Siamo divisi: quelli delle locazioni turistiche a Venezia prendono per il sedere i residenti

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Venezia, affitti impossibili. Gruppo25aprile: "7 nuovi posti letto turistici al giorno". Incontro venerdì 20

Bed and breakfast e affittacamere a Venezia – contro – residenti-resistenti: questa non si era ancora vista.
Segno dei tempi che corrono.

Da una parte: quelli che si ostinano a voler restare in città e a battersi perché sia una città vera.
Dall’altra: quelli che hanno fatto una scienza delle locazioni turistiche, che insegnano come convertire in turistiche case come fosse il Monopoli, come pagare il minimo di tasse e via dicendo. E sopra tutto la longa manus della più grande agenzia immobiliare del mondo che agevola l’affitto a milioni di turisti a Venezia attraverso internet.

I primi presi in giro dai secondi.

Residenti e associazioni cittadine, cioè quelli che “si lamentano” perché, ad esempio, è diventato impossibile prendere un vaporetto o un motoscafo, persino nelle zone limitrofe a quelle del centro. Oppure quelli che “si lamentano” perché la conversione selvaggia di case ed edifici in locazioni turistiche ha ridotto qualsiasi aspettativa di vivere in città assottigliando il numero di residenti al minimo storico (in continuo calo).

Cioè quelli che pacificamente avevano aderito all’iniziativa “MI NO VADO VIA” che ora devono assistere ad una campagna sarcasticamente intitolata “ANCA MI NO VADO VIA” in cui i principali fautori della morsa turistica a venezia promettono battaglia per i loro diritti.

Una presa in giro evidente già a partire dal nome: quale altra motivazione può far scegliere, tra tutte le combinazioni possibili che offre la lingua italiana, un titolo dal sapore irrisorio che si riferisce ad una legittima, pacifica, aspettativa dei veneziani che chiedono solo di poter “vivere”?

La sfida è frontale.
“ANCA MI NO VADO VIA”, senza alcuna sensibilità, è il titolo che l’associazione Associazione ABBAV (Apertura e Gestione di B&B ed Appartamenti in Google) ha dato alla nuova iniziativa che promuove.

  
Questo il loro manifesto:
La recente campagna stampa sui giornali locali attribuisce alle locazioni turistiche la responsabilità di dannosi mutamenti del tessuto sociale ed economico della città come, solo per fare un esempio, lo spopolamento della Città Antica o la carenza di alloggi in affitto per residenti.

Gli operatori delle locazioni turistiche, con dati storici e statistici alla mano, rigettano le accuse in quanto infondate e frutto di giudizi parziali e pretestuosi.

L’associazione ABBAV chiede da tempo, ma senza successo, l’apertura di un tavolo di confronto, onesto e trasparente, con l’Amministrazione Comunale e tutte le categorie interessate. La richiesta è oggi ancor più urgente alla luce dei provvedimenti avversi che sono in via di approvazione.
ABBAV invita il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e i propri Associati a partecipare all’incontro perché sarà un’importante occasione di confronto.

L’Incontro
L’incontro è aperto a tutti i soggetti che operano nel settore della locazione turistica: proprietari, hosts, agenti immobiliari, fornitori di servizi e manutentori, che potranno intervenire al dibattito.

Riteniamo che le locazioni turistiche abbiano dato vita ad un indotto economico e generato reddito a beneficio dell’intera città. Sarà possibile iscriversi ad ABBAV anche la sera stessa.

Il Manifesto
I locatori intendono fare il primo passo rivolgendosi alle Istituzioni con un proprio Manifesto, poiché stanchi di etichette che non gli appartengono, così come di essere considerati dalle Istituzioni “un danno“ per la città.

ABBAV intende avviare una riflessione costruttiva per un futuro della città; i proprietari e locatori hanno costruito progetti di vita e hanno il diritto di essere ascoltati.

  
Appresa la notizia, il “Gruppo 25 Aprile Venezia” (autore dell’iniziativa in favore dei residenti “MI NO VADO VIA” e di molte altre in favore della qualità della vita perduta a Venezia) ha diffuso il seguente comunicato.

