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Giallo a Perugia: mamma posa figlio morto sul nastro della cassa in supermercato

HomeIl misteroGiallo a Perugia: mamma posa figlio morto sul nastro della cassa in supermercato

Giallo a Perugia: mamma posa figlio morto sul nastro della cassa in supermercato senza dire una parola. Poi resta immobile finché viene presa in consegna dai carabinieri.
La procura della Repubblica di Perugia procede con ipotesi di reato di omicidio.
Il bambino, di pochi anni di età, era con una donna, sembra la madre.
La donna, in stato confusionale, lo ha portato nel pomeriggio in un supermercato di Città della Pieve adagiandolo sul nastro trasportatore di una delle casse.
La donna è rimasta sul posto finché i carabinieri l’hanno bloccata.
Sul bambino sono state subito notate ferite da arma da taglio ma non è chiaro come sia morto ed eventuali responsabilità.

La donna che ha portato in supermercato di Città della Pieve il bimbo è apparsa ai soccorritori in stato confusionale.
Il bimbo presentava ferite all’addome e al collo risultate mortali.
La donna, che avrebbe fornito inizialmente versioni contrastanti, sarà tra poco sentita dagli inquirenti.
Sembra che la donna e il bambino non vivessero a Città della Pieve ma in una casa famiglia fuori regione mentre il padre sarebbe all’estero.
Perché il piccolo sia stato portato lì è un altro degli elementi che devono essere chiariti dalle indagini condotte dai carabinieri.
[Redazione – 01/10/2021]
       

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terrazzo tetto condominiale net 520
E’ incredibile come questi messaggi e questi interlocutori social si insinuino arrivando a parlare direttamente alle coscienze dei piccoli e dei fragili plagiandoli.
Al punto che quelle voci “misteriose” sono le uniche che il soggetto ascolta, alla fine, tenendo tutto il resto del mondo al di fuori da questo rapporto “particolare” e “affascinante”.
Per fortuna nell’ultimo episodio è intervenuta la mamma della bambina prima che tutto si trasformasse in una tragedia.
“Ma cosa fai?” ha urlato la madre,

>> vedi anche: Trento, il padre ha ucciso i due figli piccoli a martellate. La mamma rincasa e si trova davanti l’orrore

forse già in modalità “massima attenzione” per i drammatici fatti di questi giorni (due i bambini suicidati per soffocamento, la prima di 10 anni a Palermo e il secondo qualche giorno dopo a Bari).
La madre blocca la figlia sul terrazzo condominiale di un palazzo condominiale.
Siamo nella periferia di Roma.
Al genitore non era sfuggito l’anomalo comportamento della figlia che sembrava attendere istruzioni con il cellulare in mano o forse decidere il momento per eseguire il “suggerimento”.
Le istruzioni arrivavano da un interlocutore sconosciuto via social network.
Una persona con cui la minore aveva cominciato un rapporto basato su messaggi.
All’inizio le confidenze sulle difficoltà con la famiglia, con i compagni di scuola.
Poi lo sconosciuto ha cominciato a chiederle delle “prove” in ordine di crescente gravità: “Oggi salta la scuola”, “Oggi ruba dei soldi dal portafoglio dei tuoi genitori”.

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Fino a quella suprema ieri, in una piena situazione di plagio:
“Se sei degna di vivere non buttarti, altrimenti per rinascere devi farlo”. Firmato: “l’apostolo di Dio”.
La madre capisce e abbraccia la figlia, la salva cercando di scuoterla da quel torpore e la porta in ospedale.
Il telefonino è preso in carico dai carabinieri.
La traccia è su Instagram e la speranza è quella di riuscire a identificare al più presto l’ “apostolo di Dio” per fargli assaggiare per una volta, parafrasando la Parola, “Quello che lui voleva fare agli altri…”.
[Redazione – 29/01/2021]

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