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All’Angelo: “Chiedevamo mascherine adatte, dicevano no. Adesso 9 di noi sono contagiati”. Lettere

“Chiedevamo mascherine adatte, non ce le hanno date. Adesso 9 di noi sono contagiati”. La segnalazione arriva in redazione nel pomeriggio e squarcia l’atmosfera fatta ormai di routine di dati e numeri. Arriva dall’Ospedale dell’Angelo e pare confermare, ancora una volta, come vi sia una discrepanza tra quello che viene comunicato attraverso i canali in […]

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Coronavirus Venezia, altre 7 morti, 3 All'Angelo. Deceduta signora di Rialto

“Chiedevamo mascherine adatte, non ce le hanno date. Adesso 9 di noi sono contagiati”. La segnalazione arriva in redazione nel pomeriggio e squarcia l’atmosfera fatta ormai di routine di dati e numeri.
Arriva dall’Ospedale dell’Angelo e pare confermare, ancora una volta, come vi sia una discrepanza tra quello che viene comunicato attraverso i canali in qualche modo codificati che arrivano alla stampa e la situazione raccontata dai protagonisti della “prima linea” che a volte appare completamente diversa.
Ci riferiamo a quella che si vive nei reparti, nei servizi, nei rapporti con i pazienti

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e nelle modalità di lavoro degli operatori sanitari.
La domanda che più spesso si è letta sui social all’epoca della tragedia del Cardarelli era: “Sbagliato fare il video dell’uomo che è morto in bagno, ma se non fosse stato pubblicato si sarebbe saputa la verità?”.
Le situazioni, i fatti che vengono alla luce attraverso testimonianze dirette sono a volte completamente diverse dalle realtà che ci raccontano i giornali.
Poco importa da chi arriva la “denuncia”, potrebbe essere un medico, un infermiere, un O.S.S., ciò che è essenziale è la “verità” che viene segnalata dal “di dentro”.
Questa quella di oggi:

“Cluster Covid su 9 operatori sale operatorie ospedale dell’Angelo”.
“Da almeno 1 mese si chiedeva di fare indossare mascherine di tipo ffp2 ma la direzione affermava che bastavano le mascherine chirurgiche”.
“Oggi arriva un ordine di servizio: indossare mascherine di tipo ffp2”.
“Se lo si faceva prima 9 infermieri probabilmente non sarebbero stati contagiati”.

Gli operatori sanitari, quelli che affrontano ogni giorno la malattia davvero guardandola in faccia, avrebbero quindi chiesto più volte di essere più “protetti” durante il servizio venendo dotati di mascherine ffp2, ritenendo che le chirurgiche non offrissero, in quel contesto, sufficienti garanzie.
Sono loro

che hanno il polso della situazione, come si fa a non ascoltarli?
Dall’altra parte la “direzione”, i “capi”, quelli nominati “responsabili”, che hanno quasi sempre uno stipendio più alto ma che lavorano al telefono o dalla scrivania firmando disposizioni.
Sono questi ultimi che, secondo la segnalazione, hanno detto “no”, ritenendo che le mascherine chirurgiche fossero sufficienti.
Oggi però, a distanza di molti giorni, un nuovo ordine di servizio della direzione sarebbe stato diffuso tra gli operatori in cui si dice che il personale deve operare con ffp2 addosso.
Peccato che, intanto, 9 infermieri siano già stati contagiati.
Tra di loro positivi sintomatici,

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quindi in una situazione delicata di malattia e convalescenza, con l’ulteriore preoccupazione che per ognuno occorre cominciare il tracciamento dei contatti, la quarantena (sperando sempre sia sufficiente) e l’isolamento che prevede anche il distaccamento dalla famiglia.
Ognuno ne tragga le proprie considerazioni, ma ci sia consentito dire che se succedono queste cose in cui il personale sanitario non si sente ascoltato o, peggio, protetto e tutelato, vuol dire che c’è anche una realtà che non è quella che viene diffusa attraverso i comunicati.

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