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giovedì 09 Dicembre 2021

“Si parla tanto di spopolamento di Venezia, ma la città perde meno abitanti di prima”. Lettere

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In riposta alla lettera: “Le colpe dei veneziani e dei ‘venezianassi’ “.

Vedo, purtroppo, che ancora una volta si punta il dito contro questo mostro delle locazioni turistiche senza mai vedere tutto l’insieme.
Chiedo al prof. Mozzatto che faccia meglio i compiti prima di scrivere cose inesatte, oltre ad aver più coraggio nel scrivere le quali sono le citate categorie che continuano ad evadere il fisco… forse ci si riferisce a gondolieri e tassisti?

Queste le categorie che prendono anche 200.00€ ma il nostro grande governo ha permesso che non emettessero ricevuta fiscale ? Quindi questi “simboli” di Venezia dichiarerebbero 15.000€ all’anno e percepiscono tutta una serie di aiuti, come case Ater e bonus vari sottraendo la casa a chi veramente ne ha bisogno.

Si parla tanto dello spopolamento di Venezia ma se avete un minimo di decenza nel fare una ricerca, che non sia tramite le voci da bar, vedrete che negli ultimi 20 anni la città ha perso *solo* 15.000 abitanti, in proporzione meno di prima.

La città si spopola dall’ 800. La vera accelerazione è stata l’acqua granda.
Se vogliamo il vero problema è stato che Venezia, anche per ragioni di struttura urbanistica, non crea posti di lavoro se non nel turismo, tutti hanno investito solo in ristoranti e accoglienza senza diversificare, in primis gli albergatori (che nel 2008 tentarono addirittura di anticipare il fenomeno degli affitti brevi) e per quanto anche il turismo crei indotto, lo fa con minore diversità da una economia realmente diversificata.

I turisti hanno bisogno di cose turistiche e gli operatori solo di qualche avvocato, geometra, architetto o personale di bassa manovalanza.
Mancando il lavoro e le opportunità chi non vuole lavorare nel turismo va via.

Gli uffici pubblici e i servizi che spariscono sono una conseguenza.

1951 Città storica 174.808 Terraferma 96.966
1961 Città storica 137.150 Terraferma 161.036
1971 Città storica 108.426 Terraferma 205.829
1981 Città storica 93.598 Terraferma 206.707
1991 Città storica 76.644 Terraferma 190.136
2001 Città storica 65.695 Terraferma 176.290
2011 Città storica 58.991 Terraferma 181.905
2013 Città storica 57.539 Terraferma 179-149
2014 Città storica 56.356 Terraferma 179.761
…di cosa stiamo parlando professore????

Le chiedo di aver più coraggio e di fare meglio le sue ricerche prima di dare l’impressione di scrivere articoli “da bar”.

Francesco
(lettera firmata)

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» leggi anche: Le colpe dei veneziani e dei ‘venezianassi’. Lettere

» leggi anche: Venezia si spopola: contatore ormai a 50mila residenti

 

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13 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Che alternative ci sono in cento storico al lavoro nel turismo e nel suo indotto? E chi le deve creare queste alternative? Io? E poi: quanti sono disposti a perdere due ore al giorno (salvo sciopero o nebbia) per recarsi al lavoro in terraferma pur di abitare in un posto dove se chiedi di fare un bagno ti sparano a vista?

    • Le alternative le dovevano creare in questi 50 anni gli amministratori, e invece non hanno fatto nulla…
      Il turismo è anche molto appetibile anche perché consente guadagni facili per qualcuno, e molta evasione fiscale e lavoro nero o irregolare…
      ( ilgazzettino.it/nordest/venezia/vetrerie_murano_scoperta_mega_evasione_dieci_indagati_cambiavalute-3730670.html)
      Lei ha ragione che vivere a Venezia è difficile, ma chi la ama e chi ci è nato ha il diritto di non lasciare la città.
      D’altra parte qui avremmo i nostri problemi, ma non abbiamo il traffico di auto e tir, il problema dei parcheggi, le code ai centri commerciali, la malavita e lo spaccio di droga che c’è in altre città di terraferma, i costi di avere due o più auto e relativa benzina,
      le code di ore per andare in spiaggia a Jesolo o Sottomarina (abbiamo una spiaggia a 30 minuti da casa), il rischio chimico a Marghera, i PFAS, i grandi condomini con relative spese condominiali insostenibili…
      Bisogna vedere cosa interessa: io, nonostante tutto, preferisco la mia città Venezia.

