Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Chi è cresciuto a Venezia dagli anni ’70 agli anni 2000 non può non ricordare la Libreria Solaris alla Maddalena, così piccola ma allo stesso tempo ordinata, con i suoi 20 mq stipati all’inverosimile di fumetti, film ma soprattutto libri di fantascienza. Ogni passaggio per Strada Nuova era accompagnato da un ingresso nei suoi locali, o almeno uno sguardo alla vetrina. Da qualche anno non c’è più, sostituita da una rivendita di souvenir, di abbigliamento e infine da una pelletteria a gestione orientale.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Quello che molti non sanno è che Solaris detiene un primato: fu in assoluto la prima libreria italiana specializzata in science fiction: “Quando aprimmo nel 1975 ci diedero spazio su ‘Epoca’ e su ‘Panorama’ ” racconta con un filo di nostalgia Giampaolo Cossato, per trentaquattro anni titolare insieme ai coniugi Gianluigi Missiaia e Mirella Costantini. Ma quella non fu che la punta dell’iceberg di una curiosa storia veneziana fatta di fantasia, letteratura e tanta passione, quando c’era ancora spazio per l’immaginazione e l’imprenditoria non passava obbligatoriamente per il turismo di massa.
“Io e Gianluigi ci incontrammo sui banchi di scuola in prima media – ricorda Cossato – nacque subito un’amicizia accompagnata dall’interesse comune per la fantascienza letteraria. Diventammo presto la ‘nemesi’ di Gigetto Bonometto che a quei tempi gestiva un banchetto di libri usati di fronte al giardino privato ai Santi Apostoli: fra quelli che all’epoca erano considerati libri ‘dozzinali’ spiccavano pile di Gialli Mondadori e di Urania”.
“Ci fermavamo sempre per rovistare alla ricerca di titoli non ancora letti, cosa che il buon Gigetto non ci vedeva di buon occhio visto che glieli spostavamo sempre; aveva una sola frase sempre pronta, ‘emblematica’ della sua conoscenza del settore: ‘il Cittadino dello Spazio’ no ghe xe’, che ripeteva ogni volta sperando di allontanarci”.
Ma era un’altra Venezia: “tra Santi Apostoli e la stazione c’erano altri tre banchetti di libri usati – spiega l’ex-gestore – uno di fronte alla Chiesa di Santa Sofia, uno in Rio Terà San Leonardo e uno a Santa Fosca che vendeva anche riviste, fumetti e francobolli da collezione. Inoltre, un’altra rivendita si trovava di fronte alla chiesa di San Felice nell’attuale negozio di giochi di prestigio: ogni giorno il gestore tirava fuori una specie di prolunga colma di libri che si estendeva per un paio di metri sul suolo pubblico”.

Nel 1962 Giampaolo Cossato e Gianluigi Missiaja fondarono il CCSF – Centro Cultori Science Fiction, un circolo che si fece conoscere a Venezia grazie a un fitto volantinaggio nelle scuole. Nel 1964 Urania pubblicò due loro comunicati che portarono all’apertura di sedi in tutta Italia; l’anno seguente nacque il ‘notiziario’ con articoli e approfondimenti.
Nel frattempo Giampaolo Cossato si era trasferito prima in Svizzera, poi in Inghilterra e infine in Germania: senza internet, senza email ma soprattutto senza computer continuò a lavorare per il CCSF arrivando a due prestigiosissimi traguardi: portare in Europa la principale fiera mondiale della fantascienza (“Heicon ’70” a Heildelberg, Germania) e organizzare nel 1972 la prima convention europea (“Eurocon I”) a Trieste. “C’erano autori, giornalisti e critici anche dai paesi dell’Est; fu in quell’occasione che conobbi mia moglie.”

Con la sua macchina da scrivere Cossato continuava a tessere la rete di contatti che lo portò a diventare agente letterario e traduttore: con Sandro Sandrelli curò l’edizione italiana di “Dune”, “Neuromante”, “La matrice spezzata” e di numerosi altri titoli.
Arrivati a 2370 iscritti, il ‘notiziario’ del CCSF dovette evolversi: i fondatori vollero ribattezzarlo “Solaris” in onore dell’omonimo libro di Stanislaw Lem, ma qualcuno li precedette e pubblicò una rivista con lo stesso nome. Vennero allora poste le basi per l’apertura della libreria: una mostra-mercato permanente in Rio Terà della Maddalena divisa in quattro settori (libri in catalogo, antiquariato, edizioni originali, illustrazioni) che si sarebbe chiamata proprio in quel modo.

“La Solaris l’abbiamo inaugurata nel 1975 – spiega Cossato – avevamo già in affitto il locale nel 1974 ma non potevamo iniziare l’attività senza aver prima sostenuto un esame, all’epoca obbligatorio, non solo sulle procedure amministrative ma anche su come operassero le tipografie e con quali formati venissero realizzati i libri, le riviste eccetera. Prima di noi c’era un negozio di abbigliamento gestito da un certo Signoretto, grande appassionato di libri, fumetti e amico di Hugo Pratt; quando seppe delle nostre intenzioni ci vendette l’attività con condizioni estremamente favorevoli e si spostò poco più avanti in quello che oggi è un ristorante. Salvo qualche piccola aggiunta, mantenemmo l’arredamento interno uguale al precedente, che si prestava all’esposizione dei libri con un tocco di ‘eleganza’”.
Quando Cossato e Missiaja appresero che la proprietaria del fondo aveva deciso venderlo, temendo un possibile sfratto si fecero avanti e, con un ulteriore sforzo, decisero di acquistarlo.
“Solaris presenziò con uno stand al secondo “Eurocon” italiano che si tenne a Stresa, sul Lago Maggiore, nel 1980 – continua Cossato – eravamo già un punto di riferimento per tutti gli appassionati che ci venivano a trovare sia dall’Italia e dall’estero. Conservo decine di firme e di lettere di ringraziamento anche di nomi blasonati del settore come Cecily Adams di Star Trek, Takumi Shibano e Don Wollheim, che accompagnai da Pierobon in campo Manin dove acquistò dei modellini dei Carabinieri che si fece spedire a New York”.

