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Riceviamo e pubblichiamo.

Azienda Zero: sotto quei risparmi c’è la vita dei lavoratori.

Paghe da 4 Euro e 60 lordi all’ora (circa 3 euro e 50 netti all’ora), buste paga decurtate del 38 per cento considerando anche l’eliminazione della quattordicesima mensilità, e molto altro.

No, non siamo nei campi di pomodoro del meridione, ma in Veneto – nella locomotiva del Nord. Più precisamente tra i cittadini italiani che lavorano per la sanità: ufficio informazioni, portierato, multiservizi, controllo ascensori, rintracciamento tecnici reperibili per le celle mortuarie ecc.

Questa lettera è stata scritta per reazione ad un articolo in cui veniva celebrata la virtuosa gestione dell’Azienda Zero, un ente unico per gestire acquisti, formazione del personale, accreditamento delle strutture private e monitoraggio dei costi standard delle Ulss venete. Si scriveva di ottimi risultati, tra i quali “un risparmio di 135 milioni […] che derivano dalle minori spese per gli acquisti”.

Ma chi la dentro ci lavora ci terrebbe a far sapere che, parte di questi risparmi, sono stati possibili anche a spese dei lavoratori.

Come? Parlano i fatti: questi dipendenti dell’ospedale S. Bortolo prima avevano un contratto “multiservizi” stessa mansione e stessi livelli che riuscivano in qualche modo a garantire uno stipendio appena dignitoso.

Con l’effettuazione della nuova gara effettuata dalla Azienda Zero i contratti sono stati cambiati, è stato applicato il CCNL dei servizi fiduciari e questo di conseguenza ha penalizzato i lavoratori, queste nuove condizioni hanno decurtato lo stipendio del 38% considerando anche la sottrazione della quattordicesima mensilità, una paga uguale a chi fa turni notturni o festivi, decurtazione scatti di anzianità; straordinari pagati una miseria.

Chi non firmava veniva licenziato.

Queste ingiustizie si sommano ad altre, iniziate già prima dell’arrivo d’Azienda Zero, e che testimoniano il graduale decadimento del sistema ospedaliero (del quale stanno facendo i conti sia dipendenti che pazienti).

Ricordiamo anche, a questo proposito, che l’Ulss 8 – poco prima che terminasse l’appalto precedente ad Azienda Zero – ha soppresso un punto informazioni sito nell’area D: un punto focale di smistamento atto ad indirizzare il pubblico verso il pronto soccorso ginecologico, medicina nucleare, stereotassica (radioterapie per cura dei tumori), bunker, cyberknife. Ma soprattutto l’area D era il punto più comodo per i disabili, che potevano parcheggiare poco distante e lì ottenere le carrozzine. Un luogo di spreco? Forse, ma soppresso mettendo in ferie forzate 5 dipendenti addetti al sito – per un risparmio di 105.000 euro – e spostandoli in altri servizi.

Tornando ad Azienda Zero, speriamo di aver dimostrato con estrema onestà che qui non si tratta di questioni politiche, di idee, di opinioni, o di filosofia. Si tratta della vita di alcune persone – qualcosa di davvero concreto.

Come possiamo rimanere zitti se viene celebrato come virtuoso ed efficace un sistema che grava in questo modo sui suoi lavoratori, ovvero su delle persone?

Questi servizi, ricordiamolo, sono fondamentali: senza di essi l’ospedale rimarrebbe bloccato, e precipiterebbe nel caos più totale. Uno sciopero dove nessuno apre le porte o le sbarre per l’entrata di dipendenti e cittadini, senza controllo della sicurezza, e soprattutto senza informazione all’utenza, sarebbe un inferno per tutti.

L’Azienda Zero, a detta di chi l’ha voluta, doveva essere un sogno, una rivoluzione, un esempio per tutte quelle regioni “spendaccione”. Non possiamo lavorare in queste condizioni e sentire certe frasi o certi slogan (“spendere meno ma spendere meglio”; ma questo “meglio” significa anche trattare così dei lavoratori?). Non è possibile tacere: la sopportazione umana avrà pure un limite.

Chi sarebbe disposto a lavorare sotto queste condizioni? Con contratti ai limiti della soglia di povertà Istat? Cose del genere all’ospedale di Vicenza non sono mai successe.

È inutile scrivere che chi ha fatto queste scelte non lavorerebbe alle stesse condizioni, come è inutile dire che una paga del genere toglie qualsiasi dignità alla persona. E ciò perché, semplicemente, non permette di mangiare, pagare le bollette, la benzina ecc.

Ma è giusto scriverlo, perché, come già detto, qua non sono in gioco opinioni politiche ma la dignità delle persone, e su quelle non si dovrebbe mai tacere.

E di persone che in questo paese stanno perdendo la dignità per questioni simili, ce ne sono sempre di più. E cosa facciamo, le puniamo perché sono costrette a lavorare in nero? Perché sono portate allo stremo e rischiano di diventare ladri? Non è fantascienza questa: è la realtà dei fatti.

L’articolo 36 della nostra Costituzione, sempre che a qualcuno interessi ancora, recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Non è forse questo il momento per liberarsi da dottrine politiche, dogmi ideologici, pregiudizi, e guardare negli occhi – insieme e come esseri umani – questa miseria?

