Venezia: nessuno tocchi il dio Turismo e il “prezioso” lavoro (in nero?) che porta!

ultimo aggiornamento: 04/08/2019 ore 10:38

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Venezia: nessuno tocchi il dio Turismo e il “prezioso” lavoro (in nero?) che porta!

Guai a chi dice che non porta ricchezza a tutti! Questa favola secolare non si deve demolire: serve a far star zitti e sottomessi tutti coloro che ci credono ciecamente, senza vedere la realtà: lo sfruttamento!

Dopo l’encomiabile denuncia della lavoratrice riportata nel presente giornale, era da aspettarsi leggere sui commenti la levata di scudi di chi si ostina a difendere quelli che non posso che definire sciacalli del lavoro.

Eppure avevo ben illustrato, rispondendo ancora a Pasquino nell’ultimo commento al precedente articolo sul tema, come stanno le cose, constatate per anni di persona. Sorprende vedere ancora gente che senza ritegno difende gli schiavisti del turismo.

La soluzione? Denunciare tutto all’Ispettorato al Lavoro e a un sindacato di fiducia, inviando poi la denuncia anche a Comune, Regione, Ministeri, Unesco e all’Unione Europea chiedendo di intervenire.

Quest’ultima infatti è intervenuta anche contro l’eccesso di uso di lavoratori precari nella pubblica amministrazione, pure con paghe inferiori a quelle dei colleghi a tempo indeterminato.

La crescita del Paese e del P.I.L. parte da qui, non dalla ricerca di bacchette magiche! Al sud credo che quasi tutti i lavoratori privati lavorino in nero (e poi l’INPS piange e ci fa lavorare fino a 80 anni?) perché lì “si può”.

Devo pensare che ci sia anche a Venezia, da quanto leggo? Aberrante constatare che, con miliardi di guadagno dei “soliti furbetti” (di cui magari 2/3 trasferiti in Svizzera, dato che da molte dichiarazioni dei redditi controllate i titolari spesso dichiarano redditi simili a quelli dei loro dipendenti), si “ricattino” i lavoratori in stato di bisogno, imponendo condizioni illecite e di sopruso.

Parole come “nessuno l’ha obbligata”, “poteva rinunciare” secondo me non sono ammissibili, e sembrano, a mio parere, ricordare gli “schiavisti” di fine ottocento, nell’avvento dell’era industriale, che approfittando dello stato di bisogno e della miseria: questo si chiama anche ricatto occupazionale, e qualcuno non ha forse ben chiaro che si tratta di illeciti, reati previdenziali e fiscali, se non penali.

Per chi ostina a far apparire la coraggiosa lavoratrice come una “isolata capricciosa che non ha voglia di lavorare”, e volesse la prova di come stanno le cose, lo invito a fare col sottoscritto un “giro turistico dell’illecito” a Venezia, oppure leggersi (prego la redazione di inserire il volantino allegato sotto) il volantino dei lavoratori che manifestavano Davanti all’Hotel Bellini (4 stelle!) alla Ferrovia contro lo sfruttamento della Cooperativa JOBART (che nome artistico…) e Boscolo Hotels.

Vogliamo parlare del lavoro che portano i turisti delle Grandi Navi ai laureati in lingue? Bene, per chi vuole lavorare, innanzitutto deve pagarsi, ogni anno, un corso per poter accedere all’area portuale: questo corso che dura poche ore (ovviamente non retribuito) dal costo di 50 euro, più 16 euro di bollo.

Ma poi il lavoro se lo devono pure trovare presso qualche Operatore Turistico, che magari gli offre un contratto “a chiamata”: deve stare a casa ad aspettare (così come un cane aspetta l’osso dal padrone), e se però non risponde alla chiamata, paga pure la penale!

E non si illuda di percepire l’ASPI (Disoccupazione) nei giorni di non lavoro: anche se non si viene chiamati, quindi non si lavora, si è… ”assunti”, perciò niente ASPI! Evviva il Turismo e le Grandi Navi…

Chi ci guadagna è chi prende i soldi per i corsi: per poche ore, su 500 candidati incassa 25.000 euro, mentre lo Stato, si “accontenta” di 8.000 di marche da bollo…! Che lavoro meraviglioso, con una laurea in tasca!

Che dire poi se la contabilità di noti ristoranti di Venezia (prevalentemente in nero) fosse tenuta dalla figlia magari di un generale, che ben conosceva i trucchi del mestiere?

Invito tutte le persone che si trovano in situazioni di sfruttamento illegale a non tacere più e a denunciare non solo il loro caso, ma anche tutti quelli di cui sono a conoscenza: solo così si tornerà ad avere, se non i “salari ricchi del settore turistico”, almeno un lavoro in regola e, soprattutto, la dignità!

