Omicidio Yara Gambirasio, contro Bossetti nuove prove

ultimo aggiornamento: 22/10/2015 ore 08:50

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Omicidio Yara Gambirasio

Il caso della 13enne Yara Gambirasio, di Brembate, potrebbe essere arrivato ad un svolta. Il Ris di Parma ha rinvenuto sui pantaloni della ragazzina fibre di tessuto che, secondo le analisi, apparterrebbero ai sedili del furgone di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore unico indagato e in carcere da circa otto mesi.

Bossetti dalla sua cella continua a dichiararsi innocente, ma il giudice per le indagini preliminari di Bergamo non ha dubbi, il dna nucleare, la prova regina, ritrovato già diverso tempo fa sui vestiti di Yara, appartiene al muratore di Mapello, marito e padre di famiglia. Per questo il gip aveva già negato all’uomo la scarcerazione.


Questa ennesima prova, seconda il pm, sarebbe la conferma che Bossetti e la piccola Yara si conoscessero e lei sia salita in quel furgone. Gli inquirenti inoltre, avevano già confermato che varie telecamere avevano ripreso l’Iveco Daily di Bossetti girare per le strade intorno alla palestra di Brembate Sopra per circa un’ora, prima del rapimento della ragazzina.

Il legale del muratore, l’avvocato Claudio Salvagni ha fatto ricorso contro la decisione del gip di Bergamo di tenere il suo assistito in carcere e il 25 febbraio la Cassazione si pronuncerà nuovamente riguardo alla scarcerazione.


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