Un’indagine della Polizia Locale di Venezia, partita da una segnalazione su rifiuti abbandonati ha portato alla scoperta di due strutture ricettive abusive nel sestiere di Castello. Gli accertamenti hanno ricostruito un sistema di ospitalità che ha trasformato tre appartamenti in quindici camere, offrendo almeno trenta posti letto.
L’attività è iniziata quando un cittadino ha trovato la propria barca regolarmente ormeggiata piena di rifiuti. A bordo sono stati rinvenuti numerosi materiali di scarto, fra cui apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso (RAEE), oltre a documenti cartacei che si sono rivelati utili per risalire ai responsabili.
Sul caso sono intervenuti gli agenti del Nucleo di Polizia dell’Ambiente Centro Storico e Isole e del Nucleo Polizia Tributaria Venezia Centro Storico e Isole. L’analisi della documentazione recuperata e i successivi approfondimenti hanno condotto agli immobili nel sestiere di Castello, riconducibili a una stessa proprietà e gestiti da una società già attiva nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.
I sopralluoghi hanno evidenziato interventi significativi sulla distribuzione interna degli appartamenti. In uno degli immobili, un’unità di grandi dimensioni è stata ripartita per ricavarne otto camere, con locali originariamente adibiti a soggiorno trasformati per l’accoglienza turistica.
A pochi metri di distanza, in un secondo palazzo, due appartamenti formalmente dichiarati come locazioni turistiche risultavano accorpati in un’unica struttura: gli originari accessi sono stati eliminati e gli spazi riorganizzati, con la conversione di cucine e soggiorni in camere che hanno portato il totale a sette stanze.
Secondo la ricostruzione degli agenti, la gestione degli immobili presentava modalità assimilabili a quelle di una struttura alberghiera. Le camere venivano riordinate quotidianamente e la ricezione dei clienti avveniva tramite una portineria comune collocata in uno degli edifici, a conferma di un sistema unitario di accoglienza.
Le verifiche hanno inoltre rilevato l’assenza dei dispositivi obbligatori per la sicurezza: nelle due unità formalmente comunicate come locazioni turistiche non erano installati rilevatori per il gas combustibile e per il monossido di carbonio, previsti dalla normativa nazionale.
Sulla base degli accertamenti, per entrambe le attività saranno contestate le violazioni previste dalla legge regionale relative all’esercizio di attività alberghiera senza la necessaria classificazione e senza la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Per la struttura derivante dall’accorpamento delle due locazioni turistiche si aggiungeranno sanzioni per la mancanza dei dispositivi di sicurezza.
L’ammontare complessivo delle sanzioni amministrative previste supera i 10.400 euro. Gli atti d’indagine saranno inoltrati agli uffici comunali competenti per ulteriori verifiche sul fronte edilizio e urbanistico, con particolare riguardo alle modifiche interne apportate alle unità abitative.
L’operazione rientra nelle attività di contrasto all’abusivismo ricettivo condotte dalla Polizia Locale. Nel corso del 2026 sono già emerse situazioni analoghe, caratterizzate dall’accorpamento funzionale di più appartamenti formalmente destinati a locazioni turistiche o ad altre forme di ricettività extralberghiera ma organizzati in pratica come alberghi, con decine di procedimenti sanzionatori e amministrativi avviati.
Il sindaco Simone Venturini ha elogiato il lavoro degli agenti e ha definito gravi i comportamenti riscontrati, sottolineando che non si può tollerare chi sfrutta la città eludendo le regole e danneggiando chi opera correttamente. Ha annunciato la prosecuzione dei controlli con fermezza per evitare forme di concorrenza sleale e tutelare il territorio.
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