Pietro Vittorelli ex vescovo: accusa di appropriazione di soldi dei poveri

ultimo aggiornamento: 13/11/2015 ore 06:26

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Pietro Vittorelli ex vescovo: accusa di appropriazione di soldi dei poveri

Pietro Vittorelli, ex vescovo all’Abbazia di Montecassino, è accusato di essersi appropriato dei soldi provenienti dall’8 per mille versandoli sui conti personali.
Un nuovo scandalo finanziario scuote il Vaticano.
Pietro Vittorelli è accusato per questo accusato di appropriazione indebita.

Flussi di denaro giravano attorno all’ex vescovo, flussi che la Procura sta ricostruendo, con trasferimenti di denaro dai depositi dello Ior a quelli di altri istituti di credito che servivano secondo le accuse per occultare provviste illecite per un totale di oltre 500mila euro con la complicità del fratello Massimo.


La Procura di Roma ricostruisce così la sparizione di fondi destinati alla beneficenza e per questo dispone il sequestro dei beni dei due indagati facendo emergere realtà impensate.
Massimo Vittorelli, fratello del monsignore, dispone di quattro appartamenti a Roma e a San Vittore del Lazio e due magazzini, proprietà ritenute provento dell’attività illecita e per questo è accusato anche di riciclaggio.

Il vescovo, stando alle carte, amerebbe però anche la bella vita. Nella sua storia viaggi all’estero con preferenza per il Brasile, cene in ristoranti di lusso, soggiorni da migliaia di euro a Londra e Milano e uso di ecstasy, tanto da essere segnalato al prefetto nel 2010.

Pietro Vittorelli si sarebbe così impossessato del denaro destinato alle opere caritatevoli – in tutto oltre 500mila euro – prelevandolo dai conti dell’Abbazia durante il suo mandato e, per questo, ora è indagato con l’ipotesi di appropriazione indebita aggravata dall’abuso di relazioni d’ufficio. Un’accusa pesante come un macigno.


Ed è bufera nel celebre monastero di Montecassino, culla della cristianità, in provincia di Frosinone.
Nel mirino della magistratura uno scandalo che riguarda l’ex abate Dom Pietro, 53 anni, rimasto alla guida del millenario cenobio dal 2007 a giugno 2013, quando era stato costretto a rinunciare al suo incarico, dopo una grave crisi cardiaca seguita da una lunga degenza e un intenso periodo di riabilitazione, anche in una clinica in Svizzera. Con lui, il fratello è indagato nell’inchiesta, con l’accusa di riciclaggio.

A sequestrare all’alto prelato e a suo fratello beni per l’ingente somma sono stati gli uomini del nucleo speciale di polizia valutaria delle Guardia di finanza di Roma che hanno eseguito un provvedimento firmato dal Gip del tribunale capitolino, Vilma Passamonti, su richiesta del pm Francesco Marinaro. L’indagine è stata condotta dalla procura di Roma.

Per i magistrati romani, l’ex abate di Montecassino – che vive a Roma e che lo scorso settembre, dopo lunga assenza, era ricomparso in pubblico nel Frusinate in occasione della convention di Forza Italia al Palazzo della Fonte a Fiuggi, con tutti i big azzurri e del centrodestra – si sarebbe indebitamente appropriato di risorse destinate a finalità di culto e a opere caritatevoli.

Secondo l’accusa, le somme sottratte sarebbero state riciclate in varie tranche, dopo essere transitate su conti correnti gestiti dal fratello, intermediario finanziario, prima di tornare, sempre stando alle indagini, nella disponibilità di Pietro Vittorelli, che aveva accesso illimitato ai conti dell’Abbazia di Montecassino.

Il sequestro dei beni “per equivalente” è scattato e la notizia ha avuto subito vasta eco, con numerosi commenti, spesso taglienti, anche sui Social. Sul “sacro colle”, invece, la vicenda del sequestro all’ex abate Vittorelli (già membro del comitato provinciale di bioetica dell’Asl di Frosinone e oggi abate emerito di Montecassino) non ha ancora provocato reazioni: per il momento la comunità monastica resta in silenzio.

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