  2. Puntate sempre il dito a determinate categorie e non vi guardate voi a casa vostra,ricordate l’invidia e maledetta da dio

    • …chissà perchè…
      Ma guarda che malpensanti che sono questi…
      Comunque non è certo invidia quella verso chi fa il furbo e il disonesto, spesso vantandosene, danneggiando gli altri e rimanendo impunito…: credo sia piuttosto rabbia diffusa. Quella di chi purtroppo si guadagna il pane spaccandosi la schiena per pochi soldi, e si vede tassato più di questi altri…
      Se poi hanno così tanta fede in Dio queste “categorie2, allora dovrebbero essere terrorizzate dal giudizio universale…!
      Comunque chi si accontenta spesso gode di più di chi si arricchisce indebitamente ma non è mai contento perché sempre più avido, e vive nell’incubo di essere scoperto e di perdere tutto… (Paperon de’ Paperoni insegna…)
      Anche la disonestà, specie se fa del male ad altri, è, ancor più, punita da Dio. E a volte, seppur troppo raramente, dallo Stato…
      Ma alla fine ciò che più conta è che la più grande ricchezza in realtà è la salute: questa si che è da desiderare ed invidiare…
      E non si compra…

  3. Caro il mio… locatore Francesco (tale penso Lei sia visti i toni e i contenuti…),
    il mio articolo, se leggeva bene, non condannava chi locava ai turisti, ancor meno se era un veneziano che ereditava una casa, ed erano anche ben spiegati i motivi di tale scelta, nonostante i danni alla residenzialità…
    Ne’ lo considerava primario evasore fiscale (specie ora che affittacamere e B& B sono tutti registrati i Comune e spesso prenotati tramite siti…)

    Poi, le categorie che hanno evaso il fisco a Venezia non serve “il coraggio di elencarle” (l’ho fatto più volte in diverse occasioni…), dato che, da quanto leggo, le conoscere bene anche Le come tutti… Basta solo aggiungere qualche bar, ristorante, “Dependance” o appartamento locato non regolarmente (che mi pare siano stati trovati parecchi proprio recentemente…!)
    Lei dice inoltre che Venezia si è spopolata DOPO l’ “Acqua Granda” del ‘66, ma forse non proprio PER COLPA di quella marea eccezionale…
    In realtà, se legge bene quello che ha scritto, (anche se non al bar come ha scritto di me…) dal ’61 al ’71 gli abitanti sono diminuiti molto meno che nel decennio precedente (dopoguerra) ’51-’61….
    Contemporaneamente però è proprio negli anni dal 61 al ’71 che si sono accentuati gli sfratti per dar posto al turismo, e a Mestre!
    Personalmente, nel 1969 i miei nonni vennero sfrattati dalla Fondamenta delle Burchielle e furono costretti all’esodo a Mestre NON CERTO per l’Acqua Granda, ma proprio perché c’era il devastante progetto di demolire tutto fino a Rio Terà dei Pensieri e far un grande albergo per turisti che partiva da Piazzale Roma…! (per fortuna poi non realizzato).

