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mercoledì 08 Dicembre 2021

Sissy, l’agente in coma, lasciata sola.”C’è più riguardo per i detenuti”

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L'agente era stata trovata agonizzante in un ascensore del Padiglione Jona dell'Ospedale Civile di Venezia a causa di una dinamica che è stata definita tentato suicidio. L'atto così classificato, provocato da uno sparo della sua pistola di ordinanza, non ha però convinto tutti completamente

La poliziotta si è sparata in ospedale? Dubbi sul tentato suicidio

Raccogliendo l’accorato appello del padre di Sissy Trovato Mazza – la giovane agente di Polizia Penitenziaria originaria di Taurianova in coma dal primo novembre del 2016, a seguito di un colpo di pistola, esploso dalla sua arma di ordinanza, mentre era in servizio in un ospedale di Venezia – il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo, dopo una telefonata al padre della collega, Salvatore Trovato, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica sen. Sergio Mattarella.

Di Giacomo – che ha annunciato il ricorso allo sciopero della fame per tenere accesa l’attenzione sul caso che continua a presentare molti punti oscuri – sottolinea che l’agente e la sua famiglia sono stati lasciati soli da un’Amministrazione Penitenziaria che pensa più ai detenuti, come dimostrano le tante azioni di socializzazione nelle carceri sommate alle “celle aperte” e alla proposta di istituire le “celle dell’amore”, che al personale penitenziario.

“Dal mese di febbraio scorso – continua il segretario del S.PP. – alla nostra collega le è stato persino tolto lo stipendio in applicazione di una norma che viene applicata burocraticamente senza tenere conto in alcun modo del caso specifico e delicatissimo”.

“Per questa ragione le parole del padre – “Mia figlia Sissy è stata abbandonata dalle Istituzioni che ogni giorno serviva, onorava la sua divisa, rispettava i colleghi ed il suo lavoro. Se oggi penso che mia figlia appartenesse alla Polizia Penitenziaria, provo profonda vergogna” – dovrebbero pesare come macigni sulla coscienza di tutti, a cominciare da chi ha la responsabilità dell’amministrazione penitenziaria e quindi delle donne e degli uomini in divisa che quotidianamente prestano servizio nelle nostre carceri a rischio della propria incolumità come dimostrano le decine di aggressioni e colluttazioni negli istituti al giorno”.

“Sappiamo che è da qualche tempo attivo il “Comitato Civico di Sissy, la Calabria è con te” che ha il merito di esprimere quella vicinanza alla famiglia mancata a livello istituzionale e politico e per questo intendiamo svolgere anche noi una funzione di supporto materiale alla famiglia e perché il caso, dopo il clamore ottenuto dai media, da trasmissioni televisive, non finisca nel dimenticatoio”.

“Sono convinto – dice Di Giacomo – che il Presidente Mattarella, come ha dimostrato in tanti altri casi analoghi, prenderà a cuore questa vicenda e da buon padre di famiglia di tutti gli italiani interverrà, nei modi e con gli strumenti che riterrà più opportuni, a salvaguardia dei diritti della Trovato e della sua famiglia. Due diritti su tutti: la tutela della vita perché Sissy si trova ricoverata in condizioni gravi in una struttura sanitaria riabilitativa a Zingonia, in provincia di Bergamo, in stato vegetativo e lotta ogni giorno per continuare a vivere; la verità su cosa è accaduto due anni fa nell’ascensore dell’ospedale di Venezia dove è stata trovata, ferita da un colpo di pistola, si badi bene, alla nuca”.

“Noi – conclude il segretario del S.PP. – non ci stancheremo di sostenere entrambi i diritti in una vicenda che da personale e di una famiglia è diventata vicenda di cui un Paese civile deve occuparsi”.

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