Truffe on line: i risultati e i consigli dei Carabinieri di Mestre

Contrasto al crimine on-line: dal 2016 denunciate 36 persone dai Carabinieri di Mestre

ultimo aggiornamento: 20/02/2018 ore 06:55

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Un Carabiniere sta navigando in internet. Spentasi l’eco della giornata mondiale per la sicurezza in rete voluta dalla Commissione Europea, i Carabinieri della Compagnia di Mestre hanno tratto le somme della propria attività di contrasto sul fenomeno dei reati che si consumano attraverso (e in) internet che ha registrato negli ultimi anni un significativo aumento, di pari passo con la diffusione delle nuove tecnologie e piattaforme di e-commerce.

L’azione investigativa, nata essenzialmente sull’onda del moltiplicarsi delle denunce presentate ai Comandi dell’Arma, si è avvalsa della preparazione e delle professionalità degli uomini dell’Arma che si sono reinventati negli ultimi anni anche investigatori del web.

Basti pensare che dal 2016 a questa prima frazione del 2018 sono state denunciate dalla sola Compagnia Carabinieri di Mestre ben 36 persone in particolare per truffe il cui giro d’affari complessivo è stato stimato in circa un centinaio di migliaia di euro.

Le attività d’indagine, come detto, sono partite essenzialmente dalle denunce di cittadini truffati o raggirati; un fenomeno che ha interessato tanto la terraferma di Venezia quanto il miranese e la riviera del Brenta.

I casi trattati dai militari dell’Arma sono per lo più frodi attraverso i siti di e-commerce come Subito.it o E-Bay, ma non sono mancati i casi di phishing (un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale) ma anche l’indebita introduzione nei sistemi informatici delle aziende per capirne i codici, sviare pagamenti su altri conti e addirittura estorcere denaro in criptovaluta dopo aver bloccato tutti i sistemi gestionali software mettendo in ginocchio tutte le attività d’impresa.

Il bilancio è una propizia occasione per dispensare consigli e fornire un punto fermo sui rischi che si corrono in rete.

Internet offre opportunità di comunicazione, informazione ed una vasta gamma di servizi impensabili fino a qualche anno fa. Tuttavia, “non è tutto oro quello che luccica”. La Rete, infatti, oltre a fornire indiscutibili vantaggi, cela rischi legati al commercio elettronico, alla possibilità di cadere vittima di crimini informatici o alla perdita della riservatezza dei propri dati personali. Per questi motivi desideriamo fare il punto di situazione e proporre qualche suggerimento che, lungi dall’essere esaustivo, può aiutare a navigare sicuri!

I rischi dell’e-commerce

Negli ultimi tempi il volume degli affari generati dal Web shopping è cresciuto in maniera esponenziale, mettendo in evidenza anche un aumentato interesse delle aziende e dei consumatori italiani verso i mercati stranieri. Un esperto criminale sta al terminale per proporre false vendite online.

Tuttavia, in Rete, la piena tutela del consumatore appare difficile da raggiungere, soprattutto se si decide di comprare all’estero dove vige una normativa differente. E questo è innegabile quando si compra un bene che non si è visto materialmente da un venditore che non si è mai conosciuto e che, se ci sono dei problemi, non ha il negozio sotto casa dove andare a reclamare.

Così, il rapporto tra venditore e consumatore nel commercio elettronico muta svolgendosi in uno spazio virtuale, che rende difficile l’instaurazione di un rapporto fiduciario. Il quadro si complica se si pensa ai “terzi” che possono intromettersi con intenti non sempre chiari e pacifici. Le transazioni on line aprono, infatti, lo scenario a nuove forme di crimine come il furto dei codici delle carte di credito oppure la violazione all’accesso e all’uso dei dati sensibili.

Le Associazioni dei Consumatori e di categoria pubblicano a più riprese guide al commercio elettronico e vademecum per acquistare on line in sicurezza, reperibili su Internet.

Alcuni suggerimenti possono aiutare a non “restare vittima della Rete”!

Prima di acquistare un prodotto o di usufruire di un servizio in Internet, verificare le politiche di vendita e le condizioni di recesso (tramite le informazioni evidenziabili sulle caratteristiche del prodotto), i tempi di consegna, i costi e le spese di spedizione.

