L’urlo di Venezia che si ribella alla città fantasma: “Mi no vado via!”

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L'urlo di Venezia che si ribella alla città fantasma: "Mi no vado via!"

“Mi no vado via“ (Io non me ne vado). Questo il titolo della manifestazione che domenica mattina ha visto scendere in strada e manifestare almeno 1500 cittadini veneziani residenti nella città storica.

Un paio d’ore in cui gli “indigeni” della Laguna sono riusciti a “sfrattare” i turisti con un corteo voluto da una serie di comitati cittadini tra cui anche Confartigianato Venezia e gli antagonisti dei Centri Sociali, sotto lo slogan “Mi no vado via” riferito all’esodo dei residenti dalla città lagunare divenuta, per loro, poco vivibile.

Il corteo è partito dall’Arsenale, simbolo della Serenissima Repubblica, è stato aperto dallo striscione ‘Venezia è il mio futuro’, accompagnato da cartelli che toccavano i più svariati temi caldi per la sopravvivenza in città come i prezzi delle case, la mancanza di negozi essenziali sostituiti da botteghe di paccottiglia, il transito delle grandi navi da crociera a San Marco, e soprattutto l’insostenibile presenza del turismo mordi e fuggi.

Il serpentone di veneziano doc, famiglie, mamme con bambini, ha sfilato in Riva degli Schiavoni per poi snodarsi proprio in quei luoghi dove il turismo di massa tende a rendere la vita difficile in città.

«Siamo qui per chiedere politiche e misure per garantire la residenzialità in centro storico». Sono le parole simbolo della protesta che aveva nel mirino anche le amministrazioni comunali che per anni non hanno fatto nulla. In mezzo alla protesta è finito anche l’Unesco che ha cominciato ad interessarsi delle politiche per la città, nonostante sia un patrimonio mondiale, solo da pochi mesi.

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2 persone hanno commentato questa notizia

  1. Sono gli amministratori come Luigi Brugnaro che ci costringeranno alla resa. Stà sfidando se stesso. Vuole fare di Venezia la DUBAI europea. L’Unesco lo richiama, si parla di numero chiuso di turisti e lui in risposta rilancia l’idea o già realtà (?) del Porto di Marghera per le grandi Navi e del quadrante di Tessera. Aerei diretti per la Cina. Lo sostiene un potere forte. Parlo al presente, non sono solo i veneziani a dover scappare ma tanto più in là.
    Brugnaro è un’imperialista di natura, cioè distruzione.

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