Il sistema Mose è stato sollevato questa mattina a Venezia intorno alle 6.30: si tratta della prima attivazione della stagione 2026/2027, decisa per contenere l’innalzamento della marea che ha interessato la città lagunare.
A spiegare le cause dell’evento è stato il responsabile del Centro Maree del Comune, Alvise Papa. Secondo Papa l’alta marea è stata innescata da una saccatura atlantica che, spostandosi verso est, ha favorito intensi venti di Scirocco. Questi venti hanno determinato un aumento del livello del mare stimato tra i 40 e i 50 centimetri al largo della costa.
La misura massima registrata alle dighe del Mose ha raggiunto i 117 centimetri. In laguna, invece, la marea ha toccato i 91 centimetri per poi stabilizzarsi intorno agli 88 centimetri. I dati provengono dal Centro Maree del Comune di Venezia, che ha seguito in tempo reale l’andamento della situazione.
In Piazza San Marco è stata attivata la nuova rete di pompe prevista per il presidio della basilica e delle aree più esposte. La loro entrata in funzione ha permesso alla piazza di restare per lo più asciutta, limitando i disagi nelle zone tradizionalmente più vulnerabili dell’area monumentale.
L’allerta era stata lanciata già nella giornata di ieri: il Centro Maree aveva previsto un picco di 110 centimetri alle 9.20 di mercoledì 21 ottobre e aveva segnalato la possibile attivazione del Mose. La previsione si è quindi materializzata con la sollevazione delle paratie nelle prime ore del mattino.
Non si tratta dell’unico movimento atmosferico atteso nei prossimi giorni. Secondo le rilevazioni del Centro Maree tra venerdì e sabato prossimi è attesa una nuova perturbazione di natura diversa: si parla di un ciclone in formazione tra Scozia e Norvegia che potrebbe nuovamente influenzare le condizioni meteo-marine della regione. Anche questo tipo di fenomeno è tipico del periodo autunnale e viene monitorato con attenzione dagli enti locali.
L’attivazione odierna costituisce il primo utilizzo operativo del sistema per la stagione in corso e arriva dopo le previsioni che indicavano condizioni idrometeorologiche favorevoli al verificarsi di un episodio di alta marea. Le misure registrate — 40-50 centimetri al largo, 117 centimetri alle dighe, 91 e poi 88 centimetri in laguna — sono state elaborate e diffuse dal Centro Maree, organo competente per il monitoraggio delle maree cittadine.
Le autorità e i servizi comunali hanno seguito le operazioni di attivazione del Mose e gli interventi connessi alla gestione della marea. L’entrata in funzione delle pompe in piazza San Marco ha costituito un elemento chiave per la protezione del patrimonio artistico e per ridurre i disagi ai residenti e ai turisti presenti in città.
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