Piazzale Roma: due cingalesi stanno per affogare, veneziano li salva

ultimo aggiornamento: 12/02/2020 ore 13:56

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“Non chiamatemi eroe… Mi spiace per la signora che ha visto la scena e si è ritirata invece di aiutarci…”

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Due cittadini cingalesi hanno rischiato di annegare nel Rio dei Tre Ponti, a due passi da Piazzale Roma.


A raccontarlo è il giovane veneziano che li ha salvati, A.P., di trent’anni: “erano le 6:00 del mattino, mi trovavo poco distante dalla porta di casa quando ho avvertito un tonfo sordo. Il rumore era inconfondibile: qualcosa o qualcuno era finito in acqua. Mi sono precipitato e ho visto qualcosa che mi ha gelato il sangue: tra la fondamenta e una barca ormeggiata c’era un braccio che annaspava tra i flutti.”

Il residente non si è fatto domande, si è sporto e ha preso la mano allo sventurato, ma mentre provava a farlo riemergere, una scoperta ancora più agghiacciante: sotto al natante ormeggiato s’intravvedeva una seconda persona, ormai completamente esanime, che sprofondava verso il fondo del canale.

“Mentre tenevo il braccio del primo – continua A.P. – ho afferrato la gamba del secondo, ma erano entrambi pesantissimi per i vestiti completamente zuppi. Ho cominciato a gridare, finché si è aperta una finestra e si è affacciata una signora che ha chiesto ‘cossa ghe xe?’. Ho risposto che c’erano due persone in acqua, che avevo bisogno d’aiuto, e in tutta risposta la donna ha chiuso i vetri ed è rientrata”.


Per fortuna che di lì passava Stefano, lavoratore a Ca’ Pisani, che si è fiondato sul bordo della fondamenta per aiutare A.P. a tenere a galla i malcapitati.

“Poi, a causa delle urla, sono sopraggiunti anche un tassista e due operatori Veritas – prosegue il ragazzo – in quattro siamo riusciti a issare entrambi sui masegni: erano due cittadini cingalesi che risiedono qui da vent’anni. Il primo tossiva, infreddolito, e sotto shock ripeteva ‘mio cognato’, indicando il secondo che giaceva svenuto con la schiuma alla bocca.”

Si scoprirà che entrambi avevano trascorso la notte fuori per festeggiare l’arrivo del Carnevale: giunti in prossimità di Piazzale Roma, alle prime luci dell’alba di domenica, il primo era scivolato in acqua e il secondo si era tuffato per salvarlo; ma complici le rigide temperature di febbraio e l’acqua che gli ha intriso i vestiti, era finito per mettersi nei guai pure lui.

“Abbiamo praticato le manovre di primo soccorso – prosegue A.P. – il 118 era già stato chiamato. Poi è giunto il natante con i paramedici, che ha condotto i due cingalesi all’Ospedale Civile. L’indomani ho voluto sincerarmi delle loro condizioni, ho saputo che uno stava meglio mentre l’altro l’avrebbero trasferito in Terraferma.”

Una disavventura che i due ricorderanno a lungo, ma che senza l’intervento del giovane si sarebbe trasformata in tragedia.

“Non voglio che scriviate il mio nome, non ho bisogno di pubblicità – spiega A.P. – perché non ho fatto l’eroe: mi sono semplicemente comportato come un normale cittadino avrebbe agito in queste situazioni, anche se so, che di questi tempi, nulla è più così scontato”.

Il ragazzo allude probabilmente al 22enne africano annegato tre anni fa in Canal Grande tra gli sguardi distaccati di Veneziani e turisti.

“E quello che mi ha fatto più male – conclude il ragazzo. – è stato vedere la signora chiudere la finestra e rientrare nonostante fossi da solo, in una situazione disperata, a tenere a galla due persone”.

E così, se il Carnevale 2020 non si è aperto in tragedia, lo si deve soltanto alla prontezza, al sangue freddo ma soprattutto all’altruismo di un giovane Veneziano.

Nella speranza che il suo gesto possa servire da esempio in situazioni simili.

Nino Baldan

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