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mercoledì 28 Luglio 2021

Operatori sanitari non vaccinati in Veneto: sono oltre 2.000 ed ora rischiano

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Rieccola la Commissione di valutazione che sempre apre la porta e l’ascolto alle ragioni (e ai torti) dei conflitti.
Ritorna il problema di chi ancora non si è vaccinato, o non si può o vuole vaccinare, o ha paura, o ha bisogno di un tempo lungo per decidere e magari vive un momento difficile e marginale nel posto di lavoro e ha bisogno di condividere la sua insicurezza.
Si acuisce il senso dell’indagine quando si tratta di dipendenti dell’amministrazione sanitaria, che minaccia avvertimenti e provvedimenti sanzionatori.
All’oggi sono più di duemila, cinquecento sono dipendenti dell’Ulss 3 Serenissima, altri si snodano tra liberi professionisti, operatori delle aziende private, delle residenze per gli anziani del Veneto.
Per la maggior parte degli operatori, medici, infermieri e farmacisti, il ciclo vaccinale è stato compiuto, ma sono davvero tanti quelli che non l’hanno neppure avviato, nonostante la legge che ‘obbligherebbe’, in questo caso, all’obbedienza.
La Commissione dovrà ora valutare caso per caso, ascoltare i motivi del rifiuto, che possono essere di salute e quindi giustificati, o frutto di un convincimento negativo (generale) rispetto i vaccini.
Rimane però difficile da armonizzare il rifiuto con il mestiere di chi vive e lavora accanto alle persone malate, o anziane e fragili, quindi più vulnerabili.

Questa sembra essere l’incompatibilità e la questione.
Se è vero che ogni persona deve essere rispettata nelle sue scelte individuali, così come recita la nostra Costituzione, è altrettanto vero che il paziente, il malato, deve ricevere la giusta tutela.
La Direzione Generale auspica che il mese di tempo che concede per la scelta, dia buoni risultati, che si giunga al superamento dei dubbi e al raggiungimento di una convinzione che dovrà tendere al rispetto della collettività, in un momento che certifica con i dati, che grazie alla campagna vaccinale e al senso di responsabilità dei singoli, ci stiamo avviando verso la fine del periodo ad alto rischio di pandemia.
Vaccinarsi è un diritto e insieme un dovere, ricorda la Direzione generale, che non vorrebbe arrivare a provvedimenti disciplinari, come la sospensione dal posto di lavoro, gli spostamenti, il distanziamento dall’esercizio della professione sanitaria.
La vaccinazione per gli addetti ai lavori è un obbligo, va ricordato.

Esso è stabilito dal decreto legge n. 44, convertito in legge dal Parlamento a fine maggio.
Questa la situazione secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili dal Ministero della Salute.
Il tempo massimo di attesa si allungherà alla fine dell’anno, dopodiché le conseguenze potranno essere pesanti e saranno pesanti. E in ogni caso decide autonomamente la ogni singola Asl.

I vaccini, pur con le contraddizioni e i pareri talvolta discordanti dei virologi che hanno altalenato il livello di fiducia dei cittadini di ogni parte del mondo, hanno garantito il raggiungimento di dati confortanti e anche se non tutto è finito e se qualche nube ancora offusca il nostro ottimismo, sono l’unico e insostituibile mezzo di prevenzione al contagio.

Gli scienziati sostengono che questo dato ci deve rincuorare, ma avvertono che tutte le misure precauzionali, non devono essere abbandonate, possono essere allentate, i nostri comportamenti devono essere responsabili e le vaccinazioni sono il punto di forza, il legame con il mantenimento della nostra e altrui salute.

Andreina Corso

» leggi anche: ““No al vaccino perché…”. Parla l’infermiere di Rianimazione: “Ecco le mie ragioni”

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  1. Un amico ha richiesto dopo la vaccinazione di poter avere la confezione cartacea del vaccino che gli e’ stato somministrato, voleva leggere il foglietto illustrativo e vedere il numero di lotto e la data di scadenza. Non gli è stato rilasciato nulla! Finita la carta?

  2. La vaccinazione dei sanitari (medici,infermieri) che visitano pazienti sono obbligati a vaccinarsi a tutela dei pazienti, che
    visitati da un sanitario no vax rischierebbero di essere contagiati.
    Non si tratta di opinioni, l’obbligo è previsto dal decreto legge m.44/2021 art.4 in vigore dal 2 aprile scorso.
    Il sanitario può rifiutarsi, ma allora sarà trasferito ad altro incarico o sospeso dalla retribuzione.
    La legge SI APPLICA.