Comunicato stampa 4/11/2019

Ricca di utili miliardari che in Italia sono esentasse (le tasse le paga ma in un paradiso fiscale) Airbnb ha lanciato una campagna di lobbying a Venezia e in altre città italiane.

A livello locale leggiamo questo sorprendente proclama, e ci rattrista che ABBAV si presti a veicolarlo sulla sua pagina internet:
“Stanca delle continue vessazioni dell’Amministrazione comunale e della faziosa stampa locale, la categoria degli host veneziani ha deciso di dire basta e di lanciare un messaggio forte:
#AncaMiNoVadoVia”.

Ci sfugge il quando e in cosa sia stata “faziosa” la stampa locale, ma nel momento in cui una lobby si appropria della parola d’ordine “MiNoVadoVia”, nata con il corteo contro lo spopolamento di Venezia che ha visto 2.000 persone in marcia il 2 luglio 2017, sentiamo puzza di bruciato e di manipolazione.

Storpiare quella parola d’ordine per promuovere le locazioni turistiche, a Venezia, è come usare i santini di San Francesco che parla con gli uccellini per promuovere la vendita di fucili da caccia.

Ci sfuggono anche le presunte “vessazioni” a cui sarebbe stato sottoposto un settore che a Venezia ha conosciuto una crescita talmente impetuosa (+128% negli ultimi 4 anni) da superare il settore alberghiero quanto a numero di posti letto a uso turistico, in modo assolutamente anarchico e con un regime fiscale di favore rispetto alle attività di impresa e artigianali (cedolare secca) a meno che l’accusa di “vessazioni” non si riferisca ai controlli che ogni tanto fanno emergere strutture sconosciute al fisco, alla Questura e all’ufficio tributi (imposta di soggiorno).

A proposito di “faziosità”, noi non facciamo di tutta l’erba un fascio e riconosciamo, ad esempio, il ruolo positivo che possono svolgere i B&B tradizionali rispetto alle locazioni turistiche che invece non richiedono alcuna presenza fisica di persone residenti e sono spesso gestite su scala imprenditoriale da agenzie e società specializzate.

Non abbiamo mai lanciato crociate contro chi dispone della o delle proprietà immobiliari affittandole ai turisti per trarne un maggior reddito, nel rispetto delle prescrizioni urbanistiche vigenti, ma se proprio vogliamo parlare di “vessazioni’, tali sono piuttosto quelle subite dai nostri concittadini che ricevono sfratti esecutivi (per finita locazione e non per morosità) da parte di chi si compra palazzi interi per adibirli a locazioni turistiche.

Non tutti, e per questo evitiamo le generalizzazioni che mirano a mettere sullo stesso piano tutti quelli che hanno deciso di vivere di locazioni turistiche, trasformandoli in una lobby al servizio di terzi, come cerca di fare Airbnb.

Invitiamo quindi ABBAV e i singoli proprietari di casa a non farsi usare in questo modo da una multinazionale che si arricchisce senza pudore e senza regole (quelle che in altri Paesi contrasta in tutti i modi, e in tutte le sedi) se non quella recente del codice identificativo imposto a livello regionale (legge Caner) e che con il suo atteggiamento da «lotta di classe» produce un effetto di rigetto in larga parte dell’opinione pubblica.

I veneziani che, per sopravvivere o per vivere meglio, affittano l’appartamento che fu dei genitori o dei nonni (perché a questi sembra rivolgersi la capziosa e pelosa iniziativa di Airbnb) esistono e hanno tutta la nostra comprensione, ma sono solo una parte degli Host di Airbnb.

Giù le mani da #MiNoVadoVia: Airbnb ha tutto il diritto di promuovere i suoi interessi economici, anche minacciando di creare un partito politico come ha già fatto, ma senza appropriarsi del lavoro e degli ideali altrui.

Il Gruppo 25 aprile

Riproduzione Riservata.

