Anziano picchiato dai turisti, veneziano scrive a sindaco e assessori

ultimo aggiornamento: 23/04/2018 ore 18:50

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Affitti turistici abusivi a Venezia, scende in campo la Regione

Lettera (inviata via e mail):
al signor Sindaco di Venezia,
alla gentile Assessore Paola Mar,
al gentile Assessore Giorgio D’Este,
al gentile Assessore alla Mobilità Renato Boraso,
al gentile Assessore al lavoro e politiche sociali Simone Venturini

Gentili signori, in relazione al pestaggio a sangue dell’anziano veneziano da parte di turisti, vi chiedo: sono questi i risultati della “acclimatazione cognitiva” del turista e del progetto di Governance del turismo a Venezia?

Non diciamo che i turisti siano tutti così, ma gli episodi di violenza di turisti verso i Veneziani mi pare siano sempre più frequenti, gravi ed intollerabili.

Molti “visitatori” si comportano come veri barbari, più violenti da noi che a casa loro (forse forti della profonda conoscenza della locale “giustizia”, che pare spenda nove anni per processare un… tentato furto di melanzana, mentre magari lascia liberi i mafiosi per andare a trovare la mamma).

Non ritengo assolutamente ammissibile che noi Veneziani, “padroni di casa”, se vogliamo dirla così, soccombiamo a tali livelli da chi ospitano, o meglio, siamo “costretti” ad ospitare, in città.

Visto che per il Comune il turismo pare sia considerato una risorsa irrinunciabile che porta ricchezza, credo che lo stesso, ovvero il Sindaco (che pare non abbia avuto problemi a dare soldi, visto che nella stampa scrivono che “ha restaurato il Tagliercio a spese sue”) non abbiano problemi, ad offrire assistenza legale gratuita al signore aggredito e a costituire il Comune come Parte Civile nell’eventuale processo, magari anche per danno di immagine, per una pena esemplare che sia da monito.

Signore che a mio avviso, come altre vittime di analoghi episodi, forse merita da qualcuno qualche lacrima in più rispetto alla Reyer.

Esser schiacciati quotidianamente dalla folla turistica accade ormai da anni; esser mandati via di casa per farne un albergo, è risaputo; pagare al tassa più alta d’Italia per i rifiuti dei turisti non è accettabile; ma essere persino pestati a sangue dai turisti, questo no!

Stop! Basta! Turisti a casa loro! La sicurezza dei Veneziani, nonostante tante promesse, non mi pare più abbastanza garantita (e tornano infatti gli scattolettisti truffatori nei grandi ponti di Venezia, rimangono i venditori di giocattoli pericolosi con ftalati tossici, i venditori di grano abusivi in piazza a due passi dai poveri vigili impotenti).

E poi, scusate, dove sono tutti i soldi che “porterebbero” i turisti ai Veneziani? Io francamente non li vedo… (forse a Panama, Zurigo, Cayman li vedono meglio?).
Dov’è “la manna per tutti” che porterebbero? La signora recentemente insultata da turisti, come scritto dalla stampa, vive con 600 euro di pensione, e nessun turista le ha portato soldi, ma piuttosto insulti…

Inoltre, di fronte a tanta “ricchezza e benefici” che darebbero le 30 milioni di presenza a Venezia, come può il Comune trattare nei modi descritti dalla stampa i precari dei Musei Civici, che per vivere decentemente in questa “ricca” città forse dovrebbero avere uno stipendio netto di 2.000 euro, e invece secondo me ho l’impressione che si stia facendo una penosa lotta al risparmio con la battaglia per l’appalto al ribasso?

Come possono dei lavoratori di esercizi pubblici essere assunti part time, mentre forse lavorano 11-12 ore al giorno, con contratto a termine, stagionale o, peggio, stage o a chiamata, di fronte a tanti soldi che “arrivano” a Venezia e ai prezzi dei menù?

Come possono molti contratti di lavoro del settore turistico a Venezia, prevedere degli stipendi così inadeguati di fronte a un costo della vita, causato prevalentemente dal turismo, che è circa il doppio più alto di una qualunque altra città non turistica?

