martedì 25 Gennaio 2022
7.6 C
Venezia

Strage nella redazione del giornale Charlie Hebdo per le vignette satiriche su Maometto

HomeCronacaStrage nella redazione del giornale Charlie Hebdo per le vignette satiriche su Maometto

strage giornale francia per vignette su maometto

E’ spaventoso come sia stato efficace nella sua semplicità questo attentato che ha messo in ginocchio la Francia e le sue istituzioni.
Su Charlie Hebdo la sorveglianza si era un po’ allentata. Da qualche tempo, un mese o due, non c’era più l’auto della polizia ferma davanti all’ingresso del giornale. I terroristi se ne devono essere accorti.

Un commando scende da una Citroën C3 nera, due uomini mitra in pugno salgono nella redazione del giornale e sparano a qualsiasi cosa: 12 persone uccise, 8 giornalisti, un inserviente, un ospite della redazione, due poliziotti.
Nella redazione del giornale Charlie Hebdo il mercoledì c’è la riunione editoriale, e i terroristi lo sapevano. Alle 11 e 30 del mattino due uomini con il volto coperto, armati di un kalashnikov e un fucile a pompa, forse con i giubbotti anti-proiettile, entrano nei locali del settimanale satirico e incrociano una postina che fortunatamente riesce a scappare quando li vede.

Nel palazzo ci sono tre piani e molti uffici, i due uomini vogliono arrivare immediatamente al loro obiettivo. I terroristi prendono di mira uno dei due inservienti all’ingresso, lo costringono a dire loro dove si trova la redazione, a quel punto sanno che Charlie Hebdo è al secondo piano e lui non serve più. Lo uccidono. Si chiama Fredéric Boisseau, ha 42 anni. È la prima vittima del massacro.

I terroristi salgono al secondo piano, incrociano la disegnatrice Corinne Rey, la firma «Coco» del giornale, con le armi puntate addosso, Coco sarebbe stata obbligata a digitare il codice di accesso per aprire la porta del giornale. «Sono entrati, hanno cominciato a sparare – ha raccontato -. Io mi sono rifugiata sotto una scrivania. Sarà durato tutto cinque minuti. Parlavano un francese perfetto, dicevano di essere di Al Qaeda».

I due uomini armati arrivano nella stanza della riunione, intorno al grande tavolo del giornale ci sono quasi tutti: il direttore Stéphane Charbonnier detto Charb, la sua guardia del corpo, le firme del giornale: Wolinski, Cabu, Tignous, Philippe Honoré, l’economista Bernard Maris, la psicologa Elsa Cayat, il correttore Moustapha Ourad. Il primo a morire è l’agente di scorta del direttore. Viene ucciso con più colpi, immediatamente, non fa neanche il tempo di reagire. Poi tocca a Charb, il direttore, l’obiettivo principale della missione terroristica, da anni nella lista dei bersagli di Al Qaeda. Secondo alcuni testimoni, i terroristi chiedono ai giornalisti di dire il loro nome, poi sparano a colpo sicuro.

Nel frattempo, i dipendenti degli uffici vicini hanno trovato rifugio sul tetto, uno di loro, Martin Boudot, ha twittato sull’assalto in corso.
Dopo il massacro, i due terroristi sono tornati in strada e si sono diretti verso la Citroën dove c’era il terzo uomo ad aspettarli. Nei video girati con il telefonino dalle finestre e dal tetto, li si sente gridare «Allah Akbar!», «Allah è il più grande», e «Abbiamo ucciso Charlie Hebdo!», «Abbiamo vendicato il profeta Maometto!».

Charlie Hebdo fu il giornale che in Francia nel 2006 decise di ripubblicare le vignette satiriche su Maometto del giornale danese Jyllands Posten, che avevano provocato manifestazioni e incidenti a Copenaghen. Da allora Charlie Hebdo ha vissuto sotto la minaccia dei terroristi islamici. Nel 2011 una molotov distrusse la precedente redazione, i giornalisti vennero ospitati per qualche mese dai colleghi di Libération, e nel 2012 si sono trasferiti nella sede attuale, al numero 10 di rue Nicolas-Appert.

«Allah Akbar!», gridano ancora i terroristi per strada, dopo avere scaricato decine di colpi sul parabrezza di un’auto della polizia. I due stanno per rientrare in auto quando vedono avvicinarsi un agente di polizia in bicicletta, lungo il boulevard Richard Lenoir.
Con una freddezza che lascia sgomenti, i terroristi si allontanano dall’auto e decidono che il lavoro non è ancora finito. Sparano raffiche contro il poliziotto, che cade a terra. Corrono senza agitarsi verso di lui. Il ferito si muove e viene finito con un colpo alla testa.