 

5 persone hanno commentato questa notizia

  1. Caro signor Ruocco,
    la sua reazione rabbiosa ed offensiva (tanto da far censurare il commento…)mi pare parli da sé, e mi conforta dedurre sia indice di aver fatto centro…
    Se è arrivato a tanto, a denigrare persino le arti nobili come la musica e chi la professa, forse significa che ho colpito nel segno, e la verità fa male…
    E ancor più fastidio credo abbia dato il mio appello ai residenti a mobilitarsi, anche politicamente: ho fatto scattare l’allarme rosso…?
    Non credo neanche che Lei sia dell’AIR B e B, dato che non credo scenderebbero a un certo livello dispregiativo, comunque, per tranquillizzarla, le scrivo che:

    nessuno perseguita un veneziano che affitta una camera a un turista.
    Diverso è se ogni giorno 9 appartamenti diventano posti letto per turisti (dati: Gazzettino di ieri 6.11.19)…
    Se questa attività può essere LIMITATAMENTE accettata, la si deve consentire ai residenti e non a certo società straniere.

    Ovviamente qualcuno dovrà decidere se i tassativi 25.500 turisti massimi al giorno dovranno essere pendolari (cosa deplorevole!) o alloggiare in camere, appartamenti o alberghi.

    Nessuno si deve permettere di venire a Venezia per tentare di influenzare o condizionare la popolazione sui presunti “benefici” per la città delle locazioni turistiche, e sul “lavoro” che offre ai residenti (pulizie in nero?).

    Azzardato è poi presumere che un professore di musica, specie il sottoscritto che si occupa anche di smog e traffico, alloggi pubblici, gestione flussi, non si intenda di altro…

    Inoltre io qui sono nato, cresciuto, qui ho visto case, prezzi, bandi legge speciale, agenzie, sfrattare amici per dar posto ai turisti, passare affitti da 100.000 £ a 1 milione e 200 mila £ in dieci anni per una casa con tubi acqua in piombo, senza termo, impianti fuori norma, ecc. , quindi non certo perché la restauravano a 2.000 € a metro quadro…

    E poi non ci vuole tanto a rispondere a una semplice domanda:
    se non i turisti per vacanza, CHI PENSA DAVVERO VERREBBE, da una città di terraferma, A VIVERE A VENEZIA, e quanto più di 1.000 euro pensa davvero pagherebbero le case al metro quadro, per appartamenti spesso sono vecchi, umidi, in piani rialzati, con finestre che danno su calli buie dove a un metro i vicini sentono anche quando respiri, o in ultimi piani infuocati dal sole, senza ascensore e con scale ripide e strette, dove non puoi installare condizionatori perché sei in centro storico, e al mattino trovi l’acqua alta, il guano dei colombi o i “ricordini” dei cani per le calli, se non una bella pantegana, e dove il costo della vita è tra i più alti d’Italia, per comprare un computer devi andare in terraferma con due ore di viaggio in vaporetto più bus, e per andare al mare devi soffocare un battelli senza aria condizionata, con finestrini apribili a metà, in uno scirocco amazzonico e schiacciato dai pendolari?

    FORSE NEANCHE SE LE CASE LE REGALATE, queste persone accetterebbero di rinunciare ad un appartamentino in terraferma di recente costruzione, esente acqua alta, con ascensore, magari giardinetto o terrazza, e alla comodità ed economicità dei centri commerciali, e dell’auto al posto dei battelli che qui ti lasciano in piena notte in freddi pontili tra la nebbia perché non funziona il radar…!

    A Venezia o ci nasci e ti affezioni, o da fuori non ci vieni a vivere neanche se ti affittano la casa per una miseria…=
    E non serve essere architetti, muratori o agenti immobiliari per capire questo, mi creda! Basta viverci…

    Mi vien da pensare che sia qualcun altro, accecato dai soldi dei turisti, a non vedere la realtà dell’impatto dei turisti sull’esodo, e, assordato dal caos che portano, non riesca sentire, se non Bach, nemmeno le campane di quei veneziani veri, che, come vede, seno ben determinati a non stare certo a guardare…
    Giù le mani da Venezia!

    Prof. Fabio Mozzatto “Veneziano D.O.C.”