    • Sign. Toner, può suggerire dove possono trovare altri medici e altri paramedici considerato che siamo già in sotto organici? Importandoli dall’esterno e ci vuol tempo, ai nostri grazie ai test d’ingresso ed al numero chiuso. La legge si applica scrive lei, vi sono altre leggi in discordanza con quella da Lei citata. Come ho scritto sopra, cortesemente mi dia i dati che ho chiesto, cioè sulla prevenzione e sulla tutela della salute del personale sanitario riguardo ai rischi di contagio a seconda dell’esposizione e dei contatti con i malati di innumerevoli patologie. Il rischio e solo Covid? Ci sono cure già testate da anni e applicate con successo che per altre malattie.

  3. Guardi, su tutta la disquisizione non dico nulla perchè sono punti di vista.
    Mentre la correggo sulla “cura” Di Bella :
    accertamenti scientifici e procedimenti giudiziari hanno messo la parola ‘fine’
    sull’efficacia della terapia: non ve n’è alcuna.
    A. Raimondi

    • Gent.le Signor Raimondi i miei non sono punti di vista sono dati di fatto, per la cura Di Bella si confronti meglio. Cordialmente

  4. Gent.ma Dott.ssa Corso, leggo le Sue pacate riflessioni con piacere. Ma non sono per niente d’accordo sull’OBBLIGATORIETA’ VACCINALE ANTICOVID19 né per i cittadini né per i SANITARI, in quanto terapia genica sperimentale non ancora testata di un virus non isolabile e mutante che ha contagiato con le varianti anche i vaccinati. Perché tanto accanimento nel voler iniettare non un vaccino testato ed approvato ma, tanti vaccini prodotti da altrettante case farmaceutiche e quindi diversi? Non desta sospetto? A me si, e non uno. Chiedo di illuminarmi se il MINISTERO DELLA SANITA’ obbliga i SANITARI a sottoporsi agli altri vaccini testati e quali altre forme di PREVENZIONE adotta per i SANITARI a seconda del rischio contagio con cui può venire a contatto. Che io sappia non esiste prevenzione nemmeno per gli ausiliari che lavorano nella SALE AUTOPTICHE E NELLE CAMERE ARDENTI. Quindi perché volerli ad ogni costo sottoporre a vaccinazione, se nemmeno il Ministero della Sanità è sicuro dell’effetto del vaccino tanto da lavarsene le mani ed OBBLIGARE CITTADINI e SANITARI a firmare per assumersi la responsabilità dell’eventuale danno che preda della paura e dell’incertezza se la accollano? Che ne so io cosa ci stà dentro a quelle fiale diverse per ogni marca? Che nè so io, se in quel momento il mio corpo è nel totale equilibrio o se c’è una tempesta in atto? Questo è un ricatto bello e buono, un ricatto morale e soprattutto PSICOLOGICO, si instaura la paura ed il senso di colpa. Perché non applicare la CURA DOMICILIARE ANTICOVID 19 autorizzata dal Consiglio di Stato ma strategicamente non MUTUABILE e quindi non applicabile negli OSPEDALI? Con questa cura grandi UOMINI e ottimi MEDICI hanno curato il Covid19 senza alcuna mortalità. Ad inizio anni 90 mi sono sottoposta al vaccino anti-epatite B in un dispensario della città, erano i PRESIDI MULTIZONALI DI PREVENZIONE MEDICA E CHIMICA ora ARPAV ma, prima del vaccino mi hanno sottoposto agli esami del sangue “transaminasi” come era di “moda” al tempo per accertare che il mio fegato fosse sano, in caso di malattia asintomatica il mio fegato una volta iniettato il vaccino ne sarebbe stato danneggiato. I bambini subiscono una bomba di vaccini per malattie totalmente debellate da appena nati senza nessun test, gli esami pre-vaccinali che ogni immunologo può prescrivere non si esaminano più negli ospedali nemmeno in quelli universitari, si possono fare solo nei laboratori privati a pagamento. I dati statistici dicono che 1 bambino su 70 oggi è AUTISTICO, non credo sia solo l’inquinamento ambientale. Il corpo di ognuno di noi è unico e nella nostra unicità non siamo confrontabili e paragonabili, io non sono il numero statistico del Ministero della Sanità, il mio corpo mi appartiene e deciso io se farlo o no. La cura covid 19 esiste caro Ministero e con pochi soldi se me lo prendo, tu mi curi. In fin dei conti lo Stato non pretende che il malato di mente si auto-dichiari non sano di mente per curalo? Che pretendono da noi? Ti piace fare il bello ed il cattivo tempo vero Ministero? La Sanità è in mano alla Politica ed io con la Politica non vado d’accordo, rimango attaccata a quando dichiarato dal professor Luc Montagnier, al ricordo della tanto bistrattata cura DI BELLA ora rivalutata ed in atto. Rimango attaccata agli insegnamenti di mia madre ricevuti da un grande uomo e medico che è stato il pediatra Cacciari che curò nel lontano 1957 un parente neonato chiedendo di portarlo a casa perché in ospedale aveva le mani legate. I geni e gli onesti sono sempre incompresi e bistrattati. Io sono mia. Cordiali saluti.

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