    Nel 1970 furono sfrattati pure i miei genitori, che fortunatamente sono riusciti a rimanere comunque a Venezia, diversamente agli altri numerosi parenti, tutti costretti ad andare in terraferma non per l’Acqua Granda, ma per gli sfratti e l’invasione del turismo che ha causato la mancanza di appartamenti in affitto. Queste cose non le ho sentite al bar, ma ho sentito il dolore delle loro lacrime nel dover abbandonare la loro città natia dove vivevano da generazioni…!
    Tra l’altro, proprio nei dati che indica (anche in modo frammentario e fermandosi al 2014…), nell’ultimo anno indicato (2013-2014) si son persi in un anno 1183 abitanti, che rapportati a in 20 anni con tale tendenza sarebbero 23.660 abitanti! Non certo, quindi, i 15 mila che indica Lei…
    E ciò, guarda caso, SUBITO DOPO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 11/2013 CHE AUTORIZZAVA L’APERTURA DEI BED & BREAKFAST A VENEZIA tramite semplice “S.C.I.A.” (segnalazione Certificata di Inizio Attività), e dalla successiva DGR (Delibera di Giunta Regionale) 419 del 25 aprile 2015…!

    I “compiti”, e pure i conti, come vede, forse non li faccio poi così male come scrive, e ora anch’io potei dirle “allora di cosa stiamo parlando, sig. Francesco…?”…

    Comunque non dico che su certe cose abbia anche ragione, ma assolvere il turismo e gli affittacamere in toto, e dare la colpa dell’esodo solo all’acqua alta di 55 anni fa mi sembrano davvero, queste, considerazioni sentite in osteria…

    Invece condivido pienamente la vergogna di certi redditi ridicoli dichiarati da anni e pure i benefici che ne derivano, come pure le do ragione nel fatto che l’esodo sia concausato anche dalla mancanza di attività lavorative che non siano manovalanza turistica, tra l’altro ormai in mano agli stranieri a causa della gravosità del lavoro e delle retribuzioni inadeguate…
    Cordialità.
    Prof. Fabio Mozzatto.
    Venezia.

    dati:
    1951 Città storica 174.808 Terraferma 96.966
    1961 Città storica 137.150 Terraferma 161.036 -37658 in 10 anni,
    1971 Città storica 108.426 Terraferma 205.829 -28724 in 10 anni, (+44793 in Terraferma )

    1981 Città storica 93.598 Terraferma 206.707
    1991 Città storica 76.644 Terraferma 190.136
    2001 Città storica 65.695 Terraferma 176.290
    2011 Città storica 58.991 Terraferma 181.905

    2013 Città storica 57.539 Terraferma 179.149
    2014 Città storica 56.356 Terraferma 179.761 = -1183 in 1 anno (-11.830 in 10 anni, in 20 anni -23.660! E non 15.000 come scritto…!)

  4. Pensata geniale Francesco, davvero.
    Quindi se non perdiamo almeno 2.000 abitanti all’anno, ma “solo” 1.000 allora non c’è più il problema.
    Le svelo un segreto: in proporzione 1.000 abitanti all’anno in meno su 50.000 sono esattamente l’equivalente di 2.000 su 100.000 e di 3.000 su 150.000…la matematica, questa sconosciuta!
    E comunque le anticipo il futuro, fisiologicamente lo spopolamento si fermerà perché a un certo punto, rimarrà solo lo zoccolo duro di quelli che, comunque, riusciranno a permettersi di vivere a Venezia.
    Ciò non toglie che da 170.000 abitanti a meno di 50.000 sia indiscutibilmente uno scempio…che ne dice?

  5. I taxisti, gondolieri e banchettari sono sempre stati una categoria protetta.
    Hanno case Ater, posti barca etc.
    Dimentichiamo che c’è stato un calo nascite generale.
    Quando io ero in prima superiore all’istituto Paolo Sarpi si era arrivati alla sezione L.
    Quando ho iscritto mio figlio c’era una sola sezione.
    Negli anni 70 la maggior parte dei veneziani non aveva la macchina. Si andava in montagna in treno.
    Ora una famiglia ha minimo 2 macchine e sapete il costo di tenere 2 macchine in parcheggio al Tronchetto?
    Si dovrebbe favorire la residenzialita’ offrendo gratuitamente dei posti macchina.
    Venezia inoltre non ha mai puntato sui giovani e lo sport. Negli anni 70 a 10 anni ho dovuto andare a Mestre per svolgere attività sportiva.
    A mestre ci sono campi di atletica.
    C’era la piscina Rari Nantes di fronte a Piazzale Roma che funzionava solo in estate. Anche per la piscina bisognava andare a Mestre.
    Quindi l’esodo c’è e ci sarà perché l’amministrazione Comunale non cercato di creare una città vivibile per i suoi cittadini.

