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domenica 01 Agosto 2021

La poliziotta si è davvero sparata in ospedale? Dubbi sul tentato suicidio

HomeIl GialloLa poliziotta si è davvero sparata in ospedale? Dubbi sul tentato suicidio

In quel fragile filo di speranza che sostiene la vita di Maria Teresa Trovato Mazza, la poliziotta che lotta fra la vita e la morte dopo che un proiettile l’ha colpita all’interno di un ascensore dell’Ospedale Civile di Venezia, si muovono le disperate domande del genitori, che non si spiegano e non si rassegnano a quanto è successo.
Eppure Sissy, come la chiamavano affettuosamente gli amici, alle prese con un lavoro delicato qual è la guardia carceraria, con i suoi 28anni e tutta la vita davanti, quel giorno di era recata al reparto maternità, a far visita ad una donna detenuta al carcere della Giudecca che aveva appena partorito.
Quel che è successo “dopo”, è offuscato da quel lago di sangue in ascensore che ha aperto interrogativi inquietanti ai quali sembra complicato dar risposta. In un primo momento gli inquirenti avevano ipotizzato un suicidio, ma poi le rivelazioni degli amici, dei colleghi di lavoro, dei familiari, hanno condotto sempre più lontano quella possibilità.

I genitori non credono al suicidio, lo dicono ai microfono di radio e televisioni, interrogano e si interrogano, ascoltano le dichiarazioni di chi condivideva le sue giornate, al lavoro, fra gli amici, che del resto la ricordano solare, piena di curiosità e voglia di vivere. Sì qualcuno ha giudicato un po’ strani i comportamenti di Sissy negli ultimi giorni, forse qualche preoccupazione, ma nulla da far presagire una situazione tanto drammatica.
E poi le analisi sulla traiettoria del proiettile, la posizione destra o sinistra della mano che ha premuto il grilletto della pistola, questi e tanti affannosi e stucchevoli particolari, stanno invadendo la vita della ragazza e della sua famiglia, tragicamente precipitate in questa tragedia.

Lo diranno le indagini che la Procura sta puntualmente svolgendo con la massima discrezione, quel che è realmente accaduto a Sissy, che sta trattenendo fra la vita e la morte la terribile verità.

Andreina Corso

17/11/2016

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