EX PORTIERI / PORTIERI

Riproduzione Riservata.

 

4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Ho lavorato per i stessi soldi 5 euro lordi ….ho perso dignità e solo Dio sa quanto ho dovuto faticare alla soglia dei 60, le offese subite all’entrata e mi accompagnavano tutto il giorno per 10/12 ore e il sabato,contratti capestro fatti firmare …….ho così ho fuori ,stiamo parlando di cooperative venete, non bisogna andare lontano per essere sfruttati. ….e poi dicono che il r.d.cittadinanza ha rovinato il lavoro ,e non si trova nessuno per lavorare ,lavorare si ma non sfruttati e maltrattati per 3euro e 50, e comodo fare i datori di lavoro così con incentivi statali ,regionali,non pagano contributi ……ma dove sono finiti i datori di un tempo

  2. Una cosa vergognosa….qualsiasi mansione anche la piu leggera con orario giornaliero non dovrebbe avere una paga oraria netta inferiore a 7/8 euro piu la maggiorazione del 25% di notte e festivi comprensiva di quattordicesima.Approffitano della disperazione delle persone che hanno bisogno xche se nessuno accettasse contratti cosi umilianti vorrei propio vedere cosa avrebbero da vantarsi tanto.

  3. Purtroppo il caso esposto di AZIENDA zero, e’ sempre piu’ frequente.
    Per inciso, girano A FORTE RIBASSO SALARIALE ccnl firmati un po’ da tutti i sindacati, compreso cgil cisl uil (i quali invece ,per mestare fango su altri sindacati, fanno campagna diffamatoria verso appunto gli altri sindacati e invece sono spesso loro il motivo principale del NOSTRO DECLINO in tema di salario e diritti) .
    Chi conosce questi contratti, ripeto, anche di CGIL CISL UIL, VEDE CON OCCHI LUCIDI , LA comica della SCENEGGIATA CHE STANNO GIRANDO IN QUESTI GIORNi i vari LANDINI , LA FURLAN DELLA CISL ECC CONTRO LA PAROPOSTA DI LEGGE del SALARIO MINIMO.
    Sarebbe da ridere, sapendo che molti contratti di cgil cisl e uil (ed altri) prevedono dei minimi salariali da europa dell’est, invece e’ da piangere e da …organizzarsi.
    Si, organizzarsi , i lavoratori lo devono fare, mai arrendersi, perche’ stare zitti significa appunto DECLINO , oppure complicita’ con la stessa corda che ci hanno messo al collo.
    Ce lo chiede l’EUROPA? Era questa l’europa che ci doveva fare lavorare un giorno in meno, accettata da tutte le fazioni politiche (e che rende ridicola e truffaldina ogni pistolotto ideologico o politico in questa faccenda triste) ma che invece ci sta facendo LAVORARE DI PIU’ E PURE A DI MENO?
    E se non ricordiamo male, il ccnl citato per imprese di vigilanza ecc, prevede pure la mazzetta sulla pelle dei lavoratori, della quota associativa al fantomatico ENTE BILATERALE, cioe’ quell’organismo creato tra sindacati e imprese che dovrebbe riunirsi per redimere le questioni del lavoro , e accrescere il ben essere dei lavoratori.
    UNA BEFFA! Autentica beffa ai danni dei lavoratori, che oltre ad avere uno stipendio basso, pure la mazzetta si vedono decurtata automaticamente, volenti o nolenti dalle loro buste paga.
    Resta che il passaggio da appalto ad altro, doveva esser seguito in ben altro modo dai sindacati, e gestito in maniera anche dura, analizzandolo, confrontandosi e coinvolgendo realmente le istituzioni a tutti i livelli.
    LA LEGGE AFFERMA INFATTI:
    1-In caso di successione di appalto con analoghe prestazioni e termini, la nuova azienda mantiene l’organico precedente senza instaurare un nuovo periodo di prova, purché si tratti di lavoratori assunti da almeno 4 mesi prima della chiusura appalto.
    2 IN CASO DI successione di appalto con differenti termini e prestazioni entro 15 giorni dal nuovo appalto, l’istituzione territoriale competente convoca l’impresa subentrante e i sindacati per discutere la situazione e cercare di trovare un equilibrio tra le nuove esigenze e il personale impiegato, ricorrendo se necessario, alla mobilità, oppure all’assegnazione del part time, oppure alla riduzione dell’orario di lavoro, in modo da cercare di mantenere assunti tutti i lavoratori.
    E far lavorare di domenica e festivo con 71 centesimi LORDI , RIPETIAMO 71 CENTESINI LORDI ad ora,O CON INDENNITA’ NOTTURNA A 5,60 EURO LORDI A TURNO (NEPPURE AD ORA, A TURNO), grida VERGOGNA, VERGOGNA E …VERGOGNA ETERNA!
    ps. e attenzione che c’e’ pure la BANCA ore, dove lo straordinario puo’ pure non esser neppur piu’ pagato una miseria, ma…..addirittura barattato con una ora di lavoro normale….cosi’ grattando e rigrattando il fondo del baratro, e superarlo pure…

    CO. BASE Difesa Lavoratori Nordest (difesalavoratorinordest@gmail.com)

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