Lettere. “A Venezia siamo all’assurdo: le ambulanze in urgenza ora vanno più piano se vedono gondole”

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venezia croce verde ambulanze rallentano con gondole

Lettere al Giornale.

Gentile cronista,

leggo con estremo stupore in altra stampa cittadina che il presidente dei gondolieri dello stazio del Carbon, il presidente della Croce Verde di Mestre e il coordinatore della Croce Verde di Venezia hanno raggiunto un accordo per cui le ambulanze IN URGENZA E/O EMERGENZA che passano per il Canal Grande sono state “SENSIBILIZZATE” in presenza di gondole.

Temendo di aver capito male, ho riavvolto e rivisto il video più volte. Ma l’assurdo senso era proprio quello.

E’ un punto concordato tra le tre parti in occasione della consegna di nuove divise invernali che i gondolieri hanno generosamente donato al personale della Croce Verde di Mestre.

Durante la consegna, però, viene raggiunto un accordo perché venga “sensibilizzato” il personale di soccorso in modo che le ambulanze in urgenza debbano rallentare “Per lasciare spazio di manovra ai gondolieri…”, viene detto nel video dell’accordo.

A Venezia, quindi, le modalità di soccorso per le urgenze sono cambiate e dispiace che nessuno se ne sia accorto e che nessuno ne parli, ma soprattutto dispiace che nessuno se ne curi.
Il sindaco, primo responsabile della salute della cittadinanza, lo ha saputo? Gli sta bene così?
Il Presidente Zaia, che ha giustamente sempre portato in palmo di mano i tempi di reazione degli interventi in urgenza, lo sa che le cose ora sono cambiate a Venezia per “un accordo tra privati”?

E’ ovvio che già gli abili motoscafisti dei mezzi di soccorso in urgenza in laguna (come anche nella terraferma) mettessero già in pratica TUTTE le precauzioni possibili per non arrecare danni ad altri in un intervento di urgenza.
Ma come si può pretendere, per esempio, che davanti ad una richiesta per un infarto un’ambulanza rallenti la sua corsa perché lo ha “promesso” ai gondolieri?

Ciò è andato chiaramente a condizionare la libera scelta del professionista alla guida che non può e non deve subire influenze di altre parti quando compie il suo dovere di soccorritore in emergenza.

Io sono a favore delle battaglie contro il moto ondoso indiscriminato, ma quando si ha in mano il destino di una vita umana non si possono porre altre priorità davanti.
Con tutto il rispetto per i gondolieri, come si può rallentare un mezzo in un intervento salva-vita dove anche pochi secondi sono preziosi?
In un infarto possono voler dire vivere o morire, in una situazione in cui non arriva ossigeno al cervello possono voler dire avere poi una vita “normale” o una vita “con gravi deficit, fino al rischio di diventare un vegetale”.
Ma ci rendiamo conto?

E’ bene ricordare che la Croce Verde di Mestre ha una convenzione con l’Ulss 3 Serenissima (che paga questo servizio) per affiancare due motoscafi e personale al Suem 118 nei soccorsi, ed essi vengono impiegati anche in servizi di urgenza-emergenza (che sono poi quelli che producono onde se si tratta di salvare una vita).
La Ulss 3 Serenissima cosa dice di questo nuovo accordo che va a toccare il tempo degli interventi salva-vita di cui proprio la Ulss è responsabile?

Quale sarà la prossima mossa a Venezia? Far rallentare il 118 in prossimità degli alberghi quando i turisti scaricano le valige dai taxi?

Vorrei proprio vedere io, Dio non voglia, se ci fosse la madre o il padre di un gondoliere o di un dipendente della Croce Verde colto da infarto se egli raccomanderebbe di rallentare la velocità perché ci sono le gondole all’orizzonte…

Grazie.

Carlo Baldan

(foto di archivio: idroambulanza Croce Verde di Mestre durante un servizio)

Riproduzione Riservata.

 

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