    • Gentile Professor Mozzatto

      Non faccia caso a questo ” Giancarlo Ruocco”, probabilmente è un troll che nemmeno esiste, o un esagitato. Tra l’altro mi sento anche io offeso circa le sue esternazioni sulle materie artistiche, visto che mio padre è un professore di conservatorio di canto lirico. Io dico, professore, che lei ha ragione in gran parte ma non su tutto. Vorrei che perdesse 2 minuti e cercasse di capire anche le nostre ragioni; le vorrei raccontare la mia storia. Ho 27 anni, all’incirca 4 anni fa grazie ad un aiuto datomi da mio padre e ad un grosso mutuo, ho acquistato un vecchio piano nobile a cannaregio di 300 mq, disabitato; gli eredi vivevano lontani e decisero di vendere questo vecchio immobile abbandonato. La mia idea era quella di fare un bel B&B di lusso con un ottimo servizio, e di viverci insieme alla mia compagna; 3 stanze sarebbero state destinate ai turisti e una invece a me e mia moglie, l’uso di cucina e salone e altri spazi sarebbero stati in comune coi turisti. Appena iniziai i lavori, tutto si bloccò per motivi burocratici, fin tanto che arrivai al fatidico 2017 ( anno in cui bloccarono l’apertura di nuovi B&B) ; a quel punto, non potendo più aprire il B&B ed essendo a lavori avanzati, decisi di frazionare il grande piano nobile in 3 unità bilocali e tenere una stanza sempre all’interno dell’immobile per me e mia moglie che lo avremmo gestito. Ci tengo a precisare che il numero di turisti, pur frazionandolo, era calato, perchè con 3 camere di B&B avrei potuto ospitare un massimo di 12 persone (3 camere quadruple), in questo modo solo 10. Ad oggi mi trovo nella situazione per cui se chiudessero le locazioni turistiche, sarei in grosse difficoltà, per i grandissimi costi che ho sostenuto, e situazione ancora più paradossale non potrei nemmeno diventare B&B ufficiale perchè le nuove aperture sono bloccate; quindi? l’unica cosa che potrei fare è svendere e andare via da Venezia insieme a mia moglie. Ma un piano nobile cosi chi lo acquisterebbe? certamente non la famiglia veneziana con 1 o 2 figli, ma il turista. Quindi sarebbe patrimonio immobiliare che passa da un residente veneziano ad un turista, ma non per speculazione bensi in questo caso per disperazione. Allora Professore, mi creda, esistono gli speculatori in questo settore e non sono pochi, e sono d’accordo con lei che le agenzie con centinaia di case o i plurimandatari vadano limitati, ma esistono anche tanti residenti come me che stanno solo cercando di crearsi una attivita’ per poter rimanere a vivere in una città cosi difficile. L’associazione ABBAV, di cui faccio parte rappresenta questi residenti gestori; non siamo il diavolo, non facciamoci la guerra tra poveri, perchè questo è l’obbiettivo delle grandi catene alberghiere che nel frattempo fanno affari d’oro con ostelli a 7 euro a persona. Lunedi 11 alle ore 18.00, terremo un convegno proprio su questo argomento alla Scuola dei Laneri. Se venisse ci farebbe un gran piacere.
      Un saluto
      Andrea Juvarra

  2. Caro professor Mozzato, che ne dici provare a capire cos’e’ il mondo pratico, quello reale?
    Prendo le tue affermazioni:
    1) Se non ci fossero le locazioni turistiche le case starebbero a 1000 euro\mq. BALLE. A Venezia verso la fine degli anni 90\primi 2000 le case costavano il doppio di ora eppure Airbnb non esisteva, quindi 1000 euro de che?!
    2) L’esodo comincia dagli anni 50, esistevano gli alloggi turistici all’epoca?
    3) I restauri da 2.000 euro\ mq che costano a venezia li ripaga l’inquilino coi 500 euro?
    Arrivederci professore.

