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domenica 28 Febbraio 2021
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Zaia: «Situazione di allerta, fascia gialla dura poco: contatti senza mascherina solo fra conviventi»

Ottanta persone ricoverate nelle ultime 24 ore e 15 in terapia intensiva in Veneto. «Il virus c’è»: Zaia fa il punto della situazione giovedì, dopo l’inserimento del Veneto in fascia gialla. Abbiamo 1274 persone ricoverate in regione, sono 2329 i contagi in più ad oggi in regione.

Modello di previsione

Il modello dell’assessore Bottacin ci dice che alla volta della metà di novembre dovremmo raggiungere l’apice, i 90 giorni, quindi arrivare a 250-300 terapie intensive, che attualmente sono un migliaio, quelle allestite, oltre alle 200 di base per pazienti non Covid. La pressione c’è anche per la mancanza di personale, ammette il presidente del Veneto.

«La fascia gialla dura poco, ed è giallo non verde, cioè liberi tutti. I 21 parametri da cui scaturisce il grado di allerta della Regione, da un lato guardano alla presenza ospedaliera e alle terapie intensive allestite che compete alla sanità locale, dall’altro si riferiscono alla responsabilità dei cittadini: Rt, cioè il numero dei contagi generato. Occorre difendere la fascia gialla e utilizzare ossessivamente le mascherine evitando gli assembramenti».

Conviventi

Poi Zaia sottolinea la necessità di incontrare senza mascherina solo i conviventi, altrimenti occorre tenere la mascherina anche se si tratta di parenti, che non convivono nello stesso ambiente. Idem per le rimpatriate o le cene aziendali o tra amici. «Occorre evitare gli spostamenti e le occasioni di scambio di virus». Al di là dell’area gialla, il virus c’è. Siamo in area gialla, d’accordo, pancia a terra – dice Zaia – cerchiamo di non guadagnarci l’area rossa. Ci sono diversi infermieri e sanitari infettati negli ospedali. Evitate di andare in pronto soccorso, sono assembramenti di persone ammalate, contattiamo i medici di base o le Usca (unità speciali di continuità assistenziale). La macchina funziona ma occorre rispettare le regole e far in modo che non scatti l’area arancione o rossa: non ci possiamo permettere un lockdown», afferma Zaia.

Passaggi di zona

Cosa è accaduto con il ministro della Salute Speranza. Ci sono stati confronti, dice Zaia, in alcune situazione sono stati considerati i dati dei contagi dal 18 al 25 ottobre, quindi quelli del periodo precedente, e alcune regioni lo hanno contestato. Il Veneto ha segnalato che occorre conteggiare oltre ai tamponi molecolari anche quelli rapidi. «Questa storia del Veneto arancione, devo dire che i nostri dati erano a posto e recenti e non ci sono accordi o retroscena – afferma il governatore – Zona gialla, pancia a terra, dobbiamo venir fuori senza farci male. Non so dire perché alcune regioni per le quali si era parlato di fascia arancione poi siano state classificate gialle. Il Veneto in fascia arancione significa conseguenze non da poco in termini di Pil».

Problema informatico

Dati arrivati in ritardo dal Veneto a Roma? Incertezza nell’attribuzione della fascia di rischio per cifre mandate alle 20 di sera? Il governatore non commenta, né ci sono specifiche riguardanti i dati vecchi che sarebbero stati considerati nel caso di alcune regioni. Zaia dice: «Avevamo problemi informatici, ma la dottoressa Russo lo aveva segnalato e poi è stato risolto. È tutto verificabile e alla luce del sole. Non abbiamo nulla da nascondere».

Veterinari

«Il tavolo con i veterinari lo apriamo – dice il presidente – Non tutti hanno sollevato problemi. Ci fa piacere che alcuni si sono preoccupati ma l’incontro lo facciamo coinvolgendo anche farmacisti e odontoiatri. Mi sembra strano dice Zaia, che essendo chiamati per emergenza, non rispondano per un servizio al cittadino e un network di tracciamento dei contatti da primato. A marzo abbiamo fatto il censimento dei respiratori degli studi veterinari ed emersero anche all’epoca critiche – ricorda Zaia – Nessuna contrapposizione con nessuno. Nessuna imposizione, ma abbiamo l’obbligo di dimostrare che le abbiamo provate tutte». Stanno avvenendo, spiega la regione, trasferimenti di pazienti Covid tra ospedali provinciali in base alle necessità. Ad oggi i ricoverati sono 1279 in totale.

Antonella Gasparini

 

 

 

 

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