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Nozze gay, Alfano “Niente registrazioni”, Pisapia “Invece sì, siamo obbligati”

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Nozze gay, tira e molla. E’ esplosa la “gatta da pelare”, come vi avevamo anticipato molti mesi fa, sulla registrazione nei comuni italiani di nozze ratificate all’estero.
Sulle nozze gay Alfano intima: “Niente registrazioni”, ma, pur essendo ministro degli Interni, è titolato a farlo?

In qualche comune italiano la registrazione del matrimonio tra due persone dello stesso sesso è avvenuta, un po’ scivolando via, un po’ facendo ricorso al giudice che ha intimato al sindaco del comune a provvedere, ad esempio come vi raccontavamo ad aprile ( Matrimonio gay a Grosseto: il giudice dà ordine allo stato civile del Comune di registrarlo )
Ma dei precedenti che andavano a costituire elemento di diritto, nessuno si è “preoccupato” finchè la questione non si è presentata a Milano.

Milano, 22 settembre scorso. Negli uffici comunali di via Larga, in Duomo, è in corso lo sposalizio tra varie coppie Annie e Micaela, Antonella e Sarah, Alberto e Philippe, ad esempio. In totale, 12 coppie omosessuali sposate all’estero ( Spagna, Francia, Danimarca e Usa) chiedono la trascrizione all’Anagrafe dei loro matrimoni. A scopo simbolico e certificativo.

Le nozze gay arrivano sul tavolo del sindaco Pisapia, richiamato alle sue promesse elettorali dalla comunità Lgbt milanese e da parte del suo elettorato.
Dopo incontri tra legali, tra sindaco e assessori, funzionari e rappresentanti lgbt (lesbo-gay-bisex-trans) finalmente si arriva in Consiglio: l’aula approva una mozione di Sel e Radicali che invitano il sindaco a «trovare migliori modalità al fine di poter trascrivere gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni all’estero tra persone dello stesso sesso».

“Nozze gay? Niente affatto” intima Angelino Alfano che invia una circolare a tutti i prefetti d’Italia («i prefetti cancellino gli atti di alcuni comuni o li annulleremo d’ufficio perché sono contrari alla legge italiana»), ma ieri sera è arrivata la risposta di Pisapia: «Il sindaco, in qualità di ufficiale di stato civile, deve trascrivere matrimoni che sono legittimi nei Paesi dove sono stati celebrati, come indicato a larghissima maggioranza anche in Consiglio comunale. È la stessa legge che lo prevede salvo problemi di ordine pubblico già esclusi dalla Corte costituzionale».

In molti municipi si scatena quindi una lotta intestina, alla quale Alfano, vicepremier e ministro dell’Interno, ribadisce: «Si tratta di un invito formale al ritiro e alla cancellazione delle trascrizioni di nozze gay celebrate all’estero. In caso di inerzia si procederà all’annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati», ma la bacchettata ha fatto sollevare la rivolta dei sindaci.

Matrimoni tra omosessuali se ne sono verificati fino ad oggi, gli uffici di stato civile di: Grosseto, Fano, Napoli, Bologna, Udine, li hanno già trascritti nella propria anagrafe perchè, essendo ritenuti validi all’estero, non possono essere ritenuti irregolari in Italia.

Il braccio di ferro è in corso in queste ore.

Paolo Pradolin

08/10/2014

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