Si chiamava Ahmed Merabe, aveva 42 anni. Lavorava al commissariato centrale dell’XI arrondissement. Ahmed è un nome musulmano che significa «il più degno di lodi». E’ morto in quanto francese sotto i colpi sparati in nome di una religione che era anche la sua.

Mario Nascimbeni

[08/01/2015]

Riproduzione vietata

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Please enter your comment!
Please enter your name here

Notizie più seguite dall'archivio

pubblicità

Walter Onichini è in carcere, Zaia: “Mattarella conceda la grazia”

Caso Onichini: Zaia chiede la grazia per il macellaio che è in carcere per aver sparato al ladro. "Mi rivolgo al capo dello Stato e chiedo che venga concessa la grazia a Walter Onichini", sono state le parole del presidente della Regione...

“Venezia è patrimonio del mondo e non appartiene ai veneziani di adesso”. Lettere

In risposta alla lettera: "Le colpe dei veneziani e dei ‘venezianassi’. Venezia è patrimonio del mondo e non appartiene ai soli veneziani, specialmente quelli di adesso che non l’hanno davvero fondata. Tanto sbraitano contro il turismo /petrolio della città, ma in fondo cos’altro...

Sanzione disciplinare irrogata dal datore di lavoro. L’impugnazione. I principi di immutabilità, specificità, immediatezza e proporzionalità

La Sanzione Disciplinare irrogata dal datore di lavoro. Vediamo oggi l'impugnazione della sanzione e i principi di immutabilità, specificità, immediatezza e proporzionalità

Ecco cosa si prova ad andar via dalla Venezia in cui si è nati. “Le lacrime durante il trasloco”. Lettere

In risposta alla lettera: “Venezia è patrimonio del mondo e non appartiene ai veneziani di adesso”. Di G.A. & D. Pugiotto La marsaria Quela matina del febraro sesantaoto Xe ga Liga la barca del Mario in fondamenta, e col careto del osto, che spussa de...

Amira Willighagen: il video della bambina di 9 anni che fa sbiancare i giudici di Holland got talent

Amira Willighagen è una bambina olandese assolutamente normale, se non fosse per il fatto che ha un dono eccezionale, e il video qui sotto lo sta a dimostrare. Per lei si sono scomodati i più famori critici internazionali, e c'è chi addirittura...

Dal 2022 per venire a Venezia si dovrà prenotare

Venezia e overtourism: nel 2022 Venezia potrebbe essere a numero chiuso con tanto di tornelli. Dall'estate 2022 per entrare a Venezia servirà prenotare secondo il progetto. Dopo i rinvii legati anche al Covid, il Comune ha stabilito che il prossimo anno vedrà...

Impiegati d’albergo: “Non siamo noi il male di Venezia, non dimenticateci”. Lettere

  "Anch'io voglio tornare a lavorare ma..." Breve racconto di una receptionist di un hotel di lusso   Ormai sono mesi che, con l'albergo chiuso, vivo solo "grazie" alle briciole della cassa integrazione. Voglio tuttavia ricordare a tutti che prima non era la terra promessa come...

Studiare a casa? Un orizzonte che ci riguarda. Di Andreina Corso

Quanti bambini, quanti ragazzi sognerebbero di non andare a scuola, di studiare a casa, magari supportati dai genitori, se non devono andare a lavorare, dai nonni, dagli amici, dai vicini, guidati dai loro interessi nella scelta degli argomenti che più li...

Il Natale che verrà: con nuovo picco di contagi priorità a salute o economia?

Caro amico ti scrivo. Tra poco sarà periodo pre-natalizio: con i numeri in continua salita priorità all'economia o ad eventuali prescrizioni?

Un Campagnolo a Venezia: la venezianità vista da un Millennial boy. Lettere

UN CAMPAGNOLO A VENEZIA: la venezianità vista da un Millennial boy Fin dai primi giorni di scuola superiore nel centro storico veneziano, il biglietto da visita da parte dei miei nuovi compagni e compagne di classe è stato questo: -“Da dove ti vien,...

Venezia e flussi turistici, Brugnaro: “Contributo d’accesso e prenotazione con app”.

A Venezia si ritorna a parlare di regolamentazione dei flussi turistici. Lo ha fatto oggi il sindaco Luigi Brugnaro, a proposito del "Contributo di accesso" (il ticket per Venezia). Una 'app', in soldoni, darà le chiavi per entrare sulla base dell'affluenza tipica in...

Venezia: ecco le barche private per evitare il controllo della certificazione verde sui mezzi Actv

Laddove non si convince, si scatena la creatività e il far da sé. Barche private, iniziative dovunque, social scatenati, soprattutto tra chi vive nelle isole e deve recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola: ognuno si organizza a modo...