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Umberto Galimberti al Teatro Goldoni di Venezia: “Siamo tutti viandanti senza meta”

Il filosofo porta in scena "L'etica del viandante" a Venezia: una riflessione sul ruolo dell'uomo nell'età della tecnica e la fine dei grandi significati.

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Il filosofo Umberto Galimberti approda al Teatro Goldoni di Venezia il 31 marzo con una conferenza-spettacolo che esplora il ruolo dell’essere umano nell’era della tecnica. “L’etica del viandante” propone una riflessione profonda sulla perdita dei grandi significati che hanno guidato l’umanità per secoli.

Nel mondo contemporaneo, dominato dalla tecnologia, non è più possibile comprendere la realtà partendo da un senso ultimo o da una finalità superiore. Secondo Galimberti, sono tramontate sia la visione ordinata del mondo greco che quella della tradizione giudaico-cristiana, lasciando spazio a una dimensione dove la tecnica regna sovrana, interessata solo al proprio funzionamento.

“La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: semplicemente funziona”, spiega il filosofo. In questo contesto, l’unica etica possibile diventa quella del viandante, figura che procede senza una meta prestabilita, in contrasto con il viaggiatore tradizionale che ha sempre una destinazione.

Il viandante rappresenta una nuova forma di umanità, consapevole di non essere più al centro dell’universo. Il suo cammino, lungi dall’essere un vagare casuale, si fa carico dell’assenza di uno scopo ultimo. Non cerca più verità assolute o salvezza, ma si concentra sul percorso stesso e sulle “figure del paesaggio” che incontra.

Questa visione si oppone all’etica antropocentrica del dominio sulla Terra, denunciando i limiti di un modello di civiltà che sta portando alla fine della biosfera. Il viandante, al contrario, attraversa il mondo senza possederlo, consapevole che la vita appartiene alla natura.

“L’etica del viandante avvia a questi pensieri”, afferma Galimberti. “Sono pensieri ancora tutti da pensare, ma il paesaggio da essi dispiegato è già la nostra instabile, provvisoria e incompiuta dimora.”

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Lo spettacolo si inserisce nel cartellone dei Fuoriserie del Teatro Goldoni, una rassegna che porta sul palco voci autorevoli della cultura contemporanea. Dopo Galimberti, il programma prevede gli interventi di Massimo Cacciari sul tema del potere e di Pietrangelo Buttafuoco sul dialogo interculturale.

La conferenza-spettacolo, prodotta da Charlotte SRL, avrà una durata di 90 minuti senza intervallo, offrendo al pubblico un’occasione unica per riflettere sulla condizione umana nell’epoca contemporanea, dove tutti siamo diventati, come l’Ulisse dantesco, “uomini di frontiera”.

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Lorenzo M.
Lorenzo M.
Sono un vecchio appassionato di radio. Parlo di musica, il mio hobby, e non solo. lorenzo_f@lavocedivenezia.it
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