Un’ondata di segnalazioni — tra e‑mail minatorie, evacuazioni di redazioni e falsi allarmi su voli commerciali — ha messo in allerta le autorità europee e ha spinto la magistratura italiana ad aprire accertamenti per ricostruire possibili collegamenti tra hackeraggio di impianti frigoriferi e messaggi di minaccia agli aeroporti.
La prima emergenza è arrivata via posta elettronica: a testate e broadcaster europei sono state recapitate comunicazioni firmate da soggetti che annunciano ulteriori attacchi e si dicono in possesso di dispositivi e account compromessi. Alcune redazioni, tra cui quelle in Irlanda e Bulgaria, sono state evacuate a scopo precauzionale.
I disagi nei cieli hanno fornito numeri e immagini della portata del fenomeno. In una giornata con 26.709 voli programmati in Europa, Eurocontrol ha registrato 18 rotte coinvolte da segnalazioni. Pur rappresentando una quota ridotta del traffico, nei giorni scorsi circa sessanta aerei sono rimasti a terra in attesa di verifiche, sono stati deviati o scortati da caccia.
L’Italia ha registrato episodi concreti: un volo Wizz Air proveniente da Praga e diretto a Roma è stato dirottato su Venezia, evacuato e controllato con 198 persone a bordo senza esito, mentre un aeromobile Ryanair operato da Malta Air partito da Fiumicino per Lisbona è stato isolato dalla polizia al suo arrivo nella capitale portoghese. La commissaria Ue ai Trasporti, dopo un incontro a Eurocontrol, ha indicato l’arrivo di nuove segnalazioni ma ha assicurato che l’operatività resta piena.
Sui messaggi sono ricomparse firme note e alias nuovi. Alcune mail richiamano il movimento ultranazionalista russo Male State, il cui fondatore ha negato ogni responsabilità, mentre nuove comunicazioni sono state attribuite a un presunto leader che si firma Mikhail Andropov e annuncia «altri attacchi» su infrastrutture di trasporto e navi da crociera. Il nome ricorda una figura storica sovietica, ma le autorità non considerano chiaro se si tratti di un riferimento vero o di un depistaggio.
L’interesse italiano si è concentrato anche sugli attacchi informatici ai frigoriferi della grande distribuzione, fenomeno che ha interessato diversi Paesi europei. Nel Paese sono stati aperti fascicoli per procurato allarme a Roma, Milano e Busto Arsizio; indagini affidate a Polaria, polizia postale e Digos sono coordinate dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha delegato Giovanni Melillo e Antonello Ardituro.
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso informative sugli incidenti e, secondo fonti giudiziarie, Melillo ha disposto il coordinamento anche delle inchieste sugli impianti manomessi. Sono stati attivati canali di cooperazione internazionale per risalire a server e indirizzi IP, con Europol pronta a supportare le autorità nazionali.
Dai primi riscontri emergono elementi tecnici che complicano l’attribuzione: molte e‑mail sembrano partire da account compromessi o da servizi che garantiscono anonimato e cifratura, come ProtonMail. In un caso la posta intercettata a Fiumicino è stata ricondotta a un profilo intestato a una dipendente di un’azienda sanitaria di Bogotà. Indagini dei media segnalano anche oltre 280 scuole finite nel mirino di segnalazioni analoghe.
Sulle responsabilità, i magistrati tengono aperte più piste. Tra le ipotesi c’è la cosiddetta guerra ibrida, con sigle e gruppi che potrebbero agire in sinergia o per imitazione. Alcuni attacchi ai supermercati sono stati rivendicati da collettivi informatici già noti; Mosca ha negato ogni coinvolgimento. Analisti e investigatori valutano la possibilità che operatori stranieri abbiano colto l’occasione per colpire più obiettivi a basso costo, ma al momento non emergono elementi conclusivi.
Nel quadro delle contromisure, a Bruxelles è previsto un incontro tra esperti di sicurezza dei Ventisette per confrontarsi sulle misure da adottare, mentre i governi nazionali restano responsabili delle verifiche operative. In Italia, il ministro dei Trasporti ha richiesto informazioni ai servizi di intelligence; dal fronte delle compagnie aeree non sono state segnalate ondate di cancellazioni, anche se alcune associazioni dei consumatori avvertono che ripetute segnalazioni potrebbero frenare le prenotazioni.
Il settore turistico mostra segnali differenti: secondo operatori e agenzie le disdette rimangono contenute, ma il danno sarebbe soprattutto sulle nuove prenotazioni. Il Gruppo Bluvacanze indica che, finora, l’impatto si è concentrato proprio sulle nuove vendite.
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