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Morti in ambulanza, l’Ordine professionale: “Spada non è un infermiere. Informazioni errate minano credibilità degli operatori sanitari”

A tutela della verità dei fatti e dell’identità professionale, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche precisa che la persona coinvolta nelle indagini per le morti in ambulanza a Meldola non è un infermiere iscritto all’Albo, né risulta in alcun modo abilitata all’esercizio della professione infermieristica, che prevede specifici percorsi universitari, il conseguimento di un titolo abilitante, […]

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A tutela della verità dei fatti e dell’identità professionale, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche precisa che la persona coinvolta nelle indagini per le morti in ambulanza a Meldola non è un infermiere iscritto all’Albo, né risulta in alcun modo abilitata all’esercizio della professione infermieristica, che prevede specifici percorsi universitari, il conseguimento di un titolo abilitante, l’iscrizione obbligatoria all’Ordine, con il conseguente rispetto del Codice deontologico.

La Federazione nazionale, con l’Ordine di Forlì-Cesena, territorialmente competente, chiede alle testate che stanno utilizzando in modo improprio la qualifica di infermiere l’immediata rettifica e ha attivato l’ufficio legale in tal senso.

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Scopri come fare

L’attribuzione errata della qualifica di infermiere rappresenta un fatto grave, che genera disinformazione e produce un danno diretto all’immagine e alla credibilità di una professione sanitaria fortemente impegnata ad affrontare le criticità del sistema di emergenza-urgenza. In un contesto così delicato, ogni imprecisione rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema di assistenza e di alterare la corretta percezione di ruoli e responsabilità.

Questo, anche nel rispetto per il dolore delle famiglie delle vittime finora accertate, alle quali va la vicinanza di tutta la comunità infermieristica.

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