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Finlandia e Svezia riprendono a rimandare i migranti verso l’Italia applicando nuovo Patto Ue

Finlandia e Svezia riprendono i trasferimenti di richiedenti asilo verso l'Italia dopo l'entrata in vigore del Patto Ue.

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Finlandia e Svezia hanno annunciato la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia, ponendo fine a una pausa che aveva coinvolto diversi Paesi europei e che segue le decisioni simili prese nelle scorse settimane da Germania, Svizzera e Austria. Le due capitali attribuiscono il via libera all’entrata in vigore del nuovo quadro normativo europeo sulla gestione dell’asilo e della migrazione.


Da Helsinki il ministero degli Interni, attraverso la portavoce Satu Sisatto, ha spiegato che l’applicazione del Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (AMMR) rende possibile riprendere i trasferimenti verso l’Italia e che le procedure sono attualmente in fase di preparazione. La Finlandia sottolinea l’importanza che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande siano rispettate e che tutti gli Stati membri si attengano agli obblighi previsti dal Patto.

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La Svezia, per voce della portavoce del ministro per la migrazione Victoria Holmqvist, ha ricordato di aver già effettuato trasferimenti verso l’Italia in passato e di voler proseguire nella stessa direzione, in coerenza con le disposizioni del Patto europeo su migrazione e asilo. Secondo Stoccolma, l’entrata in vigore del Patto ha migliorato il funzionamento dei trasferimenti disciplinati dal regolamento di Dublino.


Non tutti gli Stati Ue però hanno adottato la stessa linea. Fonti informate a Parigi riferiscono che la Francia per il momento non intende unirsi ai Paesi che stanno riorientando le pratiche di rimpatrio secondo le nuove regole. A quanto si apprende, Parigi mantiene una fase di “collaborazione e ravvicinamento” con Roma e non prevede annunci formali sul tema finché resterà aperto il dialogo tra i due governi. Roma e Parigi condividono comunque l’obiettivo dichiarato di ridurre i flussi in partenza da Tunisia e Libia.


Analogamente, la Spagna ha comunicato di non voler adottare espulsioni o restrizioni bilaterali isolate. Madrid si dice invece favorevole a gestire le pratiche relative ai cosiddetti dublinanti attraverso gli strumenti europei di solidarietà previsti dal Patto e dalle norme Ue più recenti.


Il termine “dublinanti” indica i richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati e aver presentato domanda di protezione nel primo Stato di arrivo, si spostano in un altro Paese dove avviano una nuova richiesta. Il regolamento di Dublino (Dublino II, del 2003) stabilisce che, in questi casi, la competenza per l’esame della domanda resta a carico del Paese in cui il migrante è stato registrato per primo. Sono soprattutto i Paesi di primo approdo, con l’Italia in testa, a registrare i maggiori flussi di movimento secondario verso altri Stati europei.

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I numeri di Eurostat citati dalle autorità mettono in luce lo squilibrio nelle richieste di trasferimento: nel 2025 l’Italia ha ricevuto 24.152 richieste da altri Stati Ue per “riprendersi” migranti, delle quali solo 85 si sono concretizzate; la Germania, invece, è stato il maggiore paese richiedente, con 35.993 richieste e 5.377 trasferimenti effettivi.


Le cifre alimentano il confronto tra Roma e Berlino. L’Italia interpreta l’entrata in vigore del Patto, avvenuta lo scorso 12 giugno, come una sorta di azzeramento del conto relativo ai migranti secondari, mentre la Germania ha formulato richieste di rimpatrio che Roma valuta alla luce delle nuove regole; in un caso Berlin ha chiesto il rientro di tre persone arrivate prima del 12 giugno.


Nel nuovo assetto previsto dal Patto europeo, il principio secondo cui l’esame della domanda di protezione rimane a carico dello Stato di primo ingresso è confermato, ma le procedure per i trasferimenti vengono accelerate. Al tempo stesso il quadro normativo amplia le eccezioni che possono collocare la responsabilità in un altro Stato, tra le quali rientrano i legami familiari.

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Laura Beggiora
Laura Beggiora
Giornalista, speaker radiofonica e presentatrice tv. Curatrice di eventi, trasferita in Veneto dopo lunga permanenza in Toscana. Ospite in alcune trasmissioni di Canale 5. laura_b@lavocedivenezia.it
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  1. Le ong tedesche ( a suon di milioni per i trafficanti falsi accoglienti umanitari) hanno scaricato in Italia migliaia di deportati che dovrebbero tenersi dato che le navi tedesche sono territorio della Germania idem per quelle spagnole

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