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A Venezia, la professione di comandante dei vaporetti non è più ambita come un tempo. Actv, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici nella città lagunare, è in difficoltà nel reperire nuovo personale. I concorsi pubblici e le selezioni interne non riescono a compensare il turnover causato dai numerosi pensionamenti degli ultimi tre anni.
Analogamente a quanto succede per i conducenti di autobus, la ricerca di manodopera è diventata difficile, tanto che con l’avvio dei servizi estivi di fine maggio, Actv si è trovata con una carenza di 24 piloti necessari per il comando di vaporetti e motoscafi.
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Attraverso una selezione interna tra i marinai, sono stati trovati otto nuovi comandanti che entreranno presto in servizio. Due concorsi esterni dovrebbero assicurare altro personale a breve, ma i numeri rimangono esigui. Il mestiere di ‘preposto al comando’ sembra non esercitare più lo stesso fascino di una volta.
Il “caso” è stato sviscerato dal GR Veneto che ha intervistato Gianluca Cuzzolin, direttore operativo mobilità lagunare ACTV e Mauro Cavallarin, coordinatore Rsu Fit Cisl (a questo link: https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2024/07/venezia-quello-del-comandante-dei-vaporetti-non-e-piu-un-lavoro-ambito-b879f841-e060-47cd-ade4-3812e22931ac.html ).
“Diversi anni fa, lavorare in Actv era un’opportunità ambita da molti”, riferisce il sindacato. “Oggi non più”. La necessità di rinnovare il contratto nazionale e le condizioni di lavoro sempre più difficili tengono lontani i candidati. Inoltre, il mercato del lavoro veneziano offre, a chi possiede le competenze necessarie, migliori opportunità economiche nel settore del trasporto turistico. Actv ha tentato di coinvolgere anche i neo-diplomati dell’Istituto Nautico, ma finora senza il successo sperato.
La cosa va considerata un segnale preoccupante per una città come Venezia, che dipende fortemente dalla sua rete di trasporti pubblici, e anche questo tipo di peculiarità rende il suo fascino unico.
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a me pare che la crisi di manodopera sia generalizzata
Quello che non dicono Cuzzolin e il sindacalista è che le leve per incentivare i lavoratori interni ed esterni ad intraprendere la carriera di preposto actv le ha, ma tuttavia non le utilizza, anzi fa tutto il contrario, resta al palo con le paghe aumentando a dismisura le ore di lavoro effettivo con l’avallo sindacale. Nascondersi dietro la velata accusa della poca voglia di lavorare dei giovani e sul contratto nazionale è solo una scusa poco credibile.
Per fare il comandante devi fare un percorso di formazione che dura qualche anno a seconda di quanto velocemente si riesce a mettere insieme i mesi di imbarco.
Devi conseguire 2 titoli professionali, prima quello di macchina poi quello di coperta. Quindi acquisire la qualifica di autorizzato e poi quella di iscrizione al ruolo.
Fatto tutto ciò ti viene offerto uno stipendio che non rispecchia cosa metti sul piatto. Tecnicamente si va a coprire con una persona la posizione di 2 persone: quella di comandante e quella di direttore di macchina.
Come ciliegina poi c’è la responsabilità che ti carichi quando prendi il comando di un’ unità navale trasporto passeggeri.