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sabato 27 Novembre 2021

Truffe online in aumento a Venezia: non andate allo sportello

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C’erano una volta le truffe sulle vendite online basate sulla ricarica della carta prepagata. Ma era proprio quello il tallone d’Achille dei truffatori, visto che la carta doveva essere intestata a qualcuno che poi veniva individuato. Ecco quindi nascere le truffe con operazione allo sportello, pratica che rende estremamente difficoltoso risalire al responsabile, il quale, molto abile nel carpire la buonafede della vittima, si fa a volte addirittura spedire anche più volte il denaro dal truffato con la scusa che “l’operazione non è andata a buon fine”.
Proprio per questo negli ultimi giorni la Polizia di Stato di Venezia ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di persone che hanno subito truffe o tentativi di truffa durante trattative di compravendite online.

In particolare, sono molti gli utenti che si sono presentati di recente presso il Commissariato di P.S. di Portogruaro per sporgere denuncia per tali fatti.
E’ stato dunque accertato che in diversi casi l’inserzionista, che si affida alla rete per vendere i propri beni, quando viene contattato dal potenziale acquirente per concludere l’acquisto, viene convinto a ricorrere ad una procedura di incasso istantanea senza attendere i tempi consueti dell’accredito. L’acquirente pertanto invita il venditore a recarsi presso il più vicino sportello ATM di un istituto di credito o presso un qualsiasi sportello dell’ufficio postale e, una volta giunto sul posto, telefonicamente e con precise indicazioni, lo guida a compiere determinate operazioni dopo che questi, con le proprie credenziali, ha effettuato l’accesso all’area riservata.

Alla vittima viene fatto credere di ricevere un versamento a proprio favore eseguendo l’operazione direttamente dal suo conto corrente postale o bancario e spesso il truffatore invita la vittima a ripetere la stessa operazione anche più volte di seguito, convincendolo che una falsa ricevuta, che attesta il fallimento dell’operazione appena compiuta, sia veritiera.
Attraverso la lettura della lista movimenti, invece, la vittima si renderà presto conto di essere stata truffata, versando all’impostore una somma di denaro anche 3-4 volte il prezzo del bene posto in vendita. E la cosa forse peggiore è che il truffato non potrà fornire alle Forze dell’Ordine, in sede di denuncia, elementi utili ai fini dell’individuazione del disonesto, come invece avveniva con le coordinate di carta di credito o Postepay.

L’invito della Polizia di Stato è quindi quello di condurre trattative di compravendita con sistemi di pagamento sicuri o con pagamento alla consegna, evitando in ogni modo il ricorso ad operazioni presso sportelli bancomat, ovvero rispondendo a mail o link di provenienza non accertata.
Prima di affidarsi a venditori o acquirenti sconosciuti è inoltre buona prassi consultare feedback o recensioni, non trascurando la possibilità di consultare l’Ufficio Denunce, anche telefonicamente, al fine di evitare spostamenti , nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza, prevenzione e gestione dell’emergenza dovuta a COVID-19.
Soprattutto, in tutti i casi di sospetto, si consiglia di chiamare sempre le forze dell’ordine ai numeri dedicati 113 e 112.

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