Purtroppo mi par di capire che la salvezza di Venezia non dipende da chi ci tiene o meno alla città, ma da chi la sfrutta o chi invece viene sfruttato…

Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano D.O.C. (“non sfruttatore”)

volantino lavoratori turismo truffe appalti in foto

7 persone hanno commentato questa notizia

  1. Mi rivolgo ancora al sig. Pasquino per la sua replica del 1 agosto sull’articolo del 20 luglio:
    https://www.lavocedivenezia.it/questo-turismo-porta-benessere-e-posti-di-lavoro-a-venezia-no-solo-poverta-e-schiavismo/#comment-153477

    Gentile,
    non creda che non conosca i problemi degli imprenditori (ho avuto parenti che lo erano, e anche io ho avuto esperienze con persone sotto il mio controllo), ma se non hanno ancora deciso di fare il lavoro di Francesca, vuol dire che, nonostante tutto, stanno ancora meglio così, non le pare?
    Se è insostenibile per lei fare l’imprenditore, proponga alla signora di prendere il suo posto, e vedrà che non si lamenterà di sicuro.
    Io comunque sostenevo che i lavoratori dovrebbero essere pagati 20 euro all’ora per via del costo della vita in città e dei profitti che il turismo porta, lavorando ordinariamente e non certo dovendo trasformarsi in Superman per “rendere come vuole Lei”.
    Può comunque concordare un premio orario extra, o altri benefici ammessi dalla legge (esempio pagare l’abbonamento annuale al lavoratore), ed erogarli solo se si ritiene soddisfatto del dipendente, ma la base di 20 euro deve rappresentare l’ordinario, non i casi di eccellenza.
    Premesso che ci son pure casi di lavoratori poco corretti, spesso si sostiene che l’agnello diventa un lupo quando reclama un diritto o dice una volta di no ad una richiesta arbitraria. Se i dipendenti sono ben pagati e rispettati (come avveniva in Svizzera per un mio amico cameriere), in genere non possono che parlarne bene ed esserne riconoscenti.
    Se Lei cita spesso le sentenze “ingiuste” dei giudici del lavoro, forse riguardano casi in cui i datori di lavoro non si sono certo comportati al meglio col dipendente, ancor più se i giudici lo reintegrano.
    Inoltre, non mi pare che la recente “riforma” del lavoro “Jobs Act”, paradossalmente fatta proprio dalla “sinistra” (così come la legge 30 fatta da Biagi e D’Antona, giurislavoristi al servizio di…D’Alema e Bassolino, altri “sovietici” come direbbe lei) le impedisca di licenziare senza tanti problemi o reintegri (che tra l’altro esistevano solo per imprese con più di 15 dipendenti …)
    Al di là dei piagnistei “alla Zio Paperone” di molti imprenditori, il diritto del lavoro (e l’Avvocato Gianluca Teat esperto in diritto del lavoro che scrive ottimi ed utili saggi sul questo giornale glielo potrà confermare) stabilisce che il lavoratore (e non il datore di lavoro) è sempre parte debole: ci sarà un motivo, non le pare?
    Bisogna poi sempre vedere quanto il pastore ha tirato la corda al collo dell’agnello, se si è trasformato in lupo…
    Se infine Lei però arriva a sostenere che chi denuncia una situazione di illegalità è una spia (e potrebbe essere pure americana….), allora non vale nemmeno la pena perdere tempo a scrivere altro.
    Mi sembra che i cittadini e i lettori (non sfruttatori) abbiano ben condiviso quanto scritto e ben documentato, e non sono certo tutti miei amici…
    Cordiali saluti.
    Prof. Fabio Mozzatto

    • Gentile,
      può rispondere o meno ai miei post, non condivido il suo pensiero, è possibile non essere d’accordo con Lei ? posso scriverlo o devo solo leggere e basta ? tra le altre cose non sono imprenditore, e mi creda i piagnistei li leggo solo da parte sua. Tanto le dovevo.

      Cordiali saluti
      Pasquino

    • sig.Fagarazzi, sono d’accordo con Lei quando scrive ” i proprietari di bar e ristoranti dovrebbero impiegare più veneziani”, ma se non lo fanno è perché ci sono i sindacati di mezzo, come ho già scritto al sig.Fabio molti sarebbero disposti di pagare anche 20 euro l’ora, ma se poi non rendi per quello che hai promesso ti licenzio subito, e senza penali.
      Le spie le usavano i sovietici.
      Cordiali saluti

  2. Grazie a Fabio Mozzatto, per darmi l’opportunità di dire la mia.
    Nel 2003-2004 per uscire dal precariato della Pubblica Amministrazione, lavorai come camiera ai piani per un’estate e dopo pensai di frequentare il corso come GOVERNANTE d’aALBERGO juonior finanziato dal FSE. Delle 12 persone che presero il diploma forse solo 1 è riuscita, poi persi i contatti nel tempo non lo so, e c’erano donne che avevano lavorato come camiere ai piani in prestigiosi alberghi. Grazie alla legge Biagi nel 2004 è crollato tutto. Mi fermo qui perchè a questo lavoro ho lasciato il cuore..aggiungere altro non ne vale la pena.

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