
Sebastián Lelio è morto a 52 anni. Il regista cileno, vincitore dell’Academy Award nel 2018 per Una donna fantastica, era noto per aver fatto emergere interpreti come Julianne Moore, Rachel Weisz e Florence Pugh.
Nel corso della sua carriera Lelio parlava del cinema con lucidità, spiegando il suo modo di lavorare e le scelte dietro alcuni suoi film. Riguardo a Gloria raccontò di essersi chiesto, insieme alla co-sceneggiatrice, quale fosse l’effetto di «girare la camera di 90 gradi» verso la generazione delle madri, evocando l’immagine della propria madre che cantava in auto tra speranze, paure e sogni.
Su Marina, la protagonista di Una donna fantastica, Lelio sostenne che «è pronta per il mondo, è il mondo a non essere pronto per lei», sottolineando l’impatto sociale del film: secondo il regista, l’opera riuscì ad oltrepassare lo schermo e a spingere persino una legge, un risultato che descrisse con «grande sorpresa e ammirazione».
Lelio rifiutava la logica della competizione cinematografica, affermando che i premi non fossero l’obiettivo principale e definendoli semmai «effetti collaterali felici» e un «amplificatore» per far conoscere un film. Raccontava di girare per sopravvivere e per trovare soluzioni artistiche, per poi ritirarsi «dietro la tenda».
Parlando dei suoi altri lavori, ammetteva timori e responsabilità: su Disobedience confessò di temere di «sbagliare tutto» e di non riuscire a rendere il film attuale, mentre The Wonder nacque da un’idea coltivata quattro anni prima, partendo dal romanzo.
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