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L’avvio della prima fase dei lavori della nuova stazione di Mestre riporta al centro una domanda: come cambierà la mobilità nell’intera area ferroviaria nei prossimi anni? Prima di presentare la sopraelevata ciclopedonale come soluzione alla separazione tra le due città, occorre uno studio complessivo e preventivo dei flussi futuri.
Nella stessa zona sono previsti nuovi insediamenti e servizi, tra cui la nuova Questura in via Ulloa. Ai movimenti già prodotti dalla stazione, dagli autobus, dai pendolari e dalle attività presenti si aggiungeranno quelli legati ai nuovi uffici e ai loro utenti. Chiediamo che questi effetti siano valutati insieme, considerando anche le diverse fasi dei cantieri: studiare la mobilità soltanto a opere avviate ridurrebbe la possibilità di correggere le scelte.
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Chiediamo inoltre un confronto pubblico tra la sopraelevata e il recupero dell’attuale sottopasso ciclopedonale di via Rizzardi. Con il progetto “Sott’acqua” abbiamo già proposto di riqualificare questo collegamento, rendendolo più accessibile, curato e frequentato. La proposta merita una valutazione concreta dei costi, dei tempi, della sicurezza e dell’utilità per chi si sposta ogni giorno tra Mestre e Marghera. Quale sarà, invece, il destino del sottopasso se verrà realizzata la nuova struttura?
Restano aperte anche domande sul percorso della sopraelevata verso via Ulloa e sul parcheggio previsto nell’area Ulloa: chi ne garantirà la gestione e la manutenzione? Sarà pubblico o privato, gratuito o a pagamento? Come saranno assicurate l’accessibilità e la sicurezza, anche nelle ore serali?
Ricucire Mestre e Marghera significa partire dagli spostamenti reali delle persone e ascoltare chi vive i quartieri, per questo chiediamo all’amministrazione di rendere pubbliche le valutazioni sulla mobilità futura, di confrontare le alternative e di chiarire come l’intervento si inserisca nelle politiche per i servizi, gli spazi pubblici e la coesione sociale».
La valutazione dell’opera deve comprendere anche i suoi effetti ambientali, in particolare sulle alberature, sulla vegetazione e tutela della fauna selvatica. Prima di celebrare la nuova stazione, servono risposte verificabili su mobilità, accessibilità, costi e impatto sui quartieri.
Comitato ViviAmo Mestre – ViviAmo Marghera
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