Raccogliere tutti i dati per essere sicuri della reale identità del venditore. Devono essere indicati chiaramente i dati del venditore e cioè il nome dell’azienda e l’indirizzo geografico della sede sociale. Verificare se il venditore è italiano: anche se il server è collocato in Italia, raggiungibile con un indirizzo “.it”, controllare che anche la sede del venditore sia in Italia. Mettere in piedi una truffa su Internet è fin troppo facile: chiunque può chiedere un accesso ad Internet e costruirsi un suo sito.

Verificare l’esistenza della certificazione cioè di un attestato che comprovi la corrispondenza tra un dato sito e una persona fisica o giuridica. Nei browser è presente una finestra detta “security” che contiene una apposita voce “visiona certificati”.

E’ preferibile scegliere siti con la precisa indicazione di un marchio di qualità, rilasciato da un organismo esterno, che certifica che il sito svolga attività nel rispetto dei diritti dei consumatori. Attualmente in Italia i marchi più diffusi in Rete sono: Webtrader, E-quality mark e Qweb.

Prestare particolare attenzione quando acquistate su un sito straniero, dal momento che le normative di riferimento e i controlli a cui sono vincolati possono non essere direttamente apprezzabili e prestare il fianco a critiche nei casi di contenzioso. In particolare occorre verificare:

– le condizioni di fruibilità del prodotto anche in Italia (ad es. il sistema delle taglie per i capi di abbigliamento varia da Paese a Paese);

– la presenza di una versione del contratto anche in italiano, così come delle spiegazioni del prodotto;

– se la garanzia è operante anche in Italia e se in tal caso ci sono dei costi aggiuntivi;

– l’importo delle tasse doganali che vengono applicate per gli acquisti sui siti extracomunitari;

– la variabilità delle leggi applicabili al contratto nel caso di acquisti da un sito extracomunitario. I consumatori dei Paesi membri dell’unione Europea beneficiano sostanzialmente degli stessi diritti.

Non utilizzare carte di credito in Rete in maniera indiscriminata, ma pagate possibilmente con carte pre-pagate cercando di conservare l’anonimato, a meno che i siti non presentino un sistema di protezione della trasmissione dei dati SSL (Socket Secure Lock) 128 bit (attualmente il più evoluto). Per verificare la presenza di SSL bisogna controllare che sulla parte bassa dello schermo compaia il disegno di un lucchetto chiuso; se la transazione non è sicura il lucchetto sarà aperto (con il browser Netscape), oppure non comparirà alcun lucchetto (con Explorer). Esistono anche altri sistemi come il Telepay, offerto dalle banche italiane per effettuare transazioni sicure oppure il SET (Secure Electronic Transaction) per la trasmissione dei dati in tutta sicurezza.

Verificare che si tratti di una vendita a prezzo fisso. Nel caso di aste le garanzie per i consumatori sono minori, è quindi consigliabile acquistare solamente su un sito che pubblichi un regolamento chiaro e che preveda delle soluzioni in caso di frode da parte del venditore.

Non fornire i vostri dati personali se non siete sicuri riguardo alle motivazioni d’uso e non avete garanzie sufficienti sulle modalità di protezione degli stessi da accessi indesiderati e non autorizzati. Controllare che ci siano garanzie per il trattamento dei dati personali.

Verificare che il contratto proposto non contenga delle clausole vessatorie che “determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi provenienti dal contratto” (art. 1469-bis del Codice Civile). Le clausole vessatorie sono da ritenersi inefficaci anche se non annullano il resto del contratto che rimane valido.

Conservare con cura una copia di tutti gli ordini fatti e dei documenti relativi (e-mail scambiate con il venditore, informazioni sulle condizioni di vendita, etc.), nonché, in modo particolarmente sicuro, le password e i codici, soprattutto quelli per accedere ai servizi Internet di natura finanziaria. E’ consigliabile utilizzare password lunghe ed incomprensibili ed avere password differenti per diversi servizi, non consentendo al sito di salvare la parola-chiave automaticamente per non doverla digitare nuovamente.

Se si cambia idea riguardo all’acquisto effettuato è possibile esercitare il diritto di recesso secondo le modalità indicate sul contratto a mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata al venditore.

Riproduzione Riservata.

 

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