Smog in Rio Novo. Unico modo per rispettare i limiti: chiudere il Rio

ultima modifica: 21/11/2019 ore 17:57

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Pericolo smog nei canali: “siano le partecipate a dare il buon esempio”

Smog in Rio Novo: diffida a chiudere il rio e richiesta centralina Arpav a Rialto.

Il blocco totale dei transiti nel trafficato rio di Venezia, dopo tanti tentativi fatti con le varie ordinanze, è stato l’unico provvedimento che ha portato finalmente il biossido di azoto sotto la media annua dei 40, arrivando appena a 32 µg/m3, nonostante i riscaldamenti accesi, con un picco (pare dovuto ad un transito non consentito e pure sanzionato) di soli 55 µg/m3, dimostrando che ciò che inquina sono proprio le imbarcazioni a motore.

D’altra parte lo si era già capito dai dati rilevati da Arpav il 23 settembre scorso, quando, nonostante transitassero solo i taxi, la media del biossido di azoto era di 54 µg/m3, con un picco di 82 uguale a quello registrato il giorno dopo quando transitavano solo i mototopi, che invece detenevano il triste primato degli altri ossidi di azoto (NOx) attivati a 305 µg/m3, pure a riscaldamenti domestici spenti.

Dati alla mano, non essendoci più alibi, il prof. Mozzatto ha deciso di inviare una nuova diffida a Comune ed istituzioni competenti affinché venga chiuso definitivamente il Rio Novo al traffico, essendo solo questo il modo per rispettare le leggi vigenti in materia di smog e rumori, anch’essi fuori norma praticamente giorno e notte.

Inoltre il professore, dopo che nel 2017 aveva chiesto la prima centralina in Rio Novo, ha deciso di chiedere a Comune e Regione di finanziare ed installare una centralina Arpav per il monitoraggio dell’aria proprio nel cuore della città sul trafficatissimo Canal Grande dove, in aggiunta ai mezzi che transitano in Rio Novo, si aggiungono quelli di Actv e Alilaguna che in quel rio per fortuna non passano.

“Spero solo che non ci siano brutte sorprese anche lì”, afferma il residente che da anni si batte contro lo smog (fino a poco tempo fa sconosciuto) oltre che contro i rumori che rendono invivibile la zona di Rio Novo a Venezia.

Richiesta anche la messa in esercizio della centralina già dal 1 gennaio 2020, per avere alla fine dello stesso anno i dati validi nell’anno civile come da D.lgs 155/2010 e poter subito avviare richieste di intervento, ed ulteriori azioni legali, se del caso.

Il professore esprime anche rabbia e delusione per l’ennesima proroga dell’ordinanza precedente senza alcuna restrizione, per la mancata elettrificazione delle banchine dove attraccano le grandi navi, e per essere stato solo lui, e non chi di competenza, ad interrogarsi su quanto fosse elevato lo smog nei canali, e si chiede: “perché nessuno negli ultimi 40 anni ci ha mai pensato, considerato che i mezzi prima inquinavano anche molto più degli attuali?”

Appuntamento quindi, si spera, a Rialto dal 1 gennaio per vedere installata la nuova centralina, che già dai primi dati dovrebbe far capire “di che morte morire” a Venezia…

Ovviamente, sempre in attesa delle imbarcazioni coi motori elettrici, e di relativi finanziamenti ed autorizzazioni da parte dei Ministeri competenti.

Nel frattempo vale al pena ricordare che l’Italia, con le sue 14.600 morti premature da biossido di azoto, è al primo posto in Europa nella triste classifica, e che, dopo quella per le polveri PM 10, è sotto procedura d’infrazione anche per il Biossido di Azoto… (e indovinate poi chi paga poi le infrazioni…?)

Prof. Fabio Mozzatto
Venezia

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