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venerdì 07 Maggio 2021

Veneto ha Rt a 1,20. Zaia preoccupato, ma spera di salvare lo sci

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Covid, Zaia: "Abbiamo pressione su ospedali ma non emergenza"

Veneto ora ha un Rt a 1.20.
Come riportato ieri, nonostante le misure – le più tenui, in verità, da “zona gialla” – il Veneto ieri è stato identificato, a distanza di quasi due mesi di contrapposizione al virus, come la seconda regione in Italia per numero di nuovi contagi dietro alla Lombardia e la cosa questa volta preoccupa il governatore Zaia, fino ad oggi abbastanza ‘flemmatico’ nei suoi incontri quotidiani.
Il virus non si ferma e il problema dell’indice di contagio in Veneto resta un tema fondamentale per il Presidente Luca Zaia, che teme lo spettro dello scivolamento nella fascia arancione.
“L’Rt del Veneto è 1.20, che sarebbe stato virtuoso due settimane fa, ma oggi è tra i più alti a livello nazionale – dice Zaia – Se ci mettiamo poco impegno nel distanziamento sociale, è inevitabile che l’Rt si alzi. E quindi passiamo ad un colore diverso di zona”.
Ufficialmente il Veneto registrava a inizio giornata 2.003 contagi Covid nelle ultime 24 ore, per un dato complessivo che raggiunge i 145.592 infetti da inizio dell’epidemia. Quando il presidente è “andato in onda” con la sua diretta video aveva già i nuovi dati.
L’elemento conseguente all’indicatore della diffusione, che continua a destare preoccupazione, è quello

che riguarda gli ospedali.
Sale infatti ancora la pressione dei ricoveri: i pazienti Covid in area medica sono 2.608 (+26), quelli in terapia intensiva 339 (+8).
Lo scenario non ferma, però, le contrattazioni per attenuare il prossimo Dpcm.
Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento tentano di trattare con il Governo per scongiurare il blackout del comparto turistico della neve nel periodo più redditizio, quello del Natale.
Si parla di tutte le Regioni dell’arco alpino che, attraverso gli assessori regionali, cercano un punto di mediazioni che salvi il turismo invernale dalla scure di misure antiCovid che impediscano ai turisti le vacanze natalizie con gli sci ai piedi.
La proposta di mediazione prevede la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci

in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case.
Una ipotesi che piace agli operatori del settore.
“Per l’ennesima volta si dimostra che la vicinanza delle regioni autonome, e non, alle esigenze della popolazione e dell’economia marciano a una velocità diversa da quella a cui viaggiano le istituzioni romane – afferma Marco Michielli, presidente veneto di Confturismo e di Federalberghi – .Bene hanno fatto gli assessorati di tutte le regioni alpine a unirsi per formulare una proposta che riteniamo seria e soprattutto praticabile”, Si tratta di una trattativa che corre parallela, sottolinea peraltro Zaia, rispetto a quella messa in campo dallo stesse Governatore, con proposte precise per il prossimo dpcm. “E’ giusto aver presentato il documento, tanto è vero che l’ho condiviso, ma non rappresenta la base dei ragionamenti della trattativa – chiarisce -. E’ solo la volontà di dire ‘oltre questo livello non si può andare’, perché ci sono anche gli alberghi, una residenzialità turistica che non può essere spenta del tutto'”.

(foto da archivio luca zaia, presidente del veneto – articolo: Veneto ha Rt a 1,20. Zaia preoccupato, ma spera di salvare lo sci – cat.: covid / coronavirus – 01/12/2020)

Data prima pubblicazione della notizia:

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