fare con il nazismo,
    ha a che fare con la natura umana.
    Lo puoi fare in un regime nazista, socialista, comunista, in una monarchia e anche in una democrazia.
    L’unica cosa che si deve fare per rendere schiave le persone è impaurirle.
    Se riuscite a immaginare un modo per impaurire le persone,
    potete fargli fare quello che volete.”

  2. Apprezzo gli intenti di Terra e Acqua 2020″, e condivido anche il commento di Renata Caberlotto.
    Un solo problema: il sistema di prenotazione, anziché di “dissuasione” tramite un contributo di accesso variabile seconda dell’intensità dei flussi. Infatti, se 30 milioni di turisti all’anno vogliono prenotare, e si vuole introdurre un numero limite decente (ovvero massimo 25.500 persone al giorno (ovvero circa un turista ogni due residenti, COMPRESO PERO’ CHI PERNOTTA,a meno che non si abbiano a cuore i voti degli albergatori invece che quelli dei residenti…): a Venezia non ci sarà posto per i prossimi 5 anni, escludendo gli ultimi che prenotano…
    Invece il progetto che avevo presentato ed illustrato al Comune (“Carta veneziano”), prevedeva un contributo obbligatorio variabile a seconda del giorno, del periodo, e della quantità di turisti che intendevano venire in città: esso che se uno decide ad. es. il 20 novembre di venire a Venezia il giorno dopo , lo può fare senza aver prenotato un anno prima, e , dato il periodo, pagherebbe 1, 3, forse 5 euro, e potrebbe venirci. Certo che se vuol venire il 25 aprile, Pasqua e il giorno della Regata, pagherà appunto, se proprio vuole venirci, anche 100 euro, non certo per “spennare i turisti”, ma per dissuadere il superamento della soglia “SACRA” (che in pratica sarebbe il limite di “agibilità” per il “parco divertimenti” Venezia) dei 25.500 giornalieri, “distribuendo” così i flussi in tutto l’arco dell’anno…
    Ovviamente detto contributo lo dovranno pagare pure coloro che alloggiano negli ostelli-discount a Meste, (che contano circa già 9.000 posti!!!), o che soggiornano nelle strutture in Veneto. Esenzioni solo per parenti, motivi documentati, riduzioni per i residenti in Provincia.
    Se gli albergatori piangeranno perché non avranno gli hotel completi, visto l’aumento esponenziale dei posti letto a Venezia, è ovvio che non potranno più essere sempre completi…
    Tale “progetto” può essere adottato da chiunque abbia serie e giuste intenzioni, perché non è coperto da nessun diritto di esclusiva, né è depositato…: è a disposizione per la salvezza della città!
    Prof. Fabio Mozzatto
    Veneziano “D.O.C.”

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