  3. Air BB non si azzardi a mettere piede a Venezia! Se ne stia in America, così come tutte le altre piattaforme e siti su internet, che dovrebbero pure essere ben tassati, e che stanno rovinando anche i negozi, e non solo di vicinato.
    IL 10 % DELLE CASE TRASFORMATE IN ALLOGGI PER TURISTI: E SAREBBERO POCHE?!!
    Posso condividere che ci siano alloggi anche pubblici vergognosamente sfitti (i soldi per i turisti, la Maratona, l’aeroporto e la Pedemontana si trovano, ma per restaurare le case pubbliche no…!).
    Ma una cosa è un residente (non certo uno straniero!) che affitta una camera, un altro è togliere le case ai residenti per fare camere!
    Il turismo offre lavoro?Vediamo quale:
    https://www.lavocedivenezia.it/francesca-e-il-lavoro-delle-pulizie-questo-turismo-a-venezia-ha-riportato-la-schiavitu/
    https://www.lavocedivenezia.it/venezia-nessuno-tocchi-il-dio-turismo-e-il-prezioso-lavoro-in-nero-che-porta/
    Condivido che il problema (non l’unico, ma il principale) siano i pendolari (e infatti il Comune ha paradossalmente consentito circa 9.000 nuovi posti letto per turisti pendolati alla Stazione di Mestre, e si appresta ad attivare altri tre terminal, Fusina, S. Giuliano e Aeroporto, per farci piovere pendolarti da ogni dove…!Complimenti!), ma sono troppi anche i turisti che vi alloggiano! Se non ci fossero, le case costerebbero meno di 1.000 auro a metro quadro, gli affiggi meno di 500 euro al mere, e tutti avrebbero una casa.
    Così Venezia tornerebbe ad avere 176 mila abitanti con tutto il lavoro ed indotto che ne conseguirebbe.
    O qualcuno vuol far credere, per comodo, che non sia così?
    I turisti sono utili, ma non più di 25.500 al giorno tra pendolari (da scoraggiare ) e alloggianti (come da studi in occasione dell’Expo): uno ogni due residenti, sono anche troppi.
    Invece qualcuno abile in “marketing” vuol venirci ad ipnotizzare con strategie di psicologia della comunicazione imparate in America per fare affari sulla nostra pelle e sulle nostre case: eh no!
    Superato il limite! Alt, basta, stop!
    Allora si passi alla controffensiva: turisti fuori dalle scatole! TUTTI!
    Venezia e le sue case tornino ai Veneziani e solo per loro.
    I soldi dei turisti furbi, i disagi, l’esodo e i costi ai residenti? Eh no, c’è un limite, ed è stato superato!

    “Mi no vado via” diventi lista civica (possibilmente di soli cittadini, senza “infiltrati”) per contare in Comune e Regione, e decidere il futuro proprio e di Venezia!(che forse è bene che sia autonoma anche dalla Regione…!)
    Io ci sto, e firmerò subito. Attendo la proposta e un contatto da parte degli interessati.
    E’ ora di passare al contrattacco, o Venezia sarà conquistata dai “nuovi barbari”.

    Prof. Fabio Mozzatto.
    Veneziano “D.O.C.”

  4. Chi fa locazione, lavora, spende e VIVE in città. Non prendiamo in giro nessuno e non vogliamo scacciare nessuno ma, certamente, vogliamo che questa città non diventi proprietà di multinazionali estere che la trasformino in un unico grande albergo, scacciando così davvero gli ultimi residenti.
    Gli immobili usati dalle locazioni sono meno del 10% di tutto il patrimonio cittadino. E allora di cosa stiamo parlando???
    sono molte di più le case vuote che quelle usate, valorizzandole e offrendo LAVORO, come locazione.
    Certamente vogliamo che sia regolato il mercato, ma questo deve avvenire modo corretto senza accuse inutili e infondate, che dipingono le nostre attività come sanguisughe a danno della città.
    Il vero grande danno per Venezia sono i TURISTI PENDOLARI, che arrivano da fuori al mattino e se ne vanno a metà pomeriggio dopo aver intasato e sporcato ovunque. Senza asciare niente se non il sapore amaro della rabbia di chi ogni giorno fatica a lavorare per RIMANERE.
    Non bisogna chiedere ai locatori di smettere di lavorare, ma ai portali di accettare solamente strutture regolarmente iscritte alle liste comunali. Questo sarebbe davvero l’unico modo per contrastare i delinquenti che affittano in modo abusivo e irregolare.
    Questa non deve diventare la guerra tra i veneziani, deve essere spunto affinché TUTTI i cittadini di UNISCANO e pretendano che sui portali di prenotazione vengano accettati solamente coloro che lavorano in regola.

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