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Italia: 200.000 alveari in meno. Un alimento su 2 ha pesticidi

Greenpeace chiede lo stop ai pesticidi in occasione della Giornata della Terra e lancia una petizione per proteggere la biodiversità.

In Italia, fino al 48% degli alimenti presenti sugli scaffali è contaminato da residui di pesticidi, un dato allarmante che solleva interrogativi sulla sicurezza alimentare e sull’impatto ambientale delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. A evidenziare questa problematica è Greenpeace Italia, che, in occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, ha lanciato una petizione per chiedere la cessazione dell’uso dei pesticidi e una maggiore protezione della biodiversità.

Le sostanze chimiche più comuni, come glifosato, imidacloprid e acetamiprid, vengono utilizzate per combattere infestazioni di erbe, funghi e insetti, ma il loro utilizzo comporta rischi significativi per la salute umana e l’ambiente. Non si tratta solo di residui presenti nei cibi, ma anche di effetti devastanti sugli ecosistemi che sostengono la produzione alimentare. Tra le specie più vulnerabili ci sono gli insetti impollinatori, essenziali per il 65% della produzione globale di frutta e verdura. Purtroppo, circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle in Europa è in declino, e in Italia, negli ultimi dieci anni, sono scomparsi oltre 200.000 alveari.

“Quello che consumiamo oggi è il risultato di un sistema agroalimentare che continua a permettere l’uso di pesticidi, nonostante ci siano prove evidenti dei loro effetti negativi sulla salute e sulla biodiversità,” ha commentato Silvia Visca, Responsabile del programma biodiversità di Greenpeace Italia. “È fondamentale non ignorare il legame intrinseco tra la nostra alimentazione, l’ambiente e la salute. La Commissione Europea, purtroppo, sta avanzando una proposta per la deregolamentazione dei pesticidi, il che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.”

La petizione lanciata da Greenpeace ha come obiettivo quello di fermare la deregolamentazione prevista dal “pacchetto Omnibus”, una riforma delle norme europee che mira a semplificare le autorizzazioni per le sostanze chimiche, eliminando revisioni importanti per la salute pubblica. Le richieste di Greenpeace includono il divieto dei pesticidi più dannosi, un rafforzamento delle normative esistenti e un sostegno concreto all’agroecologia, che promuove pratiche agricole sostenibili.

I pesticidi non solo agiscono sugli organismi mirati, ma influenzano anche la salute umana. Sostanze come il glifosato sono state classificate come “probabili cancerogeni” e l’esposizione, soprattutto durante la gravidanza e nei primi anni di vita, può causare gravi danni allo sviluppo neurologico e ormonale dei bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia sugli effetti neurotossici di alcuni pesticidi, ponendo la salute dei più vulnerabili al centro delle preoccupazioni.

Un altro aspetto critico è la contaminazione delle risorse idriche. Secondo i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il 77% dei punti di monitoraggio delle acque italiane è contaminato da pesticidi, evidenziando una diffusione capillare di queste sostanze nell’ambiente. Le conseguenze sono devastanti, poiché i pesticidi alterano gli habitat acquatici e compromettono la catena alimentare, rendendo difficile il recupero degli ecosistemi danneggiati.

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In un’ottica di sensibilizzazione, Greenpeace Italia ha anche presentato una gamma di regali “bee friendly” disponibili nel proprio shop online. Questi articoli, come casette per api e kit per la coltivazione di fiori utili agli impollinatori, sono pensati per educare e coinvolgere il pubblico nella protezione della biodiversità. Non solo prodotti simbolici, ma anche un modo per contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente.

In sintesi, la campagna di Greenpeace Italia evidenzia la necessità di un cambiamento radicale nelle politiche agricole e ambientali. Con il lancio della petizione, l’organizzazione si propone di fermare l’uso dei pesticidi e garantire una maggiore tutela per la biodiversità del pianeta. La salute delle persone, la sicurezza alimentare e la protezione degli ecosistemi dipendono da scelte consapevoli, che devono essere promosse e supportate a livello istituzionale. La situazione è seria, ma la mobilitazione della società civile può giocare un ruolo cruciale nel promuovere un futuro sostenibile.

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Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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