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Olimpiadi: Greenpeace Italia porta 75mila firme al CIO contro sponsor di combustibili fossili, ma c’è silenzio

Greenpeace consegna al CIO migliaia di firme contro le partnership con aziende petrolifere. La richiesta: stop agli sponsor inquinanti alle Olimpiadi.

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Il Comitato Olimpico Internazionale mantiene il silenzio di fronte alla massiccia protesta contro gli sponsor legati ai combustibili fossili. Questa mattina, Greenpeace Italia ha presentato al CIO una lettera aperta sottoscritta da quasi 75mila persone, chiedendo l’interruzione delle partnership con le aziende del settore gas e petrolio per tutte le future edizioni dei Giochi olimpici e paralimpici.

L’incontro, avvenuto negli ultimi giorni delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, ha visto la partecipazione di Arram Kim, Responsabile Legacy del CIO, che ha preferito non commentare la richiesta proveniente da decine di migliaia di firmatari in tutto il mondo.

Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia, ha espresso forte preoccupazione per l’atteggiamento dell’organismo olimpico: “Il CIO continua a ignorare la presenza ingombrante delle aziende inquinanti ai Giochi, voltando le spalle alle richieste di atleti olimpici, appassionati e cittadini che chiedono un cambiamento concreto”.

La tempistica della consegna non è casuale: alla vigilia dei Giochi Paralimpici Invernali, anch’essi sponsorizzati da Eni, emerge con forza il paradosso di un evento minacciato proprio dal cambiamento climatico. Uno studio commissionato dal CIO stesso rivela un dato allarmante: entro il 2080, oltre l’80% delle località attualmente idonee a ospitare i Giochi Paralimpici Invernali diventerà inadatto a causa del riscaldamento globale.

La mobilitazione di Greenpeace si inserisce in un più ampio movimento di protesta che ha visto diverse iniziative di sensibilizzazione. L’organizzazione ha lanciato un video di denuncia e realizzato un’installazione simbolica in Piazza del Duomo a Milano, rappresentando i cerchi olimpici macchiati di petrolio. Ha inoltre partecipato al corteo nazionale contro l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi di Milano Cortina.

La questione delle sponsorizzazioni “fossili” sta mobilitando anche il mondo sportivo. La campagna “Ski Fossil Free” ha raccolto oltre 21mila firme, mentre “For Future Games”, sostenuta da atleti professionisti in collaborazione con New Weather Institute e Cool Down Network, ha evidenziato come la preoccupazione sia particolarmente sentita tra chi pratica e ama gli sport invernali.

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“È tempo che il CIO si interroghi seriamente sulla compatibilità tra partner come Eni e i valori olimpici”, ha concluso Spadini, “assumendo una posizione chiara contro le sponsorizzazioni dell’industria dei combustibili fossili, per proteggere il futuro stesso dei Giochi”.

La battaglia per delle Olimpiadi più sostenibili si inserisce nel più ampio dibattito sulla transizione ecologica dello sport, in un momento in cui gli effetti del cambiamento climatico minacciano sempre più concretamente il futuro delle discipline invernali.

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Riccardo Ridonno
Riccardo Ridonno
Sono di Mestre (ma i miei genitori hanno vissuto a Venezia per moltissimi anni). Amo la fotografia e la musica, ma ho anche la passione di scrivere. riccardo_r@lavocedivenezia.it
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