  6. Gentile Francesco, credo le sue nozioni di matematica si fermino alla terza asilo, con tutto il rispetto. Forse anche prima.

  7. Gentile Francesco, io che forse ho contribuito ad innescare o alimentare questo lungo e doloroso dibattito, nella mia lettera ho portato ad esempio la vita reale di alcuni veneziani – la mia e quella di mia sorella a titolo di esempio – e non dati storici che a questo punto sono parte di una dissertazione che poco mi interessa. Il dato di fatto, a mio parere vergognoso, è che almeno dagli anni ”90 nessuna amministrazione ha realizzato una politica abitativa per i residenti. Ribadisco che io, orgogliosamente veneziana, abito in centro storico e lavoro in terraferma e questo disagio da pendolare sono certa che molti nativi veneziani l’avrebbero affrontato ed accettato volentieri se solo avessero potuto VIVERE NELLA LORO CITTÀ. Peccato che l’impossibilité di un affitto equo o almeno abbordabile o un acquisto agevolato SIA STATO ASSOLUTAMENTE IMPEDITO da logiche e politiche di PURO LUCRO o di PURO DISINTERESSE. Nessun politico ha cercato di contrastare la logica del TURISMO PRIMA DI TUTTO. Perché i soldi piacciono molto a troppi. Peccato che tutti, come nel caso dell’ambiente, riescano solo a guardare all’oggi SENZA PENSARE CHE ESISTE UN DOMANI.
    Peccato. O forse… questo è un imperdonabile peccato che oggi ci costa una città e domani il pianeta. Che tristezza. E comunque il rispetto non deve mai mancare, nemmeno nei “bar”….

  8. Certamente stavamo a corto di pareri non da bar come il Suo, grazie per averci illuminato, Sig. Francesco. Acutissima la Sua disamina, sarebbe un po’ come dire che una persona in grande sovrappeso, dopo essere dimagrita di 50 kg., adesso siccome perde un etto al mese, non cala più come prima. Grazie al cactus, direbbe un botanico! Io leggo sempre con attenzione le lettere del prof. Mozzatto, che, mi si consenta, di tutto potrà essere tacciato, ma non di pressapochismo, o superficialità, anzi, è scrupoloso ai limiti del (in senso buono) ma maniacale nelle sue ricerche, per come scrive qui, almeno. Se per Lei poi va tutto bene, e lo spopolamento è lieve, meglio, significa che vive serenamente questa situazione catastrofica e non ne soffre. La realtà però è che prestissimo scenderemo sotto quota 50 mila (e sempre sulle 900 unità all’anno, è il saldo negativo, che lo si voglia o no, per tanti motivi, certo, non solo per colpa dei furbetti evasori fiscali).

    • …sono un pò confuso…:
      Francesco che… scrive a Francesco: quanti ce ne sono?
      Comunque grazie molte A TUTTI per la stima e i generosi complimenti che leggo spesso e mi incoraggiano.
      Non sarò perfetto (scrivo sempre in frettissima e talvolta con errori), ma faccio del mio meglio, e mi costa fatica…
      I dati sono dati, ma bisogna interpretarli bene, ed io ho ribattuto in questo senso con il mio lungo e dettagliato commento che credo pubblicheranno presto.
      Cordialità
      Prof. Fabio Mozzatto.

      • Dott. Mozzatto, mi chiamo Francesco pure io, ma appunto non sono l’autore della lettera originaria, per così dire. Anzi, sono dalla Sua parte.

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