«No ai migranti positivi a Conetta», il sit in della politica e della città [video]

ultimo aggiornamento: 27/07/2020 ore 09:54

272

C’è il sindaco di Cona Alessandro Aggio, ci sono i primi cittadini dei comuni limitrofi, Agna e Cavarzere, consiglieri, parlamentari, rappresentanti istituzionali dell’opposizione al governo in carica, oltre ai cittadini, lunedì pomeriggio a protestare davanti all’ex base militare ed ex centro di accoglienza per migranti del Veneziano.

Tutto ha inizio qualche giorno fa con la scoperta di cittadini stranieri positivi al Covid presenti alla Croce Rossa di Jesolo, 40 persone, trasferite a Cavarzere.

Il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto ha iniziato una ricognizione degli immobili demaniali presenti area metropolitana, tra cui Cona ed ex caserme a Ceggia, Portogruaro, Mira e altre, dotate di infrastrutture e agibili, che comportino i minori costi possibili e siano vicini a strutture ospedaliere, dove porre in isolamento e sottoposte al controllo delle forze dell’ordine i migranti contagiati dal coronavirus.

Il prefetto ha negato che ci siano stati contagiati usciti dalle strutture e ha confermato che si tratta di persone restie ad osservare le regole anti-Covid previste.

«È vero – ha confermato il sindaco Aggio – il prefetto ha parlato di Cona come una delle possibili soluzioni, ma abbiamo voluto muoverci preventivamente per dire che non vogliamo la riapertura dell’ex base di Conetta. Un territorio che non ha registrato nemmeno un positivo al Covid, e in cui si intende portare contagiati, mettendo a rischio la cittadinanza».

«Non dovevano comunque esserci, né a Jesolo, né a Cavarzere né a Cona – dice il coordinatore provinciale della Lega Andrea Tomaello -. Il ministro Matteo Salvini (all’Interno) aveva risolto il problema in maniera ottima. Bisogna capire come si sono contagiati, poi finita la quarantena dovrebbero essere rimpatriati se non hanno i requisiti per rimanere. Spostarli non è la soluzione anzi, aumenterà il problema e le tensioni sociali».

Levata di scudi anche da Cavarzere. «La salute pubblica è la priorità in qualunque circostanza e proprio per non vanificare gli sforzi di questi ultimi mesi, auspico collaborazione a tutti i livelli – scrive la consigliera Elisa Fabian – Il prefetto venga a Cavarzere, incontri istituzioni e cittadini, coinvolga il sindaco della città metropolitana di Venezia e il presidente della Regione Veneto per trovare soluzioni adeguate». Per Zappalorto si tratta garantire che le persone contagiate non entrino in contatto con altre, ovvero di garantire la sicurezza e la salute pubblica. «Devo fare il mio lavoro», ha detto.

«Siamo Pronti a manifestare a fianco dei cittadini – afferma Mauro Armelao, segretario generale regionale del sindacato Fsp Polizia Veneto – Auspichiamo che l’ipotesi di riportare profughi presso la base di Conetta rimanga tale o per il Commissariato di Chioggia, che ha già abbondantemente dato per ben tre anni e mezzo, sarebbe da collasso».

«Ci permettiamo di ricordare al Signor Prefetto – prosegue Armelao – che presso il Commissariato di Chioggia come nel resto degli uffici della provincia che si trovano in zone turistiche, non ha avuto il benché minimo rinforzo estivo e considerando che Conetta, come territorio, è sotto la giurisdizione del commissariato Clodiense si auspica appunto che non ci sia un ritorno al passato, durato ben tre anni e mezzo in cui le continue proteste dei profughi, ha tenuto sotto scacco un intero ufficio di polizia sottraendo risorse al controllo del territorio».

«Ricordiamo – continua il segretario – quante corse da parte delle volanti e di tutti i poliziotti quando i cittadini chiamavano per chiedere aiuto in quanto i profughi avevano bloccato la strada o magari chiamate da parte anche di chi lavorava che si trovavano “ostaggio” dei profughi che volevano bloccare la base. Come hanno già dato i cittadini di Conetta, come ha già dato il comune di Cona, ci si permetta ma anche il commissariato di Chioggia ha già dato e molto».

«Concludendo quindi, sensibilizziamo il prefetto a non prendere assolutamente in considerazione l’ex base di Conetta, difficile da controllare per le dimensioni e per la distanza da uffici delle forza dell’ordine e da altri servizi. Non si facciano più gli stessi errori del passato, conosciamo benissimo la storia è l’abbiamo vissuta dal primo giorno quando dovevano arrivare 100 profughi e dopo poco tempo all’interno ce n’erano 1600. Quindi l’Fsp POlizia di Stato del Veneto dice no alla riapertura e si dice pronta a manifestare a fianco dei cittadini di Conetta in segno di protesta, pacifica, che è giusta e sacrosanta».

A.G.

Riproduzione Riservata.

 

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Una persona ha commentato

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here