Invito quindi caldamente il Sindaco di Venezia, la Giunta e il Consiglio a dimostrare nei fatti che la ricchezza e il benessere derivanti dal turismo sono per tutti i Veneziani, e non per “i soliti noti o furbetti di turno”, cominciando ad assumere direttamente a tempo indeterminato i lavoratori precari dei Musei Civici, ovvero predisporre una gara d’appalto che preveda, come condizione principale, un salario minimo netto (esclusi assegni familiari, gli 80 euro o altri ammortizzatori sociali) adeguato al costo della vita in città, quindi non inferiore a 1.600 euro mensili, relativi contributi previdenziali ed assistenziali, copertura per malattia, 13^, 14^, e , dato che siamo una città “piena di soldi dei turisti”, 15^ mensilità.

In caso contrario, avremmo la conferma che è controproducente far venire tanta gente, talvolta barbari e vandali dei monumenti, a Venezia, e quindi dovremmo impegnare il Comune, invece di richiamare turisti pubblicizzando ogni evento, ad attuare, attraverso sistemi di dissuasione indicati anche nel “Progetto Cartaveneziano” che avevo presentato in Comune, una progressiva limitazione e riduzione delle presenze, specie pendolari, e della massa turistica in generale.

Molti Veneziani la attendono da decenni. Io pure.

Confidiamo nella Vostra serietà e coscienza.

Prof. Fabio Mozzatto (Veneziano D.O.C.)

(foto: Enzo Pedrocco)

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6 persone hanno commentato questa notizia

  1. Non sono del tutto sicuro che chi ha scritto intendesse riferirsi all’aggressione di cui è stato vittima mio zio. Se così fosse, sono sicuro invece di interpretare correttamente il pensiero del mio congiunto nel rifiutare la strumentalizzazione anti-turistica che viene fatta dell’accaduto. Per quanto alcune puntualizzazioni inerenti il lavoro e la sicurezza siano condivisibili, oltre il 70% del PIL veneziano viene dal turismo e pur se il relativo benessere che questo porta non è equamente distribuito, è evidente che una città come la nostra non potrebbe sopravvivere senza. Il nostro pensiero, quello della nostra famiglia, è che il turismo vada governato – certamente meglio di oggi – e che la sicurezza delle persone che vivono a Venezia, e non solo la loro, vada garantita. Non siamo però dalla parte di chi demonizza il turismo in tutte le sue forme e siamo ben consci che allo stato attuale non vi è un progetto alternativo che possa garantire la sostenibilità economica della città e dei suoi abitanti.
    Il responsabile dell’aggressione non è stato rintracciato; a quanto ne so non è stata posta in essere alcuna attività investigativa né di raccolta delle informazioni. Questo reato, per quanto grave, è ormai più che evidente che resterà impunito. Di questo e della totale inefficacia delle politiche di sicurezza non possiamo che prendere atto.

    • Buongiorno Simone, intanto vorrei esprimere viva stima per la grande civiltà dimostrata nella gestione di questa odiosa vicenda e grande solidarietà e vicinanza a tuo zio.
      Poi vorrei confermarti che condivido il tuo pensiero… fino al punto in cui sbagli: il turismo, così per come è ora, va demonizzato!
      Sono cosciente dell’estremismo della posizione ma sono anche convinto che la misura sia colma: siamo in una situazione di allarme sociale, credimi.
      Parlo quindi per il bene collettivo, compreso quello dei turisti stessi che si potrebbero trovare in situazioni di tensione o di vivere un evento avverso per sovraffollamento di persone per m2.
      Tutte le misure intermedie hanno fallito (contapersone, arrivi pianificati, prenotazioni digitali, tessere con chip vari,…) quindi ora occorre pensare proprio che il turismo vada proprio demonizzato, ma non per azzerarlo, bensì per cercare di recuperare qualche punto su depauperazione e degrado. Serve un cambio di rotta totale e deciso, tutto il resto ha fallito.
      Il 70% per cento di PIL che indichi come proveniente dal turismo non arricchisce ne’ migliora la vita a chi prova a resistere per far restare Venezia una città vera.
      Anzi, ingrossa le tasche di pochi (che molto spesso non vivono a Venezia) che se ne sbattono altamente del deterioramento della città, della sua qualità e di chi ci vive.
      Viceversa, domani sarà quel PIL sarà del 75%, poi dell’80, …. e altri negozi chiuderanno, e altri appartamenti perderanno residenzialità, e altre attività produttive o artigianali scompariranno…
      Un caro saluto
      Paolo Pradolin

  2. Tutto più che giusto, i turisti prepotenti, quelli pendolari, non portano niente a Venezia, lasciano invece immondizia ( per le calli ), sono incivili e violenti. È una vergogna per l’ amministrazione, fanno una pessima figura per l’ incompetenza.

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