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“Potete dire al Villaggio Coldiretti che a Venezia ci si comporta da persone civili?”. La lettera

Buongiorno, mi chiamo Laura, abito in zona San Giuseppe, a Castello (Venezia). Scrivo perché sento l’esigenza che venga ribadito a chi viene a Venezia che deve portare rispetto alla città e a chi la abita. Non siamo terra di conquista in cui chi arriva viene a fare il prepotente e la cosa va ribadita a […]

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Buongiorno, mi chiamo Laura, abito in zona San Giuseppe, a Castello (Venezia). Scrivo perché sento l’esigenza che venga ribadito a chi viene a Venezia che deve portare rispetto alla città e a chi la abita. Non siamo terra di conquista in cui chi arriva viene a fare il prepotente e la cosa va ribadita a chi si è impossessata del nostro territorio.

Segnatamente ce l’ho con il personale del “Villaggio Coldiretti” che da una settimana si sta insediando in Riva dei Sette Martiri, ai Giardini di via Garibaldi, ai Giardini della Biennale e a San Giuseppe.

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In questi giorni ho (abbiamo) visto e sopportato di tutto: lo sbarco di un esercito incredibile di uomini e mezzi alle 3 di notte con tutto il frastuono derivato e con i macchinari che passavano sotto le finestre con i loro “pi-pi-pi-pi-pi-pi” (ovvero gli avvisi acustici) che svegliavano tutti la notte del 16; la prepotenza con cui dal primo giorno sono stati occupati tutti gli spazi dalle strutture arrivate obbligando i residenti a circumnavigare la zona; la prevaricazione con cui gli addetti alla “sicurezza-vigilanza” mandavano indietro tutte le persone (tra cui anziani e mamme con bambini) che dovevano passare, facendogli fare il giro per strade alternative.
“Dovete!”? A chi??
Semmai : vi chiediamo la cortesia, siamo spiacenti per i disagi… a casa mia, o no?

Ma finora non avevo detto nulla, lasciando correre, solo che questa mattina l’ennesima insolenza mi ha fatto salire una rabbia insopportabile.

Riva dei Sette Martiri, ore 9,30 circa, passa in quel piccolissimo margine dove è ancora possibile camminare, una ragazza con il cagnolino e un uomo, uno di quelli con il filo bianco e rosso in mano (ma cosa fanno, chiudono le uniche strade percorribili quando ne hanno bisogno?), con la pettorina gialla, fissandola ossessivamente si mette a cantare al suo indirizzo: “E’ l’unico frutto dell’amor, è la banana, è la banana, e la ba-na-na eccola qua…”. Lo guardo con disappunto e proseguo per la mia strada come ha fatto la ragazza davanti a me.

Non è finita. Pochi metri più avanti, appena sceso il ponte dei Giardini, vengo superata da una giovane che corre. E’ vestita con top sportivo, che evidenzia un seno generoso, e pantaloncini molto corti. Corre verso Sant’Elena e sfortunatamente non ha le cuffiette con la musica, così ha potuto sentire l’uomo ai piedi del ponte, anch’egli con il filo bianco e rosso in mano e la pettorina gialla, gridare: “Uouououo… dove vai… che fa male con questo caldo… vieni qua dame, che stai bene qua con me…” fissandola ossessivamente a sua volta.

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Ma chi sono sti buzzurri villani? Ma da dove vengono??
Volete dire loro che sono giunti in una città di persone civili e che i loro comportamenti devono essere adeguati?
La nostra è una città dove le ragazze e le giovani donne sono e devono essere libere di camminare o di correre con abbigliamenti giovanili o sportivi senza per questo essere importunate per strada con provocazioni volgari e offensive.

Sono le nostre figlie, le nostre sorelle, le nostre ragazze, e non devono essere molestate con battute e doppi sensi ignoranti cafoni.

Grazie per l’attenzione.

Laura

La segnalazione di una lettrice che ha assistito a due situazioni spiacevoli in pochi secondi: "Chi viene a Venezia deve portare rispetto"
Gli ‘addetti alla sorveglianza-sicurezza’ , con la pettorina gialla, che fermano le persone al bisogno

La risposta giunta da Coldiretti qui…

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40 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Capisco che Venezia sia difficile ma ho visto alcuni Villaggi Coldiretti ( San Benedetto e Bari) e mi sono sembrati interessanti, rispettosi dei centri storici e partecipati dagli abitanti

  2. Non ci sono parole per l’oltraggio fatto a questa città e ai residenti e aggiungo anche agli animali che vivono in questa zona. La ditta di vigilanza è di San Benedetto del Tronto.

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