Raggiungere le Dolomiti? Un calvario tra treni e auto. Lettere

ultimo aggiornamento: 20/07/2020 ore 21:17

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Andare alle Dolomiti? Un calvario tra treni e auto. Lettere

La mobilità nel ‘prodigioso’ Veneto.

La mattina di domenica 12 luglio, i malcapitati che avevano scelto i monti come alternativa al mare per evitare contatti e contagi, l’affollamento l’hanno trovato comunque, stavolta di auto, all’uscita dalle principali vie per le Dolomiti: la costosissima autostrada A27, e la Statale 51 Alemagna.

Lì centinaia di auto, già accodate in tre corsie totali, sfociano, inconcepibilmente da decenni, in un’unica corsia a poche centinaia di metri da Longarone e giusto presso l’inserzione della Provinciale 251 che porta in Val Zoldana: insomma, tutto il necessario per creare il caos con oltre un’ora di coda solo per entrare in val Zoldana.

“Tutto perché tutti vanno in macchina e nessuno usa il treno” direbbe qualcuno…

Il treno? Ci credete ancora che ci sia l’intenzione di non far soffocare le vallate dolomitiche, pure patrimonio Unesco, nello smog di migliaia di auto proponendo mezzi alternativi ed ecologici come la ferrovia? Illusi: provate a vedere gli orari dei treni…!

Dopo lo “spezzatino” fatto qualche anno fa da Trenitalia, che ha avuto la “geniale” idea (chiamata “orario cadenzato”) di imporre il cambio di due o tre treni (dove prima se ne prendeva uno solo…) per arrivare da Venezia a Longarone, Calalzo, Feltre o Trento, il sottoscritto, che già aveva denunciato all’autorità AGCM che Trenitalia nascondeva vergognosamente parte degli orari dei treni regionali per agevolare le costose “Frecce”, si è battuto anni per il ripristino dei treni diretti per le dolomiti e per coincidenze reali e sensate tra gli stessi e gli autobus extraurbani.

Il risultato da Trenitalia delle numerose richieste inviate anche alla Regione?

Vediamolo: se l’anno scorso, almeno per il sabato e la domenica, era stato rimesso un treno diretto nella tratta Venezia – Calalzo (ma non nelle altre due citate, e tra l’altro con il ritorno come se fosse inverno, attorno alle 17, quando il vecchio caro treno diretto Calalzo-Venezia partiva attorno alle 20, orario ben più sensato per la stagione estiva); quest’anno, oltre ad aver aumentato notevolmente il prezzo semplicemente chiamandolo “Treno delle Dolomiti”? (ora 14,05 €, anziché 11,35…), tale treno è presente, e pure solo domenica, da Treviso anziché da Venezia, e fa tutto il giro per Feltre con tempi di arrivo biblici… (3h. 13’)

Il ritorno, che parte da Calalzo alle 17.58, impiega persino 3h. 35’ per arrivare a Venezia, ovviamene con cambio a Treviso…

Il sabato e feriali invece, al posto dei tre treni precedenti, si sono sbizzarriti in treno + bus + treno: e allora lo vedete che finalmente qualcosa è cambiato…?!

Personalmente, non trovo valida nemmeno la “scusante” del virus Covid 19…

Evviva l’auto, le autostrade e chi fa soldi a palate con la A27 (speriamo non crolli anche lì qualche ponte…), la Fiat e Iveco, Autostrade per l’Italia e le costosissime “Frecce” di Trenitalia!

Cittadini imbestialiti, code sotto il solleone, smog, ambiente? Ma a chi interessa…?!

Per il resto, serva da esempio ricordare che nel frattempo un ex assessore ai trasporti era finito in galera…

C’è da riflettere… (e in coda a Longarone, se volete, ne avrete tutto il tempo durante l’estate…!)

Prof. Fabio Mozzatto

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