Per i primi anni la specializzazione rimase pressoché totale: fantascienza, fantasy, horror, con qualche piccola escursione in campo scientifico. “Ad un certo punto – spiega Cossato – ci rendemmo conto che avremmo potuto espanderci in altri settori: in zona c’era solo la gigantesca Demetra in Campo San Geremia, ma che non offriva il nostro stesso servizio ai clienti. Era l’epoca in cui i best-seller generici si vendevano come il pane, e le richieste di turisti di varie nazionalità ci portarono a dedicare uno spazio a libri e guide dedicate a Venezia”.
“Arrivò poi il momento dei manga: io e Gianluigi acquistammo quote della Hunter di Bologna e mettemmo in vendita gli originali giapponesi; passammo poi alle traduzioni e stabilimmo un rapporto privilegiato con la Alessandro Distribuzioni abbracciando non solo i fumetti della Bonelli ma anche le graphic novel, gli americani della Marvel, DC, Image ecc. Sugli scaffali trovarono spazio anche i libri illustrati di Franzetta, Michael Whelan, Moebius, Giger e molti altri”.
Per una decina d’anni esistette una succursale in Campo Santa Margherita, “Solaris 2”, ma si rivelò una scelta poco azzeccata: lo spopolamento iniziò a farsi sentire e molti clienti pendolari trovarono più comodo fare gli acquisti in un punto più vicino alle loro abitazioni in Terraferma.
Arrivarono anche le videocassette e i dvd, ma il mercato cartaceo stava già registrando una flessione. “Inoltre, a cento metri da noi – spiega Cossato – aveva aperto una grande libreria della Giunti: ciò incise sia sui libri in generale sia sui prodotti dedicati a Venezia. Anche i video cominciarono ad avvertire qualche cedimento grazie all’accesso offerto dai vari canali televisivi”.

Nel dicembre 2010 Solaris abbassò le serrande: “Cedemmo la libreria a una finanziaria di Treviso – spiega l’ex gestore – fra le offerte che ci erano state fatte era quella che rientrava nella normalità, o meglio, nella legalità. Ci avevano provato anche altri con proposte poco chiare: le rifiutammo. La finanziaria affittò i locali a un’azienda che vendeva oggetti in vetro ma che non sopravvisse a lungo; ignoro attraverso quali passaggi ci si sia spostati prima sugli indumenti e poi sulla pelletteria”.
L’attività proseguì per altri tre anni nel magazzino – al quale si accedeva dal vicino sotoportego. “A differenza della libreria si trattava di uno spazio piuttosto esteso, composto da un ingresso, tre sale e un bagno. Ricevevamo gruppi di appassionati e gli abbonati ai vari libri e riviste – racconta Cossato – Io mi impegnai solo per il primo anno, poi per motivi anche di salute decisi di ritirarmi in perfetto accordo con Gianluigi che si sforzò di proseguire fino alla resa”.

E così, nel 2013 fu definitivamente messa la parola ‘fine’ a un piccolo, grande pezzo di storia della fantascienza italiana.
Oggi Strada Nuova non ha più alcuna libreria: oltre a Solaris hanno chiuso sia Demetra che la neo-avviata Giunti.
Con loro se ne sono andate decine di attività storiche di Venezia, alimentari e cartolerie che hanno lasciato il posto a snack-bar, pelletterie e negozi di souvenir: “Purtroppo Venezia è stata svuotata – conclude Cossato – i pochi abitanti rimasti sono per la maggior parte anziani, il che porterà a una accelerazione dell’indicatore presente nella farmacia di San Bortolomio. Diventerà una città di figuranti: sarebbe opportuno contingentare gli ingressi, ripopolare la città con ‘nuovi veneziani’ e riportare a livelli accettabili i costi di negozi e abitazioni. Ma è un pio desiderio. Da fantascienza, per l’appunto”.
Nino Baldan
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google

Sono un ex cliente all’epoca adolescente che ha frequentato per una ventina d’anni la libreria e conservo ancora più di cinquanta libri della Editrice Nord serie Oro. Ovviamente mi dispiace per l’epilogo della libreria ma ancor più di aver appreso solo da questo articolo e solo oggi del contributo dei due titolari alla diffusione della fantascienza in Italia. Il caso vuole che proprio in questi giorni stia leggendo Dune (ci avevo già provato molti anni fa ma non riuscivo a superare le prime 50 pagine) ma ammetto che ormai uso l’ebook. Grazie per tutto il vostro impegno, avete lasciato un’impronta e un ricordo bellissimo in un vostro affezionato ex cliente. Lorenzo T.
Bella storia a triste finale.
Bellissima storia e ben raccontata, per quanto triste purtroppo il finale.