Il Mose pronto entro il 2021, e non sarà l’unico in difesa di Venezia, parola di Ministra

ultimo aggiornamento: 23/11/2019 ore 13:11

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Il Mose sarà terminato entro il 2021. I lavori saranno accelerati ma comunque l’opera, sebbene essenziale, non è ritenuta l’unico strumento per proteggere Venezia.

La ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, fa il punto sull’avanzamento dei lavori dell’imponente struttura, finita nell’occhio del ciclone dopo che le forti piogge della settimana scorsa hanno devastato Venezia in un forum all’ANSA.

Paola De Micheli: “Per proteggere Venezia il Mose è fondamentale ma non è l’unico strumento”, dice la ministra. “C’è un sistema complessivo di protezione di Venezia che dobbiamo rifinanziare e abbiamo già cominciato”, indicando “i 65 milioni che l’altro giorno ho firmato”.

La ministra parla di “un decreto attuativo che consente di fare alcuni interventi di questo tipo” come “interventi idraulici sulla laguna”, spiega la titolare del dicastero di Porta Pia, sottolineando che l’opera “non è bloccata” ma “ha rallentato tantissimo la fine dei lavori dopo le vicende giudiziarie accadute nel 2014 e che ha coinvolto persone che avevano responsabilità”.

De Micheli ha tenuto a precisare che “non sono qui a promettere di fare prima” ma “facciamo di tutto per fare prima” della scadenza del 2021 per completare il Mose perché “avere un altro autunno per Venezia come questo sarebbe molto grave”.

Elisabetta Spitz, neo commissaria al Mose, le offre una preziosa alleanza essendo in prima linea per terminare al più presto l’opera.
“L’ho nominata perché è una donna coraggiosa, concreata, ha dimostrato di non aver paura di niente”, rivendica De Micheli.

Ma la ministra ci tiene a fare il punto su tutto il nodo delle infrastrutture e dei cantieri che devono ripartire e non solo le grandi opere.

La ricetta è quella di sbloccare o far partire i tanti cantieri minori di cui il paese ha bisogno per ammodernarsi e sviluppare le proprie infrastrutture: “le opere pubbliche sono di tante dimensioni: andiamo dai 638 milioni stanziati ieri per l’Av nella tratta Brescia-Verona fino a un elenco di medie e piccole opere di 1,7 miliardi, in totale, che l’Anas nel mese di dicembre avvierà come cantieri”, ha detto.

E per questo, ha sottolineato, i finanziamenti per i lavori saranno spostati a favore degli enti locali anche se “ci saranno un po’ meno soldi per il ministero”.

Il Ponte Morandi occupa parte del discorso: le indagini sul crollo, i falsi report ai sensori fuori uso dal 2015, e via dicendo.

“Nelle ultime ore sono emerse delle cose che per me sono inaccettabili, perché il tema della sicurezza per noi è fondamentale e viene prima di ogni altra cosa”, afferma De Micheli, annunciando, sempre in tema di sicurezza, che la prossima settimana nominerà il presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa).

Dal Ponte Morandi di Genova ad Ilva il passo è breve. “Il governo è al 100% è impegnato per la città di Taranto e poi siamo tutti impegnati in questa vicenda legata all’Ilva”, dice, mettendo in chiaro che ci sono tre punti fermi: “L’azienda deve continuare a produrre acciaio” poi “il lavoro per noi è sacro” e quindi “i lavoratori avranno tutte le tutele, il sostegno e il governo è al loro fianco affinché possano continuare a lavorare”, infine “non si torna indietro sulla de-carbonizzazione”.

Guardando avanti e alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, De Micheli “spera che ci siano degli avvicinamenti” tra PD e M5S, raccontando quindi che la cena di ieri sera col Premier Conte e gli altri ministri “è stata una cena di persone normali, che parlano di cose normali” come “i figli, le proprie storie”. E “poi io tendo ad essere un po’ esuberante e ho condito le cose con qualche battuta”, ha concluso la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture.

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