COMMENTA QUESTO FATTO
 

Manifestanti contro Renzi e Polizia a Napoli, premier sfida: verrò una volta al mese

Renzi a Napoli fa scorrere le slide che illustrano gli interventi previsti per l’ex area Italsider di Bagnoli, quell’area di Napoli che da 23 anni conserva le scorie lasciate dall’impianto siderurgico dismesso e che lungo la linea di costa è coperta fino al mare da una colmata di cemento. Fuori, tensione per un corteo non autorizzato di disoccupati, centri sociali e studenti. Quando il corteo si scioglie avvengono scontri con protestanti bloccati dalla polizia che ha dovuto fare ricorso a idranti e lacrimogeni.

Scontri manifestanti-polizia, il peggio del dissenso sulla politica di Renzi, con fumogeni finiti anche su bus turistici, lanci di pietre a pochi metri da madri con bambini al parco, undici agenti e due attivisti feriti.
Il premier Matteo Renzi al termine della giornata di tensioni, a Napoli, continua a spiegare il masterplan per far rinascere Bagnoli in tre anni e non arretra di un millimetro di fronte alle proteste di comitati civici, centri sociali, studenti e disoccupati: “Possono insultare, minacciare, tirare sassi e lacrimogeni. Noi siamo più forti delle minacce e più decisi dei loro insulti”.

La manifestazione di chi giudica il piano del Governo, con relativo commissariamento, un “esproprio della città”, parte in mattinata; al via ci sono anche due assessori comunali, Sandro Fucito e Carmine Piscopo. Il corteo attraversa la città in modo pacifico fin quando, sul lungomare, una parte dei manifestanti prova a forzare il cordone delle forze dell’ordine. In pochi istanti è il caos: lancio di pietre e di fumogeni, idranti in azione per disperdere i manifestanti. I gas avvolgono anche auto private e bus turistici in transito, senza conseguenze per gli occupanti. Due manifestanti e undici agenti invece restano feriti, uno dei poliziotti finisce in ospedale.

Quando la situazione torna tranquilla, gli attivisti si ritrovano per un’assemblea pubblica e proseguono la loro lunga giornata fino alla conclusione dei lavori della cabina di regia. Riunione disertata, come d’abitudine, dal sindaco Luigi de Magistris, che attacca: “E’ una torbida saldatura tra presunto interesse pubblico e ben individuato interesse privato. Questa è una grande battaglia democratica e Renzi la perderà, stia sereno. Non si metteranno le mani sulla città fino a quando ci sarà gente con mani pulite che difende la Costituzione”.

La replica del premier arriva in un forum del quotidiano Il Mattino: “Siamo al quinto anno di amministrazione cittadina: se avessero fatto quello che potevano e dovevano non avremmo avuto bisogno di commissariamento. Siamo qui perché altri non hanno fatto”. “La procedura – aggiunge Renzi al termine della riunione in prefettura – sarà trasparente, verificabile costantemente su tutti gli strumenti di comunicazione, la gara sarà europea. La parola chiave è trasparenza con tempi certi. Chiameremo i napoletani a una grande campagna di ascolto: non intendiamo decidere in autonomia”. Soprattutto, massima vigilanza – con l’aiuto dell’Anac – contro il rischio di infiltrazioni malavitose.

L’Italsider di Bagnoli spense le ciminiere nel 1990, e da allora si parla del futuro di questi terreni, potenziale Eden sospeso tra verde e mare ma finora confinato nel libro dei sogni. Così invece sarà il futuro delineato dal premier: “Nessuna cementificazione. Bonifichiamo le terre e il mare: stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Eliminiamo il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo due milioni di metri cubi di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci”.

I fondi: “162 milioni per i terreni, 48 per il litorale, 59 per il mare. Per un totale di 272 milioni”. Previsti un porto turistico con 700 posti barca, uno stadio della vela per regate, alberghi, un polo per l’eccellenza artigianale e del food, un campus universitario, piscine e una terrazza sul golfo per rilanciare un turismo non solo estivo.

Piano imponente ma i manifestanti non cambiano idea, e rilanciano la mobilitazione: “Da Napoli inizia la grande battaglia contro il governo Renzi e contro le sue politiche di macelleria sociale”, ripetono davanti a una sagoma che raffigura un Pd-Pinocchio. Il presidente del Consiglio risponde dicendosi “quasi affezionato” alle proteste: “Tutte le volte che vengo a Napoli ho delle contestazioni molto veementi. Esprimo solidarietà agli 11 agenti feriti, tutti lievemente. Sono grato alle forze dell’ordine. E se qualcuno pensa che, visto il comitato d’accoglienza, io non torni a Napoli, credo che tornerò una volta al mese”.

Mario Nascimbeni
07/04/2016

(cod renzina)

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here