Venezia: guida turistica rimproverata da veneziano col fischietto: è il minimo: l’esasperazione da turisti può portare a ben peggio

Provate voi ad andare a fare le stesse cose nel paese di provenienza di molti turisti: minimo una notte in galera non ve la toglie nessuno. E noi chi siamo? I soliti fessi?

ultimo aggiornamento: 03/05/2018 ore 18:19

1152

turisti a venezia gruppo LARGE

Secondo me, io penso che:

francamente, questo è niente e credo sia solo l’inizio…: noi veneziani non ne possiamo più!

D’altra parte, amministrazioni, turisti e relativi operatori hanno fatto di tutto per far saltar i nervi ai pochi residenti rimasti.

Frustino? Tra tuffi dai ponti, scritte sui monumenti e sfregi sulle sculture, fosse per me forse solo una mazza ferrata tipo quelle di Palazzo Ducale potrebbe portare un po’ di disciplina e rispetto per la città…

Provate voi ad andare a fare le stesse cose nel paese di provenienza di molti turisti: minimo una notte in galera non ve la toglie nessuno. E noi chi siamo? I soliti fessi?

Detesto parlare in questi termini, ma a mali estremi, estremi rimedi.

Il fischietto? Ormai indispensabile, nulla di strano: anni fa qualcuno a San Marco lo doveva usare quotidianamente per riuscire a passare tra centinaia di “imbalsamai” (così, e credo fondatamente, i veneziani chiamano da anni i turisti) e prendere il battello attraversando il Ponte della Paglia.

L’esasperazione dei veneziani prima o poi credo potrebbe anche portare a gesti eclatanti o, peggio, aggressioni non certo col fischietto…

D’altra parte, ce lo hanno insegnato i turisti, e prima o poi forse qualche veneziano esasperato si prenderà la rivincita.

Certe guide però non facciano le vittime, per favore: da anni i veneziani son costretti a rimproverarne molte, e qualcuna (uomo) dalle parti della Ferrovia si mette pure a deriderli assieme al gruppo.

Umiliazioni inaccettabili, ma non si lamenti poi se un giorno riderà con qualche dente in meno perché qualcuno dice basta!

Ciò non toglie che altre guide ce la mettano tutta a tenere a bada il “branco”, ma dovrebbe invece essere un regolamento comunale a sanzionare, attraverso i vigili, i turisti stessi, preventivamente informati su come ci si deve comportare.

I rimproveri sono quelli che da anni siamo costretti a fare pure a molti insegnanti (che dovrebbero “educare”) che portano le scolaresche a Venezia come gruppi di pecore al pascolo, tra sputi, sgambetti e spintoni tra loro, e qualcuno che finisce per cadere addosso al povero anziano con la spesa in mano.

Spesso a quell’età la gita è solo un pretesto per far gazzarra: poco o nulla interessa di Venezia.

E non parliamo dei vaporetti: quante aggressioni e litigi avvengono a bordo e nei pontili con turisti maleducati ed aggressivi?

Qualche legge prevede che i veneziani debbano sopportare tutto?

Trovo paradossale che, dopo aver preso le difese dell’anziano picchiato, con una lettera al Comune generosamente pubblicata in questo giornale, qualcuno si sia anche lamentato perché avrei “strumentalizzavo” l’accaduto per “demonizzare” il turismo…

Nessuno demonizza: Venezia, così com’è, è già un inferno quotidiano!

Forse bisogna provare in prima persona cosa vuol dire essere mandato all’ospedale dopo esser stato picchiato da un turista, per distogliersi dall’ipnosi dell’intoccabile Dio turismo?

Magari domani altri diranno che si è strumentalizzato l’anziano picchiato, pure per difendere i precari dei musei sempre nella medesima lettera?

Per fortuna altri veneziani non sono affatto accecati dal Dio denaro: ci vedono chiaro, come chiaro è ormai che se il Comune e chi di competenza non prenderanno provvedimenti immediati per RIDURRE E LIMITARE (e non gestire o contare) il numero di turisti a Venezia, prima o poi potrebbe succedere che qualcuno perde la testa e succede davvero qualcosa di grave.

Anche questi fatti, secondo me, possono pienamente rientrare tra i “motivi di sicurezza e ordine pubblico” per i quali qualcuno sarebbe giustificato a fermare i turisti quando sono troppi (quindi ormai un giorno su due…), così come a volte si precettano dipendenti dei musei che scioperano perché temono di esser lasciati a casa…

O forse i prossimi ad essere fermati saranno invece i precari del “ricco e turistico” Comune che manifestano per riavere il posto?

Per carità, senza strumentalizzazioni!

Credo non si possa subire oltre…

Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano D.O.C.

Riproduzione Riservata.

 

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here