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“Navigare senza motore: la nuova moda delle remiere veneziane”. La lettera

Carissimi remieri e remiere, Siamo qui per discutere del problema eterno della Voga a Venezia: il moto ondoso. Sì, proprio quello che fa ballare le gondole, scuote i traghetti e fa svolazzare i cappelli dei turisti. Ma voi, cari amanti delle remiere, avete una soluzione rivoluzionaria: GPS e altro. Applausi, per favore! Ecco alcune proposte […]

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Carissimi remieri e remiere,
Siamo qui per discutere del problema eterno della Voga a Venezia: il moto ondoso. Sì, proprio quello che fa ballare le gondole, scuote i traghetti e fa svolazzare i cappelli dei turisti. Ma voi, cari amanti delle remiere, avete una soluzione rivoluzionaria: GPS e altro. Applausi, per favore!

Ecco alcune proposte geniali che potrebbero risolvere tutto:

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Scopri come fare

Conoscere le proposte: Ma certo! Dobbiamo conoscere le idee dei partecipanti agli “Stati generali sulla Mobilità acquea e moto ondoso”. Chissà, magari qualcuno ha suggerito di far galleggiare le barche a remi su un tappeto di petali di rosa. Geniale!

Criteri e regole: Sì, dobbiamo definire criteri e regole per tarare gli strumenti di controllo del traffico acqueo. Ma perché fermarci qui? Aggiungiamo anche un corso di formazione per le onde: “Come essere gentili con le barche a remi”. Le onde impareranno a fare le riverenze.

Altezze d’onda: Le nuove imbarcazioni devono avere “rispetto” della città. Quindi, cari remieri, vi propongo un’idea rivoluzionaria: remi più lunghi. Sì, avete capito bene. Remi lunghi come i discorsi di un politico in campagna elettorale. Così, quando le onde si avvicineranno, i remi le fermeranno con un sorriso.

Nuova campagna di misurazione: Ecco un’idea: mettiamo dei pesci spia sotto le barche a remi. Quando le onde si alzano troppo, i pesci suonano un campanello. Geniale, no?

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Sistemi di controllo: GPS, DGPS, Si.Sa. Ma perché fermarci qui? Aggiungiamo anche un sistema di controllo basato su segnali di fumo. Quando le onde si alzano, i remieri accendono un fuoco e mandano messaggi criptici ai pesci. “Cari pesci, smettetela di fare onde!”

Centraline di controllo delle emissioni: Installiamole subito! Ma non solo per le barche a remi. Anche per i gabbiani che emettono gas serra quando mangiano panini abbandonati dai turisti. Priorità, ragazzi!

In conclusione, cari remieri, ricordate: “Chi ha un remo, ha un tesoro.” E chi ha un GPS, ha un tesoro con le coordinate esatte di un’onda gentile. Buona vogata!

Con affetto (e un po’ di sarcasmo)

lettera firmata

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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Daniele Ricapito, radicalchic , questa è la mia è sola risposta tanto ti dovevo, studia di più e rema meno : Scrivere una “Lettera Firmata” implica assumersi la responsabilità delle proprie dichiarazioni, poiché la firma conferisce autenticità e identificabilità all’autore. Quindi, in generale, chi scrive una lettera firmata non è considerato un leone da tastiera, proprio perché non si nasconde dietro l’anonimato. È un gesto che mostra apertura e responsabilità.

  2. Thule, lodevole intento il tuo, ma forse destinato a frustrante insuccesso. Sappiamo lo spessore di questi anonimi leoni da tastiera. Peraltro, nostro sarcastico anonimo amico ha già stressato oltremisura i suoi neuroni nella lettura del (corposo, va detto) decalogo del Gruppo Insieme, e infatti nella sua derisione del Decalogo si sente in dovere di precisare che c’è un po’ di sarcasmo, mentre l’ingrediente principale è l’evidente timore che siano ormai maturi i tempi per misure che poco lo garberanno. Questo suo saggio di lettura prima e scrittura poi va invece riconosciuto e lodato: una attività inconsueta e faticosa per chi è abituato a misurare il mondo in cavalli marini. È un primo passo, ne meriterebbe un altro e poi ancora. Forza, anonimo amico: la strada è ancora lunga, ma hai evidenti margini di miglioramento.

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